Ribloggato – Mario Tamburello quando la poesia diventa arte del ricordare [VIDEO]

Il poeta Mario Tamburello protagonista del post in oggetto, ha ricevuto questo commento da parte del professor Ciro Spataro. Colgo l’occasione, per valorizzarne il significato, per ribloggare la mia intervista. Buona lettura e grazie

Caro Mario scusami se soltanto ora riesco a scriverti alcune mie considerazioni sulla tua interessante intervista e sul tuo discorso poetico che parte dal 2007. Intanto devo confessare che hai saputo condensare tutto quello che concerne la tua produzione. L’obiettivo era quello di porre in evidenza un poeta emergente quale sei tu raccontando l’origine e la bellezza della tua poesia. Il linguaggio in vernacolo è sostanzialmente complesso perché affonda le radici nell’humus della nostra terra e nel patrimonio di diverse generazioni fino ad arrivare a quanto ci hanno trasmesso i nostri padri e le nostre madri. E tu hai fatto tesoro di questo patrimonio rendendo comprensibile ciò che appare di prima impressione difficile da capire. Perché la poesia sia davvero patrimonio di tutti i suoi risultati lirici devono poter essere compresi da chiunque. E nel tuo piccolo ci sei riuscito dando pregnanza al valore comunicativo delle tue composizioni soprattutto quelle in vernacolo.

Un abbraccio Ciro Spataro.

Ho conosciuto il poeta Mario Tamburello (nella fotografia in evidenza realizzata da Enzo Merlotti) grazie all’eco del successo ottenuto dalle sue numerose opere, che si sono affermate in diversi premi di livello nazionale, attraverso tutto lo stivale da nord a sud e viceversa. Si perché nell’animo e nei versi di Mario Tamburello trovano dolce accoglienza e terreno fertile tradizioni e tratti appartenenti al nord Italia, ma anche all’estremo sud nelle terre assolate dell’agrigentino che hanno dato i natali a grandi uomini letterati quali Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello.

A Cuggiono, cittadina della città metropolitana di Milano, vive il nostro poeta ed è qui che è nato nel 1950 Angelo Branduardi, poesia e musica insieme in un virtuoso abbraccio mi vien da dire e poi come non andare con la mente su per le acque del Ticino, con i suoi antichi ponti, che attraversa quei luoghi meravigliosi, pingui terre di pianura irte di storia.

In questo contesto, pregno di ispirazioni e di ricordi, nascono le poesie di Mario Tamburello che,  come anticipato nel titolo, hanno il pregio di fare rivivere antiche atmosfere, nostalgie e ricordi plasmate e arricchite dall’essere uomo contemporaneo lavoratore, marito, padre. E poi tante premurose parole che tradiscono un animo sensibile e generoso. Per conoscere meglio il poeta consiglio di leggere la sua biografia (clicca qui) e di continuare la lettura del post con le domande che gli ho posto e le sue risposte a seguire.

Descrivi per i nostri lettori quale ruolo e soprattutto quale funzione ha la poesia nella tua vita? 

Premio_Internazionale_di_Poesia_Città_Marineo
Premio Internazionale di Poesia Città Marineo

Mario Tamburello – “Ho incominciato a scrivere piuttosto recentemente, correva l’anno 2007. Una riflessione mi interpellava allora di continuo. Questa: è necessario scrivere quel che alla mente si presenta, quel che proviamo visitando lo spazio dell’Amore o salendo al luogo della sofferenza e dell’Anima, dove tutto è raccolto interamente, dove il dolore profondo è difficilmente condivisibile ed esperienza solitaria? Per me era divenuto inevitabile, indispensabile, direi vitale, da quando almeno decisi di smarcarmi, anche per poco, dalla realtà dolorosa che mordeva gelosa. “Gruppu ntra l’arma/ mpidia di parlari./ Quannu un juornu,/ disìu di scriviri/ si fici focu…/ ni ss’agnuni, /friddu senza luci/ scuru senza vuci/ nputa di pinna/lu mè sentiri/ lestu si misi.”. (da Accussì fu). Poesia laddove sfiorata, comunque scrittura come opportunità di rinascita attraverso la raccolta di pensieri sciolti che emergevano dalla distonia rigida del corpo, espressione dell’angoscia, altre volte della speranza, e di più, della consapevolezza che ancora, a dispetto di tutto, vi erano cose da fare, da dire, da sentire. La scrittura cominciava a vestirsi del piacere di comunicare, di testimoniare un’esistenza e diventava mezzo terapeutico, via creativa che permetteva di uscire liberi dall’immobilismo e dall’isolamento che una condizione di malattia cronica degenerativa stava inducendo”.

Dalla tua biografia si evince che hai ricevuto un discreto numero di premi per le tue pubblicazioni. Che importanza ha per un autore il riconoscimento pubblico della validità delle proprie opere?

Mario Tamburello – “I riconoscimenti letterari, quelli seri, sono appuntamenti di “notorietà”, chiaramente di gratificazione per un autore, specialmente per chi come me, autopublisher, non ha alle spalle una casa editrice che promuove e distribuisce il libro. Non sono certo, almeno personale giudizio, corse ansiose al medagliere più ricco o alla coccarda dello scrittore più “bravo”, ma occasioni di incontro e confronto con critici e autori, senza nessuna velleità altezzosa e diffidente verso alcuno. Talora dallo scambio di qualche libro nascono amicizie che si sviluppano nel tempo. Il riconoscimento più alto è comunque la riuscita trasmissione e condivisione delle emozioni in un rapporto privilegiato con i lettori, nelle situazioni spesso meno rituali e più imprevedibili”.

(La scrittrice Germana Peritore interpreta una poesia di Mario Tamburello)

Interessante questo connubio di uomo cresciuto al nord, ma di chiare origini siciliane che, attraverso la poesia, si esprime prevalentemente in lingua siciliana. Raccontaci di questo connubio, come avviene e come si sviluppa?

Mario Tamburello – “Soprattutto autore in lingua siciliana. Un dato di fatto. Motivo? Penso che tutto nasca dalla formazione e dalla curiosità. Dalla formazione in primis: mia madre mi parlava del suo mondo, della storia familiare, dei racconti ironici e irriverenti di Giufà, ora stolto ora briccone. Cantava le sue emozioni in sicilianu strittu, mi educava agli usi di Sicilia.  Da lei tanto e molto più: la vita e il bene. Da lei la lingua delle mie “poesie”. Ho trovato quindi naturale, dal principio, raccontare del mio sentire usando suoni e immagini che fin da piccolo ho collezionato nello scrigno della memoria. Nei momenti di maggiore concitazione emotiva, di riflessione più calda, intima, la lingua originaria risale e torna alle labbra per istinto.

-La parola è come acqua di rivo che riunisce in sé i sapori della roccia dalla quale sgorga e dei terreni per i quali è passata” (G. Pasquali) -. I terreni sono quelli dell’amore e del dolore, del dubbio e della speranza. La roccia la pietra lavica dei miei Padri.

Il vernacolo usato è quello ereditato quindi, parlato nell’area sicana di Cammarata e San Giovanni Gemini, entroterra agrigentino. Idioma musicato con le note del sentire e del fare, insieme alle pause dell’approfondimento linguistico, della tensione conoscitiva che rufulìa e cuogli nella storia di quei luoghi continuamente visitati e ritrovati, Accussì Il linguaggio del mondo antico e sobrio, fasciato con gli aromi e le tradizioni che si sono succedute tra pini e ulivi di collina, mandorli e spighe di frumento, nei secoli, dà parola alle personali emozioni di oggi.  E scrivendo in ssa manera “Pari xhiumi/ca curriennu/s’assìrina sulu/ vasannu lu so mari.” (da ACQUI)”

In una nostra conversazione ti sei definito un comunicatore asciutto ed essenziale dei sentimenti veri, senza ricorso a vezzi estetici e compiaciuti rimati versi stucchevoli. Vuoi ampliare il ragionamento e la descrizione di Mario Tamburello poeta e uomo per i nostri lettori?

Mario Tamburello – “Le definizioni sono gabbie, vicoli stretti e ciechi dove la personalità come l’ispirazione poetica è spinta in un angolo, messa a muro. Più che definirmi e catalogare il mio modo di scrivere, ho cercato di parlare dello stile al quale tendo. Semplicità ed essenzialità, questi i modelli, quando non di rado invece si è presi dal’enfasi e dalla esuberanza. Le emozioni vere e sentite non hanno bisogno dell’eccesso, che imprigiona la forza del messaggio. Dire molto con poco: il Multa paucis dei Romani. Peraltro Francesco De Sanctis diceva: ”La semplicità è la forma della vera grandezza”.

Più in dettaglio riguardo l’uomo e il poeta, che dire? Lasciamo ai lettori di cogliere i tratti. Il profilo è lì, tra le parole intimamente intrecciato delle mie “poesie”.

INCOMPRESO CANTIMBANCO
Non sempre
puoi essere capito,
apprezzato,
amato.
Da dogmatici critici,
aristocratici sapienti del rimato vezzo,
sempre
rifuggo.
Parole sciolte
valigie di pensieri
legano.
Non altero
né geloso,
non posatore di ricercati versi svenevoli,
semplice pellegrino cantimbanco,
in solitudine,
errante,
i sandali
logoro
nel mio vissuto.

A quale raccolta di poesie sei particolarmente affezionato e perché?

Mario Tamburello – “Le sillogi edite ad oggi sono 7. Ciascuna ha un significato, un richiamo emozionale diverso. Tutte mi sono care, difficile quindi dire. Salomonicamente citerei come favorita PINSERA SCUTULIATI, perché questa è la silloge che tutte le altre scritte in lingua siciliana comprende: opera omnia delle poesie scritte dal 2007 al 2019, setacciate, rivedute e curate con certosino piglio. E un cenno all’ultima dal titolo ARROCCO, raccolta di liriche in italiano, componimenti dal 2015 al 2019, tranne due “acquerelli” più una dedicata ad Andrea Camilleri scritte in siciliano.

Progetti futuri?

Mario Tamburello – “E domani? La produzione continua, l’ispirazione sempre alta non conosce pause prolungate, quasi volesse a tappe “forzate” procedere per uno stato di agitazione comunicativa che non si placa, perché muove sempre dalle stesse motivazioni originarie: nonostante tutto c’è sempre qualcosa da sentire, da dire, da fare. E questo è appagato sempre più dal piacere di comunicare scrivendo. Aggiungo solo che un altro progetto, si affiancherà alla raccolta di poesie già in divenire. Un libro di aforismi, di pensieri sciolti e ripresi, scritti in polilinguismo ovvero facendo uso contemporaneo di più idiomi: dal siciliano all’inglese, dal siculish al latino, dall’italiano al meneghino.

Antonino Schiera

Galleria Fotografica

Premi e Concorsi – XI Edizione del Premio Nazionale di poesia Arenella Città di Palermo [BANDO]

Katiuska Falbo
Katiuska Falbo

Ci siamo quasi anche quest’anno! Presentato da Katiuska Falbo, il Premio Nazionale di Poesia Arenella Città di Palermo, giunge alla sua undicesima edizione.

“Questo premio vuole essere innanzitutto la constatazione che ancora rimangono fermenti culturali che vanno assecondati, stimolati per poter vivere sempre la stagione delle nostre emozioni, delle nostre trepidazioni che devono accompagnarci quotidianamente. Abbiamo colto nell’identità di una borgata della città quell’occasione, che ci deve permettere di andare avanti sulla strada dell’arte, ma anche della tradizione, della storia e della cultura della gente. Il nostro motto, l’eco è spesso più bella che la voce da essa ripetuta, esprime l’augurio che ciò possa realizzarsi con il sincero aiuto di chi ha cuore le sorti del nostro patrimonio culturale”. Così scrive il Dr. Francesco Anello, Presidente dell’Associazione Culturale Palermo Cult Pensiero che organizza il premio.

Bando XI premio letterario Arenella Città di Palermo

Ritenuto da molti l’evento culturale di poesia più qualificato della città, per lo spessore dei suoi protagonisti, in giuria il Prof. Salvatore Di Marco, il Prof. Tommaso Romano, il Prof. Ciro Spataro, la D.ssa Rita Cedrini, la D.ssa Eliana Calandra, ha già visto premiati e protagonisti personaggi noti come Vincenzo Morgante, ex caporedattore RAI, il Principe di Villafranca Francesco Alliata, il musicista Marco Betta, lo scrittore e poeta Biagio Balistreri.

Il premio vuole essere un importante riconoscimento agli artisti che in tutta Italia promuovono e coltivano l’arte poetica, a cui verranno consegnate targhe e riconoscimenti. E’ importante sottolineare che la manifestazione è titolata ad una delle più belle borgate cittadine, nata sul mare, a significare come molte volte l’arte poetica possa essere espressione di stimolo e sviluppo socioculturale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il bando del premio letterario è scaricabile cliccando su questo link Bando XI premio letterario Arenella Città di Palermo

Premi e Concorsi – Programma 2019 del X Premio Arenella Città di Palermo

Ricevo e volentieri pubblico il programma della X Edizione del Premio Arenella Città di Palermo (per altre info clicca qua)

Sponsor dell’iniziativa il dottor Vincenzo Tramuto Agente Delegato della Zurich Italia

ZurichZurich_Agenzia_Pa010_Dott._Tramuto_Vincenzo

Con il Patrocinio di:

C:\Users\Francesco Anello\Desktop\PREMIO 2019\LOGHI PREMIO\Assemblea_Regionale_Siciliana[1].png C:\Users\Francesco Anello\Desktop\PREMIO 2019\LOGHI PREMIO\logo20090911[1].gif C:\Users\Francesco Anello\Desktop\2019-LOGO.jpg C:\Users\Francesco Anello\Desktop\PREMIO 2019\LOGHI PREMIO\_02042016104925[1].jpg C:\Users\Francesco Anello\Desktop\PREMIO 2019\LOGHI PREMIO\logoregione.Turismo.tif

PREMIO ARENELLA CITTA’ DI PALERMO – IL DECENNALE 2010-2019

Palazzo delle Aquile – Sala delle Lapidi- Piazza Pretoria-Palermo

Venerdì 31 Maggio 2019 ore 16,00

Programma

Presentazione: Dr. Francesco Anello : Presidente Ass. Culturale “ Palermo Cult Pensiero”

Saluto delle Autorità:

On.Prof. Leoluca Orlando – Sindaco della Città di Palermo

On . Dr. Salvatore Orlando- Presidente del Consiglio Comunale di Palermo

Dr. Giuseppe Fiore- Presidente Settima Circoscrizione Comune di Palermo

Dr. Rosario Arcoleo- Presidente Settima Commiss. Affari Generali Comune di Palermo

Presentazione della Giuria:

D.ssa Eliana Calandra- Direttrice Archivio storico Comune di Palermo

D.ssa Rita Cedrini-Antropologa e docente Università degli Studi di Palermo

Prof. Tommaso Romano-Saggista e Scrittore fondatore della casa editrice La Thule di Palermo

Prof.Ciro Spataro- Storico,fondatore del Premio Letterario Città di Marineo

Prof. Salvatore Di Marco (Presidente della Giuria) critico letterario, scrittore e poeta

Intervento del Prof. Salvatore Di Marco : Presidente della Giuria del “ Premio Arenella-Città di Palermo “

Omaggio a Pietro Mignosi di Tommaso Romano

Premiazione dei Finalisti del “Premio Arenella Città di Palermo”

Premiazioni del decennale

Premiazione e Consegna della “ Targa Speciale Alberto Prestigiacomo” a

Evelina Santangelo, Domenica Perrone e Giuseppe Maurizio Piscopo

Con: Carmelo Caruso- Roberto Lagalla-Mario Modestini-Padre Francesco Lomanto-Vincenzo Morgante-Giulio Perricone- Salvatore Lo Bue-Gaetano Lo Manto- Mario Di Liberto-Nicola Locorotondo- Manlio Corselli-Tano Gullo-Maria Antonietta Spadaro -Pippo Madè-Padre Cosimo Scordato-Maria Concetta Di Natale-Rino Martinez-Vincenzo Fardella- Giuseppe Milici-Giuseppe Modica-Pasquale Hamel- Letizia Battaglia-Martino Lo Cascio-Marco Romano-Maria Elena Volpes-Giovanni Ruffino-Marco Betta

Letture : Francesca Guajana.

Con la partecipazione straordinaria del Gruppo Tetra Kordes (strumenti di pizzico) del Conservatorio V. Bellini di Palermo

Conduce Katiuska Falbo

Premi e Concorsi – Giunge alla sua decima edizione il Premio Nazionale di poesia “Arenella Città di Palermo” [VIDEO].

Si svolge anche quest’anno a Palermo, indetto dall’Associazione Palermo Cult Pensiero, il cui presidente è il dottor Francesco Anello, il Premio Nazionale di Poesia “Arenella Città di Palermo”, giunto quest’anno alla decima edizione.

Ritenuto da molti l’evento culturale di poesia più qualificato della città, per lo spessore dei suoi protagonisti, in giuria il Prof. Salvatore Di Marco, il Prof. Tommaso Romano, il Prof. Ciro Spataro, la D.ssa Rita Cedrini, la D.ssa Eliana Calandra, ha già visto premiati e protagonisti personaggi noti come Vincenzo Morgante, ex caporedattore RAI, il Principe di Villafranca Francesco Alliata, il musicista Marco Betta, lo scrittore e poeta Biagio Balistreri.

Il premio vuole essere un importante riconoscimento agli artisti che in tutta Italia promuovono e coltivano l’arte poetica, a cui verranno consegnate targhe e riconoscimenti. E’ importante sottolineare che la manifestazione è titolata ad una delle più belle borgate cittadine, nata sul mare, a significare come molte volte l’arte poetica possa essere espressione di stimolo e sviluppo socioculturale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il bando del premio letterario è scaricabile cliccando su questo link BANDO-X-PREMIO-LETTERARIO-2019