Recensioni – Il poeta e scrittore Biagio Balistreri partendo da Meditare e sentire, traccia un bilancio delle tre opere di Antonino Schiera

Meditare e Sentire a Capo D'Orlando (3)Pubblico la relazione che il poeta e scrittore Biagio Balistreri ha preparato e letto durante la presentazione della mia ultima raccolta di poesie Meditare e sentire – Il Convivio Editore, avvenuta il 19 ottobre a Villa Piccolo a Capo D’Orlando. A Biagio Balistreri, mio carissimo amico, vanno i miei sinceri ringraziamenti.

 

ANTONINO SCHIERA Meditare e sentire – Il Convivio Editore

19 Ottobre 2019 Villa Piccolo – Capo D’Orlando

Ho affettuosamente seguito il percorso poetico di Antonino Schiera lungo tutti e tre i libri finora pubblicati: Percorsi dell’Anima, Frammenti di colore e l’attuale Meditare e sentire.

Va preliminarmente detto che il principale tema che davvero accomuna i tre libri è quello dell’amore, nelle sue diverse declinazioni: come afferma lo stesso poeta “Io mi limito a riportare in versi ciò che provo: amore sentimentale, fraterno, filiale, verso la natura”.

Meditare e Sentire a Capo D'Orlando (20)
Biagio Balistreri in piedi

Nella raccolta Percorsi dell’anima, l’autore dedicava molto spazio alle riflessioni, espresse principalmente nella forma di aforismi. Nell’ultima raccolta, dopo due pagine iniziali dedicate ai pensieri del poeta, gli aforismi sono invece trasferiti direttamente nella poesia, che assume così una particolare pregnanza riflessiva, rendendosi quindi più universale. Vorrei esemplificare questo processo con la lettura delle chiuse di alcuni brani, dove la riflessione appare più evidente che altrove.

L’omino lasciò il ponticello sul quale si era rifugiato

e ricominciò il cammino verso la vita.

Le prime luci dell’alba indicavano la strada da prendere.

IL CAMMINO

In lontananza il pianto di un bambino

che diventa solitudine,

tra i banchi ed i quaderni

di una scuola di periferia.

Comincia l’attesa!

DISTACCO

Non nacquero rimpianti, vergogne, né paure:

soltanto il desiderio di accompagnare la mia solitudine alla tua

nel viaggio, irto di ostacoli e contraddizioni…

su, per le vie dell’universo.

PER LE VIE DELL’UNIVERSO

La poesia lo ha liberato.

E se guarda indietro si rattrista.

pensa e scrive, la gioia riacquista.

VALLE

Docile si avvicina il dolore

contrastato dalla voglia di vivere

annegato nel sentire quotidiano

di sorrisi, di doni destinati

a chi riesce a celare il dolore

in un semplice travestimento

da pagliaccio.

AL BUIO

In Percorsi dell’anima, il tema dell’amore si dispiega fra l’osservazione degli elementi e degli eventi naturali, che Schiera giunge a elencare ossessivamente (“Sole, Luna; Terra, Mare; Caldo, Freddo”). Elementi che a volte sono anche contenitori non silenziosi delle tracce dell’uomo, mentre i loro modi di manifestarsi sono continuamente posti in parallelo con i sentimenti e gli accadimenti umani, e con questi si rapportano talvolta con sottile malinconia, talvolta con un sentimento di matura accettazione.

Nella seconda raccolta, Frammenti di colore, trova uno spazio inatteso il tema del bimbo e in particolare del bimbo che nasce – ma che è al contempo anche l’adulto che nella solitudine si ritrova imberbe e, forse, inadeguato – nonché il tema del distacco del bimbo dalla madre, dai genitori, che in realtà appaiono soltanto capaci di guardarlo e attendere che cresca e scopra il senso del dolore. Temi che donano alla raccolta, accanto al contrastato rapporto con la natura, metafora di ogni sentimento, una dolorosa intensità per la consapevolezza che ogni stagione della vita deve fare i conti con l’umana fragilità.

Antonino_Schiera
Antonino Schiera

Questo doloroso sentire sembra svanito nell’ultima raccolta, fatta eccezione per la poesia GIOVINEZZA, dove il poeta afferma che “il tempo della giovinezza / sfuma i colori della vita, / li rende più opachi / meno lucenti”. La raccolta appare quasi interamente dedicata ai temi dell’amore, come già detto declinato in tutte le sue varianti, anche familiari, come si riscontra facilmente nelle toccanti poesie Alla nonna e Alessio (a mio figlio mai vissuto).

La riflessione poetica pone l’autore al centro di un universo di relazioni, molto spesso problematiche e poco inclini alla felicità, ma piuttosto votate alla determinazione di una identità complessa. A questo conduce la funzione del “meditare” sulla propria presenza nel mondo, e del “sentire”, sia pure con il carico di sofferenza che questo comporta. In tal senso la stessa terra, evocata essenzialmente in termini di natura nelle precedenti raccolte, qui viene pressoché sempre indicata come “terra madre”, testimoniando lo stretto coinvolgimento dell’io nelle due funzioni del titolo. E quindi, ponendosi al centro di tutto, il poeta può osare: osa, incurante di Giovanni Pascoli, dedicare una poesia alla Notte di San Lorenzo, e poi osa, incurante di Renato Guttuso, dedicarne una alle Balate della Vucciria.

Ma tutto questo non gli impedisce istanti di ineffabile dolcezza, come in Al mare d’estate e soprattutto in Treno. Quest’ultimo brano, Treno, mi sembra una delle composizioni più riuscite della raccolta, e condensa in pochi versi proprio l’atmosfera più congeniale per la meditazione e la contemplazione della natura e di se stessi, risolvendosi poi in un sentire finalmente acquietato e sereno.

Framment_di_colore_Percorsi_dell'Anima
Copertine di Frammenti di colore e Percorsi dell’anima

Anche la forma poetica nel corso delle tre raccolte si è evoluta, divenendo maggiormente attenta e consapevole e, come ha affermato Giovanna Fileccia nella sua recensione, “elegante e ricercata”. Qualche cedimento del passato ad un eccesso di locuzioni prosastiche viene qui risolto in una diversa capacità di sintesi poetica, evitando cadute di ritmo e di musicalità del verso. Si pensi alle irte vie ancheggianti e alle salite che ansimano giustamente citate in prefazione da Francesca Luzzio quali esempi di antropomorfizzazione della natura. È un processo che impegna profondamente il poeta e che certamente non si esaurisce con gli esiti di questa raccolta.

Infatti, noi sappiamo che Antonino Schiera è persona instancabile in tutte le sue attività, compresa quella dello scrivere. E quindi lo attendiamo fiduciosi, a breve, alla prossima pubblicazione.

Biagio Balistreri

Presentazioni – Meditare e Sentire di Antonino Schiera ha incontrato i lettori a Villa Piccolo a Capo D’Orlando

Meditare e sentire
La terza raccolta di poesie di Antonino Schiera Meditare e sentire Il Convivio Editore

Come da programma si è regolarmente svolta il giorno 19 ottobre 2019 la presentazione della mia terza raccolta di poesie Meditare e sentire edita da Il Convivio.

Dopo un breve intervento di avvio curato dal Presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, Andrea Pruiti Ciarello la parola è passata alla docente e scrittrice Antonella Ricciardo che ha deliziato i presenti con una sua disamina del libro, che prevedeva alcune domande all’autore e la lettura di alcune poesie scelte in precedenza in una sorta di interessante percorso a tappe ideato dalla stessa.

Il microfono è stato affidato successivamente alle sapienti parole del poeta e scrittore Biagio Balistreri che lo stesso autore ha definito come l’attuale suo miglior conoscitore in quanto amico e relatore in precedenti presentazioni di Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni) e Frammenti di colore (La Gru Edizioni).

In qualità di autore non mi resta che ringraziare tutti coloro hanno contribuito alla riuscita dell’evento poetico: la Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, il Comune di Capo D’Orlando, l’Associazione Culturale Musicale  di Capo D’Orlando Crossroad Club, la già citata Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, i relatori, i lettori delle poesie e naturalmente l’attento pubblico presente.

Per chi desidera conoscere e approfondire la conoscenza della Fondazione può cliccare su questo link: http://www.fondazionepiccolo.it/

Il libro lo si può ordinare direttamente all’autore, alla casa editrice o nelle migliori librerie on-line.

Antonino Schiera

Galleria Fotografica

 

Il poeta e scrittore siciliano Antonino Schiera si presenta ai lettori di Alessandria today (biografia e opere)

Ringrazio Pier Carlo Lava di Alessandria Today che si è occupato di me.

Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Il poeta e scrittore siciliano Antonino Schiera si presenta ai lettori di Alessandria today (biografia e opere)

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia e le opere del poeta e scrittore siciliano Antonino Schiera.

Antonino Schiera copia.png

Biografia dell’autore

Antonino Schiera nasce a Palermo, nel mese di marzo del 1966. Poeta, narratore, aforista. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia, L’Ora, ReportOnLine, Il Millionaire, Giornale Cittadino Press. Attualmente Blogger su WordPress (Riflessioni d’Autore antoninoschiera.blog).

Di professione consulente assicurativo. Nel 2013 esordisce con la raccolta di poesie, aforismi e dediche d’amore Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2105 pubblica due brevi storie: Moderno emigrante e Natale a Trieste, all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello), con finalità benefiche.

Leggi anche: https://alessandria.today/2019/08/29/percorsi-dellanima-di-antonino-schiera-europa-edizioni-2013/

Leggi anche: https://alessandria.today/2019/08/29/frammenti-di-colore-di-antonino-schiera-la-gru-edizioni-2016/

Le due opere hanno ricevuto a Roma, la menzione d’onore al concorso organizzato dalla stessa casa editrice. Nel 2016 pubblica…

View original post 106 altre parole

Recensioni – La docente, saggista e scrittrice Maria Elena Mignosi ha recensito la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru

Maria_Elena_Mignosi
Maria Elena Mignosi Picone

La relazione che vi invito a leggere è stata realizzata da Maria Elena Mignosi, in occasione di un incontro pubblico che ho organizzato presso il Caffè del Teatro Massimo a Palermo, il 14 novembre 2017 per promuovere e fare conoscere la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru. Per chi volesse acquistarne una copia può chiedere direttamente a me (telefono 3459716941) oppure potrà ordinarlo direttamente alla casa editrice cliccando su questo link.

Dopo la prima silloge di poesie, Percorsi dell’anima, Antonino Schiera ce ne offre un’altra, Frammenti di colore. La parola frammenti ci richiama subito un altro titolo, abbastanza diffuso e diventato ormai molto comune, Frammenti di vita. Ma questo, che egli ha scelto, rappresenta qualcosa di nuovo e, a dire la verità, anche di più poetico. In fondo i due titoli si equivalgono: il colore rappresenta la vita, però il suo titolo ci fa capire come egli veda la vita come colore, e questo significa che è un animo molto sensibile, e anche poetico; non è di tutti vedere la vita come colore.

Ora spesso noi siamo soliti associare ad esempio ad uno stato d’animo, un determinato colore. Basti pensare a quella bellissima canzone francese che cantava Edith PiafLa vie en rose, la vita in rosa. E noi subito ci immaginiamo una vita felice, serena. Qui però, nella poesia di Antonino Schiera c’è qualcosa di nuovo, e anche di più. Egli non dice: io sono sereno e perciò vedo rosa, ma il contrario: io vedo rosa (un’alba) e di conseguenza divento sereno.

Maria_Elena_Mignosi_Antonino_Schiera_Biagio_Balistreri
Un momento della presentazione al Caffè del teatro Massimo

E ancora di più. Adesso andremo a scoprirlo. Cominciamo con l’esaminare tre poesie: Campo di margherite, Africa e Notturno silente. In Campo di margherite scrive: “Fui ammaliato da una distesa di fiori, delicati e forti insieme, fatta di petali bianchi, l’infiorescenza gialla / lo stelo verde”. Ora l’effetto che questa visione fa sul suo animo: “Provai ad entrare, e fui pervaso da gioia e leggiadria”. Subentra una modificazione dello spirito. E ci vien da pensare alla sua prima silloge Percorsi dell’anima.

Ora andiamo alla poesia Africa: “Qui -dice il poeta- ci si sente migliori”: l’effetto, ma c’è di più: il poeta confida di avere provato “l’infinita gratitudine – dice – per quanto di bello ho visto”. In queste semplici parole c’è racchiusa una verità profondissima e importantissima, cioè che la contemplazione della bellezza suscita bontà, perché la gratitudine è espressione di bontà. Andiamo infine a Notturno silente, in cui dice: “In quel meraviglioso quadro l’oscurità era calata con la sua forza dirompente”, ora l’effetto: “La pace e la calma si impossessarono del mio essere”. E ancora addirittura, cosa che segna il vertice della modificazione dell’anima: “Mi assopii leggiadro in rispettosa contemplativa preghiera verso un mondo incantato”. La bellezza suscita la preghiera, il dialogo con il Creatore. Può suscitare anche la fede: ma insomma: chi le ha fatte tutte queste cose? Il mare, il cielo, il monte? Non certo mano d’uomo!

Antonino_Schiera_Frammenti_di_colore
Antonino Schiera e la copertina del libro Frammenti di colore

Ora da tutto questo scaturisce un messaggio, di cui forse magari lo stesso autore non è consapevole, che magari non si era prefisso, ma che noi ricaviamo da quanto detto sopra, e cioè che la bellezza genera bontà. E allora comprendiamo meglio e appieno la famosa frase di Dostojeski, tanto cara anche al Papa Giovanni Paolo II, e ora sulla bocca di tutti, e che sentiamo da tutte le parti, forse perché la gente ne avverte l’esigenza: La bellezza salverà il mondo.

Bellezza che può esserci in un paesaggio della natura, oppure in un’opera d’arte, in un quadro, in un scultura…nella poesia. La contemplazione eleva lo spirito, lo ingentilisce, lo migliora. Ecco perché l’arte, e il creato (il Creatore è l’Artista per eccellenza), nobilita l’uomo, ne libera, facendola emergere, quella bontà, che talora è sopita, come imprigionata nei condizionamenti della esistenza. Ad esempio tante volte in un ambiente nuovo non si dà spazio alla benevolenza che c’è dentro l’animo, magari per diffidenza. E gli artisti possono fare molto in questo senso, possono contribuire alla edificazione degli spiriti. La poesia, specialmente, che si fonda sulla parola che è comunicazione, è fondamentale. Non è passatempo! E’ responsabilità.

Ritornando al titolo, forse l’idea di intitolare questa sua silloge di poesie, Frammenti di colore, ad Antonino Schiera, che è palermitano e che per residenza, gravita sul meraviglioso golfo di Mondello, coi suoi stupendi paesaggi, col mare sempre cangiante, le albe, i notturni, la spiaggia, sia venuta proprio dalla osservazione e dalla ammirazione di quel luogo incantevole, ricco di colori, e se consideriamo la borgata marinara di Mondello paese, anche dagli odori, dai sapori, così intensi ed inebrianti.

E Antonino Schiera non è sensibile solo ai colori ma appunto anche agli odori, ai sapori, a tutte quelle piacevoli sensazioni che si provano in luoghi del genere.

Bicicletta_Frammenti_di_colore
La bicicletta firmata dell’autore al tramonto di Mondello

Nella poesia Aurora il poeta scrive: “L’aurora in ogni suo incedere mattutino risveglia in noi / l’essenza della vita. / Luci, colori, suoni, odori, sensazioni pervadono il nostro sentire quotidiano”. Ne La notte si esprime così: “la notte come una coperta avvolge tutto. / I nostri pensieri si fanno cupi e profondi. / Le nostre sensazioni si placano e si focalizzano su noi stessi”. E’ il momento della interiorità.

In un’altra poesia Sapori d’autunno leggiamo: “Castagne, torte e vin novello / nell’inceder spedito di novembre”, in Terra bagnata: “L’odore della Terra bagnata / esala in questa giornata”. Colori, odori, sapori sono piacevolezze della vita, sono tocchi di allegria nel grigiore della esistenza. Sono i piaceri. E’ un tema gradevole, anche se è un’arma a doppio taglio perché, basta esagerare, che invece del miglioramento si ha il peggioramento. Però il nostro poeta non sconfina, si mantiene sempre nei limiti. Lo possiamo osservare nella poesia Erotica, in cui tratta il tema con misura, finezza ed eleganza. Non trascende mai.

Anche la sua espressione poetica è misurata, la forma è piana, chiara e lineare.

Osservando tutta la sua poesia e considerandola nel suo sguardo d’insieme, possiamo osservare che questa assume in generale una connotazione romantica, e ci trasporta nell’atmosfera di altri tempi. Ricorda un po’ la poesia dell’Ottocento o dei primi del Novecento, la poesia delle piccole cose, delle piccole grandi cose. Il fischio del treno, il tocco della campana, la panchina solitaria in riva al mare.

E’ la sua una poesia gradevole che ispira pace e serenità.

Non mancano comunque neanche i momenti bui dell’esistenza, le problematiche sociali di una certa gravità come l’emigrazione, la mancanza del lavoro, la dignità calpestata e vilipesa.

Tenerissime poi le poesie al figlio, Bimbo e Federico, in cui si dimostra un padre non egoista né possessivo: “Sei di te stesso, imberbe pargolo che nascesti. Non di tuo padre non di tua madre”. O un’altra poesia Muro in cui egli si rivede figlio in quel delicato momento del passaggio da fanciullo ad adulto, in cui si impone il distacco dalla madre per assumersi le proprie responsabilità: “Gravida di dolore, la mamma lo restituì al mondo” e aggiunge “Il ciclo vitale vuole che questo accada”.

cropped-antonino_schiera_real_fonderia_2018
Antonino Schiera durante un reading poetico alla Real Fonderia di Palermo

Una poesia dunque quella di Antonino Schiera, variegata, come la tavolozza di un pittore. E ce l’ho ancora davanti agli occhi, quella di mia madre che spesso mi incaricava di andare a comprarle i colori. E mi ricordo ancora il Bianco d’argento, il Blu cobalto, il Marrone terra di Siena. Nel fare la presentazione di questo libro mi sono sentita proprio nel mio giardinetto!

Poesia come la tavolozza di un pittore. Con i più svariati colori, e con quelli anche nuovi che un pittore sa creare dalla combinazione di altri fondendoli insieme. Una fantasmagoria! Ma che risulta bella proprio dall’insieme di tutti i colori, i chiari e gli scuri, quelli smaglianti e quelli cupi. Dove la bellezza non è data solo dai colori vivaci o esaltanti, (sarebbe uniformità che non è bella), ma è data dal chiaroscuro!

Questo che cosa significa? Che la vita è sempre bella, comunque sia, e che la bellezza sta proprio nel chiaroscuro, in quel contrasto di momenti lieti e tristi, che intessono la nostra esistenza. Di tutti quei momenti che, come dice Antonino Schiera, sono Frammenti di colore!

Maria Elena Mignosi Picone (per conoscerla meglio leggi la mia intervista cliccando qua)

Protagonisti – Maria Elena Mignosi, una vocazione letteraria sempreverde.

IMG-20180227-WA0000.jpg
Maria Elena Mignosi Picone

Ho avuto il grande piacere di conoscere la professoressa Maria Elena Mignosi Picone a Palermo nel 2014, in occasione di una presentazione del mio primo libro pubblicato Percorsi dell’anima.

Ne ebbi una immediata e sincera impressione positiva, probabilmente per via della sua preparazione e per la sua innata curiosità e voglia di conoscere nuovi autori, ancora non affermati. La mia naturale attrazione verso chi dedica la propria vita alle lettere e alle arti in generale, ha cementato nel tempo il nostro rapporto di amicizia e collaborazione. A tal punto da chiederle nel 2017 di scrivere la post fazione del mio secondo libro di poesie Frammenti di colore e ad accompagnarmi nelle successive presentazioni dello stesso libro.

Sin dalla nascita sei stata immersa in un’atmosfera altamente culturale, è ciò che si evince dalla lettura della tua biografia. In particolare in che modo e quali personaggi hanno influenzato il tuo importante e variegato percorso letterario?

Maria Elena Mignosi  – “Le persone che hanno influenzato le mie scelte culturali sono state mio padre e mio zio Pietro Mignosi, il primo matematico, l’altro filosofo e letterato. Pietro Mignosi io non l’ho conosciuto, essendo morto qualche anno prima che io nascessi, ma mia madre, che è stata la memoria della famiglia, e che gli veniva cugina, mi raccontava di lui; ero molto affascinata dalla sua figura e leggevo i suoi libri che avevamo in casa. Di mio padre, come anche di mio nonno Gaspare, rimanevo incuriosita di questa loro passione per la Matematica e me ne volevo rendere partecipe, anche se mio padre mi ha sempre lasciato completamente libera di decidere”.

Ad un certo punto della tua vita hai avuto il coraggio e la forza di abbandonare il percorso didattico che avevi iniziato nel campo della matematica, per passare successivamente allo studio di ciò che sentivi più tuo e che amavi più fare: immergendoti, così, nello studio delle materie umanistiche e nella scrittura. In generale per una persona qual’è il prezzo che si paga, ed eventuali vantaggi, quando si torna indietro, dopo avere percorso un tratto della propria esistenza metaforicamente rappresentata come una fitta foresta difficile da esplorare?

Maria Elena Mignosi – “Così ero fortemente indecisa tra Matematica e Lettere, riuscendo a scuola ugualmente bene sia nell’una che nell’altra materia. Mi sono iscritta in Matematica e ho fatto tre anni con ottimi risultati. Ma mi cominciavo a rendere conto che era stata una scelta dettata dai condizionamenti dell’ambiente, mentre la mia natura si volgeva alle Lettere. Ho attraversato un periodo molto travagliato nella ricerca della mia vera essenza. Mi sentivo veramente come in una fitta selva. E finalmente la decisione. Lo svantaggio quale può essere stato? Ma nessuno. Sembrerebbe il tempo, i tre anni con cui ho ritardato la mia carriera, ma nella vita niente è perduto, e così mi è rimasta la precisione, la chiarezza, il rigore logico, che ben si addicono anche alle lettere”.

Rimanendo alla tua biografia si legge: il mondo degli intellettuali e il mondo della chiesa si guardano con sospetto e diffidenza, mentre è auspicabile l’armonia tra intelletto e religione. Ci dettagli più ampiamente questa riflessione?

Maria Elena Mignosi  – “Il culto e la cultura sono due mondi non perfettamente integrati

pietro-mignosi
Pietro Mignosi

in generale. Si guardano con sospetto e diffidenza. È sempre manchevole il culto senza cultura come viceversa la cultura senza il culto. Mentre il culto dà saggezza agli incolti ma rimane difettosa la loro capacità di osservazione, riflessione, giudizio, che dà la cultura, allo stesso modo è manchevole la cultura che difetta di culto, per cui uno può essere un’arca di scienza ed essere uno stolto, che ad esempio manca di parola, non è leale, non è sincero, è vanaglorioso, non vive le virtù cristiane che sono in fondo tutte sfaccettature della carità. Sono come due persone zoppe, a ciascuna delle quali manca una gamba. E la sintesi non è impossibile. Io l’ho trovata mirabilmente nel fisico Enrico Medi e in tanti scienziati e letterati. Un altro esempio è proprio mio zio Pietro Mignosi“.

Ci parli dei tuoi progetti futuri?

Maria Elena Mignosi  – “Riguardo ai miei progetti ho in preparazione altri libri di poesie e altri saggi ma ancora non ho pubblicato niente di nuovo”.

Antonino Schiera

 

Presentazioni – Frammenti di colore e Percorsi dell’anima: se ne parla il 14 novembre 2017 (ore 16.30), presso il Caffé del Teatro Massimo di Palermo.

Il mio percorso letterario è cominciato nel dicembre del 2013 con la pubblicazione della prima raccolta di poesie, aforismi e dediche d’amore “Percorsi dell’Anima”, Europa edizioni.

Con l’entusiasmo dell’esordiente ed anche un pizzico di incoscienza, ho cominciato ad organizzare una serie di incontri e presentazioni per fare conoscere il mio primo libro, riuscendo anche a trovare spazio all’interno di programmi presso radio e tv locali.

Un susseguirsi di emozioni, di avvenimenti, di scadenze frenetiche ulteriormente arricchito dalla partecipazione a numerosi reading poetici e alla pubblicazione di nuove poesie inedite, all’interno di raccolte costruite e pubblicate insieme ad altri poeti.

In questo video leggo la poesia Ritrovarsi.

Con particolare orgoglio mi piace ricordare che, nel Natale del 2015, ho pubblicato anche due brevi racconti, di cui uno autobiografico, dentro una raccolta di autori vari, con finalità benefiche.

Con il passare del tempo capitava di riempire nuovi fogli che, inizialmente esanimi nel loro bianco pallido, divenivano presto preziose culle di nuove poesie, tanto da decidere di pubblicare una nuova raccolta nel marzo del 2016: “Frammenti di colore”, Edizioni La Gru.  In questo libro hanno trovato spazio alcune poesie scritte in età giovanile.

Anche per questa seconda raccolta di poesie ho organizzato una serie di presentazioni per farlo conoscere al pubblico e nell’anno 2016 è arrivato il primo importante riconoscimento ufficiale essendo stato designato finalista al II Premio Letterario, Giornalistico Piersanti Mattarella.

In questo video leggo la poesia Al Chiaro di Luna.

L’incontro nel mese di Novembre 2017 presso il Caffè del Massimo a Palermo, rappresenta per me una sorta di quadratura del cerchio, che si innesta perfettamente nel mio modo di vedere le cose anche in maniera pragmatica oltre che poetica. Un tassello importante, questo, che combacia e si interfaccia bene nel percorso da me cominciato, che rappresenta pertanto la soluzione ideale della necessità di ogni scrittore di porre in essere un buon livello qualitativo di visibilità.

Antonino Schiera

 

Questa presentazione richiede JavaScript.