Poesie – L’antica pazienza di Maria Luisa Spaziani [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani è stata una poetessa, traduttrice e aforista italiana.

Non per caso pubblico un componimento di una poetessa oggi 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

Tu che conosci l’antica pazienza
di sciogliere ogni nodo della corda
e allevi un pioppo zingaro venuto
a crescere nel coccio dei garofani,
lascia ch’io senta in te, come la sorda
nenia del mare dentro la conchiglia,
la voce della casa che il perduto
tempo ha ridotto in cenere.
Ma è cenere di pane scuro, sacro,
– quello che alimentavi col tuo soffio
nel forno buio della guerra – e reca
imperitura in sé la filigrana
dei tuoi ciliegi dilaniati.
L’allegria rialza la sua cresta
di galletto sui borghi desolati,
come il lillà che ti cresce alle spalle
passo a passo, baluardo sul massacro.
Raccogli ancora e sempre il pigolante
nido abbattuto dal vento di marzo
e ripara le falle della chiglia.
Nessuno è senza casa se l’attende
a sera la tua voce di conchiglia.

MARIA LUISA SPAZIANI

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Poesie – E malgrado tutto di Alda Merini [Ribloggato da Cantiere Poesie]

Alda Merini

Alda Giuseppina Angela Merini, nota semplicemente come Alda Merini è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana.

Non per caso pubblico un componimento di una poetessa, approssimandoci al 25 novembre, ovvero alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

E malgrado tutto
malgrado la musica
che si ripete incessantemente
fino allo spargimento del cuore
malgrado io non ti veda
e il giorno si apra
con la perenne angoscia
di non incontrare nessuno
tu continui a addossarmi
un numero di ombre
che non entrano
nel mio cuore
tu non sai quanto una forma di donna
può essere circoscritta
dalle ansie di molti uomini
ma non è vero amore
è l’ansia di vedermi risuscitare
per una nuova gettata di poesia
e con me costruiscono case
e ambienti
e idee per i loro sogni
quando mi vedono soffrire per te
pensano che io sia già morta
e di amor tuo
e chiamano tutti a vedermi
e battono le mani
per l’ingannevole successo della vita
ma io non li vedo nemmeno

ALDA MERINI

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Eventi – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, diretta facebook con con Myriam De Luca, Valentina Gueci e Antonino Schiera

MYRIAM DE LUCA Sentire per scrivere

Mercoledì 25 novembre 2020, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nasce l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Riflessioni, poesie e semplici pensieri per sostenere una battaglia di civiltà, di rispetto e non di genere.

L’incontro nel pieno rispetto delle normative per la lotta al corona virus, si svolgerà presso Spazio Eventi Alkarah in Piazza Alberico Gentili, 13 a Palermo e sarà animato dagli scrittori Myriam De Luca, ideatrice dell’evento; da Valentina Gueci e da Antonino Schiera.

Gli spettatori potranno assistere e interagire con gli organizzatori dell’evento, attraverso una diretta sul canale social Facebook alla quale è possibile accedere tramite questo link: https://fb.me/e/8wyQStLRO

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Poesie – Tempo di Ada Negri [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Ada Negri è stata una poetessa, scrittrice e insegnante italiana.

Ada Negri

Non per caso pubblico una poesia di una poetessa, approssimandoci al 25 novembre, ovvero alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

Giorno per giorno, anno per anno, il tempo
nostro cammina! L’ora ch’è sì lenta
al desiderio, tu la tocchi infine
con le tue mani; e quasi a te non credi,
tanta è la gioia: l’ora che giammai
affrontare vorresti, a cauto passo
ti s’accosta e t’afferra – e nulla al mondo
da lei ti salva. Non è sorta l’alba
che piombata è la notte; e già la notte
cede al sol che ritorna, e via ne porta
la ruota insonne. Ma non v’è momento
che non gravi su noi con la potenza
dei secoli; e la vita ha in ogni battito
la tremenda misura dell’eterno.

ADA NEGRI

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Poesie – Per te io curo questi fiori di Emily Dickinson [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Emily Dickinson

Emily Elizabeth Dickinson nota come Emily Dickinson è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici moderni.

Non per caso pubblico una poesia di una poetessa, approssimandoci al 25 novembre, ovvero alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

I TEND MY FLOWERS FOR THEE

I tend my flowers for thee –
Bright Absentee!
My Fuchsia’s Coral Seams
Rip – while the Sower – dreams –

Geraniums – tint – and spot–
Low Daisies – dot –
My Cactus – splits her Beard
To show her throat –

Carnations– tip their spice –
And Bees –pick up –
A Hyacinth – I hid –
Puts out a Ruffled Head –
And odors fall
From flasks – so small –
You marvel how they held –

Globe Roses –break their satin glake –
Upon my Garden floor –
Yet – thou – not there –
I had as lief they bore
No Crimson – more –

Thy flower – be gay –
Her Lord – away!
It ill becometh me –
I’ll dwell in Calyx – Gray –
How modestly – alway –
Thy Daisy –
Draped for thee!

§

Per…

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Eventi – Ferrovia e poesia con Giovanni Russo presidente dell’associazione Ferrovie Siciliane

“Viaggiare in treno è sempre un’emozione e il paesaggio che scorre dal finestrino per ogni viaggiatore, diventa una fucina di emotività che in alcune occasioni arrivano a tutti grazie alla dote di chi ha la capacità di saperle trasformare in racconti e poesie. Giovanni Russo ne parla con Antonino Schiera, poeta, narratore e blogger palermitano”. Così Giovanni Russo, presidente dell’Associazione Ferrovie Siciliane, ha descritto l’evento live che abbiamo organizzato, per tentare un accostamento tra l’approccio poetico e l’approccio tecnico al mondo ferroviario. Ed è stato un grande successo, le persone che si sono collegate in diretta erano molto interessate e migliaia sono state le visualizzazioni video successive all’evento.

Video integrale della diretta (a sinistra Giovanni Russo)

Desidero pertanto ringraziare pubblicamente tutti gli amici che hanno partecipato alla diretta e in particolar modo la giornalista Marianna La Barbera che ha dedicato un articolo su Palermo Live all’evento.

Ritengo che, in questi tempi caratterizzati dalla pandemia legata al Covid-19, queste iniziative possano servire a superare il momento difficile che perdura, a diffondere le emozioni e la bellezza, con riferimento alla famosa frase che lo scrittore e filosofo russo Fëdor Dostoevskij fece dire (“la bellezza salverà il mondo”) al principe Miškin nel suo romanzo L’idiota. Nel nostro piccolo quanto meno ci proviamo.

Antonino Schiera e la giornalista Marianna La Barbera

I temi trattati nella diretta erano riferiti all’approccio poetico del viaggio in treno attraverso la lettura di alcune mie poesie e di un brano tratto dalla mia storia autobiografica Moderno Emigrante; citando la reazione dei poeti italiani quando le prime locomotive a vapore fecero la loro prima comparsa ai fini del 1800, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Giuseppe Gioacchino Belli, i Futuristi; elencando alcuni film ambientati nel mondo ferroviario quali Assassinio sull’Orient Express, Cassandra Crossing, Alla scoperta del binario nascosto: Harry Potter e la pietra filosofale, La ragazza sul treno; non è mancato qualche riferimento alle eccellenze culinarie e paesaggistiche di luoghi meravigliosi della nostra Sicilia quali Cefalù, Castel di Tusa, Capo D’Orlando.

Il congedo finale ha fatto riferimento all’idea di organizzare un evento poetico in provincia di Messina per continuare nell’opera di divulgazione della tecnica ferroviaria e poesia.

Ribloggato – Da Giosuè Carducci a Eugenio Montale: il topos del treno simbolo di progresso, di Maria Grazia Ferraris

Pubblico questo interessantissimo post a cura del critico letterario Maria Grazia Ferraris sul tema treni e poesie. Stasera tratterò di questi argomenti insieme al Presidente dell’Associazione Ferrovie Siciliane, Giovanni Russo. Il collegamento alla diretta potrete trovarlo all’interno del sito Ferrovie Siciliane.

LA PRESENZA DI ÈRATO

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Il treno, la novità progressista di fine Ottocento, aveva ispirato al giovane Carducci l’Inno a Satana, pubblicato nel 1865, dove era esaltato come simbolo stesso del progresso e della modernità:

Un bello e orribile
mostro si sferra,
corre gli oceani,
corre la terra:
corusco e fùmido
come i vulcani,
i monti supera,
divora i piani;
sorvola i baratri;
poi si nasconde
per antri incogniti,
per vie profonde;
ed esce; e indomito
di lido in lido
come di turbine
manda il suo grido….

Il treno, il mostro pauroso e fantastico, quasi avesse una propria volontà autonoma e indomabile…., ma fosse anche interpretato come un antidoto alla reazione religiosa nemica del progresso. L’opera fa parte della raccolta Levia Gravia e lo stesso Carducci la definì una “chitarronata”, scritta in una notte del settembre del 1863 per essere letto come brindisi ad un banchetto di amici… La scelta lessicale oscilla tra la…

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Protagonisti – Lo scrittore Salvatore Mirabile si racconta ai lettori del blog

Riflettori puntati, nell’odierno post nella sezione PROTAGONISTI, sullo scrittore e organizzatore di eventi Salvatore Mirabile, che ha risposto alle mie domande raccontandosi partendo da quando, studente, cominciava a muovere i primi passi nel mondo della creazione artistica.

Il tuo approccio alle arti non solo alla scrittura, ma anche alla musica, al teatro, alla pittura è cominciato presto. Già da studente ti davi molto da fare nel creare contenuti artistici e nell’organizzare eventi. Raccontaci come ti percepivi, i tuoi pensieri, le tue aspirazioni e qual è  stata la molla che ha dato la spinta iniziale alle tue iniziative.

Salvatore Mirabile – Con piacere rispondo alla tua domanda, sebbene si riferisca a tantissimi anni fa e precisamente al periodo degli anni quando frequentavo la scuola media.

Per quanto riguarda la poesia, la molla che ha fatto scattare la spinta è stata l’aver vinto in seconda media con una mia poesia, un premio che conservo gelosamente, un quadro ad olio su tavola. La tua domanda mi fa ricordare la signorina Cettina Schifani, che mi incoraggiava a scrivere tutte le volte che le sottoponevo la lettura delle mie poesie. Invece, per quanto riguarda la musica, devo tutto a mio padre che suonava la chitarra e il mandolino ad orecchio e voleva che io imparassi la musica, cosa che feci andando a scuola privata dal maestro Francesco Falco. Però, a causa della sua tragica morte, riuscii solo ad apprendere le nozioni del solfeggio. Cosicché, rubando le tecniche a mio padre, imparai anch’io a suonare la chitarra ad orecchio.

Nel periodo della frequenza a scuola a Bisaquino precisamente nell’istituto commerciale, dove ho conseguito la maturità tecnica commerciale, riuscii ad organizzare una festa teatrale di fine anno ed un’altra all’istituto agrario di Bisaquino. Ma un’intensa attività l’ho svolta nel periodo della mia presidenza nell’Azione Cattolica presso la parrocchia della matrice del mio paese d’origine, Chiusa Sclafani. Infatti, in quel periodo organizzai con i giovani la messa beat, la via crucis vivente ed il presepe vivente, lotterie e tanti altri eventi come convegni e tavole rotonde.

Una delle tue creature più importanti è il Museo Mirabile delle arti e tradizioni contadine di Marsala. Spiega per favore ai lettori del blog di cosa si tratta e come ti è venuto in mente di crearlo.

Salvatore Mirabile – Rispondo volentieri ancora a questa seconda domanda per spiegare che il Museo Mirabile delle tradizioni ed arti contadine della regione siciliana di Marsala è una associazione culturale senza fini di lucro e tra i suoi obbiettivi principali c’è la ricerca e la conservazione di tutto quanto riguarda le nostre tradizioni siciliane, senza le quali non c’è presente e non ci può essere futuro. L’attività del museo spazia a 180 gradi su tutto quanto è arte e cultura ed in questo primo ventennio tante sono state le attività svolte dallo stesso e da me curate. I principi ispiratori che partorirono l’idea del museo traggono origine, ahimè, da i tristi eventi successi nel lontano 1968, quando il terribile sisma, che interessò tutta la Valle del Belice, colpì anche Chiusa Sclafani. Dopo la fase di assestamento ci fu una politica di rinascita e di ricostruzione del paese e quelle case rovinate vennero abbattute e poi in una zona nuova ricostruite ed assegnate ai terremotati. Questi, quando andarono ad abitare le case nuove, abbandonarono le suppellettili vecchie e superate dal progresso, anche perché in quel periodo ci fu pure l’avvento della plastica.

Tutto quello che rappresentava le nostre tradizioni venne abbandonato, cosicché, intuendo che quelle cose facevano parte della nostra storia, le recuperavo e le conservavo in un magazzino. Naturalmente in quel periodo la mia opera fu solo di recupero ma, subito dopo essermi trasferito a Marsala ed essermi sposato, dopo alcuni anni edificai il primo locale adibito a villa estiva con addobbi di alcuni oggetti antichi. Successivamente, avendo allargato il locale a forma di antico baglio, il 1° luglio del 2000 inaugurai il Museo Mirabile delle tradizioni ed arti contadine della regione siciliana di Marsala.

Devo ammettere che non è stata una impresa facile, sia per tutte le difficoltà burocratiche, che per la costruzione e sia per le difficoltà economiche, perché il Museo è stato costruito con fondi personali miei e di mia moglie, la quale anche lei molto si è impegnata con le sue sostanze.

Dalla tua biografia si evince che sei un instancabile viaggiatore. Hai calpestato il suolo di quasi tutta la Sicilia visitandone “città, paesi, frazioni, laghi, fiumi e monti”. Personalmente mi fanno simpatia le persone che hanno voglia di conoscere e di viaggiare perché è importante confrontarsi per conoscere meglio se stessi. Parlaci in generale di questo approccio curioso alla vita e se vuoi qualche aneddoto legato ai tuoi viaggi.

Salvatore Mirabile – Questo è stato veramente un bel periodo e cioè aver visitato la Sicilia in lungo e largo, senza tralasciare nessun paese o frazione della stessa. Il viaggio vero e proprio è iniziato subito dopo essermi sposato, anche se da scapolo alcuni luoghi li conoscevo già.

All’epoca non c’erano i telefonini ma solo cartine viarie della Sicilia ed iniziai con la mia Fiat 127, dopo con la Fiat 131 Mirafiori ed infine con l’Alfa 155 che ancora conservo nel museo. I programmi di viaggio li elaboravo io senza mai prenotare un albergo ma facendolo solo quando arrivavo in un paese dal quale potevo visitare altri paesi limitrofi, perché i viaggi furono tanti e svolti solo di sabato e di domenica e ricordo a me stesso, che lavoravamo sia io che mia moglie.

Comunque, questa mia grande passione, di conoscere usi e costumi di altri paesi siciliani, mi spingeva a fare tanti sacrifici, persino a pulire certe tabelle di luogo per potere effettuare una bella fotografia a testimonianza di essere stato in quel luogo, fotografando la mia macchina accanto alla stessa. Ed in proposito desidero ringraziare ancora una volta tutti i ragazzi che in ogni paese mi fecero da guida in modo da indicarmi le cose più belle del luogo, e desidero, altresì, ringraziare la Polizia Stradale che alcune volte mi tolse da impicci come restare in panne con la mia auto.

Una grande emozione abbiamo provato io e mia moglie quando siamo stati accolti dall’Assessore al Turismo del paese di San Mauro Castelverde che chiudeva, dopo un ventennio di girovagare, questo ambizioso progetto.

Questo è stato un viaggio che personalmente mi ha arricchito dentro e mi ha fatto capire che non esiste soltanto il mio paese, ma ci sono tanti paesi e tutti sono importanti! Io dopo questo viaggio non mi sento più chiusese d’origine e marsalese d’adozione, ma mi sento siciliano.

La tua produzione letteraria è vasta e conta numerosi titoli spesso premiati nei concorsi poetici e letterari. Raccontati nella tua veste di scrittore.

Salvatore Mirabile – Ti ringrazio per questa domanda, perché la ritengo molto speciale, dovuta dal fatto che forse per la prima volta dirò che, pur avendo scritto sin dai tempi dei calzoncini corti, avevo la tendenza a conservare i fogli dentro i cassetti della mia scrivania. La spinta vera e propria me l’ha data mia figlia Rossella, la quale mi esortava a scrivere non solo per me stesso ma per gli altri, nel senso che scrivere senza che nessuno potesse conoscere il mio pensiero non era edificante. Così, iniziai a trascrivere le poesie, i romanzi, i saggi, le raccolte e i canti, in libri e diversi sono stati pubblicati da alcune case editrici ma attualmente soltanto dal Museo Mirabile, che, nella veste di editore, rende un servizio soltanto ai propri soci.

Si! Alcuni libri hanno vinto dei premi ed altri hanno ottenuto delle riconoscenze e questo mi riempie di orgoglio perché non li ho pubblicati per farne commercio ma semplicemente per depositarli o omaggiarli alle biblioteche, in modo che della mia opera possa restarne traccia e la mia fatica non vada persa e offerta alle nuove generazioni, qualora fossero interessati. Alcune mie poesie contenute nei libri pubblicati oppure inedite si sono classificate in concorsi poetici ai primi posti o hanno raggiunto il podio. Tanti sono stati i riconoscimenti ed i premi ricevuti durante la mia carriera artistica.

Riguardo la lingua siciliana, in una nostra recente conversazione, hai espresso il tuo punto di vista riguardo la difficoltà di produrre un dizionario completo, che possa essere di riferimento per chi scrive in siciliano. Compito molto arduo a quanto sembra…:

Salvatore Mirabile – Quest’altra è una domanda molto interessante perché per quanto riguarda la nostra lingua siciliana tanto auspicata io non dico che è un sogno, ma quasi e per svariati motivi. Infatti, tante sono le grammatiche della lingua siciliana in circolazione ma fino a quando la Regione Siciliana, sede istituzionale, non legifera su questo argomento, indicando quale grammatica applicare e facendo in modo di insegnarla nelle scuole primarie, non potremo mai parlare di lingua siciliana, ma dobbiamo parlare di parlate siciliane scritte, diverse l’una dall’altra.

In questa attesa io mi sono rassegnato e scrivo in siciliano poetico avvalendomi della licenza poetica e applicando la grammatica italiana che tutti dovremmo conoscere.

Hai continuato nella tua vita a organizzare premi ed eventi culturali. A quali eventi, tra quelli da te organizzati, sei affezionato particolarmente?

Salvatore Mirabile – Senza sottovalutare gli eventi che organizzano gli altri, perché tutti sono importanti, senza nessun dubbio, non perché è organizzato dal Museo Mirabile e da me diretto, sono sicuro che il Simposio Al Tempio dei Poeti è unico nel suo genere ed a questo evento sono particolarmente legato perché la sua formula l’ho ideata con l’assegnazione annuale del trofeo Al tempio dei poeti ad un solo poeta mediante segnalazione dei poeti stessi partecipanti presenti.

Naturalmente non dimentico il Gruppo Poetico Lilybetano sezione del Museo Mirabile di Marsala che ho l’onore ed il piacere di dirigere e che in tre anni ha creato tantissimi eventi in sede, in trasferta e virtuali.

Non dimentico nemmeno l’Accademia Regionale dei Poeti Siciliani Federico II che ho l’onore di rappresentare come Presidente Rettore, nata da una idea condivisa con Filippo Scolareci ed altri soci sostenitori che dopo il rogito notarile si è allargata con l’adesione di altri poeti.

Purtroppo l’Accademia dopo la sua inaugurazione a Palermo nel Palazzo dei Normanni ha fermato la propria attività a causa del corona virus e speriamo alla fine di questa pandemia di riprendere l’attività ed i progetti per cui è stata costituita. Naturalmente sono fiero di far parte anche della prestigiosa Accademia di Sicilia.

Progetti futuri? 

Salvatore Mirabile Fare progetti futuri, in questo periodo, è azzardato, però sicuramente mi sto concentrando sulla pubblicazione dei miei restanti libri, perché avendone scritti più di cento, ma solo 67 pubblicati, il lavoro non mi manca e spero al più presto di portare a termine anche questo progetto a cui tengo molto, sempre tempo e salute permettendo.

Le mie poesie – Esuli pensieri solitari di Antonino Schiera

Esuli pensieri solitari © di Antonino Schiera

Esuli e solitari pensieri, 

scalano le vette oniriche

del giorno chiamato ieri 

sfuggiva veloce alle logiche,

di infausti e tristi presagi.

Sperava il verme solitario,

al tremolare di arcaici adagi

al famelico becco binario,

che coppia formava sul nido

appollaiato sull’unica fronda di albero,

rachitico nel suo puntare, stupido,

i rami verso il cielo blu adultero.

E le stelle che non vedo, eppure

avvolgono la volta celeste

e sono ammantate di luci pure

che assistono ad amori e violenti tempeste.

La pioggia è giunta sul terreno

a picchiettare l’erba ingiallita

da una lunga estate.

Tracanno ameno

il sale della vita

da bottiglie decrepite e giallognole,

per il fumo di sigarette,

non più intonse ma rattrappite

per le  rughe che il giorno impone.

Magazine – “La forza purificatrice del dolore nella poetica di Giovanni Pascoli” lettura ed analisi di Giovanni Teresi

La vita è male: la terra su cui viviamo è definita in “Dieci agosto”“quest’atomo opaco del male”

Da che cosa deriva il male? Anzitutto deriva dalla paura, la quale a sua volta deriva dalla tenebra del mistero che ci avvolge tutti.

Nella poesia “La vertigine” il poeta immagina il globo terrestre lanciato a velocità spaventosa nello spazio cosmico con  gli uomini attaccati al suolo con i piedi, pendenti in giù con la testa: una posizione delle più infelici, in moto verso mete che nessuno conosce.

Il “dubbio” strazia l’animo del poeta (il Carducci in “Idillio maremmano” parla del tarlo del pensiero che gli trafora il cervello): nella “Preghiera dell’eremita” egli fa dire al suo eremita: “A me dispensa (risparmia) il reo dolor che pensa” cioè il dolore del pensiero, ossia il dubbio.

Altra causa del dolore umano è la cattiveria degli uomini.

Il Pascoli subì un grave shock a causa della uccisione del padre e di altre numerose sciagure, che investirono la sua famiglia, in conseguenza di quel fatto. Visse la sua adolescenza e giovinezza nel periodo in cui il capitalismo opprimeva gli operai, e gli anarchici, in nome degli operai, compivano imprese terroristiche.

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(nella fotografia in evidenza il poeta Giovanni Pascoli)

Ti consiglio un libro – Melodie di porte che cigolano di Gisella Blanco (Eretica Edizioni)

Copertina

“La poesia sovverte. E la sana – e dolorosa – ricerca d’inversione dei canoni avvilenti di una società annoiata ne è il fine. Oppure è la poesia stessa il fine della trasformazione: la scelta è la possibilità di individuazione di ciascuno che, lungi dal creare isolamento, può essere moto perpetuo verso una pura creazione di valore, un valore così divino da essere tutto umano”.

Ecco la sinossi della raccolta di poesie recentemente pubblicata dalla Eretica Edizione, che ha come autrice una poetessa, Gisella Blanco, che nella sua biografia inserita nel suo sito scrive: “nasco a Palermo nel 1984 e vivo Roma, scrivo principalmente poesia, sono giurista, animalista (e gattofila accanita), buddista, polemica all’inverosimile e piena di altri mille difetti. Ho vinto, in passato, vari concorsi letterari. Sono convinta che la poesia sia uno dei pochi veicoli efficaci, nella società odierna, per dire ciò che è necessario e farlo con empatia, rispetto e spregiudicatezza”.

La poetessa Gisella Blanco ha presentato a Palermo, sua città d’origine, la raccolta di poesie in collaborazione di Mondadori Point di Giovanni Montesanto e la giornalista Margherita Ingoglia. In questa occasione ci siamo conosciuti: un vissuto pregno di importanti esperienze di studio e di lavoro, una grande volontà ed entusiasmo nel riuscire, una buona capacità comunicativa e la ricerca del miglioramento penso possano essere corretti memo da tenere a mente per descriverla ed un ottimo punto di partenza per una carriera poetica già ricca di soddisfazioni.

Ti consiglio un libro – L’abominevole diadema di Serena Lao (Edizione Thule), nota introduttiva al volume di Tommaso Romano

La lettura di questo Diario intimo e drammatico di Serena Lao sulla stagione del Covid-19, mi ha coinvolto fin dall’inizio essendo stato il suscitatore delle pagine che seguono dell’artista palermitana. Ho seguito, quindi, con partecipazione emotiva e con considerazioni di tipo psicologico-sociali tutte le ansie, le paure, le attese che si andavano snodando durante la scrittura pulsante di Serena, che mi appariva sempre più un documento di un’anima in tormento, che trovava nella scrittura un antidoto potente al tedio e alla sua volontaria “reclusione” rispetto ad un mondo che si era improvvisamente fermato…

[CONTINUA] sulla pagina di Culturelite il social magazine dedicato alla buona cultura in tutte le sue forme del Professore Tommaso Romano.

(nella fotografia in evidenza la copertina del libro L’abominevole diadema di Serena Lao)

Controcorrente – Covid-19, in Sicilia e nel resto d’Italia stiamo adottando le giuste strategie per combatterlo?

È un momento difficile quello che stiamo vivendo da molti mesi e ancora non se ne vede l’uscita. I nostri nonni, i nostri genitori hanno vissuto il dramma di una se non di due guerre mondiali e noi relativamente più giovani non avremmo mai pensato di dovere vivere una guerra mondiale contro un virus.

Personalmente pur non facendo parte della folta schiera dei negazionisti, ritengo che non si stia affrontando nella maniera migliore il problema Covid-19 sia a livello nazionale, che per quanto attiene la nostra Sicilia, all’interno della quale ho dei dubbi se sussista ancora la capacità e la discrezionalità decisionale atti a delineare un preciso indirizzo politico.

Il mio non è un ragionamento politico e di parte. Dico soltanto che bloccare diffusamente l’economia e il normale flusso del denaro, che fino a qualche mese fa era destinato alle attività commerciali e dei servizi, non credo sia la strada migliore. Si può obiettare che sussiste una causa di forza maggiore e ci può stare, ritengo però che questi provvedimenti siano dettati da un’eccessiva paura. L’uso obbligatorio della mascherina e il comportamento prudente di noi cittadini, poteva rappresentare un grosso deterrente alla diffusione del virus, che se fosse così facilmente trasmissibile, come si è temuto, penso che che le conseguenze sarebbero state molto più gravi di quanto non lo sono fino ad oggi.

Nessuno possiede la sfera magica per sapere come andrà a finire e se la strada intrapresa per la lotta al virus sia quella giusta: una cosa è certa ovvero che i nostri amati e cari anziani stanno invecchiando di dieci anni in pochi mesi per via delle restrizioni, che l’economia basata sulla circolazione del denaro è al collasso, che tanti posti di lavoro stanno scomparendo in una regione, la nostra, dove il tasso di disoccupazione era già alto!

La domanda che mi pongo è perché è stata inserita in fascia arancione la Sicilia? Secondo me non basta dire che dipende dalla scarsità dei posti letto in ospedale per curare il Covid-19 e poi domandiamoci, i malati di altre patologie dove li mettiamo? Va bene fare i tamponi, cercare di stanare il nemico virus, ma se ci mettessimo a cercare anche le persone malate di altre patologie il nostro sistema sanitario sarebbe in grado di risolverle con una efficiente ospedalizzazione? Milena Gabanelli, ha spiegato in un video articolo sul Corriere.it che in tutta Italia non si sta utilizzando nel migliore dei modi l’apporto dei medici di famiglia per le solite pastoie burocratiche e per la scarsità degli investimenti. Se il sistema funzionasse a dovere, molti più malati di Covid-19 potrebbero curarsi in casa e gli ospedali sarebbero meno intasati.

Chiudo con un’ultima annotazione: non ho mai sentito nominare da parte degli scienziati intervistati e nemmeno a livello istituzionale, l’importanza di fare prevenzione di portare avanti uno stile di vita salutistico basato sulla sana alimentazione e sull’attività fisica che innalzano il livello delle difese immunitarie.

Naturalmente il mio augurio è che si possa arrivare presto alla soluzione definitiva della pandemia che sta mettendo a dura prova le popolazioni e che da questo nefasto evento si traggano due conclusioni: la prima è che bisogna investire nella sanità rendendola efficiente e capace di affrontare eventuali nuove emergenze; la seconda è che bisogna curare la nostra salute attraverso uno stile di vita sano improntato sulla sana alimentazione e sull’esercizio fisico.

(nell’immagine in evidenza, l’arte imbavagliata: quadro Campo di grano del pittore Francesco Pintaudi)

Le mie poesie – La notte di Antonino Schiera

La notte © di Antonino Schiera

È il buio della notte

che dilata i sensi

li screma e li potenzia.

Il latrare dei cani

fende l’aria cristallina

e fredda ferita

da una sgommata solitaria.

È il passero che attende tra i rami

il sorgere del sole,

è il gatto sornione

che attraversa la strada

con le pupille dilatate,

è il pino mediterraneo

che profila lo sfondo marino

e sfronda i rami

ancora freddi della notte.

Resto avvolto

tra le lenzuola

morbide e stropicciate

dai miei sogni irrequieti

e dalla mia solitaria attesa.

Premi e concorsi – Sono stati assegnati i riconoscimenti relativi al 46°Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo

Marineo non dimentica il suo Premio ma, a causa della situazione che il Paese sta vivendo per l’epidemia da Covid – 19, la premiazione e la rassegna ad essa collegati saranno rinviate al mese di settembre 2021, per consentire la grande partecipazione di pubblico che ha sempre contraddistinto questo evento.

Quest’anno, per la 46^ edizione, il premio Internazionale è stato assegnato allo scrittore Valerio Massimo Manfredi, uno dei divulgatori culturali più noti al grande pubblico italiano.

[CONTINUA] sulla pagina di Culturelite il social magazine dedicato alla buona cultura in tutte le sue forme del Professore Tommaso Romano.

(nella fotografia in evidenza il poeta Mario Tamburello viene premiato dal Professore Tommaso Romano e da Katiuska Falbo nell’edizione numero 43 del premio)