Recensioni – Lo specchio e le Guzzi. Genialità e fragilità di Antonio Ligabue (Il Convivio 2019) di Bartolomeo Errera

Ricevo e pubblico volentieri la recensione che la pittrice, poetessa e organizzatrice di eventi culturali Flavia Vizzari ha dedicato al romanzo del poeta e scrittore Bartolomeo Errera edito da Il Convivio nell’anno 2019, la cui copertina è rappresentata nell’immagine sopra.

Quando ci si trova davanti un autore la cui biografia è difficile da rintracciare, quasi sicuramente ci troviamo di fronte ad un autore molto valido.

Il poeta e scrittore Bartolomeo Errera

Io non sono una critica letteraria per questo motivo, infatti, avendo ricevuto l’invito di esprimere un parere sulla pubblicazione Lo Specchio e le Guzzi – genialità e fragilità di Antonio Ligabue di Bartolomeo Errera (cosi come mi è capitato precedentemente con altri autori), mi sono “messa a studiare”.

Non mi ero mai interessata prima, pur essendo pittrice, all’artista Ligabue, quindi per me quest’esperienza è del tutto nuova. Innanzitutto è chiaro che ci troviamo di fronte ad un autore maturo, di notevole esperienza letteraria e culturale, un nobile è Bartolomeo Errera, in quanto barone della Vanella, ma non di quelli che pullulano in certi ambienti falsati, ma di quelli veri la cui nobiltà è veramente insita in loro; scrittore, laureato in Giurisprudenza che per un periodo ha fatto l’avvocato di professione, interessato alla storia, e dunque, non poteva auto esimersi dal desiderio di dare luce e verità ad un grande pittore del novecento italiano. 

In quarta di copertina del libro leggiamo: – <La storia ci ha consegnato uno straordinario pittore, Antonio Ligabue, bollandolo con il marchio di squilibrato mentale (Al Matt, “il matto” in dialetto romagnolo). Il romanzo di Bartolomeo Errera vuole remare contro i precostituiti concetti per offrire al lettore una realtà da pochi conosciuta e per restituire alla storia un personaggio del tutto diverso dalle etichette. È una saga dell’uomo, della famiglia, della società, della storia, attraverso la vita di uno dei protagonisti dell’arte del ‘900, a partire dai suoi primi anni e dal suo amore per le colline svizzere…>

Le scelte non sono un caso, ma il frutto di ciò che ci emoziona, che ci sprona a coltivare e sviluppare; Bartolomeo Errera anche in precedenti sue pubblicazioni, anche poetiche, si è interessato ad analizzare l’uomo spesso alla continua ricerca di se stesso, al suo linguaggio espressivo, al significato delle sue parole. Scavare nell’animo umano per Bartolomeo Errera è un andare oltre le apparenze dell’umano sentire, questo suo desiderio dell’andare oltre, l’ha spinto in passato anche a creare un movimento poetico definito appunto “dell’oltre”.

Un suo soggiorno a Gualtieri nel 2013 lo portò a sviluppare in se il progetto di scrivere della vita del pittore Antonio Laccabue conosciuto come Ligabue per il fine di ridare verità alla sua storia, di tramandare ai posteri il dubbio che forse Ligabue non era il matto che si è sempre detto. Completato questo bellissimo romanzo, la bozza di esso, fu inviata a diverse case editrici prima della pubblicazione con Il Convivio, e come spesso accade con le opere notevoli e di qualità c’è chi l’ha copiato, come anche è stata rubata l’idea per farne un film, dice l’autore: – <Così va il mondo, tu crei altri plagiano>, ma questo è un altro argomento!

Ritornando al romanzo Lo Specchio e le Guzzi, però, anche se il protagonista della storia è il Ligabue, egli non è l’unico personaggio di questo libro, di cui va indagata l’interiorità e di cui ne viene descritta, nelle pagine, la sensibilità e la sofferenza o la gioia, pur se breve e di alcuni soli istanti. Lo scrittore riesce con la sua sapiente abilità narrativa a dare un’anima a molti personaggi di questo romanzo e a far risaltare in ciascuno di loro la propria anima e sensibilità.

La pittrice e poetessa Flavia Vizzari

Errera fa uso, in alcune parti del romanzo, della ripetizione narrativa della storia e questo suo ripetere alcuni concetti in vari punti, porta inconsciamente il lettore a rimettere continuamente in gioco le stesse emozioni e ad entrare sempre più dentro i personaggi, soprattutto del personaggio Ligabue, nel suo modo di reagire alle emozioni e soprattutto al dolore, descrivendo le sue reazioni con “dondolava il busto del suo corpo ciondolando la testa…”, “ripeteva a cantilena dondolandosi nevrotico…”, “ciondolandosi con onomatopeiche interpretazioni di animali da cortile…”, “inizia a ciondolarsi, muove la testa al ritmo di una cantilena a labbra serrate…”. Questo dondolare, è descritto al massimo della bellezza alla fine del XIV capitolo, quando il pittore si rifugia in un buco scavato in un covone, “le pareti di fieno gli danno calore, sono un surrogato alle braccia della mamma… ciondola il lungo collo da una parte all’altra al ritmo dei rintocchi… scuote la testa incessante… per ore ed ore portando nel cuore della notte spettri lontani… Suoni che lo calmano e lo rassicurano nelle notti scure…”. Forse gli tornava alla mente quando ancora in fasce “la sua sicurezza era la cesta di vimini… ”.

Gli oggetti che danno calore, che proteggono sono molti in questo romanzo, oltre al covone di fieno che protegge Toni (Ligabue), anche la mamma Maria Elisabetta, si lascia proteggere, nel corso degli anni della sua dolorosa vita, dal nero scialle donatole da suor Crocifissa, “pianse tutta la notte avvinghiata allo scialle nero come unica sicurezza”, o al momento del distacco dal suo primogenito “stringere al petto Antonio racchiudendolo nello scialle nero; come due ali chiuse a proteggerlo… ”, e ancora “non proferì parole, scomparve con il collo e la testa tra le trame dello scialle nero, unico suo conforto… sentiva nella lana l’odore del suo bambino… ”.

Il suono e i silenzi accompagnano i vari personaggi e le loro emozioni.

Il silenzio, il non proferire parole nel momento di immenso dolore accomuna mamma Maria Elisabetta e il figlio Toni. Il silenzio è il mezzo narrativo con cui l’autore ci dona la massima percezione del grande dolore provato dai personaggi, da Maria Elisabetta quando “restò con le gambe a chiudere la pancia… si vergognava… represse in gola le risposte che aveva pronte… ”, o successivamente alla morte dei figli “non mosse un solo muscolo del corpo e restò muta… quella donna non collaborava e se ne stava muta con lo sguardo perso nel nulla… lo sguardo fisso nel vuoto, la bocca serrata come una porta segreta… ” e ritorna con il dolore ancora una volta il conforto dello scialle: – “Silenziosa, con le braccia appoggiate sui ginocchi, stringeva in mano uno scialle nero, consunto e sbiadito dal tempo.”. 

Il silenzio è spesso presente anche in Ligabue, poiché il non parlare era un mezzo per non pensare, per dimenticare e meno soffrire. All’interrogatorio di Meier, “Il ragazzo non rispondeva, era assente nella sua presenza… Per una buona mezz’ora tentò di avere una qualche risposta… ”, anche Marino Mazzacurati “vuole farlo uscire dalla sua corazza, dal suo mutismo.”

Anche il personaggio di Elise ha la sua maniera di difesa, per lei ed il figliastro Antonio. “Costruirà un ombrello sopra il quale tutto scivolerà oltre, mentre sotto restavano riparati solo lei ed il suo figlio adottato.”, “l’ombrello protettivo costruito da Elise, superiore anche a quello di una mamma naturale… ”.

I suoni che circondano le vallate descritte sono anche quelli della natura e degli animali, che in assenza Antonio Ligabue emula nell’atto di dipingere. 

Colpiscono il lettore anche stralci di vera poesia narrativa come la descrizione della riflessione di una madre che sta per essere privata dell’unico figlio: – “Questi rami non produrranno più e si copriranno di neve. Loro sono sterili fino alla primavera, mentre io lo sarò per sempre e la neve cadrà sui miei capelli imbiancandoli.”, oppure similitudini come in: – “Si sentiva come il sasso che affondava, senza poter porre resistenza alla sua fine nel greto. Si sentiva come l’acqua che, trafitta dalla pietra, non poteva porre resistenza accogliendo dentro di sé un improvviso sconvolgimento.”

Posso dire che sono arrivata alla fine del libro e leggendo l’ultima pagina, ho pianto! Grazie di cuore Bartolomeo per questo tuo dono.

Flavia Vizzari

Prime di copertina di una parte della vasta produzione letteraria di Bartolomeo Errera

Le mie poesie – Viaggi lontano dalla terra madre di Antonino Schiera

Viaggi lontano dalla terra madre © di Antonino Schiera

È l'astro che accende
la volta profonda e nera
di incubi notturni e di viaggi
lontani dalla terra madre.

Sono brividi di freddo,
torpore notturno sul duro
giaciglio tra fiocchi di neve
e vortici di solitudine.

Nell'armadio intriso di polvere
una siringa nauseabonda di droga, 
assassina tra effluvi tracannati
di alcool trasparente che annega
torbidi e corrosivi pensieri
partoriti nel profondo sud.

Un idrante spegne l'incendio
di emozioni che caricano di livore
la mia sofferenza, soffocata
negli effluvi grigiasti
di una sigaretta sotto il cielo
e nel rumore assordante
di un treno merci.

È il ricordo di ormai lontane
sensazioni, vivificate dal fascio
giallognolo e tetro di un lampione
che illumina il gelo
insinuatosi nel mio cuore.

Antonino Schiera 

SCIABORDIO VITALE SOTTO IL CIELO PLUMBEO (Il Convivio – Aprile 2021) raccolta di poesie di Antonino Schiera

Intraprendendo un personale percorso, incentrato sulla lettura di quanto scorre sotto i suoi occhi, il Poeta guarda e scandaglia la propria interiorità, sprofondando nei meandri dell’Io. Attraverso suggestive immagini, con grande naturalezza intride i suoi versi di emozioni, di ricordi, di sensi d’amore verso la propria partner, in una variegata problematica dell’esistere espressa con delicate metafore e squarci descrittivi, in cui gli eventi naturali, come albe e tramonti, promanano luce di poesia.

10,00 €

Le mie poesie – A te mamma di Antonino Schiera

A te mamma © di Antonino Schiera

A te mamma generatrice
di sentimenti e amori,
di pensieri e parole tessitrice
e di immarcescibili ardori.
Il tempo è ormai sbiadito
di colori, ricordi e sensazioni,
sgrani il rosario dalla vita ordito,
con i tuoi occhi ci emozioni.

SCIABORDIO VITALE SOTTO IL CIELO PLUMBEO (Il Convivio – Aprile 2021) raccolta di poesie di Antonino Schiera

Intraprendendo un personale percorso, incentrato sulla lettura di quanto scorre sotto i suoi occhi, il Poeta guarda e scandaglia la propria interiorità, sprofondando nei meandri dell’Io. Attraverso suggestive immagini, con grande naturalezza intride i suoi versi di emozioni, di ricordi, di sensi d’amore verso la propria partner, in una variegata problematica dell’esistere espressa con delicate metafore e squarci descrittivi, in cui gli eventi naturali, come albe e tramonti, promanano luce di poesia.

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Ti consiglio un libro – L’invisibile nutrimento (Thule – 2020) raccolta di poesie di Myriam De Luca.

L’invisibile nutrimento di Myriam De Luca edito da Thule. Il libro celebra il desiderio dell’autrice di vivere in totale armonia con la natura, esaltandone la bellezza e il senso di pace che riesce a donare, ma anche il desiderio di lasciare un segno tangibile in una società che ha bisogno di vivere senza ambiguità. Nutrimento dell’anima che l’autrice definisce nel titolo invisibile, che si materializza nei versi di questa raccolta di poesie che vi consiglio di leggere arricchendo, così, la biblioteca del vostro cuore.

Myriam De Luca nel corso della sua esistenza ha scritto racconti e poesie che fino a qualche anno fa aveva tenuto chiusi in un cassetto. Risale infatti al 2016 la pubblicazione del suo primo romanzo Via Paganini, 7 storia che è stata adattata per essere rappresentata in teatro l’anno successivo. Nel 2018 l’ispirazione alla scrittura ha portato l’autrice a pubblicare la sua prima raccolta di poesie dal titolo Esortazioni Solitarie (Il Convivio Editore) e nel 2020 ha visto la luce la raccolta di poesie L’invisibile nutrimento (Thule Edizioni), oggetto di questa recensione.

Copertina de L’invisibile nutrimento

L’invisibile nutrimento è ancora una volta il cassetto della poesia di Myriam De Luca che si apre diffondendo nell’aria un refolo aromatico intriso di versi, partendo dalla frase con la quale l’autrice accoglie il lettore: “Tutti dobbiamo attraversare qualcosa. Avvicinati con calma all’argine e lascia che accada”. Mi sembra un’ottima riflessione che suggerisce di attendere con forza e serenità d’animo gli eventi che desideriamo accadano, fortificati nel frattempo dalle prove che la vita ci impone di superare. Il libro si apre con la poesia Arriverà l’amore che sintetizza in versi la riflessione appena citata: Sale di corsa le scale / nessuno ode il suo respiro corto / Il vento gli scompiglia i capelli / dissolve i suoni confusi / del suo spirito folle… nella parte iniziale descrive i fatti della vita che per via del folle desiderio di conoscere ed esplorare ci sconvolgono, ma anche ci fortificano. La poesia si conclude così… Riemerge tremante / si posa sul davanzale ghiacciato / di una casa calda / L‘amore è arrivato / nulla potrà impedirgli di entrare. Ecco che accade ciò che il protagonista della poesia desiderava fortemente e mentre aspettava viveva con intensità la sua esistenza.

Nella seconda poesia a pagina dodici, Fluttua l’animatra la voglia di liberarsi dai suoi vizi / e l’insidiosa tentazione / di compiacersi in essi… versi che sintetizzano il desiderio di vivere un’esistenza senza ambiguità, che viene descritta come una coperta che viene strappata; senza le macchie del pregiudizio, ma caratterizzata dalla generosità d’animo: …Presterò aiuto a chi come me / getterà acqua fresca sulle facce da circostanza.

A pagina quattordici attraverso i versi della poesia Quando non ci sarò più, l’autrice mostra di avere una particolare attenzione alle azioni che ciascuno di noi compie durante la propria esistenza, una particolare sensibilità che ricorda il grande poeta Ugo Foscolo secondo cui l’immortalità viene intesa come una sopravvivenza dopo la morte e non come assenza di essa e la poesia che ha una funzione eternatrice. Ecco che divengono fondamentali le nostre azioni che per l’autrice devono essere connotate dalla forza dell’umiltà e dalla libertà testimone del sorriso… Le mie azioni / in che modo riempiranno / gli spazi vuoti che lascerò? / Vorrei che l’umiltà / raccontasse della mia forza / e la libertà ricordasse il mio sorriso.

Dal Sacro Eremo / il sole filosofeggia con il mare / D’improvviso / l’oro dei suoi raggi / urta forte sulla pietra d’Aspra / In un tempo perfetto ansima di respiri da raccontare… sono i primi versi di pagina diciotto, che Myriam De Luca dedica alla sua città di origine, Palermo, rendendola persona quando conclude … Scettica e irridente / Osserva il fermento di sguardi / che la fissano vogliosi / Con un inchino di accoglienza / offre a tutti benevolenza.

C’è molta natura e tanto mare nelle poesie di Myriam De Luca, il mare della sua isola e quello delle isole figlie dove spesso i poeti trovano rifugio, ispirazione e la pace che vorrebbero fosse diffusa in tutto l’universo, magari descrivendo un Gabbiano affamato a pagina quaranta di questa raccolta di poesie: Un gabbiano affamato / solca il freddo / Lunghi viaggi interiori / intingono l’aria / di pensieri pesanti / ingoio sale senza fiatare… o desiderando il ritorno della bella stagione in È di nuovo estate a pagina quarantatré: Ritrovo il gusto ebbro dell’estate / il suono incantato del mare / Sole sui volti e sui raccolti / come se mai se ne fosse andato / come se avessi ancora vent’anni / come se volare fosse naturale… È un continuum che si perpetua nei nostri giorni ricordando che in passato moltissimi poeti hanno scritto ispirandosi al mare: Ugo Foscolo, A Zacinto; Giuseppe Ungaretti, I ricordi; Salvatore Quasimodo, S’ode ancora il mare; Charles Baudelaire, L’uomo e il mare; Eugenio Montale, Mediterraneo, Casa sul mare; Antonio Machado, Il mare e c’è chi, come il poeta cileno Pablo Neruda, ha trascorso un periodo di esilio in due piccole isole italiane, partorendo opere liriche che resistono alla corrosione del tempo. Il mare che diventa colore, meraviglioso colore, nei quadri del pittore post-impressionista che amo profondamente, Vincent Van Gogh che trova spazio nella poesia L’infinito negli occhi a pagina cinquantacinque.

Il Professore Tommaso Romano

L’opera di Myriam De Luca pubblicata da Thule Edizioni casa editrice fondata e diretta dal professore Tommaso Romano, si sviluppa lungo cinquantotto poesie precedute dalla prefazione dello stesso. Altre recensioni della raccolta di poesie L’invisibile nutrimento sono state pubblicate all’interno del sito Culturelite e del blog poetico Myriam De Luca Blog.

Antonino Schiera

Il Salto della Quaglia – Il Commissario Montalbano: l’evoluzione di un personaggio fuori dagli schemi [VIDEO]


Il Commissario Montalbano: l’evoluzione di un personaggio fuori dagli schemi di Antonino Schiera

Ciao come racconto nel video, l’articolo che ti invito a leggere, si intitola Il Commissario Montalbano: l’evoluzione di un personaggio fuori dagli schemi

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Aforismi e pensieri sparsi – Nel silenzio della notte

Mi sento infelice in questa notte in cui l’ultimo pensiero è andato a te. Ieri nel momento in cui ho chiuso gli occhi, ho deciso di vegliare sui tuoi desideri. Stamani il sole non aveva ancora ucciso le tenebre e mentre il giorno si prepara a porgere la sua guancia alla notte, ormai evaporata nelle nebbie dei ricordi, ho deciso di scriverti queste righe.

Si perché con il sole ormai sopra l’orizzonte la prima persona alla quale ho pensato sei tu, nel preciso istante in cui un postumo freddo schermo mi ha notificato la tua buonanotte. Un virtuoso incontro tra il tuo viso cristallino e l’aureola di un inanimato disegno, che ha assunto il ruolo di trait d’union virtuale dei nostri pensieri.

Il mio naturale egoismo mi impone di dovere uscire da questo limbo di infelicità, nel quale rischio di essere imprigionato tutta la vita. Ancor oggi non so come farò, anche se dalle ali di un Angelo con la sua aureola qualcosa si intravede.

Immagino nella mia testa, che come un pastello disegna i mie sogni, una sorta di ancora di salvezza che si materializza nel freddo acciaio di un mezzo costruito dagli uomini per volare, oppure il dolce sguardo di una donna innamorata, alla quale giuro il mio amore sincero ed eterno. È un dubbio che lacera il mio cuore e scrosta i miei pensieri reconditi. L’attesa diventa qualcosa di sublime, di magico grazie al dono della vita che Dio ancora mi concede.

Antonino Schiera


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Poesie – Quasi una moralità di Umberto Saba [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli, è stato un poeta, scrittore e aforista italiano nato a Trieste il 9 marzo 1883 e morto a Gorizia il 25 agosto 1957. La poetica di Saba è caratterizzata da un linguaggio semplice e quotidiano e da un autobiografismo pregnante, in cui rintracciamo anche una certa inquietudine e fragilità dovute all’instabilità psicologica e nervosa dell’autore.
Tra le sue opere principali ricordiamo Poesie (1910), Coi miei occhi e Il mio secondo libro di versi (1911), Canzoniere (1921), Ultime cose (1943).

Cantiere poesia

Più non mi temono i passeri. Vanno
vengono alla finestra indifferenti
al mio tranquillo muovermi nella stanza.
Trovano il miglio e la scagliuola: dono
spanto da un prodigo affine, accresciuto
dalla mia mano. Ed io li guardo muto
(per tema e non si pentano) e mi pare
(vero o illusione non importa) leggere
nei neri occhietti, se coi miei s’incontrano,
quasi una gratitudine.
Fanciullo,
od altro sii tu che mi ascolti, in pena
viva o in letizia (e più se in pena) apprendi
da chi ha molto sofferto, molto errato,
che ancora esiste la Grazia, e che il mondo
– TUTTO IL MONDO – ha bisogno d’amicizia.

UMBERTO SABA

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Il Salto della Quaglia – Ciak non si gira [VIDEO]


Ciao come racconto nel video, l’articolo che ti invito a leggere, si intitola Ciak non si gira

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Il Salto della Quaglia – Il negazionismo al tempo della pandemia [VIDEO]


Il negazionismo al tempo della pandemia di Antonino Schiera su Il Salto della Quaglia

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Il Salto della Quaglia – I nuovi perché nel tempo della pandemia e la nuova rinascita [VIDEO]


Ciao come racconto nel video, l’articolo che ti invito a leggere si intitola I nuovi perché nel tempo della pandemia e la nuova rinascita. Un titolo impegnativo con una trattazione che spero sia esaustiva da parte mia. All’interno dell’articolo mi avvalgo, citandolo, di un testo musicale del grande cantautore siciliano Franco Battiato, che in questi giorni compie gli anni e al quale vanno i miei saluti.

I nuovi perché nel tempo della pandemia e la nuova rinascita di Antonino Schiera

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Eventi – Nella Giornata Mondiale della Poesia, un gruppo di poeti si raccoglie attorno alla scrittrice Myriam De Luca e a Salvatore Mirabile [VIDEO]

I poeti siciliani Angela Maria Di Girolamo, Angelo Abbate, Antonino Schiera, Caterina Mantia, Claudia Angileri, Enza Mistretta, Enzo Catania, Gina Bonasera, Giovanna Fileccia, Giovanni Teresi, Lidia Glorioso, Maria Patrizia Allotta, Maria Quartana, Maria Rita Marino, Mariella Casella, Myriam De Luca, Pietro Vizzini, Rosario Marzo, Salvatore Mirabile, Vito Mezzapelle hanno dato vita a un video pubblicato su YouTube, grazie alla declamazione di una loro poesia a cura della poetessa, scrittrice e attrice palermitana Myriam De Luca.

L’iniziativa culturale si inserisce nell’ambito dei programmi relativi all’anno 2021 del Museo Mirabile di Marsala, Sezione Gruppo Poetico Lilybetano, il cui fondatore e presidente è lo scrittore, poeta e promotore culturale Salvatore MIrabile.

21 Marzo 2021: Giornata Mondiale della Poesia a cura del Gruppo Poetico Lilybetano

Il Salto della Quaglia – Pompei: ritrovamenti mai visti in un periodo storico mai visto prima [VIDEO]


Ciao come racconto nel video, l’articolo che ti invito a leggere si intitola Pompei: ritrovamenti mai visti in un periodo storico mai visto prima.

Pompei: ritrovamenti mai visti in un periodo storico mai visto prima di Antonino Schiera

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Eventi – La rinascita inizia dalle donne [GALLERIA FOTOGRAFICA]

Programma

L’International Inner Wheel è un’associazione femminile strettamente legata al Rotary di cui condivide ideali, finalità e obiettivi. Nasce il 10 gennaio 1924 per riunire le donne quando queste non potevano ancora partecipare ad un club Rotary. Il Pool antiviolenza e per la legalità ne è una naturale costola ed è costituito da una squadra di donne in campo per aiutare le altre donne a dire no alle violenze. La Fondazione Sant’Elia di Palermo ha lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio artistico, monumentale e culturale della Provincia, attraverso l’uso degli antichi immobili, Palazzo Sant’Elia e Loggiato San Bartolomeo, per l’attuazione del programma di attività artistiche, culturali ed espositive. La Fondazione ospita mostre, convegni, seminari, ricerche e, in generale, qualsiasi iniziativa che abbia a riferimento il patrimonio artistico, monumentale e culturale del territorio provinciale.

Dalla virtuosa collaborazione e sinergia con Zonta (associazione internazionale di donne), Spazio Cultura (casa editrice), Tantestorie (libreria), Rosaelia (ristorante e caffetteria) è nata una intensa giornata ricca di avvenimenti culturali ed artistici che aveva come titolo La rinascita inizia dalle donne. Nella splendida cornice di Palazzo Sant’Elia di Palermo il 7 marzo 2021 vigilia della Festa della Donna, si sono susseguiti dibattitti, presentazioni di libri, momenti musicali. Una giornata dedicata all’ 8 marzo con letture e interviste di donne per le donne: Pamela Villoresi, Laura Efrikian, Daniela Tornatore, il monologo di Rula Jebrail letto dalla Presidente del Pool Angela Mattarella Fundarò, le letture di Franca Alaimo, le poesie di Giovanna Corrao, i testi dell’ attrice Elena Pistillo, gli attestati del Premio Rose Day del Club Zonta Triscele di Palermo, il Calendario Contro il Body shaming del fotografo Francesco Ferla in collaborazione con I Love Sicilia, il confronto sulla situazione vaccini anti covid con Francesco Cascio responsabile del PTA, tutto sulle note dell’arpa celtica di Rossella Gozzo e con l’attenta conduzione della giornalista Giovanna Cirino.

Galleria Fotografica

L’angolo di Cettina Giallombardo – Rileggendo nel nostro tempo il De Brevitate Vitae di Seneca

Nel periodo difficile che stiamo attraversando, in cui ognuno di noi si sta riappropriando del proprio tempo, ho riletto con attenzione un testo che ritengo adatto a questa particolare situazione. Si tratta del DE BREVITATE VITAE di Lucio Anneo Seneca, uno tra i più famosi trattati dell’antichità, capace di indicarci ancora oggi la via per raggiungere la pienezza del vivere.
L’operetta, composta probabilmente nel 49 d.C., subito dopo il ritorno dell’autore a Roma dall’esilio settennale in Corsica, appartiene ad una serie di sei sintetici trattati morali, di cui altri due dedicati alla Vita felice e alla Vita ritirata. Seneca, ritenuto da Cassio Dione il maggior filosofo di quel periodo e definito da Tacito nei suoi Annales come “un ingegno attraente e adeguato alle orecchie del suo tempo”  ha spiegato in essi il significato, lo scopo e le minacce tragiche incombenti sulla nostra esistenza che è un’esperienza fragile ed irripetibile; additando da un lato i modi in cui essa viene sprecata follemente ed irrimediabilmente, dall’altro quelli con cui, invece, la si può compiere da uomini intelligenti e veri.

Copertina de La brevità della vita di Seneca

Seneca ci viene incontro affermando che, in realtà, non è che di tempo ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. La vita che ci è data è lunga a sufficienza per compiere grandissime imprese. Chi mette a profitto ogni istante del suo tempo, chi dispone di ogni giorno come della vita intera, non teme il domani. “La vita proseguirà lungo la strada per cui si è avviata, senza fermarsi né tornare indietro. E lo farà in silenzio, senza rumore…”. La vita è un continuo passare da un affanno all’altro. E la tranquillità è sempre una meta a lungo sospirata. ” Allora – dice Seneca – allontanati dalla folla e ritirati in un posto più tranquillo. Ripensa a tutti i marosi che hai affrontato, alle tempeste che hai attraversato…ora riserva un po’ del tuo tempo anche a te stesso. Non ti invito ad un riposo pigro e inutile (il riposo non consiste in questo); troverai impegni ben maggiori di quelli che hai finora validamente assolto, a cui potrai attendere nell’isolamento e nella tranquillità”.

Il tempo, secondo Seneca, è diviso in tre parti: la persona sapiente saprà usare il ricordo del passato e del tempo conquistato per migliorare, nel presente, la sua persona e approfondire la sua conoscenza, e anticipare così, i desideri del tempo che verrà. In questo anno arduo e complesso, sicuramente siamo stati e siamo preoccupati, stanchi, arrabbiati…Una sensazione di incertezza attraversa i nostri cuori. Quando finirà tutto questo?

Quando potremo ritornare alla piena normalità, al lavoro, a scuola, all’Università, a tutte quelle attività quotidiane che riempiono la nostra vita?

Quando soprattutto potremo riabbracciare i nostri cari, gli amici, i colleghi?È necessaria, quindi, una grande forza interiore per sperare e attendere con illimitata fiducia il lento e progressivo miglioramento di questa triste realtà.

Cettina Giallombardo

Poesie – Il passero solitario di Giacomo Leopardi [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Il passero solitario è una delle più famose poesie di Giacomo Leopardi. La datazione precisa dell’opera è incerta e la si colloca tra il 1829 e il 1830. La poesia è stata pubblicata nel 1835 nell’edizione napoletana dei Canti.

Cantiere poesia

Lonely sparrow

D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno…

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