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Eventi – Il poeta Mario Chichi è il protagonista della quarta serata di #calicidipoesieaisnello 2019.

Mercoledì 07 agosto giungerà alla sua quarta serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello 2019, con la partecipazione del poeta di Geraci Siculo Mario Chichi. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.45 a piazza Santa Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla chitarra e dalla voce dello stesso poeta.

Moderano la serata il poeta palermitano Antonino Schiera e la presidente dell’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono Luciana Cusimano.

Mario Chichi
Il poeta Mario Chichi

Si ringraziano per la collaborazione il Comune di Isnello la Proloco di Isnello, il gruppo Siciliando, l’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

 Ingresso libero

Appuntamenti – Mostra Trame di filo a Palermo a cura dell’Ente Parco Madonie

Un grande evento è previsto a Palazzo Sant’Elia a Palermo a partire dal primo giorno di agosto fino al giorno tre dello stesso mese.

I ricami ed i merletti saranno i protagonisti della mostra Trame di filo promossa dall’Ente Parco delle Madonie e che avrà come scenografia i locali del Palazzo settecentesco Sant’Elia di via Maqueda 81 a Palermo.

Tre intensi giorni dedicati ai ricami madoniti, dove la tradizione incontra l’arte, la preziosità dei paramenti sacri e la poesia, ne sarà abbinata una a ciascun comune presente. L’inaugurazione è prevista giovedì 1° agosto 2019 alle ore 17:00.

La donna Madonita a Isnello
La donna Madonita a Isnello

I comuni madoniti che hanno aderito alla singolare iniziativa sono: Caltavuturo con il Macramè, Castellana Sicula con il Tombolo, Isnello con il Filèt, Cefalù con la Tessitura, Petralia Sottana con il Centesimo, Polizzi Generosa con il Rinascimento, Collesano con l’Intaglio, Geraci Siculo con il Chiacchierino e infine il Comune di Castelbuono con il Norvegese.

Il percorso espositivo prevede diverse postazioni con artigiani-filatrici dei comuni partecipanti che mostreranno dal vivo la tipologia e le tecniche di ricamo. La memoria di queste tradizioni può diventare un’opportunità di lavoro per le giovani generazioni, come auspicato da sua eccellenza monsignor Giuseppe Marciante, nel progetto il laboratorio della speranza.  Ogni comune esporrà tre pannelli dedicati al tema della mostra; una sezione sarà dedicata al museo Trame di filo di Isnello con l’esposizione di alcuni preziosi manufatti.

Ingresso libero

 

Eventi – Borderless. Sguardi senza confini dal 13 luglio al 13 settembre a Palermo [VIDEO]

Sabato 13 Luglio, alle ore 17.30 presso la Sala delle VerificheComplesso Monumentale dello Steri, Piazza Marina 61 a Palermo, è stata inaugurata la collettiva di fotografia, pittura e scultura dal titolo: Borderless. Sguardi senza confini sul tema dell’ integrazione dello straniero.

Video ufficiale della manifestazione

La mostra è stata curata da Graziella Bellone e organizzata in collaborazione con Flavia Alaimo. L’esposizione si articola in una sezione di 42 foto dal formato di cm 100×65, sia in bianco e nero che a colori, scattate in Italia e all’estero, dei 6 fotografi Patrizia Bluette, Gabriele Caruso, Zino Citelli, Giuseppe Costanzo, Massimiliano Ferro e Anna Mogavero, arricchita in questa occasione da una sezione di pittura e scultura che comprende 13 opere degli artisti Adriano Maraldi e Massimo Sansavini.

Scopo di questo evento è cambiare la nostra percezione del confine e dei luoghi di appartenenza , scoprirci e riscoprirci umani, interessati all’altro da noi per imparare a comprendersi e convivere in un mondo sempre più globalizzato e interconnesso.

Non è tolleranza, non è carità, non è altruismo, non è commiserazione… è aprire i propri occhi al mondo e scoprirlo con gli occhi dell’altro (Antonino Schiera)

Galleria Fotografica

L’ingresso è gratuito a partire da sabato 13 Luglio a venerdì 13 Settembre 2019.

Orari: dal lunedì al venerdì 10:00- 13:00 e 15:00-18:00

 

 

Newsletter – Sos Mediterranee torna in mare

Ricevo oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

Cari amici e care amiche,

nel momento stesso in cui scriviamo, annunciamo il nostro ritorno in mare con una nuova nave. È una notizia importante, che vogliamo condividere con voi senza attendere oltre.

La nuova nave è già in mare e fa rotta verso il Mediterraneo.

Per motivi di sicurezza siamo stati costretti a mantenere la massima riservatezza intorno ai nostri preparativi, per non correre il rischio di blocchi amministrativi prima ancora di ripartire verso il Mediterraneo, dove l’emergenza è inalterata mentre il tasso di mortalità è drammaticamente aumentato.

Quest’anno ancora, uomini, donne e bambini continuano a prendere il mare, “stipati” su imbarcazioni di fortuna, per fuggire dalla Libia, paese in cui regnano abusi, torture e una guerra civile che in questi ultimi mesi si è intensificata. Il più delle volte queste persone in difficoltà sono intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica e ricondotte verso l’inferno da cui stanno cercando di fuggire o – in assenza di sufficienti mezzi di soccorso – scompaiono in mare senza testimoni. Il tasso di mortalità non è mai stato così alto nel Mediterraneo centrale come nel 2019. Secondo l’OIM, negli ultimi cinque anni almeno 20.000 persone sono morte annegate nel Mediterraneo.

È dunque d’importanza vitale che questa nuova nave sia in mare per tendere la mano a chi annega.

Sos Mediterranee Ocean Viking
La nuova nave di soccorso Ocean Viking

La nave si chiama Ocean Viking, è progettata per il salvataggio in mare e batte bandiera norvegese. È robusta, lunga 69 m, ed è più veloce e più moderna della Aquarius. Abbiamo lavorato parecchie settimane per allestirla, per installare diverse aree protette per i sopravvissuti, la clinica del nostro partner medico Medici Senza Frontiere e le nostre attrezzature di soccorso.

Dal momento che dal giugno 2018 nel Mediterraneo centrale non esiste più alcun meccanismo automatico di sbarco in un luogo sicuro, siamo pienamente consapevoli che ogni operazione di salvataggio può essere seguita da giorni difficili e da negoziazioni per la ricerca di un posto sicuro dove i sopravvissuti possano sbarcare. Questa nave è stata quindi attrezzata appositamente per affrontare soggiorni più lunghi in mare.

Questa nuova nave è la vostra nave.

Antonino_Schiera_Daniel_Pennac
Insieme allo scrittore Daniel Pennac sulla nave Aquarius ormeggiata nel porto di Palermo

È grazie al vostro sostegno e a quello di migliaia di cittadini europei se oggi siamo in mare e se possiamo proseguire la nostra missione in modo indipendente.

Insieme, possiamo agire per salvare vite in mare

Il team di SOS MEDITERRANEE

#BackAtSea

Poesie – Vento a Tindari di Salvatore Quasimodo

Cantiere poesia

Tindari, mite ti so
fra larghi colli pensile sull’acque
dell’isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima.

A te ignota è la terra
ove ogni giorno affondo
e segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo nel buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una…

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Eventi – La poetessa Cinzia Pitingaro è la protagonista della terza serata di #calicidipoesieaisnello 2019.

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Da sinistra a destra Giuseppe Manitta, Rosario Mazzola, Cinzia Pitingaro, Luciana Cusimano

Venerdì 19 luglio giungerà alla sua terza serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello 2019, con la partecipazione della poetessa castelbuonese Cinzia Pitingaro. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza Santa Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalle musiche del Maestro Alessandro Barrovecchio (violinista) e del Maestro Nicola Rocco (fisarmonicista).

Moderano la serata il poeta Antonino Schiera e la presidente dell’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono Luciana Cusimano.

Francesca Luzzio, Giuseppe Manitta
Da sinistra Francesca Luzzio, Giuseppe Manitta

Avrete modo di conoscere una poetessa che sta riscuotendo un notevole successo grazie ai tanti premi poetici ricevuti ma anche per via dell’ultima sua produzione letteraria  dal titolo Come cristalli di sale – Il Convivio Editore che è stato presentato il 13 luglio scorso, presso l’atrio della Badia a Castelbuono. L’incontro è stato moderato dal giornalista Rosario Mazzola, direttore del periodico Suprauponti, con l’intervento oltre che dell’autrice, di Giuseppe Manitta, editore e critico letterario, di Francesca Luzzio, poetessa e critica letteraria e di Luciana Cusimano.

Si ringraziano per la collaborazione il Comune di Isnello la Proloco di Isnello, il gruppo Siciliando, l’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono.

 

 

Galleria fotografica dell’incontro del 12 luglio con Biagio Balistreri

 

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca quiIngresso libero

Poesie – Strambotto di Niccolò Machiavelli

Cantiere poesia

I

Io spero, e lo sperar cresce ‘l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

II

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al picciol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ‘l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.

NICCOLÒ MACHIAVELLI

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Eventi – Il poeta e scrittore Biagio Balistreri è il protagonista della seconda serata di #calicidipoesieaisnello 2019.

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Da sinistra Emanuele Drago, Biagio Balistreri, Alfredo Sant’Angelo

Venerdì 12 luglio giungerà alla sua seconda serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello 2019, con la partecipazione del poeta e scrittore Biagio Balistreri. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza Santa Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura monologhi e citazioni celebri con la collaborazione di Luciana Cusimano, da quest’anno parte integrante e attiva nella realizzazione e nella conduzione della kermesse poetica estiva di Isnello.

Luciana Cusimano è un’operatrice culturale molto attiva nelle Madonie ed è presidentessa dell’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono. Nel suo profilo facebook si definisce instancabile lettrice, curiosa e attenta osservatrice, inguaribile ottimista, golosa impenitente.

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Biagio Balistreri e Antonino Schiera a Isnello

Avrete modo di conoscere uno scrittore di livello nazionale che affida ai lettori, attraverso la sua penna, poesie, romanzi ma anche recensioni e saggi. Già vincitore della VI edizione del prestigioso Premio Nazionale di Poesia Arenella città di Palermo, con la sua raccolta di poesie Il Fabbricante di parole. L’anno scorso ha presentato il suo romanzo epistolare L’inquilino della casa sul porto – Spazio Cultura Edizioni a Isnello.

Si ringraziano per la collaborazione la Proloco di Isnello, il gruppo Siciliando, l’Associazione Amici del Museo Civico di Isnello, l’attore siciliano Enzo Rinella e il fotografo Giacomino Scognamillo.

Ecco una galleria fotografica di Giacomino Scognamillo della prima serata di #calicidipoesieaisnello 2019 svoltasi venerdì 5 luglio, che ha avuto come protagonista la poetessa isnellese Maria Rosa Gentile:

 

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Recensioni – Uno sguardo nel mistero di Marcella Laudicina (LFA Publisher) a cura di Maria Elena Mignosi Picone

Ricevo e pubblico volentieri la recensione della professoressa Maria Elena Mignosi Picone:

Marcella Laudicina

Uno sguardo nel mistero

LFA Publisher

Presentazione

Marcella Laudicina, figlia di genitori trapanesi, è nata a Roma dove ha vissuto fino a quando la sua famiglia ha deciso di ritornare in Sicilia. Figlia unica, rimane orfana di padre a quindici anni e di madre a venti. Si sposa con un ingegnere e dopo una permanenza di dieci anni a Siracusa dove entrambi insegnavano, si trasferisce a Palermo dove vive e lavora. Ha frequentato il Liceo Classico Umberto I, e si è laureata in Filosofia, con una tesi sul pensiero politico-sociale di Max Weber. Ha insegnato Filosofia nei Licei Classici e Materie Letterarie nello storico Liceo Regina Margherita di Palermo. Ha preso parte a vari progetti e ha organizzato con successo corsi di scrittura creativa per i giovani. Ha pubblicato suoi racconti in Antologie come per esempio “La realtà delle donne” e in Riviste Letterarie come “Pagine”. Schiva dal partecipare ai Concorsi, è risultata vincitrice nell’unico concorso cui ha partecipato “La vita e i suoi racconti”. E’ scrittrice e anche poetessa. Ha pubblicato i libri di racconti intitolati “Percorsi” e “Dalla parte della vita”, e un libro costituito da un romanzo,”Uno sguardo nel mistero” e da tre racconti “Knot”, “Segreti di famiglia” e “Amici”.

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Maria Elena Mignosi Picone

Ora passiamo a presentare appunto quest’ultima sua opera. Intanto possiamo osservare che Marcella Laudicina è una scrittrice dalla penna fluida, chiara e raffinata; usa un linguaggio colto ma semplice, accessibile a tutti, pur toccando argomenti ardui e complessi. La sua è una prosa da abile narratrice, da vera romanziera. Sa calarsi nei personaggi che crea immedesimandosi fino in fondo nel loro animo, ma non dimenticando mai il lettore cui rivolge sempre la sua attenzione.

Ma di che cosa si occupa in questo libro Marcella Laudicina? Di un argomento non tanto comune, verso cui si sente attratta, e su cui certamente avrà influito la morte ancora in giovane età, dei genitori. Ed è il mondo del paranormale. O meglio, con un termine più appropriato, è lo Spiritualismo.

Ora una caratteristica che risalta e che è comune a tutte le sue narrazioni, è che esse seguono, tutte, l’andamento: bene-male-bene. Ella infatti inizia col descrivere una situazione di felicità; tutt’a un tratto però irrompe il male, e qui talvolta il racconto risente del genere giallo addirittura, con vicissitudini oscure e intricate; alla fine sempre si ha il trionfo del bene. Vien da pensare ai Promessi Sposi del Manzoni. E come il Manzoni infatti Marcella Laudicina ha una grande fiducia nella Provvidenza. E’ questa che in conclusione volge il male in bene.

Tornando all’argomento che l’attrae, dicevamo, esso è il mondo del paranormale o meglio lo Spiritualismo.

Una premessa fondamentale: l’opera non ha niente a che vedere con lo Spiritismo.

Si fonda invece rigorosamente sulla scienza. Tutte le affermazioni sono documentate da testimonianze scientifiche. C’è citato Marconi, lo scopritore delle onde radio, e tanti altri scienziati, di tutto il mondo e di tutte le epoche. La scienza da cui prese l’avvio lo studio di questo branca è la fisica di Einstein. Tutt’ora questo è un panorama aperto perchè Zichichi, sulle orme di Einstein, riunisce da dieci anni a Ginevra scienziati che provengono da tutte le parti, appunto per studiare quel che egli ha battezzato il Supermondo.

Un mondo, che non è il cielo ma neanche la terra, e che però risente dell’uno e dell’altra. Non sta in effetti né in cielo né in terra, è come se stesse nell’atmosfera o anche, se vogliamo, nella stratosfera.

Uno sguardo nel mistero Marcella Laudicina
Copertina del libro Uno sguardo nel mistero

Sfogliando le pagine del libro, esso è tanto pregnante di scienza, che si ha quasi l’impressione che sia un trattato scientifico. Esso è abbastanza voluminoso, di centocinquanta pagine la maggior parte delle quali è occupata dal romanzo; in questo viene riportata la teoria di ogni singolo scienziato più cenni sulla biografia, e anche la foto. Ma evidentemente Marcella Laudicina non è una scienziata, è una letterata. Allora per alleggerire quel che sarebbe stato troppo pesante, ci ha imbastito sopra una storia, e ne ha fatto un romanzo. L’impresa non era poi tanto facile ma ella ci è riuscita perfettamente. E’ un vero romanzo, anche se sui generis.

Oltre che alla fisica l’autrice fa riferimento pure alle neuroscienze, e ancora alla psicologia, alla psichiatria, alla antropologia, e così via.

L’ambito dunque è, ribadiamo, quello del paranormale o dello Spiritualismo.

Il mistero è quello della vita. E soprattutto il mistero della morte.

Un mistero di fronte al quale la scienza, in quanto scienza, non tollera limitazioni di sorta, non ammette confini. Lo scienziato è libero, e deve essere così, di spaziare ovunque si voglia volgere, anche verso quel che pare più arduo e inconcepibile, o anche più assurdo.

Puntualizziamo che non si tratta di un’opera di teologia. Nella trascendenza il mistero è quello della Trinità e della Incarnazione di Gesù. Ma di fronte a tale mistero si ergono poderose le mitiche Colonne d’Ercole: l’uomo non se lo potrà mai spiegare . Oltre qui non si va.

Allora cominciamo a esaminare vari punti cardine. E quel che vale per il romanzo vale anche per i tre racconti che sono sempre sulla stessa scia, ma senza i dettagli scientifici.

Una prima affermazione della scienza è che la vita non finisce con la morte.

Noi questo lo sappiamo dalla fede, ma qui è la scienza che parla, e che dimostra con dati alla mano. Con fenomeni paranormali quel che per noi è il morto, lo si avverte vivo. E questo è di grande consolazione nella perdita di una persona cara. La scienza si prefigge lo scopo di liberare l’uomo dal timore e anche dal dolore, o quanto meno alleviarlo.

Un’altra affermazione, strettamente connessa con la prima, cioè che la vita non finisce con la morte, è che l’anima è immortale. Anche qui un’altra coincidenza tra scienza e fede.

Un’altra ancora, a proposito di quel che è secondo la scienza il corpo astrale, distinto dal corpo fisico; esso ha le prerogative dell’agilità e della penetrazione dei corpi. In fondo richiama il corpo glorioso della fede cristiana. Le stesse prerogative le enumera San Pio X nel suo Catechismo Maggiore. Quando Gesù, dopo la Resurrezione, va a trovare i discepoli riuniti in Cenacolo, la porta era chiusa ed Egli entra senza aprirla, la oltrepassa.

Un’altra affermazione ancora, nello scopo che si prefigge pure la scienza, che è quello di guarire dalle malattie, è che il corpo si guarisce a partire dallo spirito. Le medicine orientali seguono questo criterio, ma senza andare tanto lontano qui in Europa, già nel Medio Evo, una donna, che è stata poi proclamata santa, precisamente Santa Ildegarda di Bingen, della Germania, che era una naturalista, e anche astrologa, nonché musicista, fondatrice di Monasteri (era benedettina), scrittrice (ha raccontato le visioni che aveva sin dall’età di cinque anni), ebbene ella asseriva fermamente che alla cura e guarigione del corpo si arriva dopo avere esaminato tutti i moti, le esperienze, le vicissitudini, dell’animo!

Le coincidenze, che abbiamo visto, precedentemente, fanno concludere a Marcella Laudicina che scienza e fede non sono inconciliabili. Convinzione comune a tanti scienziati che sono anche uomini di fede. Per loro non c’è contrasto tra fede e scienza.

L’unico punto che lascia un po’ perplessi è quello in cui la scrittrice, tra l’altro donna di fede, dalla profonda religiosità, che crede nella Incarnazione di Gesù, però si mostra favorevole ad ammettere la reincarnazione sostenendo sempre che è conciliabile con la fede. Ora questo, a dire la verità, ci frastorna un po’. Che motivo c’è di ammettere la reincarnazione per purificarsi, quando Gesù con l’Incarnazione e la sua Passione ci ha purificati? E ha purificato tutta l’umanità, di tutti i tempi e luoghi, fino alla fine del mondo? Ella si lascia convincere dai segni, ma questi possono essere opera del demonio che ha tutto l’interesse di togliere seguaci a Gesù! E poi per purificarci c’è il Purgatorio, c’è il Sacramento della Confessione. Per non farci cadere nel peccato e istruirci c’è la Sacra Scrittura. E che altro vogliamo?

Marcella Laudicina foto
Marcella Laudicina

Gesù non ha mai parlato di reincarnazione per purificarci perché ci ha purificato Lui!

E poi un’altra considerazione a sfavore della reincarnazione è che la persona è unica e irripetibile.

Ora, ritornando alle mire della scienza, una sfida audace si affaccia all’orizzonte: quella di riuscire a captare le voci dei defunti, che sono vivi anche se diversamente, da parte di noi della terra. Tramite le onde radio e gli strumenti della tecnologia, alcuni le hanno sentite.

Tutto questo allevia il dolore della morte dei propri cari. C’è la speranza di continuare a vivere nella loro vicinanza.

Inoltre questi esseri, pure viventi, ormai hanno raggiunto la sublimazione della carità; di conseguenza in loro alberga l’amore nella sua forma più alta e nelle sue varie sfaccettature: la tenerezza, la generosità, la giustizia, la solidarietà, la fratellanza, il perdono, e tanto altro. Allora possono essere per noi, ancora intrisi di terra, uno sprone a migliorarci, a seguire il loro esempio. E su questo insiste tanto la nostra autrice che invita accoratamente a risvegliare i valori, a vivere le virtù; nei racconti ma anche nelle poesie questo invito è costante e insistente. E questo per costruire un mondo migliore, per il futuro delle generazioni.

E per finire vorrei leggere dei versi di una poesia tratta da libro “Dalla parte della vita”. “Un mondo nuovo è possibile / Senza più odio né violenza / Senza più indifferenza / Un mondo nuovo / è possibile / Se imparerai / a essere/ Migliore / nella mente e nel cuore… / Un mondo di pace amore / giustizia e libertà / Un mondo nuovo è possibile / Se imparerai / ad amare”.

E vorrei evidenziare come questo libro riporta in esergo, una poesia dedicata al padre al quale la nostra Marcella era molto legata, poesia che sta all’inizio alla maniera di una dedica.

La poesia è questa:

A mio padre (il titolo)

“Sono fioriti i gigli rossi / che tu amavi tanto / Mentre lacrime dolci / Mi rigano il volto / il ricordo di te /Dei tuoi occhi chiari / Da bimbo / del tuo sorriso leale / Mi ristora l’anima / e mi dà ali grandi / Per volare alto / Sapendoti a me accanto”.

Da porre l’attenzione su “Sapendoti a me accanto”. Ed è quello che vuole dimostrare qui, con questa sua poderosa opera, Marcella Laudicina, che i morti, i nostri cari defunti, non sono morti ma vivi, e ci stanno sempre accanto.

Maria Elena Mignosi Picone (mio post intervista alla poetessa)

Poesie – Da un lago svizzero di Eugenio Montale

Cantiere poesia

Mia volpe, un giorno fui anch’io il “poeta
assassinato”: là nel noccioleto
raso, dove fa grotta, da un falò;
in quella tana un tondo di zecchino
accendeva il tuo viso, poi calava
lento per la sua via fino a toccare
un nimbo, ove stemprarsi; ed io ansioso
invocavo la fine su quel fondo
segno della tua vita aperta, amara,
atrocemente fragile e pur forte.
Sei tu che brilli al buio? Entro quel solco
pulsante, in una pista arroventata,
àlacre sulla traccia del tuo lieve
zampetto di predace (un’orma quasi
invisibile, a stella) io, straniero,
ancora piombo; e a volo alzata un’anitra
nera, dal fondolago, fino al nuovo
incendio mi fa strada, per bruciarsi.

EUGENIO MONTALE

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