Recensioni – La docente, saggista e scrittrice Maria Elena Mignosi ha recensito la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru

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Maria Elena Mignosi Picone

La relazione che vi invito a leggere è stata realizzata da Maria Elena Mignosi, in occasione di un incontro pubblico che ho organizzato presso il Caffè del Teatro Massimo a Palermo, il 14 novembre 2017 per promuovere e fare conoscere al pubblico la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru. Per chi volesse acquistarne una copia può chiedere direttamente a me (telefono 3459716941) oppure potrà ordinarlo direttamente alla casa editrice cliccando su questo link.

Dopo la prima silloge di poesie, Percorsi dell’anima, Antonino Schiera ce ne offre un’altra, Frammenti di colore. La parola frammenti ci richiama subito un altro titolo, abbastanza diffuso e diventato ormai molto comune, Frammenti di vita. Ma questo, che egli ha scelto, rappresenta qualcosa di nuovo e, a dire la verità, anche di più poetico. In fondo i due titoli si equivalgono: il colore rappresenta la vita, però il suo titolo ci fa capire come egli veda la vita come colore, e questo significa che è un animo molto sensibile, e anche poetico; non è di tutti vedere la vita come colore.

Ora spesso noi siamo soliti associare ad esempio ad uno stato d’animo, un determinato colore. Basti pensare a quella bellissima canzone francese che cantava Edith PiafLa vie en rose, la vita in rosa. E noi subito ci immaginiamo una vita felice, serena. Qui però, nella poesia di Antonino Schiera c’è qualcosa di nuovo, e anche di più. Egli non dice: io sono sereno e perciò vedo rosa, ma il contrario: io vedo rosa (un’alba) e di conseguenza divento sereno.

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Un momento della presentazione al Caffè del teatro Massimo

E ancora di più. Adesso andremo a scoprirlo. Cominciamo con l’esaminare tre poesie: Campo di margherite, Africa e Notturno silente. In Campo di margherite scrive: “Fui ammaliato da una distesa di fiori, delicati e forti insieme, fatta di petali bianchi, l’infiorescenza gialla / lo stelo verde”. Ora l’effetto che questa visione fa sul suo animo: “Provai ad entrare, e fui pervaso da gioia e leggiadria”. Subentra una modificazione dello spirito. E ci vien da pensare alla sua prima silloge Percorsi dell’anima.

Ora andiamo alla poesia Africa: “Qui -dice il poeta- ci si sente migliori”: l’effetto, ma c’è di più: il poeta confida di avere provato “l’infinita gratitudine – dice – per quanto di bello ho visto”. In queste semplici parole c’è racchiusa una verità profondissima e importantissima, cioè che la contemplazione della bellezza suscita bontà, perché la gratitudine è espressione di bontà. Andiamo infine a Notturno silente, in cui dice: “In quel meraviglioso quadro l’oscurità era calata con la sua forza dirompente”, ora l’effetto: “La pace e la calma si impossessarono del mio essere”. E ancora addirittura, cosa che segna il vertice della modificazione dell’anima: “Mi assopii leggiadro in rispettosa contemplativa preghiera verso un mondo incantato”. La bellezza suscita la preghiera, il dialogo con il Creatore. Può suscitare anche la fede: ma insomma: chi le ha fatte tutte queste cose? Il mare, il cielo, il monte? Non certo mano d’uomo!

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Antonino Schiera e la copertina del libro Frammenti di colore

Ora da tutto questo scaturisce un messaggio, di cui forse magari lo stesso autore non è consapevole, che magari non si era prefisso, ma che noi ricaviamo da quanto detto sopra, e cioè che la bellezza genera bontà. E allora comprendiamo meglio e appieno la famosa frase di Dostojeski, tanto cara anche al Papa Giovanni Paolo II, e ora sulla bocca di tutti, e che sentiamo da tutte le parti, forse perché la gente ne avverte l’esigenza: La bellezza salverà il mondo.

Bellezza che può esserci in un paesaggio della natura, oppure in un’opera d’arte, in un quadro, in un scultura…nella poesia. La contemplazione eleva lo spirito, lo ingentilisce, lo migliora. Ecco perché l’arte, e il creato (il Creatore è l’Artista per eccellenza), nobilita l’uomo, ne libera, facendola emergere, quella bontà, che talora è sopita, come imprigionata nei condizionamenti della esistenza. Ad esempio tante volte in un ambiente nuovo non si dà spazio alla benevolenza che c’è dentro l’animo, magari per diffidenza. E gli artisti possono fare molto in questo senso, possono contribuire alla edificazione degli spiriti. La poesia, specialmente, che si fonda sulla parola che è comunicazione, è fondamentale. Non è passatempo! E’ responsabilità.

Ritornando al titolo, forse l’idea di intitolare questa sua silloge di poesie, Frammenti di colore, ad Antonino Schiera, che è palermitano e che per residenza, gravita sul meraviglioso golfo di Mondello, coi suoi stupendi paesaggi, col mare sempre cangiante, le albe, i notturni, la spiaggia, sia venuta proprio dalla osservazione e dalla ammirazione di quel luogo incantevole, ricco di colori, e se consideriamo la borgata marinara di Mondello paese, anche dagli odori, dai sapori, così intensi ed inebrianti.

E Antonino Schiera non è sensibile solo ai colori ma appunto anche agli odori, ai sapori, a tutte quelle piacevoli sensazioni che si provano in luoghi del genere.

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La bicicletta firmata dell’autore al tramonto di Mondello

Nella poesia Aurora il poeta scrive: “L’aurora in ogni suo incedere mattutino risveglia in noi / l’essenza della vita. / Luci, colori, suoni, odori, sensazioni pervadono il nostro sentire quotidiano”. Ne La notte si esprime così: “la notte come una coperta avvolge tutto. / I nostri pensieri si fanno cupi e profondi. / Le nostre sensazioni si placano e si focalizzano su noi stessi”. E’ il momento della interiorità.

In un’altra poesia Sapori d’autunno leggiamo: “Castagne, torte e vin novello / nell’inceder spedito di novembre”, in Terra bagnata: “L’odore della Terra bagnata / esala in questa giornata”. Colori, odori, sapori sono piacevolezze della vita, sono tocchi di allegria nel grigiore della esistenza. Sono i piaceri. E’ un tema gradevole, anche se è un’arma a doppio taglio perché, basta esagerare, che invece del miglioramento si ha il peggioramento. Però il nostro poeta non sconfina, si mantiene sempre nei limiti. Lo possiamo osservare nella poesia Erotica, in cui tratta il tema con misura, finezza ed eleganza. Non trascende mai.

Anche la sua espressione poetica è misurata, la forma è piana, chiara e lineare.

Osservando tutta la sua poesia e considerandola nel suo sguardo d’insieme, possiamo osservare che questa assume in generale una connotazione romantica, e ci trasporta nell’atmosfera di altri tempi. Ricorda un po’ la poesia dell’Ottocento o dei primi del Novecento, la poesia delle piccole cose, delle piccole grandi cose. Il fischio del treno, il tocco della campana, la panchina solitaria in riva al mare.

E’ la sua una poesia gradevole che ispira pace e serenità.

Non mancano comunque neanche i momenti bui dell’esistenza, le problematiche sociali di una certa gravità come l’emigrazione, la mancanza del lavoro, la dignità calpestata e vilipesa.

Tenerissime poi le poesie al figlio, Bimbo e Federico, in cui si dimostra un padre non egoista né possessivo: “Sei di te stesso, imberbe pargolo che nascesti. Non di tuo padre non di tua madre”. O un’altra poesia Muro in cui egli si rivede figlio in quel delicato momento del passaggio da fanciullo ad adulto, in cui si impone il distacco dalla madre per assumersi le proprie responsabilità: “Gravida di dolore, la mamma lo restituì al mondo” e aggiunge “Il ciclo vitale vuole che questo accada”.

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Antonino Schiera durante un reading poetico alla Real Fonderia di Palermo

Una poesia dunque quella di Antonino Schiera, variegata, come la tavolozza di un pittore. E ce l’ho ancora davanti agli occhi, quella di mia madre che spesso mi incaricava di andare a comprarle i colori. E mi ricordo ancora il Bianco d’argento, il Blu cobalto, il Marrone terra di Siena. Nel fare la presentazione di questo libro mi sono sentita proprio nel mio giardinetto!

Poesia come la tavolozza di un pittore. Con i più svariati colori, e con quelli anche nuovi che un pittore sa creare dalla combinazione di altri fondendoli insieme. Una fantasmagoria! Ma che risulta bella proprio dall’insieme di tutti i colori, i chiari e gli scuri, quelli smaglianti e quelli cupi. Dove la bellezza non è data solo dai colori vivaci o esaltanti, (sarebbe uniformità che non è bella), ma è data dal chiaroscuro!

Questo che cosa significa? Che la vita è sempre bella, comunque sia, e che la bellezza sta proprio nel chiaroscuro, in quel contrasto di momenti lieti e tristi, che intessono la nostra esistenza. Di tutti quei momenti che, come dice Antonino Schiera, sono Frammenti di colore!

Maria Elena Mignosi Picone

Appuntamenti – Poesia e musica alla presentazione del nuovo lavoro della poetessa Francesca Luzzio, Cerchi ascensionali (Il Convivio Editore)

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La poetessa Francesca Luzzio

Cerchi ascensionali è il titolo della nuova raccolta di poesie della poetessa, scrittrice e critico letterario Francesca Luzzio. L’opera pubblicata da Il Convivio Editore sarà presentata per la prima volta il 19 dicembre alle ore 17 nella splendida cornice di Villa Malfitano in via Dante 167 a Palermo. Sarà un pomeriggio culturale incentrato sulla poesia e sulla musica, organizzato dall’Associazione Dante Alighieri, comitato di Palermo, a conclusione delle attività culturali per l’anno 2018.

L’evento sarà allietato da un concerto tenuto dagli di allievi del conservatorio musicale Vincenzo Bellini di Palermo e a seguire è previsto un rinfresco per i gentili partecipanti.

L’incontro culturale sarà coordinato da Domenica Perrone. Relatori: Elio Giunta e Pasquale Hamel. Lettori: Daita Martinez, Gianni Milazzo.

Musicisti, gli allievi del Conservatorio Musicale Vincenzo Bellini di Palermo: Stefano Romeo (chitarra), Riccardo Lo Coco (mandolino). Si eseguiranno musiche di: G.P. Teleman – Sonata in la minore (II tempo); A. Piazzolla – Libertango, Oblivion di Capua, I te vurria vasà; E.A. Mario – Santa Lucia luntana; N. Paganini – Serenata; R. Calace – Tarantella.

L’ingresso è libero. Per la consultazione dell’evento su Facebook (CLICCA QUA)

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Lorenzo Spurio – scrittore presidente dell’Associazione Euterpe

Numerose sono le pubblicazioni di Francesca Luzzio nata a Montemaggiore Belsito, ma ormai palermitana d’adozione, città nella quale ha insegnato Italiano e Latino nei licei. Molto attiva nel panorama culturale non solo siciliano, ricordo in tal senso la sua collaborazione con l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, Francesca Luzzio si ripropone con questa sua nuova opera ad un attenta platea di amanti della poesia e dello studio in generale, che ha potuto apprezzare nel tempo il meritorio lavoro della poetessa. Un grande ed apprezzato successo ha avuto la sua recente partecipazione all’evento culturale 2018 Calici di Poesie a Isnello.

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L’editore e scrittore Giuseppe Manitta

La nuova raccolta di poesie Cerchi ascensionali è arricchita dall’introduzione di Elio Giunta, dalla prefazione di Giuseppe Manitta e dalla nota dell’autrice con la sua biobibliografia.

Non meno prestigiosa e degna di profonda attenzione è la Villa Malfitano, luogo prescelto per la presentazione del libro di poesie di Francesca Luzzio, grazie alla collaborazione con Domenica Perrone referente del Comitato di Palermo dell’Associazione Culturale Dante Alighieri (per saperne di più sulla Villa Malfitano CLICCA QUA).

 

 

Riflessioni – In che direzione andrà l’Italia? Conte, Di Maio e Salvini i pro e i contro di un governo insediatosi sei mesi fa

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Siamo ormai giunti agli sgoccioli di questo anno 2018 caratterizzato da un cambiamento radicale nei rapporti di forza tra i partiti politici e da un rimescolamento delle carte in gioco epocale. L’incontro tra il movimento 5 Stelle e la Lega di Salvini, che come tutti sappiamo ha dato vita al nuovo governo, è basato più sull’ascolto dei mal di pancia del popolo piuttosto che sull’incontro di idee e valori politici convergenti. Su di loro, infatti, si sono riversati una buona parte dei voti degli italiani alle ultime elezioni politiche e la nomina di Giuseppe Conte a Presidente del Consiglio dei Ministri rappresenta una sorta di affidamento ad un elemento terzo super partes, che possa mantenere un equilibrio precario. O ancora possiamo rappresentarlo come una sorta di deus ex machina che sta mostrando, contrariamente alle aspettative, una buona dose di autorevolezza e abilità politiche lui che in fase di costituzione della maggioranza di governo si è proposto come “l’avvocato difensore del popolo italiano”.

La lettura politica può avere due risvolti, o due punti vista, come spesso accade in tutte le questioni di vita quotidiana. La prima è favorevole al governo attuale, in quanto l’alleanza Di Maio Salvini cristallizza il sentire attuale degli italiani, dando speranza per un futuro migliore; la seconda lettura al contrario mette in evidenza il consolidarsi passato, presente e futuro del più classico dei populismi e delle strumentalizzazioni.

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Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Il superamento della crisi economica attuale, che perdura da troppo tempo, ed il bisogno di maggiore sicurezza, sono in sintesi, le due principali istanze che il popolo italiano chiede al nuovo governo e non serve ripetere che questi sono stati i due principali vessilli in campagna elettorale, delle attuali compagini partitiche che lo hanno espresso.

Un dato nuovo riguarda il fatto che la campagna elettorale sembra continuare dopo le elezioni, perché si ha come l’impressione che sia Di Maio che Salvini, temendo una rottura dell’alleanza, ambiscano a governare da soli e per farlo dovrebbero avere la maggioranza assoluta. Impresa ardua se non impossibile per entrambi.

Sia che prevalga la tesi a favore piuttosto che quella a sfavore del nostro governo, l’Unione Europea rappresenta un interlocutore al quale bisogna dare conto, in virtù degli accordi economici in atto e del rapporto strettissimo con essa. Sappiamo bene che il governo europeo obbliga gli stati membri, al rispetto di alcuni parametri economici che hanno l’obiettivo di ridurre i deficit degli stati, pena una procedura di infrazione europea. Pertanto la domanda di strettissima attualità è questa: potrà il governo mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e nel contempo rispettare i limiti di deficit pubblico imposto dall’Unione Europea?

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Matteo Salvini e Luigi Di Maio

La risposta ovviamente la conosceremo nei prossimi mesi. Intanto sia Di Maio che Salvini stanno cercando in tutti i modi di inserire nella manovra economica, le misure che avevano promesso in campagna elettorale: reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero, decreto sicurezza, flat tax, promozione del made in Italy, per citarne alcune.

In generale comunque Luigi Di Maio sembra mostrare maggiore prudenza nei rapporti con l’Unione Europea, invece Matteo Salvini ha spesso sparato a zero, dando l’impressione di volere arrivare ad una rottura definitiva. Per l’Unione Europea, dopo l’uscita dalla Gran Bretagna, sarebbe un durissimo colpo doversi confrontare con un’Italia divenuta improvvisamente sovranista che dovesse passare alle vie di fatto. L’impressione comunque è che Salvini si modererà ulteriormente anche perché la maggioranza del popolo italiano, pur essendo spesso critico con l’Europa, non sembra abbia questa grande voglia di uscirne, in stile Gran Bretagna.

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Matteo Renzi e Matteo Salvini concorrenti in tv

Per chiudere una annotazione riguardo la televisione che già nell’era berlusconiana aveva un ruolo molto importante anche nel influenzare l’orientamento politico delle persone e nell’esprimere volti noti poi passati alla politica. Vi cito soltanto quattro nomi: Beppe Grillo, Matteo Renzi, Matteo Salvini, Rocco Casalino. Tutti sono passati dalla tv, anche i due acerrimi nemici politici, come dimostra questa divertente fotografia presa direttamente dal social network Facebook.

 

Antonino Schiera

Protagonisti – Vincenzo Perricone fondatore di Siciliando

Vincenzo Perricone
Vincenzo Perricone

La Sicilia sta conoscendo, negli ultimi anni, un notevole progresso nelle relazioni turistiche permettendosi di registrare una crescita costante a due cifre. La prova sta nel fatto che le attività produttive nel settore stanno aumentando di numero, insieme alle più svariate iniziative, per rendere sempre più appetibile la nostra regione agli occhi dei turisti italiani e stranieri.

Ho incontrato, per rimanere in tema, Vincenzo Perricone che ha avuto un’idea che nel tempo sta mostrando tutta la sua bontà.

Tu sei il fondatore del gruppo Siciliando che sul social network Facebook conta quasi 65.000 iscritti. Come e quando ti è venuta l’idea di portare avanti questo progetto?

Vincenzo Perricone – “Sono passati oltre quattro anni da quella sera di giugno: dopo una giornata in cui avevo letto e ascoltato di notizie di cronaca nera, disservizi e contestazioni politiche e mi accingevo, spegnendo la tv, ad ascoltare un po’ di musica, sorseggiando un calice di vino rosso, li è stato un attimo, improvvisamente la leggerezza di quella musica, stava cambiando quelle sensazioni negative.

Improvvisamente l’idea di creare per farmene dono e per donarlo a tante persone che come me avevano bisogno di pensare positivo. Quale idea migliore di pensare alla mia terra, del bello che la mia terra poteva offrire, del bello che si può trovare in tante persone indipendentemente dal loro stato sociale, dalle proprie possibilità. Insomma un qualcosa che funzionasse a far emergere soltanto il bello, sommerso da tutte le altre notizie che ci procurano preoccupazioni e crucci senza per questo nascondere la testa sotto la sabbia.”

Attraverso il gruppo riuscite a diffondere una forma di turismo culturale e rispettoso dell’ambiente. Ti chiedo un tuo pensiero riguardo questo incontro, che possiamo definire virtuoso.

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La pagina Facebook di Siciliando

Vincenzo Perricone – “Questo sodalizio di cui parli culturale e ambientale è la massima espressione a cui ognuno di noi si dovrebbe ispirare in ogni attività professionale e ricreativa. Noi di Siciliando proviamo sempre ad anteporre il rispetto dell’ambiente, inserendo le nostre attività sociali. Partendo dall’ambiente cambia radicalmente la stessa organizzazione e notiamo gradimento da parte dei nostri iscritti a cui ci piace ricordarglielo durante i tour o altri eventi in cui è possibile manifestare questo virtuosismo.”

Di quali strumenti deve dotarsi una regione come la nostra, per essere ancora più performante rispetto all’offerta turistica? Sottolineando il fatto che il turismo rappresenta un’importante fetta del Prodotto Interno Lordo e che crea opportunità di lavoro e ricchezza economica.

Vincenzo Perricone – “Beh credo che ci siano diverse persone tra le nostre istituzioni valide e preposte ad occuparsi di questa importantissima attività, ed intendo in termini di sviluppo e bonifica delle vie di accesso ai vari siti che ancora abbisognano di grandi sistemazioni. In particolare le strade e non soltanto dei capoluoghi ma anche all’interno dell’Isola, nei paesi che per molti casi rappresentano maggiormente luoghi di attrazioni, ma mi permetto di menzionare anche l’esigenza di avere strutture ricettive importanti (alberghi nuovi e in zone strategiche e nelle grandi città ) ed anche porti e porticcioli per favorire un approdo facile nei diversi punti costieri (ricordiamoci che siamo un’isola), per le grandi navi crocieristiche e imbarcazioni minori.

Tutto ciò detto, a mio modesto avviso, non può comunque realizzarsi se non incentivando gli investimenti dei privati e  degli imprenditori di paesi esteri che, in una logica di sinergie, vogliano portare nuovi investimenti, come dicevo prima, nella nostra Isola e pertanto in Italia. Infine dobbiamo essere bravi tutti che amiamo la nostra terra (croce e delizia) a fare promozione sana e non smettere mai di divulgare e condividere, per creare un’eco virale ed attrattivo.”

I nostri lettori come possono mettersi in contatto e soprattutto come possono interagire con il gruppo Siciliando? Immagina pertanto di parlare con una persona che non sa nulla di voi. Cosa diresti?

Vincenzo Perricone – “La nostra organizzazione si manifesta tramite l’Associazione Culturale senza fini di lucro, SiciliandoStyle e per estensione nella comunicazione il gruppo FB Siciliando, le varie pagine tematiche collegate (tra cui voglio ricordare quella dedicata alla cucina siciliana) , il blog ed il sito www.siciliando.org.

Siciliando (logo)

La nostra mission è quella di promuovere in tutte le sue espressioni il brand Sicilia, il nostro slogan dice “Raccontiamo emozioni, bellezze e meraviglie di Sicilia” e lo facciamo traducendo le dichiarazioni di intenti in eventi vari, come mi piace ripetere dal virtuale al reale. Tour nel territorio siciliano (isole incluse), passeggiate culturali, mostre fotografiche, presentazioni libri, mostre di pittura, reading, presentazione di giovani talenti ma anche promuovendo e realizzando per i nostri associati, corsi di fotografia, corsi di inglese e promuovendo partnership con altre Associazioni o Enti e concedendo in molti casi il nostro patrocinio gratuito per dare visibilità tramite il web alle iniziative e alle persone.

Lo abbiamo fatto realizzando e partecipando negli ultimi 4 anni a circa 70 eventi nel nome della cultura e della crescita esperienziale. Infine cerchiamo di non perdere di vista i meno fortunati partecipando e sostenendo iniziative sociali. A parte i vari canali di comunicazione menzionati siamo altresì raggiungibili tramite l’indirizzo mail siciliandostyle@gmail.com o tramite il numero whatsapp 3661332786.”

Cosa bolle in pentola? Quali sono i futuri progetti che riguardano Siciliando?

Vincenzo Perricone – “Tante iniziative nuove che via via posteremo e diffonderemo tramite i nostri canali di comunicazione. La nostra pentola è in continua ebollizione e questo grazie anche al team di grande valore cui mi pregio di gestire e che senza la loro collaborazione, tutto diventerebbe di difficile attuazione.

Stiamo crescendo piano piano e nei nostri programmi vorremmo trovare una sede immersa nel centro storico di Palermo ma incrementando sempre più (grazie a collaborazioni di volontari) anche una voce nelle varie province siciliane (punti di riferimento già esistenti nel trapanese, messinese, nella provincia di Palermo) .

Il desiderio prossimo la realizzazione di uno spazio culturale stabile ma anche itinerante da mettere a disposizione delle varie associazioni, artisti ma che diventi soprattutto il nostro “quartier generale” da dove far nascere nuove idee e collaborazioni che abbiano come obiettivo la crescita e la diffusione continua nel nome della nostra terra di Sicilia.”Calendario_2019_Siciliando

Nel ringraziare Vincenzo Perricone per la bella chiacchierata che ci ha concesso desidero ricordare che sabato 17 novembre 2018 è stato presentato il calendario per l’anno 2019 di Siciliando. Un evento che è servito anche a raccontare quattro anni di attività dell’associazione

Antonino Schiera

360 gradi di bellezza – Riserva naturale orientata Capo Gallo [VIDEO]

Oggi, con il nostro 360 gradi di bellezza, ci troviamo nella riserva naturale orientata di Capo Gallo.

La riserva si estende in un’ area di circa 586 ettari ed è costituita principalmente dal Monte Gallo, un massiccio carbonatico, formatosi decine di milioni di anni or sono fra il periodo Mesozoico e l’Eocene medio. Il Monte Gallo termina in un promontorio, denominato Capo Gallo, sul quale sorge un faro che ne segnala la posizione.
Il promontorio si trova nella zona nord-occidentale di Palermo e separa i due golfi di Mondello e Sferracavallo, nei quali sorgono gli omonimi quartieri marinari della città. Capo Gallo fa parte del territorio comunale di Palermo che, avendo già dal 1996 la Riserva di Monte Pellegrino, può vantare il singolare primato di possedere ben due riserve naturali entro i propri confini.
Il lato costiero della Riserva di Capo Gallo si estende dal capo omonimo verso ovest fino a Punta Barcarello e, data la natura carsica delle rocce, il mare le ha modellate nelle forme più bizzarre, formando una serie di grotte affascinanti, come la Grotta dell’olio che ricorda un po’ la famosissima Grotta azzurra di Capri. Nell’antichità queste grotte furono abitate dall’uomo e in talune di esse sono stati rinvenuti graffiti preistorici ed altri reperti archeologici di notevole importanza.
Per accedere a buona parte della riserva è necessario l’approdo marino, visto che i collegamenti terrestri che partono dalle due borgate marinare non si incontrano. Per tale ragione nel punto centrale della riserva viene spesso praticato il naturismo. I luoghi più agevoli da raggiungere sono spesso affollati nella stagione estiva a causa della vicinanza al mare e la riserva tutta è posta sotto la vigilanza delle guardie naturalistiche del parco che controllano il rispetto dei regolamenti da parte di turisti e bagnanti.
Il tratto di mare che unisce Capo Gallo con la vicina Isola delle Femmine è stato dichiarato riserva marina. Più precisamente l’Area naturale marina protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine (tale è la corretta denominazione), istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente del 24 luglio 2002, ha una superficie di 2.173 ettari e la sua gestione è affidata al consorzio creato tra i Comuni di Palermo e quello di Isola delle Femmine.
(si ringrazia il sito http://www.siciliaccessibile.it/ dal quale sono tratte le informazioni)

 

Protagonisti – Rita Giammarresi esordisce con il suo primo romanzo a Palermo [VIDEO]

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Rita Giammarresi

Entra oggi a pieno titolo nella categoria Protagonisti del mio blog, la scrittrice palermitana Rita Giammarresi, che esordisce in questo scorcio di fine anno 2018, con la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo Spyros il marinaio italiano edito da Bonfirraro Editore.

Un primo piacevole sintomo della bravura e delle potenzialità della scrittrice palermitana si era avuto il 2 marzo scorso presso il Caffè del Teatro Massimo a Palermo durante la manifestazione culturale Nove al Massimo. In quell’occasione Rita Giammarresi ha letto due suoi brevi scritti insieme ad altri autori palermitani (per saperne di più clicca qua)

Ma ecco a seguire le domande che le ho rivolto, insieme a una breve video-chiacchierata che potrete visionare continuando a scorrere questo post verso il basso.

Finalmente il 16 novembre verrà presentato a Palermo il tuo primo romanzo Spyros il marinaio italiano pubblicato da Bonfirraro Editore. Quali sono i sentimenti che stai provando alla vigilia del tuo esordio come scrittrice?

Rita Giammarresi – Provo senza dubbio una grande emozione. Finalmente il sogno di veder pubblicato il mio libro è divenuto realtà. Devo un grazie particolare all’editore Salvo Bonfirraro che ha creduto in me e nella storia che ho raccontato. E’ ed è stato un editore molto attento e presente in tutti gli step che hanno preceduto la pubblicazione di Spyros.

Il romanzo evoca sentimenti e situazioni a te cari ed è incentrato sul percorso di vita affrontato da tuo padre: è stato difficile per te narrare di fatti legati a persone a te profondamente cari?

Rita Giammarresi – Scrivendo il libro mi sono dovuta sdoppiare. Immedesimarmi nei panni di un uomo, che racconta delle sue vicende sempre in prima persona, non è stato facile. Avevo timore che il mio essere donna potesse compromettere la struttura caratteriale del protagonista. Inoltre mentre scrivevo e dunque vivevo me stessa attraverso il protagonista, più volte mi sono dovuta fermare a riprendere fiato. La storia di mio padre mi appartiene più di quanto pensassi, e vivere attraverso la scrittura le sue emozioni, confesso che mi ha turbata non poco.

 

In questo percorso iniziato già da tempo e che sta culminando con l’uscita del tuo primo libro, ti è stato molto vicino lo scrittore palermitano Fabio Ceraulo. Descrivici in sintesi questo viaggio in seno alla scrittura, citando qualche particolare situazione o momento degno di nota.

Rita Giammarresi – Fabio Ceraulo è un fraterno amico oramai da più di venticinque anni. Nei suoi libri, nel corso degli ultimi anni si è rivelato uno scrittore dalle raffinate capacità narrative. Ritrovarlo accanto a me in questa esperienza scrittoria è stato importantissimo. Il suo è stato un supporto fondamentale nei momenti in cui pensavo di non aver fatto bene molte cose. Gli devo molto!

I momenti degni di nota durante la stesura del romanzo sono stati tanti, ma immergermi totalmente nella vita di mio padre è stato certamente il motore che ha spinto tutto quello che ho scritto e provato. Un momento particolare è stato quello dell’incontro con i membri dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Spyros parla di un’esperienza all’interno della Regia Marina fatta da mio padre durante il secondo conflitto mondiale, ed è stato naturale per me cercare un contatto con persone che, anche se in tempi differenti, hanno vissuto la sua stessa esperienza. I membri dell’AMNI sono stati e sono per me come una nuova famiglia che mi ha accolta a braccia aperte. Il mio grazie va anche a loro per il prezioso supporto di questi ultimi mesi.

Dalla tua biografia si evince il tuo grande amore per il mare: raccontaci come è nato questo rapporto simbiotico e come si è sviluppato nel tempo, cristallizzando a parole questo momento topico in qualità di scrittrice.

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Rita Giammarresi la penultima a destra insieme agli altri scrittori di Nove al Massimo

Rita Giammarresi – Credo di poter dire che l’amore per il mare c’è sempre stato. Mi è stato trasmesso da mio padre e riguarda tutta la mia famiglia. Il mare è per me un’apertura verso il mondo e di conseguenza verso moltissime cose. Ho l’abitudine di sedermi spesso di fronte al mare che è per me come un maestro che ha sempre qualcosa da insegnarmi. Credo che questo pensiero sia un comune denominatore per chi come me abbia la fortuna di nascere e vivere vicino al mare. Se ci penso bene, non esiste cosa che io abbia scritto che non faccia riferimento al mare. Quello con il mare è un rapporto simbiotico e dal perdermi nella sua osservazione ricavo sempre qualcosa di positivo.

Perché gli amanti dei libri dovrebbero acquistare e leggere il tuo libro?

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La prima di copertina del libro

Rita Giammarresi – Credo che nelle vicende di Spyros, benché ambientate in un momento storico ben preciso e lontano dal quello attuale, molte persone possano riconoscersi. A tratti è una storia dolorosa, ma si parla soprattutto di riscatto e di speranza. Chiunque può trarre un insegnamento fondamentale, ossia che anche dalle realtà più difficili, con costanza e buona volontà, sia possibile emergere in positivo senza tradire se stessi. Spero che chi ama i libri possa apprezzare il messaggio che desideravo far trasparire pagina dopo pagina.

Appuntamento con i lettori di Rita Giammarresi:

  • Venerdì 16 novembre alle ore 17.30 presso il CIRCOLO UNIFICATO (già Circolo Ufficiali) Piazza Sant’Oliva 25 – Palermo. Dialogheranno insieme all’autrice Salvo Bonfirraro, editore; Fabio Ceraulo, scrittore; Manlio Viola, direttore BlogSicilia, Agostino Santini, generale.
  • Giovedì 29 novembre ale ore 18.00 TEA BISTRO – TEATRO MASSIMO Piazza Verdi 29 – Palermo. Dialogheranno insieme all’autrice Roberto Leone, giornalista La Repubblica; Teresa Gammauta, scrittrice.

 

 

Antonino Schiera

Eventi – Il fotografo Giuseppe Cultrara rievoca gli antichi giochi dei bambini [VIDEO]

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Giuseppe Cultrara

Il 3 novembre scorso è stata presentata al pubblico la mostra fotografica in bianco e nero, realizzata dal fotografo isnellese Giuseppe Cultrara che ha per titolo Iucannu. Il luogo scelto dal fotografo per presentare ed esporre gli scatti fotografici, è la sala principale del  Centro Sociale di Isnello. La presentazione si è svolta davanti un folto pubblico che ha partecipato con grande interesse al varo dell’esposizione degli scatti fotografici.

Il tema della mostra, come si evince dal titolo stesso, è legato alla rievocazione, attraverso alcuni scatti fotografici in bianco e nero, dei giochi con cui, i bambini in tempi non lontani, si divertivano.

Insieme all’autore hanno dialogato l’amico isnellese Toti Sireci e Michele Di Donato fotografo di San Severo trapiantato a Castelbuono: quest’ultimo attraverso il suo profilo facebook ha scritto “Sabato 3 novembre, di fronte ad una sala stracolma, ho avuto l’onore di fare una lettura pubblica del portfolio che compone la mostra fotografica Iucannu di Giuseppe Cultrara. Un lavoro eccellente, declinato in uno scintillante bianconero, dal quale traspare tutto l’amore che Peppe ha per il suo paese. Un racconto per immagini dei giochi di gioventù che, purtroppo, sono stati soppiantati da tablet, cellulari e quant’altro. Una sequenza splendida di un fotografo che è cresciuto a vista d’occhio e che, adesso si, è pronto per il grande pubblico. Ad maiora semper, bro!”

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Si ringrazia Rosanna Augello del gruppo Siciliando per alcune fotografie dell’evento

Auguriamo a Giuseppe Cultrara la realizzazione dei suoi sogni nell’ambito dei suoi progetti culturali frutto di una passione che lo porta ad eseguire degli scatti fotografici di notevole valenza artistica. Peraltro le premesse sono davvero ottime considerato che Giuseppe Cultrara, come ci ha detto, ha già in programma di esporre le sue fotografie a Collesano e prossimamente anche a Palermo.

Antonino Schiera

 

 

 

Storie – Moderno Emigrante [VIDEO]

Dedicato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro.

(Palermo, gennaio 2004)

Il tardo pomeriggio a Palermo, seppur invernale, era tiepido. Una delle tante giornate che al suo volgere regalava, giochi di colori e di sfumature tali da rasserenare l’animo. Il sole ormai era dietro le montagne. Alla stazione dei treni era un viavai di persone, chi era pronto a partire, chi invece era sopraggiunto per salutare amici e parenti in procinto di lasciare l’isola.

Il convoglio pronto sul binario, cominciava a riempirsi, gli scompartimenti del treno cominciavano a brulicare di vita. Luigi era da solo, come sempre puntuale aveva già sistemato le valigie e viveva in silenzio l’attesa, prima della partenza. Aveva appena trascorso le feste natalizie in casa sua insieme alla moglie, al figlio, ai suoi genitori e ai suoi fratelli

L’attesa era carica di nostalgiche sensazioni, di solitudine che gli facevano compagnia e delle quali era pervaso. Luigi non piangeva, non poteva permettersi di mostrare la sua debolezza e giocava con se stesso a fare il duro. I soliti ritardatari, invece, con il sorriso tirato cercavano il loro posto riservato, tra sbuffi di fatica e valigie tirate a forza. Il capostazione con il suo tipico berretto e la paletta fischiò, confermando il via libera al convoglio ormai pronto per la sua corsa verso il continente!

I macchinisti diedero dunque corrente ai motori ed il treno uscì sferragliante, ma deciso nella sua possente forza, dalla stazione di Palermo, attraversando la ragnatela di binari. Si sentiva nell’aria come un ruggito: il profondo dolore di Luigi si fondeva con con il rumore emesso dal locomotore.

Luigi si accese una sigaretta. Era seduto sul suo sedile lato finestrino, perché amava vedere lo scorrere del paesaggio, che cambiava velocemente come fosse fotogrammi di un film. Sperava di rimanere solo nello scompartimento che aveva scelto, sentiva come se i suoi pensieri, un misto di fallimento e frustrazione, potessero essere letti dagli altri viaggiatori. E lui non voleva.

Palermo era alle spalle ormai e pensò che mancavano molti chilometri per arrivare alla sua meta, oltre mille chilometri di freddi binari inumiditi dalla notte. Attraversando la dorsale tirrenica della sua Sicilia, seppur a ritmi lenti, arrivò a Messina, propaggine estrema di un trampolino che lo avrebbe proiettato su, su, verso il continente.

Alla sua destra sfilavano monti e vallate ornati da agglomerati di luci di strade e paesini; alla sua sinistra sfilava il mare ormai tetro e punteggiato di luci di lampare e la costa che appariva come una lunga collana di perle giallognole. E poi romantici, ma non per lui, lungomari affollati di coppiette.

Sentendo che stava per lasciare l’isola, Luigi provò un groppo allo stomaco, ma sapeva che doveva farlo. Era sprofondato nei suoi tristi pensieri, quando si sentì salutare dalla cortese voce di un passeggero appena salito sul treno. Prese un libro e cominciò a fare finta di leggere. I suoi pensieri dovevano rimanere tali e non parole che potessero tradire la sua malinconia. Messina fu annunciata dalla vista del continente, la Calabria infiocchettata di puntini luminosi era al di là della Stretto.

Luigi fingendo di essere un turista qualsiasi, andò a prendere un caffè nel bar della nave. Vortici di aria e profumi di zagara lo attendevano su nella balconata della nave. Sentiva il distacco dalla sua terra come il bimbo appena nato, al quale viene reciso il cordone ombelicale, per l’ennesima volta.

Da giovane, studente imberbe aveva studiato materie tecniche, era dunque affascinato dal rito quotidiano del traghettamento, che permetteva ai treni di andare di qua e di là, lungo lo stivale. Sapeva, tra le nuvole grigiastre, sprigionate da un’altra sigaretta accesa, che il tratto calabro della ferrovia era a doppio binario ed offriva spunti di riflessione non solo paesaggistici, ma anche ingegneristici.

Il capostazione fischiò anche a Villa San Giovanni per l’ennesima partenza, le poche fermate previste ed il percorso disposto a via libera avrebbero offerto, al convoglio, una galoppata quasi ininterrotta fino a Napoli.

Luigi non provò nemmeno a dormire, il pacchetto di sigarette ed un libro giallo gli facevano compagnia. Lo sguardo spesso buttato sul quadrante dell’orologio. Gallerie, viadotti e rettifili ferrati si alternavano a perdifiato.

Il sole, scacciando la luna, fece il suo ritorno alle porte di Roma. Anche la Campania, ancora ammantata dal buio della notte, era ormai un ricordo, centinaia di chilometri indietro. Sulla direttissima fino a Firenze l’elettromotrice poté sfruttare tutta la sua potenza imprimendo al convoglio una velocità tale da fare dimenticare a Luigi le sue amare riflessioni. Con il viso attaccato al finestrino, vide sfilare la campagna toscana. E poi ancora Bologna, Verona. Con gli occhi lucidi, si ritrovò a risalire la valle dell’Adige. Trento, Bolzano ed infine il Brennero al confine con l’Austria.Viaggio_In_Germania

L’Italia era terminata! “Willkommen in Österreich”, Benvenuti in Austria. Innsbruck la prima ridente città, su oltre il Brennero. E poi ancora risalendo la valle dell’Inn, tra monti scoscesi e foreste continentali: Schwaz, Worgl, Kufstein: il treno arrivò in Germania, Rosenheim prima e Monaco di Baviera poi, meta finale del suo viaggio.

Controllore_esteroIntanto quasi sorridente, volse lo sguardo al passeggero appena salito e disse: “Guten Tag”, Buongiorno. Il controllore tedesco fece altrettanto, salutò con un sorriso e chiese il biglietto. Luigi sapeva che al di là del confine poteva trovare lavoro. La stazione di Monaco di Baviera era enorme: centinaia di negozi e migliaia di passeggeri che brulicavano sui quattro livelli di cui due sotterranei.

Mise da parte il bambino che era in lui ed entrò nell’ufficio informazioni e chiese a bassa voce, nel suo blando tedesco un elenco telefonico. Fuori nevicava e faceva un freddo intenso da gelare il naso e le mani. Riempì un foglio di carta con una sfilza di nomi, una sfilza di aziende italiane e cominciò a telefonare da una cabina telefonica: “pronto sono un italiano che cerca lavoro, mi propongo per qualsiasi mansione possa servirvi…”

Antonino Schiera (Tutti i Diritti Riservati)

Riflessioni – Il degrado delle città: cartina di tornasole di una grave crisi in atto.

Poco! Molto poco è cambiato oggi, se non peggiorato, rispetto a quando scrissi questa riflessione che interessa la vita di ciascuno di noi…

Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

Girando per le città italiane si nota la tendenza ad un degrado generalizzato, naturalmente non omogeneo, ma generalizzato.
 
Per degrado intendo dire per esempio il livello di efficienza dei trasporti pubblici, lo smaltimento dei rifiuti, asili nido e mense scolastiche, assistenza agli anziani, strade e marciapiedi. Insomma la gestione della cosa pubblica che ultimamente lascia molto a desiderare.
 
Di contro osserviamo che il livello di soddisfazione del cittadino medio riguardo la gestione della cosa pubblica e della politica in generale è sempre più basso.
 
Ma cosa sta succedendo? Possiamo dare tutta la colpa alla crisi economica in quanto tale, oppure come spesso ci capita di pensare, agli immigrati sempre più presenti nel nostro territorio?
 
A mio parere siamo di fronte all’azione sinergica della spending rewiew e della delocalizzazione delle tasse, termine nuovo appena coniato.
 
La spending rewiew non è altro che il tentativo virtuoso di…

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Riflessioni – Alluvioni, sottopassi e tombini italici.

Con l’arrivo dell’autunno prima e dell’inverno in seguito, si ripropone il problema degli allagamenti. Quattro anni fa scrivevo questa riflessione sugli allagamenti e sulle alluvioni, purtroppo ancora terribilmente attuale. (BUONA LETTURA)

Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

In Italia, nel periodo invernale quando le pertubazioni e le piogge si fanno frequenti, non passa giorno,  nel quale non si parli di allagamenti, frane e dissesti idrogeologici, con conseguenze gravi sulle vite umane e sui beni materiali.
 
E’ una situazione che si ripete da qualche anno a questa parte ed in questo primo scorcio di inverno 2014, già sono state numerose le emergenze documentate dai mass media. In particolare sono state state colpite la Liguria, la Lombardia e l’Emilia Romagna.
 
E’ stato coniato un neologismo “bombe d’acqua” per spiegare la gravità della situazione ogni volta che si presenta. Questo neologismo la dice lunga sull’atteggiamento di chi tiene le fila delle comunicazioni e della politica in Italia.
 
Si vuole e si tenta di dare la responsabilità di tanti morti e di tanti danni materiali esclusivamente a madre natura.
 

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