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Eventi – La poetessa madonita Francesca Luzzio è la protagonista della quarta serata di #calicidipoesieaisnello.

Francesca_Luzzio_poetessaGiovedì 2 agosto giungerà alla sua quarta serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione della poetessa madonita Francesca Luzzio. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza S. Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello.

Il pubblico presente potrà deliziare il proprio udito grazie alle performance musicale del gruppo Folk Studio e, grazie alla presenza dei bambini di Isnello che disegneranno la serata, si potrà vivere una serata davvero magica.

A moderare l’incontro sarà ancora una volta il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello e dalla Biblioteca Comunale di Isnello.Calici_poesie_a_Isnello_Francesca_Luzzio

Il pubblico presente avrà la possibilità di accompagnare la serata con un buon calice di vino fresco. I media partner di #calicidipoesieaisnello sono il gruppo culturale e turistico Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano. Al Bar Cambio è affidato il compito di curare la degustazione dei vini.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – Il poeta palermitano Nicola Romano è il protagonista della terza serata di #calicidipoesieaisnello.

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Nicola Romano

Venerdì 20 luglio giungerà alla sua terza serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione del poeta palermitano Nicola Romano. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza S. Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello. A moderare l’incontro sarà ancora una volta il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello e dalla Biblioteca Comunale di Isnello.Nicola_Romano_poeta_foto_di_Mario_Virga

Il pubblico presente avrà la possibilità di accompagnare la serata con un buon calice di vino fresco. I media partner di #calicidipoesieaisnello sono il gruppo culturale e turistico Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano. Al bar delle querce è affidato il compito di curare la degustazione dei vini.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – Il poeta e scrittore palermitano Francesco Ferrante è il protagonista della seconda serata di #calicidipoesieaisnello.

Calici_di_poesie_a_Isnello_Francesco_FerranteVenerdì 13 luglio giungerà alla sua seconda serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione del poeta e scrittore palermitano Francesco Ferrante. L’appuntamento per tutti è fissato alle ore 21.30 a piazza S. Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dal suono del marranzano e dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello. A moderare l’incontro sarà ancora una volta il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello.

Francesco_Ferrante_poeta_e_scrittore
Francesco Ferrante

Il pubblico presente avrà la possibilità di accompagnare la serata con un buon calice di vino fresco. I media partner di #calicidipoesieaisnello sono il gruppo culturale e turistico Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano. Al bar di Isnello Pink Panther, conosciuto per le sue specialità, è affidato il compito di curare la degustazione dei vini.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – E…state in poesia nel cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

E...state_in_poesiaSabato 7 luglio, alle ore 10.30, gli obiettivi di telecamere e macchine fotografiche di Arte & Cultura, saranno puntati sulla 7° Edizione di E…STATE IN POESIA 2018. Manifestazione culturale, che si inserisce nell’ambito del vasto cartellone culturale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e che vede la partecipazione di Elena Raspanti a cura dell’Associazione Socio Culturale Ottagono Letterario e il blog Tonypoet.

L’appuntamento è fissato presso la Real Fonderia Oretea alla Cala di Palermo e vedrà protagonisti 18 poeti contemporanei, che si alterneranno al microfono. Durante la manifestazione culturale verranno assegnati tre importanti attestati: “Riconoscimento alla Cultura” alla professoressa, poetessa e scrittrice Maria Patrizia Allotta; “Premio Tradizioni Popolari” alla cantautrice Sara Cappello; particolare nota di merito andrà al poeta e scrittore Guglielmo Peralta, prefattore della 7° Antologia E…state in poesia 2018.

Il poeta palermitano Antonino Causi è l’ideatore, l’organizzatore e il conduttore di questa iniziativa culturale. A lui abbiamo chiesto quali sentimenti prova alla vigilia di questa importante riunione tra poeti a Palermo?

Antonino Causi – “Mi auguro che l’evento sia di gradimento. Per me è un onore ospitare

Il_poeta_Antonino_Causi
Il poeta Antonino Causi

quest’anno E…state in poesia a Palermo, una città che, seppur con le sue contraddizioni, è ricca di storia, tradizioni e votata all’accoglienza e al turismo. Spero che si facciano nel futuro più progressi per la cultura e i beni di interesse artistico.”

Cosa si sente di dire ai poeti partecipanti all’evento?

Antonino Causi – “Mi aspetto dai poeti sicuramente una partecipazione lodevole delle loro opere, considerato che i 18 poeti sono dei nomi di tutto rispetto e che vantano riconoscimenti sia in Sicilia che fuori. Un grazie lo devo ad Emanuele Insinna che è stato il referente territoriale, che ha contribuito alla realizzazione della manifestazione, insieme all’Ottagono Letterario Associazione Socio Culturale presieduta dall’ infaticabile Giovanni Matta.”

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La poetessa Francesca Luzzio

Francesca Luzzio scrittrice di Montemaggiore Belsito ma che vive a Palermo, avendo dedicato la sua vita all’insegnamento, è una delle poetesse selezionate e declamerà come gli altri, tre sue poesie. Prossima alla pubblicazione del suo nuovo libro di poesie, risponde alla nostra domanda riguardo una sua breve considerazione sull’evento.

Francesca Luzzio – “E…state in poesia. E…stiamo armoniosamente insieme! La poesia è il fil rouge che prima o poi ci lega, la poesia crea affinità elettive. Scusami, Goethe, ma i tuoi sintagmi sono del tutto appropriati ad esprimere il mio, il nostro sentire.”

Le fotografie dell’evento sono a cura di Eleonora Causi e Giovanni Mattaliano.

 

Antonino Schiera

 

Eventi – Calici di Poesie a Isnello, prende il via il 6 luglio [VIDEO]

Calici_di_poesie_a_Isnello_generalePrenderà il via il 6 luglio prossimo, la prima edizione dell’evento culturale Calici di Poesie a Isnello, con la partecipazione del poeta e scrittore Gino Pantaleone che declamerà le sue poesie alle ore 21.00, in piazza Santa Giovanna d’Arco, accompagnati dalla chitarra di Luca Di Martino e con la possibilità di degustare un buon calice di vino fresco.

L’ideatore e promotore dell’iniziativa è il poeta palermitano Antonino Schiera, che avrà il compito di condurre e moderare tutte le serate.

Un percorso letterario che si svilupperà nei mesi di luglio e agosto e che prevede una serata conclusiva il 23 settembre, con la partecipazione di tutti i poeti coinvolti, del coro Anima Gentis, diretto dal maestro Antonio Sottile e dello scrittore e poeta Biagio Balistreri che ha aperto l’estate culturale di Isnello lo scorso 28 aprile, con la presentazione del suo romanzo epistolare “L’inquilino della casa sul porto” edito da Spazio Cultura.

Gli altri poeti protagonisti delle serate estive a Isnello, con orario di inizio previsto alle ore 21.00 sono: Francesco Ferrante il 13 luglio, con l’accompagnamento del marranzano o scacciapensieri suonato dal piccolo Daniele Ferrante; Nicola Romano il 20 luglio; Francesca Luzzio il 2 agosto, con la partecipazione del gruppo musicale Folk Studio e dei bambini di Isnello; Emanuele Drago il 24 agosto, con l’accompagnamento musicale della soprano Gloria Grisanti e del pianista Antonino Fiorino; Lavinia Alberti il 31 agosto.

Durante le serate è previsto anche un momento di rievocazione storica attraverso la lettura di testi, che riguarda gli antichi mestieri, le arti e le tradizioni del paese madonita.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Isnello, che consapevole delle potenzialità delle bellezze architettoniche, degli angoli suggestivi offerti dal paese, ha fortemente voluto questa manifestazione culturale che sarà itinerante all’interno del territorio comunale. Saranno pertanto affisse nel paese e sui social network, le locandine che indicheranno il luogo preciso dove si svolgerà l’incontro serale con il poeta di turno.

 

Alla kermesse poetica sono collegate due iniziative. La prima riguarda la possibilità di scattare fotografie da parte di chiunque abbia voglia di partecipare, artisti e poeti compresi, che andranno veicolate attraverso Facebook e Istantgram con l’hashtag #calicidipoesieaisnello.

Colori_che_divengono_traccia_a_IsnelloLa seconda iniziativa invece è rivolta ai bambini di Isnello che avranno la possibilità di partecipare a due eventi poetici per potere disegnare liberamente sui fogli, ciò che la spontanea creatività suggerirà loro. L’iniziativa sarà illustrata ai genitori e ai bambini dall’Assessore alle Attività Sociali e allo Sport Anna Agostara, durante un incontro pubblico al Centro Sociale di Isnello, il 10 luglio alle ore 17.00.

Partner della manifestazione Calici di Poesie a Isnello, sono l’associazione culturale Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano.

Antonino Schiera

Siciliando (logo)Biblioteca_Comunale_di_Isnello.PNGCalici_di_Poesie_Stanganello.PNG

 

 

Recensioni – L’inquilino della casa sul porto di Biagio Balistreri

Antonino Schiera Riflessioni d'autore

Biagio_Balisteri_Antonino_Schiera Biagio Balistreri e Antonino Schiera

Si è svolta nei locali delle Suore Collegine a Isnello, il giorno 28 aprile scorso, la presentazione del romanzo epistolare del poeta e scrittore Biagio Balistreri “L’Inquilino della casa sul porto” – Spazio Cultura Edizioni.

Il giornale L’Ora ne ha dato notizia

Erano presenti oltre all’autore, Antonino Schiera poeta e scrittore che ha relazionato; il Sindaco di Isnello Marcello Catanzaro; il Vice Sindaco Antonio Carollo; l’Assessora Anna Agostara; l’editore Nicola Macaione.

Nel dibattito che si è aperto si è parlato di vari temi legati al libro di Biagio Balistreri ed

Nicola_Macaione_Marcello_Catanzaro Nicola Macaione e Marcello Catanzaro

in particolare della peculiarità del romanzo epistolare moderno con alcuni riferimenti ad autori del passato.  Ma anche della volontà dell’amministrazione comunale di Isnello di promuovere altre iniziative culturali come questa che ha visto protagonista il poeta e scrittore Biagio Balistreri.

Per gli appassionati di libri, riporto…

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Monologhi – Ustica l’isola senza tempo [VIDEO]

È come se un’improvvisa lingua di fuoco, di lava incandescente tra boati e soffi, avesse generato vita terrestre, nell’immenso mare, cangiante nel suo divenire, che già brulicava di creature marine d’ogni specie e d’ogni forgia.

Di fronte all’isola madre gorgheggi in questo tuo continuo incontro con il mare. Antico baluardo, carico di storia, presidiato da altre genti, provenienti da altre isole, da altri continenti.

Un susseguirsi scintillante di spade che luccicano imperiose e feroci. Attacchi e difese, fortificazioni che divengono luoghi di custodia. E velieri carichi di uomini esausti che allora, come oggi, cercano l’approdo.

Nel tuo casuale disegno voluto dagli dei e dal lavoro degli uomini, ci rendi quieti e romantici tra le insenature, le grotte, i terrazzamenti esposti ai venti e alla salsedine marina. Le tue albe, i tuoi tramonti, il tuo odore acre trasportato dal vento.

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Tu isola, come donna generatrice, madre terra fertile, hai donato gentilezza e sinuose amorevoli braccia, alle gibbose rughe, imperlate di sudore, di uomini sentinella, pescatori e contadini che creano e generano a loro volta.

La spuma del Mediterraneo che anima vortici sulla chiglia di navi cariche di genti coraggiose, che salutano con bandane e fazzoletti sventolanti. Donne e pargoli che piangono, speranzosi per un rapido e prolifico ritorno sulla terraferma. Sofferente silenzio destinato a diventare gioia. Sorrisi, amorevoli e fertili abbracci nel nostro modo di immaginare l’universo: pacifico, generoso, accogliente, pervaso d’amore.

Non sei più terra di conquista, non sei più strumento in mano a codardi assalitori irrispettosi della tua identità. Un dì ti sei ribellata al destino di chi ti voleva isola prigione.

Oggi vivi nell’immensa potenza della natura che genera frutti della terra e del mare, che ingurgita dentro di sé, annichilendoli, gli ozi della vita artificiale che ci allontana dalla nostra vera essenza di uomini in questo mondo.

Antonino Schiera   (Tutti i Diritti Riservati – ringrazio Alessia Marinella per le bellissime fotografie dell’isola di Ustica)

 

 

Storie – Natale a Trieste: l’idealizzazione di un amore

Natale a Trieste – Breve racconto di Antonino Schiera

Mare_mare_mareLa nave della Marina Italiana, lasciò il porto di Trieste per una nuova esercitazione in mare aperto. La seconda guerra mondiale, era terminata da circa venti anni, ma la memoria dell’uomo spesso è rancorosa nella sua pervicacia. Cosicché le armi avevano smesso di tuonare, ma non per sempre. La mano era sempre pronta a premere nuovamente il grilletto. La minaccia di una nuova guerra era sempre presente e gli stati che fino a qualche anno prima avevano combattuto tra di loro, continuavano a mostrare i muscoli attraverso il dispiegamento di forze militari. Milioni di morti, sofferenza, distruzione, disperazione non erano bastati a placare definitivamente gli animi.

Mancavano pochi giorni al Natale del 1964. Francesco era imbarcato su una nave da guerra italiana, che in quel tempo di precaria tregua, serviva da deterrente e da monito contro nuovi potenziali conflitti. Francesco stava svolgendo il servizio militare nella città della bora, 18 mesi lontano da casa. La sua famiglia viveva in Sicilia nel capo opposto, verso sud, dello stivale.

Pola_(incrociatore)_-_foto_ufficialeNell’animo di Francesco, albergavano due sentimenti contrastanti: da un lato provava nostalgia per la sua mamma, per il suo papà e per i suoi fratelli rimasti nella terra natia. Dall’altro lato, invece, viveva con gioia la possibilità di esplorare, di conoscere nuovi mari, nuove terre e nuove genti, ma anche le usanze e le tradizioni di altri popoli. Insomma poteva vedere il mondo attraverso gli occhi non solo suoi, ma anche di tutte le nuove persone che aveva modo di conoscere.

Aveva un animo sensibile Francesco. Spesso vergava poesie, non le scriveva nemmeno, ma rimanevano nella sua mente: gli facevano compagnia nei momenti di solitudine, quando le ripeteva come una nenia. Per la prima volta nella sua vita osservava le luminarie, le stelle ed i riverberi di luce dei presepi da una prospettiva diversa, dal mare. Una grande novità per lui, dato che non era abituato a navigare in mare, che aveva reso originale e che percepiva come fosse le braccia di una mamma, che culla il suo bambino.

Quel giorno la sua nave con i motori avanti tutta, era in piena navigazione verso sud, nel Foto_free_nave_da_guerraMare Adriatico. Alla sua destra Francesco coglieva con lo sguardo nitida la costa italiana, con il campanile di San Marco a Venezia che si stagliava alto. Alla sua sinistra la costa della Jugoslavia era meno netta, ma ben visibile. Il compito di Francesco era quello di vegliare sulla sicurezza dell’equipaggio, controllando tutte le comunicazioni radio che potevano presagire ad un imminente pericolo. Il Natale imminente non addolciva i cuori di uomini al potere in piena guerra fredda e quindi bisognava stare sempre sul chi va là.

Francesco amava leggere e quella sera, nei momenti di pausa, era immerso nella lettura di un romanzo d’amore. Nella sua mente si era fatto un’idea di come poteva apparire la ragazza protagonista della storia condita di baci, sospiri, carezze e lettere. La radio gracchiava messaggi in chiaro ed il telegrafo di bordo continuava a ad emettere suoni, che solo lui e pochi altri potevano interpretare. Una serie interminabili di punti e di linee da far venire un mal di testa memorabile.

Il mare forza sei, con onde alte e maestose faceva beccheggiare la nave, in una sorta di danza innaturale piena di cigolii, che faceva sussultare tutto l’equipaggio e spostare da un punto all’altro tutto ciò che non era saldamente fissato alla nave stessa.

Francesco era nato in una località di mare. Lo osservava, sin da piccolo, dalla terrazza della sua casa a Palermo a volte agitato, altre volte calmo, altre volte ancora semplicemente romantico, come il suo animo. Ma non immaginava che potesse esprimere una forza tale, da dominare un ammasso ferroso di diverse tonnellate di stazza.

piazza-dell-unita-d-italiaIntanto era calato il buio in quella notte che annunciava l’arrivo del Natale. La notte successiva sarebbe stata la vigilia della ricorrenza più importante della comunità cristiano cattolica. Francesco contava ormai i minuti che lo separavano dal turno di riposo. I suoi occhi, azzurri come il cielo, cercavano di intravedere ogni segno di vita nel buio della notte, ma il nero pece del mare aveva il sopravvento su tutto ciò che appariva sfavillante soltanto qualche ora prima.

Francesco voltando l’ennesima pagina del romanzo che stava leggendo vide l’immagine di una giovane donna impressa in una fotografia, che era celata tra le pagine di quel libro preso dalla biblioteca di bordo. Il tomo era enorme, ormai logorato da tante mani avide e bramose di sentimenti. Nella pagina successiva trovò una lettera che la donna aveva scritto ad un uomo. Lesse la lettera. Arrivato il suo turno di riposo, si calò nella brandina e chiuse gli occhi. “Mia cara non trovo le parole per dirti quanto sono felice in questo momento, ogni tua lettera rinnova ed intensifica il legame che ci unisce, qualsiasi dubbio che prima affioriva nella mia mente ora è solo un lontano ricordo. Devo dirti grazie, mille volte, per la gioia che mi dai: a volte mi sembra che la vita mi abbia dato troppo concedendomi la gioia di essere amato da te…”.

L’indomani mattina con i motori a tutta forza la nave puntava la prua verso la base, il porto di Trieste che in quel 24 dicembre del 1964 era sfavillante di luci natalizie, mercatini, giostre e teatrini posti nelle strade della città.

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Katarina aveva appena 16 anni e viveva a Fiume insieme ai suoi genitori ed ai suoi fratelli. Era una studentessa modello, ligia ai doveri scolastici e familiari. Spesso si recava a Trieste dai suoi zii per dare loro compagnia. Con il suo sorriso radioso e la sua proverbiale allegria era capace di risollevare gli umori più cupi. Per questo gli zii, Goran e Dragana, che non avevano figli erano felici di ospitarla in casa durante le vacanze scolastiche o nei fine settimana.

In una delle sue passeggiate domenicali Katarina, che aveva gli occhi profondi e neri, incrociò quelli di Francesco altrettanto profondi e blu. Lei stava ordinando un gelato al bar, sotto la stretta sorveglianza degli zii, lui era seduto al tavolo tra sbuffi di aria fredda e cristallina con lo sguardo malinconico e sognante. Era bellissimo nella sua divisa da marinaio in libera uscita e lei lo era altrettanto, agli occhi di Francesco, nel suo bel vestitino con i svolazzi di tessuto colorato ed i riporti in pelle; le calze lunghe; le scarpe da collegiale e quel leggero spruzzo di lentiggini nel viso, che la rendevano ancora più intrigante. Fu un amore a prima vista. Un amore adolescenziale una sorta di romantica idealizzazione, che si concretizzava nelle parole, nei gesti, nelle carezze, spesso immaginate e negli sguardi di Francesco e Katarina. Con una scusa Katarina si allontanò dagli zii e si intrattenne a parlare con Francesco nella città vecchia, il fragore del mare contro la riva come sottofondo. Si scambiarono gli indirizzi con la promessa di scriversi durante i lunghi periodi di navigazione.

Riuscirono a vedersi altre volte, ma di rado, quelle poche volte in cui la nave di Francesco rimaneva attraccata al porto e Katarina riusciva a raggiungerlo nel molo principale. La corrispondenza era fitta e piena di sentimenti, immortalati, nero su bianco, nelle tante lettere che si scrivevano: “Forse non resisterò a tanta felicità. Ti ringrazio per la tua completa dedizione, del tuo amore così impaziente, certo ti assicuro che sarai felice con me, farò tutto quello che è nelle mie forze ed oltre…” Passarono dodici lunghi mesi dal loro primo incontro.

Quella mattina del 24 dicembre Katarina era sul molo ad aspettare il suo Francesco. Poterlo abbracciare e stringere forte a se rappresentava ancora una volta il coronamento di una lunga e trepidante attesa, fatta di notti insonni e desideri d’amore.

Francesco tornato nel frattempo nella sua postazione di telegrafista contava i minuti ed osservava le onde che l’affilata prua della sua nave fendeva nel suo moto ondivago. Mancavano ormai poche miglia all’approdo ed il suo cuore batteva sempre più forte. Sapeva, però, che una volta arrivati in porto doveva sottoporsi allo snervante rituale tipico della marineria, prima dello sbarco definitivo a terra. La certezza di potersi perdere negli occhi di Katarina lo tranquillizzava e nello stesso tempo lo rendeva impaziente.

In lontananza riusciva ormai a udire il suono delle campane a festa di Trieste per Folla_a_Triestel’imminente festività. La nave rallentò sfruttando l’abbrivio per entrare in porto. Ormai i motori erano al minimo e finalmente avvenne lo sbarco. La vide lì, con il fazzoletto bianco in mano e l’ombrello per ripararsi dalla pioggia. Katarina tentava di distinguersi tra la folla. I parenti, gli amici, le mogli, le fidanzate dei marinai formavano un gruppo consistente e indistinto di persone. Francesco corse a perdifiato giù dalla scaletta, si fece largo tra le persone. Ad un certo punto non la vide più. Sembrava di fosse smaterializzata, ma sapeva che lei era lì ad attenderlo. D’improvviso si dovette fermare. Non era più certo di andare nella giusta direzione. Tutto intorno era un brulicare di persone, di pianti, di abbracci scomposti dalla felicità. I secondi, i minuti passavano e la folla cominciò a dilatarsi. Francesco era disperato, non la vedeva ancora e non sentiva la sua voce. La bora scura particolarmente intensa in quel giorno, rendeva quel momento ancora più drammatico, pensò che forse non era lei la ragazza che aveva intravisto con il fazzoletto in mano. Temette che Katarina non aveva trovato il modo di venire a Trieste da Fiume, la città dove viveva con la sua famiglia. I colori divennero sbiaditi, la vista cominciava ad offuscarsi. Un colpo di tosse, un altro ancora, il vento che gli trafiggeva la gola. Il suono della campana era sempre più lontano come l’odore dei dolcetti natalizi e del vin caldo.

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Navi_nel_porto_di_trieste.jpgFrancesco sentì una fitta nel polpaccio destro, pensava di avere urtato qualcosa di duro nella sua spasmodica ricerca di Katarina. Invece sentì sulla pelle l’acre ruvidosità di una coperta ed il lenzuolo bianco di una brandina. Il vento era, come per magia, sparito. Non capiva più nulla e nel tentativo di dare una risposta alle sue domande si sollevò di scatto urtando la testa contro qualcosa di duro. Si svegliò definitivamente dal sonno profondo in cui era caduto per via della stanchezza. Guardò l’orologio e capì che era giunto di nuovo il suo turno al telegrafo. La nave beccheggiava ancora in alto mare ed il boato dei flutti che si infrangevano sullo scafo, lo riportò alla realtà. Si rese conto che aveva sognato. Un bellissimo sogno che, una volta svanito, aveva il sapore del fiele. Francesco aveva sognato di potere avere accanto una donna da amare e con la quale creare una famiglia, come quella annunciata dalla stella cometa nella grotta di Betlemme, in quel preciso istante secondo la tradizione.

Sul viso di Francesco si materializzò un sorriso amaro in quanto aveva realizzato che al suo ritorno a Trieste nessuno lo avrebbe atteso e che la nave non era ancora ormeggiata. Katarina era soltanto un’immagine onirica, uscita dalle pagine di uno sbiadito e logoro libro d’amore.

Antonino Schiera (dedicata al mio amato zio Giacomo – Tutti i Diritti Riservati)

Appuntamenti – Futurismo e Futuristi: l’impatto e l’oltre all’Archivio Storico Comunale di Palermo. [VIDEO]

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Laura Miceli

È un appuntamento che si dipana in un ampio arco temporale precisamente dal 4 maggio 2018 all’8 giugno 2018, presso l’Archivio Storico Comunale  sito in via Maqueda, 157 a Palermo. La mostra è curata brillantemente da Laura Miceli e Graziella Bellone, con la preziosa collaborazione della direttrice dell’archivio e della biblioteca comunale Eliana Calandra.

Le opere esposte sono di Alberto BragagliaArmiro Yaria, Baccio Maria Bacci, Pippo Oriani, Antonio Marasco Mario Sironi. Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano, hanno firmato una breve introduzione al libretto di presentazione della mostra.

L’ingresso è libero e come spiega Eliana Calandra, “la mostra affronta un tema – quello dell’avanguardia futurista con i suoi ben noti richiami al mito della velocità, dinamismo, simultaneità – che è stato oggetto di una pubblicistica sterminata e di accurate analisi e interpretazioni. Lo fa attraverso l’esposizione, non solo dei dipinti presenti, ma anche di testi a stampa, di video e foto, capi d’abbigliamento, documenti dell’epoca, quasi a volere ricostruire il sapore del tempo. In esposizione anche una ventina di testimonianze provenienti dalla Biblioteca Comunale, tra le quali carteggi inediti di vari intellettuali dell’epoca, da Marinetti a Decio Carli, Lionello Fiumi e Capuana, con il siciliano Federico De Maria, che fu tra gli ultimi firmatari del manifesto. Ed ancora rari testi a stampa coevi e foto”.

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Graziella Bellone

Graziella Bellone – “Pochi movimenti possono vantare l’incidenza ed il valore del Futurismo nell’avere condizionato il panorama culturale mondiale e rivoluzionato pensiero, stile e tendenze di vita. Dinamicità, istantaneità, simultaneità sono i tre elementi solidali in linea con la logica e il carattere di avanguardia del movimento chesi oppose al canone classico dell’ordine e della stabilità, sgomberando il campo dalle vecchie ideologie, stimolando il nuovo e anticipando i tempi creativi…”

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Recensioni – L’inquilino della casa sul porto di Biagio Balistreri

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Biagio Balistreri e Antonino Schiera

Si è svolta nei locali delle Suore Collegine a Isnello, il giorno 28 aprile scorso, la presentazione del romanzo epistolare del poeta e scrittore Biagio Balistreri “L’Inquilino della casa sul porto” – Spazio Cultura Edizioni.

Il giornale L’Ora ne ha dato notizia

Erano presenti oltre all’autore, Antonino Schiera poeta e scrittore che ha relazionato; il Sindaco di Isnello Marcello Catanzaro; il Vice Sindaco Antonio Carollo; l’Assessora Anna Agostara; l’editore Nicola Macaione.

Nel dibattito che si è aperto si è parlato di vari temi legati al libro di Biagio Balistreri ed

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Nicola Macaione e Marcello Catanzaro

in particolare della peculiarità del romanzo epistolare moderno con alcuni riferimenti ad autori del passato.  Ma anche della volontà dell’amministrazione comunale di Isnello di promuovere altre iniziative culturali come questa che ha visto protagonista il poeta e scrittore Biagio Balistreri.

Per gli appassionati di libri, riporto la relazione nella sua originale interezza, così come l’ho letta durante la presentazione.

L’inquilino della casa sul porto di Biagio Balistreri (Spazio Cultura Edizioni) – Relazione di Antonino Schiera

Biagio Balistreri è nato a Roma, ma vive da trent’anni a Palermo, città di di origine della sua famiglia. Giornalista pubblicista dal 1986, ha pubblicato quattro libri di poesie: Respiro l’aria del Sud, Generazioni, Tracce, Il Fabbricante di Parole.

Un suo racconto, Il ficus di piazza Marina”, è stato pubblicato in Raccontiamo Palermo – Nuova Ipsa Editore, Palermo, 1997.

Con un suo omaggio a Guttuso è presente nel Catalogo della mostra del pittore, organizzata dalla Provincia di Siracusa nel 2001.

Inoltre si occupa di recensioni e tra le tante annovera quella che ha realizzato per il mio primo libro di poesie “Percorsi dell’Anima” nell’anno 2014. Ricopre anche il delicato e importante compito di direttore editoriale per la casa editrice Spazio Cultura di Palermo, il cui titolare è il nostro Nicola Macaione, qui presente.

Naturalmente ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi. Ne cito uno per tutti, quello assegnatogli al libro di poesie Il Fabbricante di parole dal Premio Nazionale Arenella 2015.

Il libro del poeta e scrittore Biagio Balistreri L’inquilino della casa sul porto (Spazio Cultura Edizioni), che andiamo oggi a presentare, è un romanzo epistolare ovvero è un particolare tipo di romanzo che non ha un ritmo narrativo diretto, quindi non è incentrato su un racconto con annessi dialoghi, ma si affida allo scambio di lettere tra personaggi.

Nel romanzo epistolare la storia viene esposta attraverso testi di lettere. Epistula, in latino, significa appunto “lettera”, pertanto il narratore usa le lettere per mostrare le diverse prospettive dei personaggi rispetto alle vicende, e la molteplicità di stili nella loro corrispondenza. Oppure per dare una voce più particolare a un unico personaggio, e servirsi così del monologo in forma epistolare e così mettere in scena le vicende da un punto di vista insolito.

Il romanzo epistolare, per essere definito tale, non deve essere per forza costituito soltanto da lettere. L’autore dell’opera può comunque intervenire sulla narrazione per spiegare o collegare fra loro le lettere raccolte. Nel caso de L’inquilino della casa sul porto, l’autore, il narratore, interviene, ma lo fa in punta di piedi e con delicatezza all’inizio e alla fine del libro. Pertanto possiamo classificarlo come romanzo “con cornice”, una cornice molto delicata e tenue. Per completezza nella mia breve esposizione, ricordo che i romanzi epistolari che si sviluppano esclusivamente attraverso le lettere, sono definiti “senza cornice”. Ne sono un esempio le “Lettere persiane”, opera di Montesquieu il quale sfrutta lo scambio epistolare come escamotage per criticare la società francese del ‘700.

La tecnica epistolare, nella letteratura, risale all’epoca classica: già duemila anni fa Ovidio, con Le Eroidi, si metteva nei panni di ventuno celebri donne della mitologia, da Elena a Didone, e firmava a loro nome lettere d’amore in versi.

Il fiorire della fiction epistolare in prosa giunge nel Seicento e soprattutto nel Settecento, con capisaldi della cultura occidentale come le già citate Lettere persiane di Montesquieu e Giulia o la nuova Eloisa di Rousseau.

Nel 1774 Goethe pubblica I dolori del giovane Werther, romanzo di enorme successo, scritto anch’esso in forma epistolare.

L’Ottocento vede poi importanti commistioni fra lo stratagemma epistolare e il romanzo gotico: si pensi al Frankenstein di Mary Shelley e Dracula di Bram Stoker, ambedue progettati come raccolte di lettere e annotazioni diaristiche.

Altri esempi di romanzi epistolari rimasti nella storia: Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo del 1798; Storia di una capinera del nostro autore siciliano Giovanni Verga scritto nel 1871. Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci pubblicato nel 1975.

Ma adesso serve tornare nuovamente all’attualità e atterrare idealmente nel qui ed ora per dare la giusta risonanza ed importanza al nostro autore, Biagio Balistreri, e alla sua opera che vede protagonisti tre personaggi dei quali due non hanno un nome ed il terzo, una donna, si chiama Tindarella. I primi due sono l’inquilino della casa e il suo giovane amico.

L’inquilino della casa sul porto scrive ad un giovane amico, ricevendone risposta, in un dialogo che assume la forma intimistica tipica di un romanzo basato sullo scambio di lettere.

Sono tanti gli elementi di spunto e di riflessione che Biagio Balistreri ha incastonato, più o meno consapevolmente, azzardo, nel suo libro, in quanto ritengo che il linguaggio poetico ed i fini ragionamenti dell’autore scaturiscono da una spontanea e naturale predisposizione. Un incontro virtuale, pertanto, di prosa e poesia intellettiva.

Potrei, pertanto, partire dalla copertina che è stata realizzata dalla figlia di Biagio Balistreri, Federica. Un grazioso acquerello che rende bene l’immagine che si presentava agli occhi dell’inquilino, che non aveva nemmeno bisogno di affacciarsi per godere di questo paesaggio. Cito dal libro: “Ad affascinarmi fin dal primo istante fu la vista che da quelle stanze si godeva: uno smisurato panorama che abbracciava tutto il vasto golfo, delimitato ai lati da due alti promontori”.

Potrei, con l’occhio curioso del bambino, soffermarmi sulle citazioni che il nostro amico autore ha voluto inserire nella prima pagina del suo libro. Quasi a volere idealmente accompagnare per mano il lettore, verso le poetiche, spinose ed impervie riflessioni contenute nelle lettere che seguono, nel suo libro. In queste citazioni vi si trova traccia di Pier Paolo Pasolini, William Shakespeare e Italo Calvino e magari dopo, se lo vorrà Biagio Balistreri ci dirà perché li ha scelti.

Rischio di rimanere pietrificato a causa di questo condensato di celebrità letterarie che disegnano un ampio arco temporale: l’antico che riemerge grazie alla memoria ed il nuovo che si affaccia grazie all’opera e agli occhi di una giovane pittrice in erba.

Ma ecco che prepotentemente si affacciano le prime pagine del libro del quale devo parlare brevemente e non esaustivamente, pena tirata di orecchie dell’autore e dell’editore, per ovvie ragioni. Ovvero non posso svelare tutti gli aspetti del libro per non togliere il piacere della scoperta di chi vorrà leggerlo.

L’andamento del libro si contraddistingue per una scrittura elegante, evocativa che spesso fa emergere l’animo poetico dell’autore.

Nell’incalzare e alternarsi di lettere, vengono toccati vari temi che andavo segnando a matita nelle pagine del libro durante la mia lettura, appunti che vi leggo testualmente:

  • L’effetto del tempo sul significato delle parole.
  • L’importanza della parola e quindi della comunicazione.
  • È un libro che fa riflettere profondamente su vari temi quali possono essere l’amore, la solitudine, lo scorrere del tempo, la rinascita, la gelosia, la sensibilità, l’immaginazione.
  • Alchimia d’amore, intesa in senso universale, che soltanto la lettura completa del libro può svelare.

Se decidete di acquistare il libro, e ve lo consiglio, non porterete a casa semplicemente una storia raccontata attraverso le lettere dei protagonisti, bensì un concentrato di perle di saggezza, frutto del pensiero e della penna del mio amico Biagio Balistreri, al quale dedicherei un meritato applauso.

(Antonino Schiera)