Eventi – L’attrice e scrittrice Laura Ephrikian torna in Sicilia. Il 13 ottobre a Salemi presenterà Una famiglia armena, Spazio Cultura Edizioni [VIDEO]

La nota attrice, scrittrice e creativa Laura Ephrikian torna in Sicilia per un nuovo giro promozionale delle sue opere letterarie. Il 13 ottobre presenterà a Salemi, cittadina in provincia di Trapani, il suo ultimo libro che si intitola Ephrikian. Una famiglia armena, edito da Spazio Cultura Edizioni nel mese di giugno 2021. L’opera letteraria fortemente voluta dall’autrice e dal suo editore Nicola Macaione, presidente dell’associazione librai di Palermo, rappresenta una sorta di lascito ai posteri, che Laura Ephrikian ha deciso di rendere tangibile, attraverso centocinquanta pagine, pregne di racconti, aneddoti, personaggi, fotografie, emozioni e sogni più o meno realizzati e realizzabili.

L’incontro con i lettori e con i suoi numerosi estimatori si realizza grazie alla preziosa collaborazione del Comune di Salemi, ente patrocinatore, e di Nino Capizzo promotore culturale e sportivo, supportato dai numerosi amici che ruotano attorno a una fervida attività di promozione delle arti e dello sport nel territorio di Salemi e non solo.

Laura Efrikian e l’editore Nicola Macaione in un mio recente post con video

Nel video un recente pomeriggio letterario a Partinico molto sentito e partecipato grazie alla pregnanza umana e artistica dell’attrice e scrittrice Laura Ephrikian. Ringrazio sentitamente la padrona di casa, la promotrice culturale Antonietta Greco e l’amico poeta e scrittore Francesco Ferrante, autore di questo video.

PROGRAMMA DELLA PRESENTAZIONE

Castello Normanno Svevo di Salemi – Mercoledì 13 Ottobre 2021 ore 18.00 Laura Ephrikian presenta il suo ultimo libro Eprhikian: una famiglia Armena (Spazio Cultura Edizioni – 2021). Dialoga con l’autrice lo scrittore e poeta Antonino Schiera. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Domenico Venuti, interviene l’editore Nicola Macaione. Sono previsti due interventi artistici: Ignazio Capizzo al pianoforte elettronico con un brano musicale e l’attore Ettore Safina con una poesia omaggio alla Sicilia e una seconda di Antonino Schiera.

EVENTO SU FACEBOOK

Poesie – Se la mia vita da l’aspro tormento di Francesco Petrarca [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Francesco Petrarca

Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell’umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana, soprattutto grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere, patrocinato quale modello di eccellenza stilistica da Pietro Bembo nei primi del Cinquecento.

Cantiere poesia

Se la mia vita da l’aspro tormento
si può tanto schermire, e dagli affanni,
ch’i’ veggia per vertù degli ultimi anni,
Donna, de’ be’ vostr’occhi il lume spento,

e i cape’ d’oro fin farsi d’argento,
e lassar le ghirlande e i verdi panni,
e ‘l viso scolorir che ne’ miei danni
a lamentar mi fa pauroso e lento:

pur mi darà tanta baldanza Amore
ch’i’ vi discovrirò de’ mei martiri
qua’ sono stati gli anni, e i giorni e l’ore;

e se ‘l tempo è contrario ai be’ desiri,
non fia ch’almen non giunga al mio dolore
alcun soccorso di tardi sospiri.

FRANCESCO PETRARCA

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Le mie poesie – Aridi alvei di corsi d’acqua cristallina

Aridi alvei di corsi d’acqua cristallina © di Antonino Schiera
Abbandonato sul mio morbido letto, 
mi crogiolo nell'incanto del gorgoglio
di fiumi e di mari e di laghi 
che accolgono le acque da cui siamo nati.

Colgo il rumore di fondo dei miei pensieri attoniti 
di fronte al perdurare delle emozioni 
che incatenano il mio desideroso corpo.

E inalo la salsedine della vita
immaginando di essere dentro di te
e avvolto dalle tue braccia, 
già culla di vagiti imploranti latte materno. 

Snocciolo il rosario 
della mia esistenza terrena
che oggi calpesta luoghi saturi
di codardi arrembaggi
alla dolcezza umana.

Imperterrito e languido cavalco
steppe assolate e aridi alvei 
di corsi d'acqua cristallina
che scava e forgia, 
che scivola e accoglie
il seme della vita.
 
Antonino Schiera

Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Le mie poesie – M’inebrio di te.

M'inebrio di te © di Antonino Schiera
Perdura indomito, 
mai pavido, 
intatto e mai liso, 
vivo e mai spento
il mio desiderio di amarti. 
Tra le acque saline del Tirreno
e il mormorare del Piave.

Costruirò solidi ponti
tra le nostre sponde
di sicula origine.
e riempirò pozzi di vitale
e cristallina gioia
che disseteranno le greggi
e l'amorevole pastore
nella ciclica transumanza
tra verdi valli e cuspidi di vitalità.

È un crogiolo, il mio, 
che ridonda di felicità
dal quale mescere
prosecco e nero d'avola​.​
S'inebria la mia vita
insieme allo sgorgare 
di parole e al frastuono 
​di un aereo che rulla in pista​
nel prologo del nostro nuovo incontro.
 
Antonino Schiera

Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Il Salto della Quaglia – Ieri la paura faceva novanta. Oggi rende no vax.


Ciao L’articolo che ho scritto in questi giorni sul sito d’informazione Il Salto della Quaglia si intitola: Ieri la paura faceva novanta. Oggi rende no vax.

Per leggere l’articolo clicca qua.

Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Copertina del mio racconto La valigia gialla

Le mie poesie – Arco acuto

Arco acuto © di Antonino Schiera
Un arco acuto sul mare pervaso di ricordi
d'una giovinezza evaporata nei primordi.

Anima d'un lontano orizzonte
che corruga l'ampia, di pescatore, fronte.

Declino sull'altare d'un monastero nefasto
sul filo di marea d'un destino ancora infausto.

Al calar della sera pallido sole stanco
la luna ritrova al suo sensuale fianco.
 
Antonino Schiera

Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Protagonisti – La poetessa Alessandra Di Girolamo si racconta per i lettori del blog.

Riflettori puntati, nell’odierno post nella sezione PROTAGONISTI, sulla poetessa palermitana Alessandra Di Girolamo (nella fotografia in evidenza). Come da copione ben collaudato l’autrice ha risposto alle mie domande, che hanno lo scopo di farvela conoscere meglio. Buona lettura.

Descrivi per i nostri lettori quale ruolo e soprattutto quale funzione ha la poesia nella tua vita.

Alessandra Di Girolamo – Buongiorno Antonino Schiera, ti ringrazio per l’opportunità che mi stai offrendo presentandomi ai nostri amici lettori. Io mi definisco una donna molto poetica, sento molta poesia attorno al mio mondo e alla mia realtà quotidiana. Mi viene naturale respirare l’essenza del bello che ci circonda. La poesia è alba, è amore, è rinascita, è forza, è carezza, è sostegno, è malinconia, è passato, presente e futuro. La poesia per me è curativa, terapeutica, proprio come il mio mare, protagonista assoluto di numerose liriche. Mi emoziono davanti ad un tramonto, sogno ascoltando il suono delle onde, mi lascio cullare dal bacio più bello: quello
tra cielo e mare. Abbiamo tutti bisogno di affetto, di amore, di far vibrare le corde dell’anima, di sentirci liberi come quei gabbiani in cielo, di farci abbracciare dai veri valori della vita, quelli profondi e indelebili che mai scoloriranno. La poesia ci aiuterà in questo percorso esistenziale.

Sei una poetessa giovane e bella, ma non solo, incarni perfettamente lo spirito di una persona curiosa, che ha voglia di conoscere, di studiare e di espandersi. Quale rapporto intercorre, secondo il tuo punto di vista, tra la bellezza e la poesia?

Alessandra Di Girolamo – Penso che siano l’una la conseguenza dell’altra. La poesia è bellezza e la bellezza è poesia. Attraverso la poesia diamo voce alla nostra anima, mettendo a nudo la nostra essenza interiore, e lo facciamo attraverso il bello che c’è in noi. Riuscire, con delicati e incisivi versi, ad oltrepassare confini equivale a baciare la nostra sensibilità e offrirla al cuore di chi ci sta leggendo. Tentare di estrapolare il bello da ogni stato d’animo: felice, giulivo, triste, nostalgico, malinconico. Per ogni stella che muore c’è un fiore che sboccia! La poesia non è altro che un soffio leggero che, delicatamente, ci trasporta tra i meandri della nostra mente illuminando, con la sua purezza, ogni punto oscuro. Quello che abbiamo dentro si riflette intorno a noi, se dentro c’è bellezza d’animo, la bellezza trionferà attraverso la poesia. Come hai scritto sopra, sono molto curiosa e studio costantemente. Mi piace il confronto, quello sano, bello e costruttivo e mi piace espandere le mie amicizie nell’ambito culturale.

Per i lettori del blog, ci dai la tua definizione di poesia?

Alessandra Di Girolamo – La poesia è mia figlia che ogni giorno mi sorride e mi dice: “mamma ti voglio bene, grazie di esistere, grazie per avermi dato la vita, grazie per tutto l’amore che mi doni, grazie per essere come sei, come sei tu, soltanto tu: mamma adorata!”

Dalla tua biografia si evince il tuo impegno finalizzato alla diffusione della conoscenza dei poeti contemporanei e della poesia in generale. Sei infatti ideatrice e amministratrice del gruppo facebook Gli amici delle emozioni. Raccontaci di questa esperienza e perché lo fai.

Alessandra Di Girolamo – Il gruppo letterario Gli amici delle emozioni per me è una famiglia virtuale, che accoglie nel suo nido quasi 7000 membri di tutta Italia e non solo. È nato lo scorso anno e come obiettivo principale ha sempre avuto quello della condivisione culturale, attraverso le emozioni più sincere. I nostri amici sono liberi di condividere le loro recensioni, poesie, interviste, i propri libri, eventi e portare un arricchimento interiore e letterario nella nostra vita. Parole chiave sono: gentilezza, condivisione e rispetto assoluto. Il salotto letterario offre varie rubriche, diversi contest, dove gli autori e anche gli artisti presenti nel gruppo mettono a disposizione, in regalo, le loro opere attraverso un percorso di confronto emozionale. La nostra famiglia letteraria collabora pure con una radio web, italy web radio, nei programmi culturali ad opera della bravissima conduttrice, speaker, professoressa di letteratura Tiziana La Vitola. A contribuire alla realizzazione e alla crescita di questo nostro spazio letterario e artistico, si è impegnato a 360 gradi lo Scrittore, nonché promotore e conduttore di svariati programmi culturali, Carlo Legaluppi, che ringrazio pubblicamente.

Un’infinità di volte (People e Humanities – marzo 2018) e La vita dentro una parola (Bertoni – aprile 2021) sono i titoli delle tue due prime raccolte di poesie. Tratteggia per i lettori del blog quali sono i temi principali che affronti nella tua produzione poetica.

Alessandra Di Girolamo – Il mio primo libro di poesie Un’infinità di volte (People e Humanities edizioni) tratta esclusivamente dell’amore tra due persone. L’amore che nasce, che trionfa, che finisce, ma che non muore mai! L’amore che è lo specchio dell’anima, l’amore che tutto può, perché l’amore vero oltrepassa qualsiasi confine. Il secondo libro La Vita dentro una parola (Bertoni edizioni) tratta sempre dell’amore, ma un amore che abbraccia tutte le sue forme. Amore per la persona che ci sta accanto, amore per i figli, per la famiglia, per gli amici e soprattutto amore per se stessi. Proprio l’amore per se stessi racchiude l’essenza della silloge. Vengono trattate, nella prima parte del libro, tematiche sociali (razzismo, omosessualità, bullismo, integrazione, omertà, pregiudizi, violenza sulle donne) e si instaura, almeno si spera, un rapporto diretto con il lettore, un confronto finalizzato a trovare insieme delle soluzioni. Ovviamente il percorso avrà tante vie, ma la strada principale vedrà protagonista assoluto sempre ed esclusivamente l’amore!

Gli scrittori in genere sono molto fantasiosi e riescono a coprire con la mente spazi temporali diversi ed immaginare il futuro. Tu come ti vedi nei prossimi dieci anni e quali sono i progetti che intendi realizzare.

Alessandra Di Girolamo – Ti dico la verità raramente penso al futuro, preferisco concentrarmi sul presente e vivermi ogni prezioso attimo. Non ho mai pensato come sarò tra 10 anni, sicuramente avrò qualche capello bianco in più, qualche ruga si farà spazio sul mio viso, ma la accetterò con piacere, saranno un segno del mio vissuto. Mi auguro solo di mantenere la mia voglia infinita di sognare e di abbracciare tutte le emozioni che la vita vorrà offrirmi. Per i progetti che intendo realizzare, posso dire che presto inizierò una rubrica sulla pagina Punto Zip, il cui amministratore Luca Ceccarelli, ha voluto investire su di me, dandomi questa estrema fiducia, spero di non deluderlo. A breve parteciperò ad altre due antologie poetiche, che sommate a quelle precedenti diventeranno nove. Ovviamente continuerò i mie appuntamenti culturali, attraverso presentazioni, reading poetici e anche mostre. A fine mese inizierà un progetto con il Pittore Filippo Lo Jacono che vedrà l’arte trionfare in tutte le sue forme. Diciamo, caro Antonino, che non mi annoierò…
Adesso ti saluto rinnovandoti la mia sincera stima e buona vita a te e ai nostri lettori.

Biografia artistica di Alessandra Di Girolamo

Alessandra Di Girolamo è nata a Palermo nella la notte di San Lorenzo del 1973. Fin da ragazza ha mostrato un particolare interesse per la poesia e per tutto ciò che riesce a suscitare in lei una forte emozione. Il 10 Marzo del 2018 ha presentato la sua prima raccolta poetica Un’infinità di volte dire dell’amore con parole sempre nuove, con la casa editrice People & Humanities.
L’autrice, negli ultimi anni, ha piacevolmente offerto il suo contributo ad associazioni di beneficenza, partecipando con le sue poesie e una favola a sette antologie. Alessandra amministra da tempo il gruppo letterario : Gli amici delle emozioni (da lei ideato e creato). Partecipa costantemente a vari eventi culturali in radio e precisamente su Italy web radio, grazie alla
professoressa nonché conduttrice di vari programmi radiofonici Tiziana La Vitola. Alessandra collabora dal 2021 anche con Radio in 102 di Palermo.
Ricordiamo inoltre che i suoi versi sono stati letti per parecchi mesi su Radio Palermo Centrale Aforismi e Pensieri programma condotto dal giornalista Filippo Virzì. Numerosi eventi l’hanno vista protagonista per rappresentare l’arte in tutte le sue forme: danza, pittura, musica e poesia. E’ stata ospite al teatro agli archi di Palermo dove ha declamato molti dei suoi versi. E’ stata invitata dal Direttore AZ Salute (Giornale di Sicilia) Carmelo Nicolosi De Luca per sposare il progetto Talassemia e solidarietà.
Ha condiviso con il pittore Massimo Chiappa l’evento Festa del Verde al Giardino Florio, sempre nel capoluogo. Per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne è stata convocata dall’avvocato, giornalista e politico Ninni Terminelli affinché offrisse il suo contributo attraverso le sue poesie.
E’ stata invitata a vari reading poetici promossi da diverse associazioni culturali: Nova Civitas Onlus, Kermesse, Regione Sicilia
Alessandra organizza costantemente eventi letterari, promuovendo la lettura e la scrittura, ricoprendo la veste di relatrice nella presentazione di autori emergenti e non solo. Nell’arco di questi tre anni, Alessandra ha ricevuto tre menzioni d’onore e una targa di merito nei concorsi on line: I Poeti fioriscono al buio, Premio Poesia Vincenzo Ammirà, I Poeti navigano sulle viole. Due sue poesie sono arrivate prime nei concorsi on line: Addio estate e Quando è la vita ad invitare. A ottobre del 2020 è riuscita a classificarsi finalista nel prestigioso concorso letterario Città di Grosseto: Amori sui Generis, letteratura e dintorni. Ad Aprile 2021 è prevista l’uscita della sua seconda silloge poetica: La vita dentro una parola assume la forma di un’emozione, con la casa editrice Bertoni Editore – collana aurora – curata dal professore poeta Bruno Mohorovich.

Presentazioni – InGrate Diario di una internata di Sebastiano Catalano (Arti Grafiche Palermitane).

Copertina del libro

Sarà presentato il diciassette settembre a Palermo alle ore diciotto presso il Giardino dei Giusti Via Alloro 90, il libro di Sebastiano Catalano InGrate – Diario di una internata. L’appuntamento con i lettori, oltre che l’autore, vedrà protagonisti, Pino Apprendi che introdurrà il libro; Edoardo Lazzara, Roberta Zottino relatori; Maria Rondelli, Bianca Maria Lopes, letture; Giovanna Cammarata, Maria Pia Giardelli, voci fuori dal campo, Francesco Tramuto, musiche al pianoforte.


Sinossi del libro InGrate – Diario di una internata

Oggi, per indicare gli scritti prodotti dentro gli ospedali psichiatrici o in luoghi di esclusione, viene utilizzato un nuovo linguaggio, che in questi ultimi tempi sta richiamando la sensibilizzazione e l’attenzione della linguistica: “parole alate, la lingua degli écrits bruts (exsi bruit) – sovvertimenti, variazioni e dissonanze”. “Esprimersi attraverso la scrittura, operata al di fuori di ogni forma, creando neologismi, invenzioni linguistiche, incongruenze di significato, utilizzare la sintassi in maniera personale, incongrua, allo scopo di raccontarsi e raccontare, attraverso lo stato d’isolamento, la loro vita e dare voce al bisogno di ribellione”. Gli scritti eseguiti dai ricoverati nel manicomio sono condizionati dallo spazio circoscritto in cui vivono, dove non ci sono spazi di libertà di pensiero e di azione. La documentazione scritta dai ricoverati è una documentazione molto complessa, spesso disordinata e incongrua, si tratta di un prodotto che pone una difficoltà di lettura, comunemente intesa, da non potersi prendere, in seria considerazione e, quindi, rimane, in qualche modo, inammissibile. Storie di dolore, di sofferenza che spesso non hanno niente a che fare con la follia, ma semplicemente permeate di amarezza, solitudine, malinconia. Dentro i manicomi la vita è piatta, tutti i giorni sono uguali, il tempo non esiste, non ci sono eventi o fatti da raccontare. Quello che i ricoverati scrivono, dopo che sono entrati nello spazio “spazio negante”, sono scampoli di memoria della vita precedente. La funzione volitiva ha immortalato il mondo in cui sono vissuti, conservando il patrimonio ideativo sapendo riferire con esattezza le notizie intorno alla loro vita vissuta e alla loro relazione familiare.

A differenza delle storie riportate nelle cartelle cliniche redatte dai medici e della letteratura prodotta dai ricercatori, nel diario, che integralmente si trascrive, vengono raccontate, in prima persona, le vicende della paziente. Si tratta di una scrittura ricca, riportata in settantasei pagine di carta protocollo, utilizzando tutto lo spazio possibile, senza lasciare alcun vuoto. Si tratta di un diario complesso e per certi aspetti inquietante, che ci interroga e ci invita a interpretare l’eloquio narrativo rappresentato dal suo stato d’animo. Si tratta di un eccezionale documento di notevole valore storico, che ci pone una chiave di lettura alquanto complessa, piena di interrogativi che ci inducono a una serie di riflessioni. L’eccezionalità di questo documento-memoriale consiste anche nel fortunoso ritrovamento, a distanza di novant’anni, fatto all’interno di una cartiera e, pertanto, destinato ad essere distrutto. Il diario si articola in tre periodi: Il primo periodo inizia Il 19 luglio del 1934; Il secondo periodo inizia il 30 aprile del 1939; Il terzo periodo inizia il 23 maggio 1939 e finisce il 29 maggio dello stesso anno 1939. È il 19 luglio del 1934. Siamo dunque in piena era fascista. La persona internata ha l’età di 60 anni. Incomincia a raccontare la sua storia fin dal giorno in cui è stata rinchiusa, non sappiamo se con la complicità del marito e della sorella. Certamente si tratta di una persona colta, che sa scrivere bene, riuscendo a comunicare in modo lineare, efficace e ben organizzato. Infatti, lei stessa esordisce scrivendo “Vediamo di cominciare con un certo ordine”. Inizia il racconto, riuscendo a trasmettere con lucidità quanto le è accaduto, rendendo il racconto affascinante e nello stesso tempo inquietante. Ignoriamo quando finisce di scrivere la prima parte del suo diario, ma sappiamo con certezza quando cominciano la seconda e la terza parte. Sono passati cinque anni dalla prima stesura del diario, un periodo abbastanza lungo per restare lucidi e razionali all’interno di un luogo che adatta, modella e plasma non solo i folli, ma anche le persone sane di mente che internate a vario titolo, finiscono col perdere la ragione e i sentimenti. In questi lunghi cinque anni, di mancata redazione del diario, qualcosa è sicuramente cambiato, perché la scrittura perde di efficacia, diventa spesso saltellante e a volte incomprensibile, riflette sensibilmente lo stato dei luoghi: “deliri senza senso, stati inespressi, inesprimibili”. Tuttavia in alcuni tratti riesce a produrre modelli di linguaggio raffinato e sensibile riuscendo a esprimere tanta poesia, facendo una sintesi di quello che racconta. Si sa che l’eloquio dei ricoverati del manicomio non è certamente riconducibile alla lingua parlata correttamente e va sempre analizzato e contestualizzato, sia rispetto al soggetto che al luogo. Nella maggior parte dei casi, si tratta di persone che non hanno più la percezione del tempo, non sanno distinguere le ore della giornata, confondono la mattina con il pomeriggio, la sera con il giorno.

Giovanna Cammarata

Le persone sane di mente, abituate a vivere il proprio tempo in continuità con le giornate, facilmente trovano questi vuoti di memoria incomprensibili e, pertanto, perdono “fil rouge” il filo del discorso. Quello che dicono i ricoverati del manicomio spesso è incoerente e illogico, pertanto, non è assolutamente possibile annodare i fili, per renderlo chiaro, trattandosi di ammalati di mente, che hanno trovato la negazione e vivono il tempo come uno spazio vuoto. Produrre un discorso vuol dire ricorrere a molte risorse cognitive che hanno a che fare con la memoria, che a sua volta deve permettere di fornire schemi da inserire in quello che si dice e focalizzare la cognizione. Sotto l’aspetto clinico, una paziente disordinata nel pensiero, che ha un’età già avanzata, non è più in grado di produrre campioni di linguaggio ben organizzati, soprattutto quando intervengono problemi di neuro-degenerazione. Di solito emergono problemi sensitivi, morfologici, il cui difetto iniziale non è quello della scelta delle parole, ma di organizzare i concetti che si producono: il vero problema, quindi, consiste nella difficoltà di pianificare un discorso. Il soggetto si trova nell’incapacità di evitare di dire cose non pertinenti, fuori luogo, ripetitive e quindi si mostra incapace di utilizzare un discorso lineare ed efficace. La ridottissima capacità di queste persone di usare un discorso comunicativo con parole adeguate e pertinenti sotto l’aspetto semantico e contestuale, deriva dal loro modo di essere malati mentali; Tuttavia, tratti del suo racconto sono descritti con tanta partecipazione e attenzione al dettaglio e alla puntualizzazione, ma con tanta discontinuità e disordine, da sembrare di essere dinanzi a una umanità smarrita, perduta. L’Autrice del diario racconta le sue pene e i suoi dolori, non racconta mai del desiderio di volere uscire. Mostra di essere quasi rassegnata a restare dentro le mura del manicomio, non avendo mai levato un grido di protesta, come di solito fanno gli internati. Fin dal primo giorno dice alla sorella: “Potevate tenermi a pensione con un po’ di sacrificio vostro e con le lire settecento trenta che avevo quando entrai in Manicomio e che mi dissero di essere depositate; somma che adesso cogli interessi sarà un po’ aumentata”. Si tratta di un diario scritto da una ricoverata dentro il manicomio, che ha conosciuto tante persone, appartenenti alla media e alta borghesia, che scrive raccontando con dovizia di particolari. È certamente una persona colta, intelligente e astuta, quindi, una reclusa “diversa”. Chissà se questo è stato il suo vero castigo. Non lo sapremo mai.

Premi e Concorsi – Il premio nazionale di poesia Himera giunge alla sua IX edizione.

Si avvicina la data di scadenza per presentare le opere partecipanti alla IX edizione del Premio Nazionale di Poesia Himera, organizzato dall’Associazione Termini d’Arte, fissata il giorno trentuno ottobre duemilaventuno. Un lungo e certosino lavoro a cura della presidentessa dell’associazione e ideatrice del premio la poetessa Rita Elia, che anche quest’anno si presenta ai poeti e agli appassionati di poesia con un programma articolato e ben definito. Il premio è costituito da quattro sezioni e prevede la premiazione finale nel mese di Aprile 2022. Due sono le prestigiose giurie: quella poetica presieduta dal prof. Tommaso Romano con Maria Patrizia Allotta, Rita Elia, Giuseppe Bagnasco e Ciro Spataro e quella della sezione speciale presieduta dal prof. Nunzio Allegro, con Flora Rizzo e Manuela Sinatra.

Ho chiesto alla poetessa Rita Elia quali sono le sue sensazioni in questo momento particolare caratterizzato dalla pandemia e quale messaggio vuole rivolgere ai poeti attraverso la sua iniziativa culturale. Ecco la sua risposta riportata in corsivo.

Rita Elia

Dietro il ruolo di una presidente c’è principalmente la donna e la poetessa e le mie sensazioni in questo momento storico sono quelle di una persona sensibile agli avvenimenti, che hanno investito il pianeta e che ci fanno interrogare sul futuro dell’umanità intera.
Quando si vivono forti emozioni, sia in negativo che in positivo, fare poesia è il mezzo catartico che aiuta ad esprimere se stessi.
La poesia è un atto creativo e costruttivo e osservando quanto stiamo vivendo non c’è luogo migliore della nostra interiorità per rigenerarci ed uscire dall’impasse cui ci costringe questa quotidianità alienante.
Quel che mi sento di dire ai poeti e anche a me stessa è: entriamo nell’intimo di noi, traiamo la nostra essenza che è l’Amore Universale e doniamo agli altri i sentimenti che ci accomunano, insieme ai sogni, alle speranze e alle certezze d’amore.

A seguire pubblico il bando integrale scaricabile del premio:

Le mie poesie – Colgo un fiore

Colgo un fiore © di Antonino Schiera
Su quel declivio
nasce un fiore
lo cogli 
e ti ritrovi tra le mani
la corolla dell'amore.
 
La detergi con le lacrime
di un tempo andato
nebuloso, sbiadito
con il piglio in seno
di nuovo vitale afflato.
 
È il degradare del monte
verso il mare, 
Sono i pensieri
traghettati da Caronte, 
… si nutrono 
di nuova linfa. 
 
E poi baci, carezze 
e anelati sospiri
dentro un sogno 
divenuto carico di certezze,
su vellutati petali di rose
 
Tramonta il sole, 
sorge la luna, 
accompagna la notte
nel solitario cammino,
che diviene sorriso. 
 
E poi ti amerò 
sottratto al buio
di una sterile vita.
Senza nessun indugio
sguaino la durlindana. 
 
Ma è dolce il tuo silenzio
nella notte insonne
punteggiata dalle lampare
di stanchi pescatori di anime
chini sulle reti. 
 
È il mutare delle stagioni, 
il mulinare del freddo vento, 
l'ardere del sole sull'arida terra. 
Unico, irripetibile momento
di felicità matura sul grembo
di aridi e penosi arbusti
che divengono sorrisi,
che divengono desideri, 
non più irrealizzati. 
 
Antonino Schiera

Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Eventi – IX Simposio Al Tempio dei Poeti Edizione anno 2021.

Riporto il dettagliato resoconto della giornata dedicata al IX Simposio Al Tempio dei Poeti a cura del fondatore del Museo Mirabile di Marsala ed ideatore dell’evento Salvatore Mirabile. A seguire un’ampia galleria fotografica a testimonianza dell’importante incontro culturale.


Lo scrittore Salvatore Mirabile

Nella splendida cornice del patio del Museo Mirabile di Marsala, sito in contrada Fossarunza n.198, in data 21 Agosto 2021, dalle ore 9.30, si è svolto il IX Simposio Al Tempio dei Poeti Edizione anno 2021.

I Poeti partecipanti sono stati: Angela Di Girolamo, Angelo Abbate, Antonino Schiera, Caterina Mantia, David Ingiosi, Emilia Merenda, Giovanni Marino, Giovanni Teresi, Lidia Glorioso, Maria Patrizia Allotta, Maria Quartana, Maria Rita Marino, Mariella Casella, Pietro Vizzini, Rosa Maria Chiarello, Salvatore Mirabile, Vincenza Mistretta, Vito Mezzapelle. Assenti giustificati: Gina Bonasera ed Enrico del Gaudio.

All’arrivo dei poeti è stata distribuita l’antologia poetica redatta a cura di Salvatore Mirabile e la relativa scheda di segnalazione della poesia più gradita. L’evento come di consueto è stato aperto con il Canto Sicilia oh Sicilia di Salvatore Mirabile e cantato dal mezzosoprano Rossella Mirabile. Dopo il benvenuto da parte del Presidente del Museo Avv. Rossella Mirabile, del Presidente Onorario Prof. Tommaso Romano e del direttore Rag. Salvatore Mirabile, si è proceduto alla prima declamazione da parte di quattro poeti e precisamente: Angela Di Girolamo, Angelo Abbate, Antonino Schiera e Caterina Mantia. Successivamente il canto Se di Ennio Morricone eseguito da Rossella Mirabile. Subito dopo si è proceduto alla seconda declamazione da parte di quattro poeti e precisamente: Emilia Merenda, David Ingiosi, Giovanni Marino, Giovanni Teresi. A seguire il canto A Marsalisa di Salvatore Mirabile eseguito da Rossella Mirabile. Subito dopo si è proceduto alla terza declamazione da parte di quattro poeti e precisamente: Lidia Glorioso, Maria Patrizia Allotta, Maria Quartana, Maria Rita Marino. A seguire il canto Nella fantasia di Ennio Morricone eseguito da Rossella Mirabile. Subito dopo si è proceduto alla quarta declamazione da parte di tre poeti e precisamente: Mariella Casella, Pietro Vizzini, Rosa Maria Chiarello. A seguire il canto Cocciu d’amuri dei Tinturia, eseguito da Rossella Mirabile. Subito dopo si è proceduto alla quinta declamazione da parte di tre poeti e precisamente: Vincenza Mistretta, Vito Mezzapelle e Salvatore Mirabile.

Alla fine del recital è stato assegnato il Premio L’Arco della Cultura Lilybetana alla D.ssa Rossella Giglio che ha donato alla Biblioteca del Museo un libro dal titolo Elymos. Successivamente è stato assegnato il Premio alla Carriera al Prof. Tommaso Romano, offerto dal Museo Mirabile, dal Gruppo Poetico Lilybetano e da tutto lo staff organizzativo. Nel contempo il Prof. Romano ha donato alla Biblioteca del Museo un libro di Leonarda Brancato dal titolo Santi, miti e bastoni Edizioni Thule. Dopodiché è stato assegnato il Premio L’Arco della Cultura Lilybetana al M° Carlo Puleo che ha donato alla Biblioteca del Museo i libri dal titolo: Atti mestieri espedienti, Il Convivio Editore, Sull’arpa dell’anima, Vivere d’arte di Antonina Ales Scurti, L’apollo buongustaio di Mario dell’Arco, il paese segreto di Nicola Terranova, Aria color fragola a cura di G. Bagnasco, La pittura di Carlo Puleo, Ignazio Buttitta il presente della memoria di Carlo Puleo, Pitturapoesia di Carlo Puleo, Restauratore di sogni di Carlo Puleo, e due sue litografie riproducenti il Poeta Ignazio Buttitta ed il Poeta Giacomo Giardina. Successivamente è stato iscritto all’Albo d’Oro nella qualità di Socio Onorario il Dott. David Ingiosi. Inoltre sono stati premiati il poeta Giovanni Andrea Marino con il Premio Domenico Asaro, la poetessa Maria Patrizia Allotta con il premio Enrico Piccione e la poetessa Lidia Glorioso con il premio Lontananza. Si è passati dopo alla premiazione dei classificati del 5° Concorso Virtuale Facebook e precisamente: Sezione in Italiano: 1° Classificato Angelo Abbate con la poesia I vecchi; 2° Classificato Pietro Vizzini con la poesia Spuma di Mare; 3^ Classificata Mariella Casella con la poesia Magico Inverno; Menzione d’onore Rosa Maria Chiarello con la poesia Autunno che ha donato alla Biblioteca del Museo un suo libro dal titolo L’attesa…. Ai poeti assenti sarà consegnata la pergamena virtuale. Sezione in Vernacolo : 1^ Classificata Emilia Merenda con la poesia A seggia; Ai poeti assenti sarà consegnata la pergamena virtuale. Sono state consegnate le pergamene attestanti la presenza a Aurelia Piccione per la sponsorizzazione del Premio Piccione, Lorenzo Gigante per la fotografia che ha donato al Museo una lampada antica e Nicola Marino per le riprese video. Dopo sono state consegnate le pergamene di adesione ed i medaglioni di rappresentanza del Gruppo Poetico Lilybetano ai poeti: Maria Patrizia Allotta, Antonino Schiera che nell’occasione ha donato alla biblioteca del museo un suo libro dal titolo Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo, Angelo Abbate e Pietro Vizzini. Dopodiché sono state raccolte le schede di segnalazione da parte dei poeti presenti ed avvenuto lo spoglio delle stesse alla presenza di tutti i poeti ed avendo ottenuto più segnalazioni è stato attribuito il 9° Trofeo Al Tempio dei Poeti al Poeta Giovanni Teresi per la poesia Sospiri della notte. Infine, il Prof. Tommaso Romano nella ricorrenza del cinquantenario della fondazione di Thule ha rilasciato il premio allo scrittore Salvatore Mirabile. Alla fine, i partecipanti al pranzo conviviale hanno raggiunto un noto ristorante marsalese. L’evento si è concluso nel pomeriggio con la visita al Museo Mirabile Salvatore Mirabile.

Il Salto della Quaglia – Incendi boschivi: l’uomo sa difendere se stesso ma non la natura.


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Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Copertina del mio racconto La valigia gialla

Il Salto della Quaglia – Facebook: davvero siamo convinti sia un gioco?


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Poesia – Alla sua donna di Giacomo Leopardi [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Giacomo Leopardi intuisce che il cuore dell’uomo sia desiderio e capacità di Infinito. Qualunque desiderio, una volta soddisfatto, risulta necessariamente circoscritto. Da qui inizia la tensione all’Infinito, come nel canto Alla sua donna. La Nuova Bq

Cantiere poesia

Cara beltà che amore
Lunge m’inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il core
Ombra diva mi scuoti,
O ne’ campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l’innocente
Secol beasti che dall’oro ha nome,
Or leve intra la gente
Anima voli? o te la sorte avara
Ch’a noi t’asconde, agli avvenir prepara?

Viva mirarti omai
Nulla speme m’avanza;
S’allor non fosse, allor che ignudo e solo
Per novo calle a peregrina stanza
Verrà lo spirto mio. Già sul novello
Aprir di mia giornata incerta e bruna,
Te viatrice in questo arido suolo
Io mi pensai. Ma non è cosa in terra
Che ti somigli; e s’anco pari alcuna
Ti fosse al volto, agli atti, alla favella,
Saria, così conforme, assai men bella.

Fra cotanto dolore
Quanto all’umana età propose il fato,
Se vera e quale il mio pensier ti pinge,
Alcun…

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Eventi – Pro Loco Collesano, Poesia e musica sotto le stelle, il mio breve intervento iniziale.

POESIA E MUSICA SOTTO LE STELLE A COLLESANO

A cura dello scrittore e poeta ANTONINO SCHIERA, con la presenza del cantastorie LUCIANO BUSACCA. Partecipano i poeti CINZIA PITINGARO, GIUSEPPE SEVERINO, RITA ELIA, PIETRO VIZZINI, ANTONINO CICERO, GINO CATALANO.

Buonasera a tutti sono Antonino Schiera poeta e scrittore di Palermo, è un onore essere qui con voi in questa serata poetica che si intitola Musica e poesia sotto le stelle a Collesano. Ringrazio tutti voi del pubblico per essere presenti. Ringrazio il Comune di Collesano, la Pro Loco di Collesanol’Ente Parco delle Madonie, e L’UNPLI Unione Proloco d’Italia. Rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare alla Presidentessa del Consiglio Comunale Tiziana Cascio, intervenuta sul palco, all’Assessore allo sport, spettacolo e turismo Mariano Ferrarello, presente tra il pubblico; al Presidente Ente Parco Madonie Angelo Merlino, intervenuto sul palco; al Presidente della Pro Loco di Collesano, che ha organizzato l’evento, Franco Cillufo, intervenuto sul palco.

Desidero adesso rivolgermi ai poeti intervenuti: Cinzia Pitingaro di Castelbuono, Rita Elia di Termini Imerese, Pietro Vizzini di Palermo, Antonino Cicero di Collesano, Gino Catalano di Collesano, Giuseppe Severino di Collesano, Luciano Busacca di Vittoria, quest’ultimo nella speciale veste di poeta cantastorie. Sono persone che dedicano la loro vita all’amore verso l’arte ed in particolare alla poesia.

Ma tutti ci chiediamo cos’è la poesia:  Aristotele, filosofo greco (384-322 a.c.), diceva che la Poesia è la manifestazione della tendenza al conoscere; Kant, filosofo tedesco (1724-1804), diceva che la poesia è un modo privilegiato di espressione linguistica; Heidegger, anche lui filosofo tedesco (1889-1976), sosteneva che i Poeti dicono il taciuto. Robert Lee Frost, poeta statunitense (1874-1963) diceva: la poesia è quando una emozione ha trovato il suo pensiero e il pensiero ha trovato le parole. Ignazio Buttitta, poeta siciliano (1899-1997), diceva: il poeta sente la sofferenza degli altri dentro di sé, guarda sempre lontano. Ha le braccia quanto il mondo per abbracciare tutti gli uomini che soffrono. Il poeta è nato per aiutare gli uomini a crescere e ad andare avanti ed ancora…: il poeta è un seminatore. Quando si semina, e il poeta semina sempre, lo si fa per oggi e per domani. Anche quando il poeta semina fra le pietre, una pianta di frumento, due, tre, quattro, nascono sempre. E infine Lucio Piccolo poeta palermitano (1901-1969) cugino di Tomasi di Lampedusa: per me la poesia è come la vita. È memoria… Noi viviamo di memoria. Del resto gli intelligentissimi greci non avevano stabilito che la madre delle Muse era la Memoria?”

Ci troviamo in questo meraviglioso luogo, Collesano, nella nostra  Sicilia maggiore isola del Mediterraneo per estensione della quale Johann Wolfgang Goethe scrittore, poeta e drammaturgo tedesco disse: L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.

Antonino Schiera


Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato con la casa editrice Libero Marzetto il mio primo racconto autobiografico dal titolo La valigia gialla. Se vuoi acquistarne una o più copie clicca qua per accedere nella pagina di vendita della casa editrice.

Copertina del libro