Presentazioni – Alla ricerca del buon tempo passato, proverbi siciliani di Giuseppe Pappalardo

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Giuseppe Pappalardo

È stato presentato nella cripta della Chiesa di San Giorgio dei Genovesi il libro curato dal poeta e cultore del dialetto siciliano Giuseppe Pappalardo, intitolato Alla Ricerca del buon tempo passato, proverbi dialettali raccolti dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale Marconi Mongibello di Ragalma. Insieme all’autore era presente Giovanna Sciacchitano, che ha egregiamente recensito il libro nel pomeriggio culturale organizzato grazie a Fulvia Reyes presidentessa dell’Unione Cattolica Artisti Italiani.

Il libro, frutto di un’attenta ricerca del curatore, ha il merito di rendere conto della memoria e della saggezza popolare che si tramandano di padre in figlio, attraverso i proverbi, focalizzandosi in una particolare zona geografica della Sicilia, che insiste nella provincia di Catania, facendo comunque riferimento anche ad altre zone geografiche. Così da permettere al lettore di avere un punto di riferimento preciso, rispetto alla varietà del dialetto siciliano a seconda di quale zona della nostra isola ci si trovi.

Particolarmente interessante è stato il momento in cui Giuseppe Pappalardo ha parlato delle arancine se siamo nel palermitano e degli arancini se siamo nel catanese, dipanando così una matassa che spesso crea una piacevole conflittualità tra le due maggiori città siciliani. In fondo la differenza tra arancina e arancine non è sostanziale, pertanto non serve decidere dove nasce e stabilirne la paternità, l’importante è che siano buone.

Interessante anche la considerazione del curatore del libro, che ha messo in evidenza come i proverbi spesso hanno due versioni e due interpretazioni diametralmente opposte, confermando la tesi che la verità spesso non è assoluta, piuttosto è soggettiva e può essere vista e pertanto percepita da diversi punti di vista.

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Ho chiesto a Giuseppe Pappalardo quali sentimenti prova quando presenta il suo libro e di rivolgersi ai lettori del blog: <<Presentare il libro – ha detto Pappalardo – mi fa riassaporare la gioia di una esperienza per me emozionante: l’avere operato a stretto contatto con ragazzi che hanno partecipato alla ricerca con passione ed entusiasmo e che hanno riscoperto valori e tradizioni che si stavano perdendo. Ai lettori vorrei dire che, in una società italiana in cui l’ultimo rapporto Censis ha evidenziato una crescente aggressività sociale, occorre riflettere sulla valenza dei proverbi nella prospettiva di un richiamo a valori perduti che solo la tradizione può restituirci e riattualizzare>>.

Antonino Schiera

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