Sergio Mattarella eletto presidente della Repubblica.

Oggi con l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica Italiana è come se si fosse chiuso un cerchio che, tutt’altro che casualmente, risponde ad una logica politica già definita qualche anno fa.

Ma soprattutto si chiude una partita politica che si gioca da quando Berlusconi, nel 1994, entrando in campo a gamba tesa, ha sparigliato tutte le carte in tavola stravolgendo la politica nostrana.

Basta dire, infatti, che gli ultimi decenni della politica italiana si sono giocati sulla necessità, da parte dei partiti avversi, di disarcionare Silvio Berlusconi dal cavallo vincente di Forza Italia che ha permesso a lui ed ai suoi uomini, di ricoprire le più importanti cariche governative ed istituzionali.

Peraltro lo stesso Silvio Berlusconi, quando cominciava a spegnersi il dominio appena descritto, aveva espresso il desiderio di chiudere la sua carriera politica sul più alto colle di Roma, il Quirinale.

Ma l’Italia politica dei compromessi ha partorito uno scenario totalmente diverso che ha tenuto conto della leadership del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dei guai giudiziari del prode Silvio e naturalmente dell’umore del popolo italiano, in maggioranza critico verso una gestione allegra e superficiale della politica.

Non dimentichiamo che il patto del nazareno tra Renzi e Berlusconi serve al primo per potere governare con tranquillità ed al secondo di potere uscire indenne dalla bufera di una sentenza passata in giudicato, che di fatto lo ha messo fuori dai più alti giochi politici. Il tutto con l’avallo e la benedizione del presidente uscente Giorgio Napolitano che ha bene interpretato il suo ruolo super partes di garante della Costituzione e della buona governabilità.

Adesso i riflettori saranno puntati sulle mosse che gli attori faranno per consolidare il loro potere: Renzi per proseguire nella sua azione di governo, Berlusconi per tentare, come fosse una araba fenice, di rientrare nella politica italiana seppur con ruoli minori. Intorno Fitto, Alfano, Salvini, Vendola e l’opposizione interna a Renzi che tentano di conquistare visibilità e cariche governative e di partito importanti.

Cosa dire di Grillo e del Movimento 5 Stelle? Anche nell’occasione dell’elezione a Presidente di Sergio Mattarella ha preferito tenersi fuori dai giochi mantenendo una coerenza autolesionistica rispetto a quanto fatto finora.

Ma andiamo a Sergio Mattarella del quale traccio una breve biografia politica: nato a Palermo, democristiano, moderato, cattolico attivo in politica sia nella prima Repubblica che nella seconda, fu uno dei pochi ad opporsi allo strapotere di Silvio Berlusconi quando, nel 1990 si dimise da Ministro per opporsi alla legge Mammì che, contro le direttive comunitarie, legalizzava il monopolio privato delle reti Mediaset.

Il 6 gennaio del 1980 viene colpito da un lutto molto grave per mano della mafia che gli uccide il fratello Piersanti allora presidente della Regione Siciliana. Fu Sergio Mattarella a soccorrere tra i primi il fratello e fu lui a raccoglierne l’eredità politica.

Dal 1996 al 1998 ricopre l’incarico di capogruppo alla camera del Partito Popolare. Caduto Prodi, il 21 ottobre 1998 viene chiamato da D’Alema a ricoprire l’incarico di Vice Pressidente del Consiglio con delega ai servizi di sicurezza. Con la discesa in campo di Prodi sposta leggermente a sinistra la sua visione politica aderendo al Partito Democratico.

Fuori dalla politica, dove ha maturato oltre 25 anni di attività da parlamentare, comincia a ricoprire ruoli giuridici nel 2009 viene eletto dal Parlamento componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Nel 2011 diviene Giudice della Corte Costituzionale.

Ora che siede nel colle colle più alto di Roma, non poco che augurargli anche io buon lavoro per il bene dell’Italia.




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