Poesie – Diotima di Friedrich Hölderlin [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Komm und besänftige mir, die du einst Elemente versöhntest,
Wonne der himmlischen Muse, das Chaos der Zeit,
Ordne den tobenden Kampf mit Friedenstönen des Himmels,
Bis in der sterblichen Brust sich das Entzweite vereint,
Bis der Menschen alte Natur, die ruhige, große,
Aus der gärenden Zeit mächtig und heiter sich hebt.
Kehr in die dürftigen Herzen des Volks, lebendige Schönheit!
Kehr an den gastlichen Tisch, kehr in den Tempel zurück!
Denn Diotima lebt, wie die zarten Blüten im Winter,
Reich an eigenem Geist, sucht sie die Sonne doch auch.
Aber die Sonne des Geists, die schönere Welt, ist hinunter
Und in frostiger Nacht zanken Orkane sich nur.

§

Vieni e placami questo Caos del tempo, come una volta,
Delizia della celeste musa, gli elementi hai conciliato!
Ordina la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo,

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Ribloggato – “Perfume de amor” di Barracato e Billeci. Relazione di Giovanna Fileccia.

Recensione della poetessa e scrittrice Giovanna Fileccia

Giovanna Fileccia "Io e il Tutto che mi attornia"

Prima presentazione della silloge PERFUME DE AMOR

di Francesco Billeci e Antonio Barracato – Traduzione in spagnolo di Josè Costantin.

Edizioni Billeci 2019

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Intervento di Giovanna Fileccia, relatrice e moderatrice dell’evento:

“Oggi Antonio Barracato e Francesco Billeci per presentare il loro libro Perfume de amor hanno coinvolto un bel gruppo di amici e amiche che amano la poesia.

Quando penso alla poesia mi viene in mente un fulmine che cade su di un ulivo saraceno e lo spacca in due. Mi piace pensare che la poesia accade all’improvviso e si manifesta all’animo di colui che è predisposto ad accoglierla. Cade-a, arriva, e, in un momento, il poeta vede, al di là di ciò che è visibile. Vede mani in movimento e immagina suono di vita, osserva la natura e si inebria di bellezza. E la bellezza ha il potere di offuscare il brutto, il marcio; di spazzare il fango del…

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Ribloggato – Alla Luna post di Marcello Comitini

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Oh, vergine silenziosa ancora
dove la mia ragione non arriva,
peregrina su sassi aguzzi
su alta sabbia e sterpi
ancora vaga di mirar queste valli
e la misera fierezza delle città
non vedo nel tuo sembiante
ombra fatua o insulsa!
Me lo dicono il fuoco che avvampa
sulle tenebre del mondo
quando sorgi o tramonti
e il tuo sorriso che tra le nuvole
appare triste e si nasconde.
Allora una pietà m’incombe
degli uomini che ti guardano
ti gustano
come terra di conquista.
Trasformano
la ragione del tuo esistere
in schiava da piegare
alle loro voglie mortali.
Negano il tuo respiro nel creato
contano le stelle una ad una
volano tra le nuvole e più felici si pensano.
Si dicono
nella loro lingua arida
immortali più di te.

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Poesie – Nel porto di Livorno di Hermann Hesse [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Un grande autore.

Cantiere poesia

HAFEN VON LIVORNO

Nach einem Bild, das ich vor Jahren sah,
Verlässt mich eine milde Sehnsucht nie.
Es ist mir oft in Träumen fern und nah
Wie eines Jugendwanderliedes
Vergessne, traumbekannte Melodie.

Die Sonne sank und war voll milder Glut,
Der fernen Inselberge Linie schwand
In Duft und Himmel. Und die schwere Flut
Des Meeres schlug in wunderlichen Takten
An meines dunklen Fischerbootes Rand.

Ein gelbes Dreiecksegel flammte schwer
Am Molo auf Ein sattes Leuchten glitt
Mit jäher Schönheit übers goldne Meer
Und nahm die letzten roten Strahlen
Ins violette Reich des Abends mit.

§

Sempre d’una visione d’anni fa
una gran nostalgia nel cuor mi sta.
Come una melodia dimenticata,
canto di balda gioventù in cammino,
sovente nei miei sogni viene e va.

Calava il sole stanco, rosso-vino,
il contorno delle isole svaniva
nei vapori del cielo. E il mare in tresca
con cadenza fantastica assaliva
il bordo della…

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Poesie – Sonetto 47 di William Shakespeare [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Betwixt mine eye and heart a league is took,
And each doth good turns now unto the other:
When that mine eye is famish’d for a look,
Or heart in love with sighs himself doth smother,
With my love’s picture then my eye doth feast,
And to the painted banquet bids my heart;
Another time mine eye is my heart’s guest,
And in his thoughts of love doth share a part:
So, either by thy picture or my love,
Thy self away, art present still with me;
For thou not farther than my thoughts canst move,
And I am still with them, and they with thee;
Or, if they sleep, thy picture in my sight
Awakes my heart, to heart’s and eyes’ delight.

§

I miei occhi e il cuore son venuti a patti
ed or ciascuno all’altro il suo ben riversa:
se i miei occhi son desiosi di uno…

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Società – L’Elogio dell’abbraccio [Ribloggato da Blog Notes Patti]

Blog Notes

“Ci si abbraccia per ritrovarsi interi” (Alda Merini)

Ci sono delle giornate in cui si incontrano amici cari, che fanno parte di te ancor prima di esserlo, in cui l’elogio dell’abbraccio fluisce spontaneamente. Il rivedersi è uno stringersi forte che annulla le distanze; è un comunicare senza le parole; è scambiarsi l’anima; è unire i battiti de propri cuori; è da due, anche se per istanti, divenire un uno; è annullare la solitudine. La vita lo celebra poco, ma per fortuna la pittura e la poesia ne hanno colto la bellezza e la dirompenza. Io mi servirò proprio dell’arte, coniugata a 360°, per avvicinarmi a voi.

Partiamo con “L’abbraccio” di Egon Schiele, che fa venire alla mente un verso di Rilke: “Lascia che uno nell’altro si sprofondino, per resistersi”. Un uomo e una donna si stringono tra le pieghe di un lenzuolo, si amano, annusano…

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Poesie – Donna del Cielo di Guittone D’Arezzo [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Donna del Cielo, gloriosa madre
Del buon Gesù, la cui sagrata morte,
Per liberarci dalle infernal porte
Tolse l’error del primo nostro padre,
Risguarda Amor con saette aspre e quadre,
A che strazio m’adduce ed a qual sorte
Madre pietosa, a noi cara consorte,
Ritraine dal seguir sue turbe e squadre.
Infondi in me di quel divino amore
Che tira l’alme nostre al primo loco,
Sì ch’io disciolga l’amoroso nodo.
Cotal rimedio ha questo aspro furore,
Tal acqua suole spegner questo foco,
Come d’asse si trae chiodo con chiodo.

GUITTONE D’AREZZO

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Liliana Marchesi. Distopie letterarie. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Dopo la biografia della scrittrice Liliana Marchesi, che abbiamo pubblicata in questa pagina
https://alessandria.today/2019/02/25/la-scrittrice-liliana-marchesi-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Siamo felici d’avere anche l’occasione di intervistarla e così conoscere meglio i diversi aspetti del suo pensiero e della sua attività letteraria.

Benvenuta Liliana!
Sono felice di presentarti ai lettori di Alessandria today, che avranno così la possibilità di conoscere meglio te come scrittrice che si cimenta in opere letterarie il cui genere, definito come distopico, è comunemente ritenuto di nicchia nel panorama culturale italiano.

Liliana Marchesi

E quindi la prima domanda non può che riguardare questo particolare genere di opere e chiederti con tono scherzoso: distopia, chi era costei?

Buongiorno Marcello e grazie per avermi accolta su Alessandria today. Distopia è una parola che non tutti conoscono, anche se sono certa che molti lettori hanno tenuto fra le mani libri di questo genere senza saperlo. 1984 di Orwell, Divergent della Roth e il famosissimo Hunger Games…

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Poesie – Sonetto II di John Milton [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

 .
Qual in colle aspro, al imbrunir di sera
L’avezza giovinetta pastorella
Va bagnando l’herbetta strana e bella
Che mal si spande a disusata spera
Fuor di sua natia alma primavera,
Cosi Amor meco insu la lingua snella
Desta il fior novo di strania favella,
Mentre io di te, vezzosamente altera,
Canto, dal mio buon popol non inteso
E’l bel Tamigi cangio col bel Arno
Amor lo volse, ed io a l’altrui peso
Seppi ch’ Amor cosa mai volse indarno.
Deh! foss’ il mio cuor lento e’l duro seno
A chi pianta dal ciel sì buon terreno.
 .
§
.

As in the twilight brown, on hillside bare,
Useth to go the little shepherd maid,
Watering some strange fair plant, poorly displayed,
Ill thriving in unwonted soil and air
Far from its native springtime’s genial care;
So on my ready tongue hath Love assayed
In a strange speech to wake…

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Eulalia

Eulalia poesia di Edgar Allan Poe

Cantiere poesia

EULALIE

I dwelt alone
In a world of moan,
And my soul was a stagnant tide,
Till the fair and gentle Eulalie became my blushing bride-
Till the yellow-haired young Eulalie became my smiling bride.

Ah, less- less bright
The stars of the night
Than the eyes of the radiant girl!
And never a flake
That the vapor can make
With the moon-tints of purple and pearl,
Can vie with the modest Eulalie’s most unregarded curl-
Can compare with the bright-eyed Eulalie’s most humble and careless
curl.

Now Doubt- now Pain
Come never again,
For her soul gives me sigh for sigh,
And all day long
Shines, bright and strong,
Astarte within the sky,
While ever to her dear Eulalie upturns her matron eye-
While ever to her young Eulalie upturns her violet eye.

§

In dimora soltanto,
in un mondo di pianto
e l’alma restava nell’acqua viscosa;
finché Eulalìa…

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