Premi e Concorsi – Programma 2019 del X Premio Arenella Città di Palermo

Ricevo e volentieri pubblico il programma della X Edizione del Premio Arenella Città di Palermo (per altre info clicca qua)

Sponsor dell’iniziativa il dottor Vincenzo Tramuto Agente Delegato della Zurich Italia

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Con il Patrocinio di:

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PREMIO ARENELLA CITTA’ DI PALERMO – IL DECENNALE 2010-2019

Palazzo delle Aquile – Sala delle Lapidi- Piazza Pretoria-Palermo

Venerdì 31 Maggio 2019 ore 16,00

Programma

Presentazione: Dr. Francesco Anello : Presidente Ass. Culturale “ Palermo Cult Pensiero”

Saluto delle Autorità:

On.Prof. Leoluca Orlando – Sindaco della Città di Palermo

On . Dr. Salvatore Orlando- Presidente del Consiglio Comunale di Palermo

Dr. Giuseppe Fiore- Presidente Settima Circoscrizione Comune di Palermo

Dr. Rosario Arcoleo- Presidente Settima Commiss. Affari Generali Comune di Palermo

Presentazione della Giuria:

D.ssa Eliana Calandra- Direttrice Archivio storico Comune di Palermo

D.ssa Rita Cedrini-Antropologa e docente Università degli Studi di Palermo

Prof. Tommaso Romano-Saggista e Scrittore fondatore della casa editrice La Thule di Palermo

Prof.Ciro Spataro- Storico,fondatore del Premio Letterario Città di Marineo

Prof. Salvatore Di Marco (Presidente della Giuria) critico letterario, scrittore e poeta

Intervento del Prof. Salvatore Di Marco : Presidente della Giuria del “ Premio Arenella-Città di Palermo “

Omaggio a Pietro Mignosi di Tommaso Romano

Premiazione dei Finalisti del “Premio Arenella Città di Palermo”

Premiazioni del decennale

Premiazione e Consegna della “ Targa Speciale Alberto Prestigiacomo” a

Evelina Santangelo, Domenica Perrone e Giuseppe Maurizio Piscopo

Con: Carmelo Caruso- Roberto Lagalla-Mario Modestini-Padre Francesco Lomanto-Vincenzo Morgante-Giulio Perricone- Salvatore Lo Bue-Gaetano Lo Manto- Mario Di Liberto-Nicola Locorotondo- Manlio Corselli-Tano Gullo-Maria Antonietta Spadaro -Pippo Madè-Padre Cosimo Scordato-Maria Concetta Di Natale-Rino Martinez-Vincenzo Fardella- Giuseppe Milici-Giuseppe Modica-Pasquale Hamel- Letizia Battaglia-Martino Lo Cascio-Marco Romano-Maria Elena Volpes-Giovanni Ruffino-Marco Betta

Letture : Francesca Guajana.

Con la partecipazione straordinaria del Gruppo Tetra Kordes (strumenti di pizzico) del Conservatorio V. Bellini di Palermo

Conduce Katiuska Falbo

Protagonisti – Maria Elena Mignosi, una vocazione letteraria sempreverde.

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Maria Elena Mignosi Picone

Ho avuto il grande piacere di conoscere la professoressa Maria Elena Mignosi Picone a Palermo nel 2014, in occasione di una presentazione del mio primo libro pubblicato Percorsi dell’anima.

Ne ebbi una immediata e sincera impressione positiva, probabilmente per via della sua preparazione e per la sua innata curiosità e voglia di conoscere nuovi autori, ancora non affermati. La mia naturale attrazione verso chi dedica la propria vita alle lettere e alle arti in generale, ha cementato nel tempo il nostro rapporto di amicizia e collaborazione. A tal punto da chiederle nel 2017 di scrivere la post fazione del mio secondo libro di poesie Frammenti di colore e ad accompagnarmi nelle successive presentazioni dello stesso libro.

Sin dalla nascita sei stata immersa in un’atmosfera altamente culturale, è ciò che si evince dalla lettura della tua biografia. In particolare in che modo e quali personaggi hanno influenzato il tuo importante e variegato percorso letterario?

Maria Elena Mignosi  – “Le persone che hanno influenzato le mie scelte culturali sono state mio padre e mio zio Pietro Mignosi, il primo matematico, l’altro filosofo e letterato. Pietro Mignosi io non l’ho conosciuto, essendo morto qualche anno prima che io nascessi, ma mia madre, che è stata la memoria della famiglia, e che gli veniva cugina, mi raccontava di lui; ero molto affascinata dalla sua figura e leggevo i suoi libri che avevamo in casa. Di mio padre, come anche di mio nonno Gaspare, rimanevo incuriosita di questa loro passione per la Matematica e me ne volevo rendere partecipe, anche se mio padre mi ha sempre lasciato completamente libera di decidere”.

Ad un certo punto della tua vita hai avuto il coraggio e la forza di abbandonare il percorso didattico che avevi iniziato nel campo della matematica, per passare successivamente allo studio di ciò che sentivi più tuo e che amavi più fare: immergendoti, così, nello studio delle materie umanistiche e nella scrittura. In generale per una persona qual’è il prezzo che si paga, ed eventuali vantaggi, quando si torna indietro, dopo avere percorso un tratto della propria esistenza metaforicamente rappresentata come una fitta foresta difficile da esplorare?

Maria Elena Mignosi – “Così ero fortemente indecisa tra Matematica e Lettere, riuscendo a scuola ugualmente bene sia nell’una che nell’altra materia. Mi sono iscritta in Matematica e ho fatto tre anni con ottimi risultati. Ma mi cominciavo a rendere conto che era stata una scelta dettata dai condizionamenti dell’ambiente, mentre la mia natura si volgeva alle Lettere. Ho attraversato un periodo molto travagliato nella ricerca della mia vera essenza. Mi sentivo veramente come in una fitta selva. E finalmente la decisione. Lo svantaggio quale può essere stato? Ma nessuno. Sembrerebbe il tempo, i tre anni con cui ho ritardato la mia carriera, ma nella vita niente è perduto, e così mi è rimasta la precisione, la chiarezza, il rigore logico, che ben si addicono anche alle lettere”.

Rimanendo alla tua biografia si legge: il mondo degli intellettuali e il mondo della chiesa si guardano con sospetto e diffidenza, mentre è auspicabile l’armonia tra intelletto e religione. Ci dettagli più ampiamente questa riflessione?

Maria Elena Mignosi  – “Il culto e la cultura sono due mondi non perfettamente integrati

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Pietro Mignosi

in generale. Si guardano con sospetto e diffidenza. È sempre manchevole il culto senza cultura come viceversa la cultura senza il culto. Mentre il culto dà saggezza agli incolti ma rimane difettosa la loro capacità di osservazione, riflessione, giudizio, che dà la cultura, allo stesso modo è manchevole la cultura che difetta di culto, per cui uno può essere un’arca di scienza ed essere uno stolto, che ad esempio manca di parola, non è leale, non è sincero, è vanaglorioso, non vive le virtù cristiane che sono in fondo tutte sfaccettature della carità. Sono come due persone zoppe, a ciascuna delle quali manca una gamba. E la sintesi non è impossibile. Io l’ho trovata mirabilmente nel fisico Enrico Medi e in tanti scienziati e letterati. Un altro esempio è proprio mio zio Pietro Mignosi“.

Ci parli dei tuoi progetti futuri?

Maria Elena Mignosi  – “Riguardo ai miei progetti ho in preparazione altri libri di poesie e altri saggi ma ancora non ho pubblicato niente di nuovo”.

Antonino Schiera