Magazine – Il canto vuole essere luce, progetto editoriale a cura di Lorenzo Spurio. Ricordando Federico García Lorca.

Lorenzo Spurio

Nelle scorse settimane, dopo più di due anni di ricerca, lavoro, approfondimento, studio e coordinazione, – come ha osservato il curatore il critico letterario Lorenzo Spurio –  è stato pubblicato il volume collettano Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca”, con prefazione del poeta partenopeo Antonio Spagnuolo, per i tipi di Bertoni Editore di Perugia.

L’ampio libro, introdotto da uno stilizzato e raffinato ritratto a china del poeta spagnolo (opera del Maestro Franco Carrarelli di Avellino) si compone di tre parti: una prima parte con interventi critici sull’opera letteraria (tanto poetica che drammaturgica) di Federico García Lorca a firma di Lorenzo Spurio, Lucia Bonanni, Cinzia Baldazzi e Francesco Martillotto.

Cinzia Baldazzi

Nella seconda parte stono presenti vari testi poetici di autori classici – coetanei e amici di Federico García Lorca – che gli dedicarono poesie e composizioni commemorative. Vengono riportati testi in lingua originale (e tradotti in italiano) di Rafael Alberti, Manuel Altolaguirre, Luis Cernuda, Miguel de Unamuno, Miguel Hernández, Antonio Machado e Pablo Neruda.

Nella terza e ultima sezione, invece, sono presenti una serie di poesie scritte da autori contemporanei ispirate/dedicate a Federico García Lorca (testi di Lucia Bonanni, Luisa Ferretti, Emanuele Marcuccio, Michela Zanarella, Daniela Raimondi, Giorgio Voltattorni e del sottoscritto).

Non meno influente, per chi è appassionato dell’universo lorchiano, è una nutrita bibliografia sulla sua vita e opera, utilizzata nel corso della stesura del presente volume e alla quale si rimanda per eventuali e ulteriori approfondimenti.

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Magazine – Tommaso Romano, Lucio Zinna, Pierfranco Bruni, Umberto Balistreri, Alessandro Tomasino, “Vittorio Vettori cento anni di umanesimo”, Spiritualità & Letteratura, n. 106.

VITTORIO VETTORI CENTO ANNI

di Tommaso Romano

Sembrano passati solo pochi anni da quando a Palermo, nel 1981, al Circolo della Stampa, ospitato allora nel Teatro Massimo, festeggiavo il X° anniversario dalla fondazione delle mie Edizioni Thule, con un grande Convegno nazionale dedicato a Giovanni Papini, proprio nel centenario della sua nascita. A quel Convegno straordinario partecipò idealmente e con una lettera a me indirizzata che aprì il Convegno, Giuseppe Prezzolini, sodale e protagonista del Novecento letterario italiano.
Fra i relatori principali ricorderò almeno: Francesco Grisi, Lino Di Stefano, Giacomo Giardina, Giulio Bonafede, Nino Muccioli, Maria Emma Alaimo, Francesco Mercadante e, non certo ultimo, Vittorio Vettori, che incantò il pubblico con la sua magistrale orazione papiniana.
Oggi, ricorre il 100° anniversario della nascita di Vittorio, e mio desiderio sarebbe stato rendergli omaggio con un Convegno in memoria, così come facemmo alla Fondazione Lauro Chiazzese, con lui ancora vivo e vitale, per i suoi ottant’anni…

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(nella fotografia in evidenza la copertina dell’opera)

Il Professore Tommaso Romano

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Magazine – Il barone Bebbuzzo Sgadari di Lo Monaco di Tommaso Romano (Edizioni Thule), introduzione di Aldo Gerbino.

Il Professore Tommaso Romano

Il ‘salotto’ sembra congeniale all’intelletto palermitano. E non è certo un caso che il barone Pietro Sgadari di Lo Monaco, amabilmente chiamato Bebbuzzo, viva la dimensione salottiera sottraendola ad ogni forma di vacuità. Piuttosto essa indica il luogo, dove si agita criticamente una condizione storico-sociale nella maniera in cui, meno di un secolo prima, in un altro salotto, quello del marchese Corradino D’Albergo, prendevano corpo le accese battaglie tra classicisti e romantici; ciò all’ombra delle pagine della rivista antiromantica «La Ruota» diretta da Benedetto Castiglia, sagace allievo di Domenico Scinà e profondo ammiratore del Romagnosi. E Bebbuzzo, scomparso dal podio culturale il 9 marzo del 1957, si rivela figura necessaria in quello scontro di culture e aspirazioni che andavano maturando dai contrasti presenti nella prima metà del 1900. Egli ha esercitato, toto corde, da illuminato influencer, la dimensione percettiva dei saperi critici in movimento e contro ogni ristagno. Egli stesso – critico musicale del principale quotidiano panormita – accogliendo giovani promettenti nel perimetro della sua casa colmata da libri, da dischi in gommalacca ai moderni vinili, da registrazioni operistiche, accende con entusiasmo i marchi dell’arte secentesca in Sicilia, disquisendo di strumenti musicali e orchestrazione, di poesia, letteratura inglese e francese o di Martin Farquhar Tupper, lo scrittore e poeta inglese che firmò i Proverbial Philosophy. Venne anche concessa accoglienza al volto segnato e malinconico di un ‘esordiente’ d’eccezione alle soglie dell’inevitabile declino biologico e della sua vorticosa ascesa postuma: Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo scrittore di Palermo sarebbe morto di lì a poco, quasi a tracciare la fine di un’epoca, – appena quattro mesi dopo la scomparsa del vivace critico, – quel 26 luglio del 1957… 

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(nella fotografia in evidenza la copertina del libro del Professore Tommaso Romano)

Magazine – “La forza purificatrice del dolore nella poetica di Giovanni Pascoli” lettura ed analisi di Giovanni Teresi

La vita è male: la terra su cui viviamo è definita in “Dieci agosto”“quest’atomo opaco del male”

Da che cosa deriva il male? Anzitutto deriva dalla paura, la quale a sua volta deriva dalla tenebra del mistero che ci avvolge tutti.

Nella poesia “La vertigine” il poeta immagina il globo terrestre lanciato a velocità spaventosa nello spazio cosmico con  gli uomini attaccati al suolo con i piedi, pendenti in giù con la testa: una posizione delle più infelici, in moto verso mete che nessuno conosce.

Il “dubbio” strazia l’animo del poeta (il Carducci in “Idillio maremmano” parla del tarlo del pensiero che gli trafora il cervello): nella “Preghiera dell’eremita” egli fa dire al suo eremita: “A me dispensa (risparmia) il reo dolor che pensa” cioè il dolore del pensiero, ossia il dubbio.

Altra causa del dolore umano è la cattiveria degli uomini.

Il Pascoli subì un grave shock a causa della uccisione del padre e di altre numerose sciagure, che investirono la sua famiglia, in conseguenza di quel fatto. Visse la sua adolescenza e giovinezza nel periodo in cui il capitalismo opprimeva gli operai, e gli anarchici, in nome degli operai, compivano imprese terroristiche.

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(nella fotografia in evidenza il poeta Giovanni Pascoli)

Ti consiglio un libro – L’abominevole diadema di Serena Lao (Edizione Thule), nota introduttiva al volume di Tommaso Romano

La lettura di questo Diario intimo e drammatico di Serena Lao sulla stagione del Covid-19, mi ha coinvolto fin dall’inizio essendo stato il suscitatore delle pagine che seguono dell’artista palermitana. Ho seguito, quindi, con partecipazione emotiva e con considerazioni di tipo psicologico-sociali tutte le ansie, le paure, le attese che si andavano snodando durante la scrittura pulsante di Serena, che mi appariva sempre più un documento di un’anima in tormento, che trovava nella scrittura un antidoto potente al tedio e alla sua volontaria “reclusione” rispetto ad un mondo che si era improvvisamente fermato…

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(nella fotografia in evidenza la copertina del libro L’abominevole diadema di Serena Lao)

Premi e concorsi – Sono stati assegnati i riconoscimenti relativi al 46°Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo

Marineo non dimentica il suo Premio ma, a causa della situazione che il Paese sta vivendo per l’epidemia da Covid – 19, la premiazione e la rassegna ad essa collegati saranno rinviate al mese di settembre 2021, per consentire la grande partecipazione di pubblico che ha sempre contraddistinto questo evento.

Quest’anno, per la 46^ edizione, il premio Internazionale è stato assegnato allo scrittore Valerio Massimo Manfredi, uno dei divulgatori culturali più noti al grande pubblico italiano.

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(nella fotografia in evidenza il poeta Mario Tamburello viene premiato dal Professore Tommaso Romano e da Katiuska Falbo nell’edizione numero 43 del premio)

Ti Consiglio un Libro – Antologia di Poeti contemporanei siciliani di José Russotti [VIDEO]

Stanare orme nel vento è la quotidiana condanna del poeta. Giorgio Morabito (citazione tratta dall’antologia)

L’antologia è il primo volume di una raccolta di poesie e note biografiche che riunisce settanta poeti siciliani, divisi in due sezioni: I Grandi di Sicilia e I Contemporanei di Sicilia. Il curatore dell’opera è il promotore culturale e poeta José Russotti. La raccolta è arricchita da una nota iniziale dell’autore, dalla prefazione del poeta Mario Tamburello e dal commento conclusivo del Professore Tommaso Romano.

Antonino Schiera – Ti consiglio un libro – Antologia dei Poeti contemporanei siciliani

L’antologia ha il pregio di cristallizzare un momento storico nel quale un numero importante di persone sente il bisogno di esprimersi attraverso i versi alla ricerca, se non della perfezione, di un livello qualitativo e tecnico di spessore. L’opera costituisce pertanto il desiderio dell’autore José Russotti di raggruppare la comunità dei poeti siciliani seguendo alcuni criteri selettivi, tra i quali cito l’aver pubblicato poesie per mezzo di una casa editrice riconosciuta. Attualmente il curatore dell’antologia sta lavorando al secondo volume dell’opera.

Recensioni – La Casa dell’Ammiraglio di Tommaso Romano (CulturelitEdizioni) a cura della scrittrice Myriam De Luca

Ricevo e pubblico volentieri la recensione che la poetessa e scrittrice Myriam De Luca, ha dedicato all’ultima opera del poeta, scrittore e saggista Prof. Tommaso Romano.

La Casa dell’Ammiraglio è l’ennesimo capolavoro letterario di Tommaso Romano, ascrivibile a un genere di narrativa psicologica ad alto tasso evocativo ed emozionale. Dalla prima all’ultima pagina, l’introspezione e la condizione della mente sono la cifra stilistica di questo romanzo.
Uno stupore sincero per la capacità dell’autore di entrare dentro “le cose”, di non cedere alla perversione dell’infelicità, di camminare alto sulla mediocrità di certe persone, di costruire scale davanti a mura altissime.

Myriam De Luca


L’Ammiraglio abita tre case diverse:
La casa familiare che condivide con la moglie.
La casa di campagna che considera un “naturale prolungamento della casa madre”, dove si annoda con lo spirito della natura e con quello dell’amatissimo padre che, indomito, aleggia tra vigneti e foraggere.
La casa dell’anima, all’interno di un palazzetto Liberty vicino l’Hotel des Palmes su cui ruota la narrazione.
La casa dell’anima era, pertanto, a volte custodita come la dimora delle mirabilie nel fluire dell’apparenza di visite furtive o di ritorni ripetuti e spesso insensati, altre rare volte vissuta come la casa della devozione sincera, dell’autentica dedizione, della leale passione.

Quarta di copertina

In questo luogo, sacro e inviolabile, l’anima dell’Ammiraglio pulsa di vita, si nutre di affetti e calore, di ricordi e di pace. Uno spazio psichico circoscritto, dove trovare un equilibrio fra il mondo interno e quello esterno.
Una sorta di centro spirituale in strettissimo rapporto con tutti gli oggetti presenti nella casa da lui collezionati nel corso della sua esistenza.

D’altronde, l’Ammiraglio, quando non aveva né gradi né mostrine e neppure decorazioni al merito, poco più che adolescente aveva segnato il suo personale destino con l’acquisto di una potiche in vetro squisitamente Liberty, comperata per poche lire al mercato delle pulci della sua città sempre molto amata, malgrado la crescente volgarità.

Fin da fanciullo, infatti, egli nutre un singolare interesse per il bello e una straordinaria passione nel ricercare oggetti rari, insoliti ed eleganti. Un’anomala occupazione per un ragazzo di quell’età che diverrà un destino da cui non potrà più sottrarsi. Attraverso ogni porcellana, ogni quadro, ogni statua si apre un varco verso l’assoluto, tra il divenire e l’eternità.

Il professore Tommaso Romano (a destra) al Premio Arenella Città di Palermo insieme a Katiuska Falbo e Francesco Anello

L’effimero nella bellezza delle cose si fa eterno e si manifesta l’invisibile.
Fra poltrone, merletti e sofà con un bicchiere colmo a metà di Porto da
centellinare d’inverno, lo zammut da versare copioso sull’acqua fredda
d’estate, un sigaro toscano o una pipa, un libro amico o un giornale da
consumare, l’Ammiraglio passava le giornate e gli anni si cumulavano fra i
tanti abitanti silenziosi di quella magione amata, mai tradita.

In un totale e dolce abbandono, l’Ammiraglio si gode il privilegio di sentire bellezza in un tempo che rimane immutato e, sprofondando nella poltrona materna foderata di rosso carminio, si lascia abbracciare dal mare calmo della sua anima libera.

Myriam De Luca

La Casa dell’Ammiraglio in versi
Mi immergo nella profonda
e viva bellezza degli oggetti
della mia casa
Essi si fanno padre, madre
diventano il fanciullo che ero
la voglia di andare e di tornare
Sono il passato, il presente,
il futuro da lasciare a chi
vorrà ricordarmi
Orfani o morti
sarebbero stati
se non li avessi salvati
da mercanti e rigattieri
Gioiscono e piangono
insieme a me
Muti mi amano
con la sola pretesa di essere
ogni tanto spolverati
al contrario di tanti stolti che
con untuose e rumorose parole
mi adulano per sfruttare
il mio talento
Provvida la loro presenza
quando la tirannia del tempo
mi ha portato via la giovinezza,
gli amici cari, il mio fedele cane,
il senso del giorno e della notte
Efficaci antidoti ai rigurgiti di vita,
al brutto e all’ingiusto,
ai torti e alle accuse,
all’invidia e al rancore
E tra queste “cose”
e in ciò che scrivo nessuno
potrà mai uccidermi
né il tempo, né la morte
decretare la mia fine

Myriam De Luca

L’opera di Tommaso Romano è stata recensita anche dallo scrittore Salvatore Vecchio e pubblicata nel magazine culturale Culturelite.

Recensioni – Nel buio ricami di luce, poesie di Angelo Abbate edite da Thule

Copertina

“La poesia di Angelo Abbate è come uno specchio che riflette ciò che giace nel profondo della sua anima, ciò che non tutti riescono a cogliere anche dopo una breve conversazione. Dietro il suo piglio energico e determinato, si trova uno spirito sensibile che attinge continuamente da una fonte inesauribile di ispirazione, che è la vita” scrive il poeta palermitano Pietro Vizzini nella sua nota critica inserita nell’ultima raccolta di poesie del poeta Angelo Abbate Nel buio ricami di luce. L’opera è stata pubblicata nel mese di dicembre 2019 dalla casa editrice Thule diretta dal professore, poeta e saggista Tommaso Romano.

La raccolta di poesie di Angelo Abbate si presenta in effetti come un affresco composto da numerose sfaccettature, che immergono il lettore nel mare vasto dell’esistenza, frutto della sensibilità e dell’impegno sociale dell’autore. Una sorta di quadro tridimensionale che tocca, attraverso i versi, temi diversi tra loro divenendo un percorso variegato e multiforme.

Montagne di nubi oscurano il cielo                                                                              un’arcana foschia avvolge la sera.                                                                              Tra le pieghe della pelle                                                                                                  un freddo insolente si insinua                                                                                      s’ode il crepitio della pioggia                                                                                        che lentamente scivola, viscida,                                                                                    nel cuore di una notte di ghiaccio                                                                              che non ristora il sonno                                                                                                  e non assopisce le inquietudini                                                                                      stagnanti tra le anse della perfidia…

Esordisce così l’autore con la prima poesia che, partendo dalla descrizione poetica di un evento atmosferico, conduce nel suo progredire nelle pieghe dell’esistenza, connotata da rapporti con le persone che si frantumano, fino al desiderio accorato di pace nutrito dall’ indomita speranza che non si esaurisce mai. Ecco la sensibilità di Angelo Abbate, citata da Pietro Vizzini, che si materializza sin dai primordi della raccolta e che viene confermata quando l’autore ne Il cielo di Aleppo rivolge la sua attenzione alla sofferenza generata dalla guerra in particolare nei più piccoli… dell’innocenza spogliati i bambini dei sogni e dei giochi privati in freddi e improvvisati giacigli…

Pietro Vizzini

Ed ancora ne I ragazzi speciali, poesia dedicata a chi vive la propria esistenza in una diversa abilità che non amano arrampicarsi sulle pareti lisce il sabato sera non fanno le ore piccole…

Non mancano nella raccolta di Angelo Abbate accorati e amorevoli richiami alla famiglia come nelle poesie Vecchio padre, Giulia e Perché madre e poi un riferimento alle antiche civiltà nelle poesie Pantalica e Dalle ceneri rivive Himera.

Non poteva mancare nell’opera un riferimento al mare in particolar modo nella poesia …Nel mare dell’oblio… e nella poesia All’amico navigante, considerato che l’autore è stato Ufficiale delle Capitanerie di Porto, esperienza di vita che lo ha certamente arricchito e condotto a guardare il mondo con gli occhi dell’altro.

Nessun poeta, penso, può avere soffocato in via definitiva l’Io bambino che è in ciascuno di noi e nemmeno il sentimento dell’amore romantico. Per quanto riguarda Angelo Abbate ne è testimonianza la poesia Girotondo d’amore che ricorda i giochi dei bambini nel suo titolo, per poi virare nella descrizione di un amore sofferto e caratterizzato dalla partenza senza nessun ritorno e dalla conseguente attesa di un nuovo giorno, metafora utilizzata per rappresentare la rinascita perché no nella sfera amorosa:

Un’altra partenza                                                                                                      per un viaggio che non ha ritorno                                                                             la malinconia silente mi avvolge                                                                      fremiti d’inquietudini mi rincorrono                                                              lacrime asciutte inondano il mio cuore                                                            spasimi di ghiaccio mi attanagliano                                                                         in un gelido sepolcro di nebbia…

La silloge è arricchita da alcuni dipinti del maestro Carlo Puleo a partire dalla prima di copertina che porta il titolo della stessa. La prefazione è curata dallo storico e critico letterario Giuseppe Bagnasco, le postfazioni sono delle poetesse Dorothea Matranga e Maria Antonietta Sansalone. Note critiche di Tommaso Romano e Pietro Vizzini.

Premi e Concorsi – XI Edizione del Premio Nazionale di poesia Arenella Città di Palermo [BANDO]

Katiuska Falbo
Katiuska Falbo

Ci siamo quasi anche quest’anno! Presentato da Katiuska Falbo, il Premio Nazionale di Poesia Arenella Città di Palermo, giunge alla sua undicesima edizione.

“Questo premio vuole essere innanzitutto la constatazione che ancora rimangono fermenti culturali che vanno assecondati, stimolati per poter vivere sempre la stagione delle nostre emozioni, delle nostre trepidazioni che devono accompagnarci quotidianamente. Abbiamo colto nell’identità di una borgata della città quell’occasione, che ci deve permettere di andare avanti sulla strada dell’arte, ma anche della tradizione, della storia e della cultura della gente. Il nostro motto, l’eco è spesso più bella che la voce da essa ripetuta, esprime l’augurio che ciò possa realizzarsi con il sincero aiuto di chi ha cuore le sorti del nostro patrimonio culturale”. Così scrive il Dr. Francesco Anello, Presidente dell’Associazione Culturale Palermo Cult Pensiero che organizza il premio.

Bando XI premio letterario Arenella Città di Palermo

Ritenuto da molti l’evento culturale di poesia più qualificato della città, per lo spessore dei suoi protagonisti, in giuria il Prof. Salvatore Di Marco, il Prof. Tommaso Romano, il Prof. Ciro Spataro, la D.ssa Rita Cedrini, la D.ssa Eliana Calandra, ha già visto premiati e protagonisti personaggi noti come Vincenzo Morgante, ex caporedattore RAI, il Principe di Villafranca Francesco Alliata, il musicista Marco Betta, lo scrittore e poeta Biagio Balistreri.

Il premio vuole essere un importante riconoscimento agli artisti che in tutta Italia promuovono e coltivano l’arte poetica, a cui verranno consegnate targhe e riconoscimenti. E’ importante sottolineare che la manifestazione è titolata ad una delle più belle borgate cittadine, nata sul mare, a significare come molte volte l’arte poetica possa essere espressione di stimolo e sviluppo socioculturale.

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Il bando del premio letterario è scaricabile cliccando su questo link Bando XI premio letterario Arenella Città di Palermo

Premi e Concorsi – Programma 2019 del X Premio Arenella Città di Palermo

Ricevo e volentieri pubblico il programma della X Edizione del Premio Arenella Città di Palermo (per altre info clicca qua)

Sponsor dell’iniziativa il dottor Vincenzo Tramuto Agente Delegato della Zurich Italia

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Con il Patrocinio di:

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PREMIO ARENELLA CITTA’ DI PALERMO – IL DECENNALE 2010-2019

Palazzo delle Aquile – Sala delle Lapidi- Piazza Pretoria-Palermo

Venerdì 31 Maggio 2019 ore 16,00

Programma

Presentazione: Dr. Francesco Anello : Presidente Ass. Culturale “ Palermo Cult Pensiero”

Saluto delle Autorità:

On.Prof. Leoluca Orlando – Sindaco della Città di Palermo

On . Dr. Salvatore Orlando- Presidente del Consiglio Comunale di Palermo

Dr. Giuseppe Fiore- Presidente Settima Circoscrizione Comune di Palermo

Dr. Rosario Arcoleo- Presidente Settima Commiss. Affari Generali Comune di Palermo

Presentazione della Giuria:

D.ssa Eliana Calandra- Direttrice Archivio storico Comune di Palermo

D.ssa Rita Cedrini-Antropologa e docente Università degli Studi di Palermo

Prof. Tommaso Romano-Saggista e Scrittore fondatore della casa editrice La Thule di Palermo

Prof.Ciro Spataro- Storico,fondatore del Premio Letterario Città di Marineo

Prof. Salvatore Di Marco (Presidente della Giuria) critico letterario, scrittore e poeta

Intervento del Prof. Salvatore Di Marco : Presidente della Giuria del “ Premio Arenella-Città di Palermo “

Omaggio a Pietro Mignosi di Tommaso Romano

Premiazione dei Finalisti del “Premio Arenella Città di Palermo”

Premiazioni del decennale

Premiazione e Consegna della “ Targa Speciale Alberto Prestigiacomo” a

Evelina Santangelo, Domenica Perrone e Giuseppe Maurizio Piscopo

Con: Carmelo Caruso- Roberto Lagalla-Mario Modestini-Padre Francesco Lomanto-Vincenzo Morgante-Giulio Perricone- Salvatore Lo Bue-Gaetano Lo Manto- Mario Di Liberto-Nicola Locorotondo- Manlio Corselli-Tano Gullo-Maria Antonietta Spadaro -Pippo Madè-Padre Cosimo Scordato-Maria Concetta Di Natale-Rino Martinez-Vincenzo Fardella- Giuseppe Milici-Giuseppe Modica-Pasquale Hamel- Letizia Battaglia-Martino Lo Cascio-Marco Romano-Maria Elena Volpes-Giovanni Ruffino-Marco Betta

Letture : Francesca Guajana.

Con la partecipazione straordinaria del Gruppo Tetra Kordes (strumenti di pizzico) del Conservatorio V. Bellini di Palermo

Conduce Katiuska Falbo

Appuntamenti – Giornata Mondiale della Poesia il 21 marzo prossimo

Mancano ormai pochi giorni all’appuntamento del 21 marzo giornata nella quale si celebra la Giornata Mondiale della Poesia e che risulta essere la ricorrenza della nascita di Rosa Balistreri e di Alda Merini. Il 21 marzo è anche considerato convenzionalmente  il primo giorno di primavera, anche se va precisato che l’effettiva data dell’equinozio astronomico può variare tra il 19 e il 21 marzo.

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999.  Nasce per rappresentare “l’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni”, ha destto Giovanni Puglisi, già presidente della Commissione Nazionale Italiana UNESCO. “Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica”.

Tantissime in Italia e nel mondo le iniziative che celebrano questa giornata, mentre impazza sui social network l’hashtag #WorldPoetryDay e la Poesia per un giorno sembra godere delle attenzioni che meriterebbe ogni giorno dell’anno.

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Un momento poetico alla Biblioteca Comunale di Brancaccio con Domenico Ortolano e i poeti Beatrice Amato, Ugo Arioti

Vi segnalo alcune iniziative a Palermo  organizzate da Spazio Cultura a cura del poeta Nicola Romanodal professore e poeta Tommaso Romano presso l’Hotel Joli e da Domenico Ortolano, presidente dell’Associazione Castello e Parco di Maredolce, presso la Biblioteca Comunale di Brancaccio.

Premi e Concorsi – Giunge alla sua decima edizione il Premio Nazionale di poesia “Arenella Città di Palermo” [VIDEO].

Si svolge anche quest’anno a Palermo, indetto dall’Associazione Palermo Cult Pensiero, il cui presidente è il dottor Francesco Anello, il Premio Nazionale di Poesia “Arenella Città di Palermo”, giunto quest’anno alla decima edizione.

Ritenuto da molti l’evento culturale di poesia più qualificato della città, per lo spessore dei suoi protagonisti, in giuria il Prof. Salvatore Di Marco, il Prof. Tommaso Romano, il Prof. Ciro Spataro, la D.ssa Rita Cedrini, la D.ssa Eliana Calandra, ha già visto premiati e protagonisti personaggi noti come Vincenzo Morgante, ex caporedattore RAI, il Principe di Villafranca Francesco Alliata, il musicista Marco Betta, lo scrittore e poeta Biagio Balistreri.

Il premio vuole essere un importante riconoscimento agli artisti che in tutta Italia promuovono e coltivano l’arte poetica, a cui verranno consegnate targhe e riconoscimenti. E’ importante sottolineare che la manifestazione è titolata ad una delle più belle borgate cittadine, nata sul mare, a significare come molte volte l’arte poetica possa essere espressione di stimolo e sviluppo socioculturale.

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Il bando del premio letterario è scaricabile cliccando su questo link BANDO-X-PREMIO-LETTERARIO-2019

Protagonisti – Buon Anno 2019 e grazie a tutti gli artisti presenti nel mio blog [VIDEO]

Buon Anno 2019

 

 

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Premi e Concorsi – Ecco il bando del IX Premio Letterario “Arenella Città di Palermo”.

Ricevo da parte del dottore Francesco Anello e pubblico volentieri, il seguente comunicato relativo al prestigioso “Premio Letterario “Arenella – Città di Palermo“.

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La presentatrice Katiuska Falbo, il dottor Francesco Anello e il Professore Taommaso Romano nell’ultima premiazione presso la Sala delle Lapidi all’interno del Comune di Palermo.

Francesco Anello – “Il Premio di Poesia Arenella, rappresenta per l’Associazione culturale Palermo Cult Pensiero un ulteriore elemento di crescita e s’inserisce nell’ambito di un percorso ambizioso che mira a creare in seno alla società in cui viviamo, un rapporto dove la cultura del consenso e del confronto devono primeggiare se non altro per un dignitoso processo di crescita.
Nella fattispecie un premio di poesia rivolto ad una delle espressioni tipiche della città, qual è quella delle borgate marinare, vuole essere e diventare il riflesso di un percorso che nasce dalle istanze socio-culturali della periferia per poi allargarsi a divenire parte integrante del vivere cittadino, in un percorso culturale dove le istanze del territorio possono essere il fulcro della espressione artistica della città.

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Al centro il poeta e scrittore Biagio Balistreri, vincitore nella VI edizione del premio con il libro di poesie “Il fabbricante di parole” Edito da Spazio Cultura. (fotografia di Elisa Sanfilippo)

Ecco perché ci facciamo carico di un processo di crescita che muovendo sin da oggi i primi passi possa approdare in un contesto sociale ad ampio respiro.
L’Arenella dunque, borgata marinara con il suo importante carico socio-culturale fatto di storia, tradizione, legata al suo mare ed ai suoi abitanti, vuole essere il punto di partenza e di riferimento di una crescita che deve avere come emblema, un momento artistico come il premio di poesia.
Premio di poesia che nasce in buone mani, visto il contesto in cui si svolge e vista il notevole spessore intellettuale dei suoi artefici (a partire dai componenti la Giuria) e che vuole esprimere l’interesse e l’orgoglio di una intera comunità verso l’arte e la cultura.”