Poesie – Corda viva di Giorgio Caproni [Ribloggato da Cantiere Poesia]

La professoressa, poetessa e promotrice culturale Francesca Luzzio, autrice della prefazione della mia ultima raccolta di poesie Meditare e sentire (Il Convivio Editore – 2019), ha scritto: “la poesia di Antonino Schiera, come quella di Giorgio Caproni, diviene uno strumento di conoscenza, di ricerca, poiché ferma, cristallizza il mutevole del vivere, del sentire e dell’amare nella verità dell’esistenza umana”.

Riportata questa importante nota della professoressa Francesca Luzzio, pubblico una poesia di Giorgio Caproni poeta, critico letterario e traduttore italiano.

Buona lettura.


Cantiere poesia

L’oscurità dov’è argento la pioggia
sul tuo tenero viso in fuoco, Rina
ah come umanamente ora s’accorda
al buio ch’arde i selci – come inclina
alle note tue fragili! A una loggia
fresca di fiato e di spazio è vicina
nelle luci in frantumi la tua soglia
pulita – tu sei intatta alla mia prima
ansia presso i carboni dove scotta
la mia fronte rialzata. Oppure avviva
la tenebra sfiorandoti la bocca
i cumuli di brace mentre vibra
come un’arpa la pioggia – mentre tocca
l’unghia nel sangue la corda più viva?

GIORGIO CAPRONI

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Poesie – L’antica pazienza di Maria Luisa Spaziani [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani è stata una poetessa, traduttrice e aforista italiana.

Non per caso pubblico un componimento di una poetessa oggi 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

Tu che conosci l’antica pazienza
di sciogliere ogni nodo della corda
e allevi un pioppo zingaro venuto
a crescere nel coccio dei garofani,
lascia ch’io senta in te, come la sorda
nenia del mare dentro la conchiglia,
la voce della casa che il perduto
tempo ha ridotto in cenere.
Ma è cenere di pane scuro, sacro,
– quello che alimentavi col tuo soffio
nel forno buio della guerra – e reca
imperitura in sé la filigrana
dei tuoi ciliegi dilaniati.
L’allegria rialza la sua cresta
di galletto sui borghi desolati,
come il lillà che ti cresce alle spalle
passo a passo, baluardo sul massacro.
Raccogli ancora e sempre il pigolante
nido abbattuto dal vento di marzo
e ripara le falle della chiglia.
Nessuno è senza casa se l’attende
a sera la tua voce di conchiglia.

MARIA LUISA SPAZIANI

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Poesie – E malgrado tutto di Alda Merini [Ribloggato da Cantiere Poesie]

Alda Merini

Alda Giuseppina Angela Merini, nota semplicemente come Alda Merini è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana.

Non per caso pubblico un componimento di una poetessa, approssimandoci al 25 novembre, ovvero alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

E malgrado tutto
malgrado la musica
che si ripete incessantemente
fino allo spargimento del cuore
malgrado io non ti veda
e il giorno si apra
con la perenne angoscia
di non incontrare nessuno
tu continui a addossarmi
un numero di ombre
che non entrano
nel mio cuore
tu non sai quanto una forma di donna
può essere circoscritta
dalle ansie di molti uomini
ma non è vero amore
è l’ansia di vedermi risuscitare
per una nuova gettata di poesia
e con me costruiscono case
e ambienti
e idee per i loro sogni
quando mi vedono soffrire per te
pensano che io sia già morta
e di amor tuo
e chiamano tutti a vedermi
e battono le mani
per l’ingannevole successo della vita
ma io non li vedo nemmeno

ALDA MERINI

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Poesie – Tempo di Ada Negri [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Ada Negri è stata una poetessa, scrittrice e insegnante italiana.

Ada Negri

Non per caso pubblico una poesia di una poetessa, approssimandoci al 25 novembre, ovvero alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

Giorno per giorno, anno per anno, il tempo
nostro cammina! L’ora ch’è sì lenta
al desiderio, tu la tocchi infine
con le tue mani; e quasi a te non credi,
tanta è la gioia: l’ora che giammai
affrontare vorresti, a cauto passo
ti s’accosta e t’afferra – e nulla al mondo
da lei ti salva. Non è sorta l’alba
che piombata è la notte; e già la notte
cede al sol che ritorna, e via ne porta
la ruota insonne. Ma non v’è momento
che non gravi su noi con la potenza
dei secoli; e la vita ha in ogni battito
la tremenda misura dell’eterno.

ADA NEGRI

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Poesie – Per te io curo questi fiori di Emily Dickinson [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Emily Dickinson

Emily Elizabeth Dickinson nota come Emily Dickinson è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici moderni.

Non per caso pubblico una poesia di una poetessa, approssimandoci al 25 novembre, ovvero alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per l’esigenza di comprendere l’importanza di dar voce alle donne che non ne hanno.

Cantiere poesia

I TEND MY FLOWERS FOR THEE

I tend my flowers for thee –
Bright Absentee!
My Fuchsia’s Coral Seams
Rip – while the Sower – dreams –

Geraniums – tint – and spot–
Low Daisies – dot –
My Cactus – splits her Beard
To show her throat –

Carnations– tip their spice –
And Bees –pick up –
A Hyacinth – I hid –
Puts out a Ruffled Head –
And odors fall
From flasks – so small –
You marvel how they held –

Globe Roses –break their satin glake –
Upon my Garden floor –
Yet – thou – not there –
I had as lief they bore
No Crimson – more –

Thy flower – be gay –
Her Lord – away!
It ill becometh me –
I’ll dwell in Calyx – Gray –
How modestly – alway –
Thy Daisy –
Draped for thee!

§

Per…

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Ribloggato – Da Giosuè Carducci a Eugenio Montale: il topos del treno simbolo di progresso, di Maria Grazia Ferraris

Pubblico questo interessantissimo post a cura del critico letterario Maria Grazia Ferraris sul tema treni e poesie. Stasera tratterò di questi argomenti insieme al Presidente dell’Associazione Ferrovie Siciliane, Giovanni Russo. Il collegamento alla diretta potrete trovarlo all’interno del sito Ferrovie Siciliane.

LA PRESENZA DI ÈRATO

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Il treno, la novità progressista di fine Ottocento, aveva ispirato al giovane Carducci l’Inno a Satana, pubblicato nel 1865, dove era esaltato come simbolo stesso del progresso e della modernità:

Un bello e orribile
mostro si sferra,
corre gli oceani,
corre la terra:
corusco e fùmido
come i vulcani,
i monti supera,
divora i piani;
sorvola i baratri;
poi si nasconde
per antri incogniti,
per vie profonde;
ed esce; e indomito
di lido in lido
come di turbine
manda il suo grido….

Il treno, il mostro pauroso e fantastico, quasi avesse una propria volontà autonoma e indomabile…., ma fosse anche interpretato come un antidoto alla reazione religiosa nemica del progresso. L’opera fa parte della raccolta Levia Gravia e lo stesso Carducci la definì una “chitarronata”, scritta in una notte del settembre del 1863 per essere letto come brindisi ad un banchetto di amici… La scelta lessicale oscilla tra la…

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Poesie – Tramonto di Louise Elisabeth Glück [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Louise Elisabeth Glück è una poetessa, saggista e accademica statunitense. Nel corso della sua carriera ha pubblicato dodici antologie di poesie. Nel 1993 ha vinto il Premio Pulitzer per la poesia per la sua raccolta The Wild Iris, ottenendo il primo di una lunga serie di riconoscimenti. Nel 2014 ha vinto il National Book Award per la poesia, mentre nel 2003 era stata insignita del prestigioso titolo di poeta laureato degli Stati Uniti. Nel 2020 le è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale”

Cantiere poesia

SUNSET

My great happiness
is the sound your voice makes
calling to me even in despair; my sorrow
that I cannot answer you
in speech you accept as mine.

You have no faith in your own language.
So you invest
authority in signs
you cannot read with any accuracy.

And yet your voice reaches me always.
And I answer constantly,
my anger passing
as winter passes. My tenderness
should be apparent to you
in the breeze of summer evening
and in the words that become
your own response.

§

La mia grande felicità
è il suono che fa la tua voce
chiamandomi anche nella disperazione; il mio dolore
che non posso risponderti
in parole che accetti come mie.

Non hai fede nella tua stessa lingua.
Così deleghi
autorità a segni
che non puoi leggere con alcuna precisione.

Eppure la tua voce mi raggiunge sempre.
E io rispondo costantemente,
la mia…

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Poesie – La cugina Nancy di Thomas Eliot [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Thomas Stearns Eliot nato a Saint Louis nel 1888 e venuto a mancare a Londra nel 1965, fu uno dei maggiori innovatori della poesia mondiale del Novecento. Rifiutando i valori poetici del romanticismo inglese, insieme con William Butler Yeats ed Ezra Pound fu il precursore di un nuovo modo di fare poesia, paragonabile alle innovazioni introdotte nel romanzo da James Joyce e Marcel Proust.

Cantiere poesia

COUSIN NANCY

Miss Nancy Ellicott
Strode across the hills and broke them,
Rode across the hills and broke them
The barren New Engiand hills
Riding to hounds
Over the cow-pasture.

Miss Nancy Ellicott smoked
And danced alI the moderrn dances;
And ber aunts were not quite sure how they felt about it,
But they knew that it was modern.

Upon the giazen shelves kept watch
Matthew and Waldo, guardians of the faith,
The army of unalterable law.

§

Miss Nancy Ellicott
attraversava le colline e le domava,
cavalcava sulle colline e le domava,
le colline sterili della Nuova Inghilterra,
cacciando con i cani
per i pascoli delle vacche.

Miss Nancy Ellicott fumava
e ballava tutti i balli moderni;
e le sue zie non sapevano bene cosa pensa
però sapevano che era moderno.

Sugli scaffali tirati a lucido vigilavano
Arnold ed Emerson, i difensori della fede,
l’esercito della legge inalterabile.

THOMAS…

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Poesie – Rami di pesco di Ada Negri [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Rami di pesco della poetessa Ada Negri. Buona lettura.

Cantiere poesia

Ferma al quadrivio, mentre piove e spiove
sotto l’aspro alternar delle ventate
schioccanti come fruste sulle facce
di chi va, di chi viene, una vecchietta
vende rami di pesco.
O primavera
per pochi soldi! O riso, o tremolio
di stelle rosee su bagnate pietre!
Scompare agli occhi miei la strada urbana
con fango e folla e strider di convogli
sulle rotaie, e saettar nemico
d’automobili in corsa. Ecco, e in un campo
mi trovo: è verde, di frumento a pena
sorto dal suolo: pioppi e gelsi intorno
con la promessa delle fronde al sommo
dei rami avvolti in una nebbia d’oro:
e peschi: oh, lievi, oh, gracili, d’un rosa
che non è della terra: ch’è di tuniche
d’angeli scesi a benedire i primi
germogli, e pronti, a un alito di brezza,
a rivolar da nube a nube in cielo.

ADA NEGRI

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Poesie – Il canto della fanciulla di Giacomo Leopardi [Ribloggato da Cantiere Poesia]

In questa poesia di Giacomo Leopardi viene evidenziato l’approccio romantico all’amore del poeta, che può generare dolore. Soprattutto quando la donna desiderata diventa irraggiungibile e l’incontro amoroso, che si spera si possa perpetuare nel tempo, non si realizza.

Cantiere poesia

Canto di verginella, assiduo canto,
Che da chiuso ricetto errando vieni
Per le quiete vie; come sì tristo
Suoni agli orecchi miei? perché mi stringi
Sì forte il cor, che a lagrimar m’induci?
E pur lieto sei tu; voce festiva
De la speranza: ogni tua nota il tempo
Aspettato risuona. Or, così lieto,
Al pensier mio sembri un lamento, e l’alma
Mi pungi di pietà. Cagion d’affanno
Torna il pensier de la speranza istessa
A chi per prova la conobbe.

GIACOMO LEOPARDI

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Poesie – Noi non sappiamo quale sortiremo di Eugenio Montale [Ribloggato da Cantiere Poesia]

In compagnia di Eugenio Montale. Buona lettura:

Cantiere poesia

Noi non sappiamo quale sortiremo
domani, oscuro o lieto;
forse il nostro cammino
a non tòcche radure ci addurrà
dove mormori eterna l’acqua di giovinezza;
o sarà forse un discendere
fino al vallo estremo,
nel buio, perso il ricordo del mattino.
Ancora terre straniere
forse ci accoglieranno; smarriremo
la memoria del sole, dalla mente
ci cadrà il tintinnare delle rime.
Oh la favola onde s’esprime
la nostra vita, repente
si cangerà nella cupa storia che non si racconta!
Pur di una cosa ci affidi,
padre, e questa è: che un poco del tuo dono
sia passato per sempre nelle sillabe
che rechiamo con noi, api ronzanti.
Lontani andremo e serberemo un’eco
della tua voce, come si ricorda
del sole l’erba grigia
nelle corti scurite, tra le case.
E un giorno queste parole senza rumore
che teco educammo nutrite
di stanchezze e di silenzi,
parranno a un fraterno cuore
sapide di…

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Pensieri – Il dolore di Khalil Gibran [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Un pensiero molto profondo e pieno di significato di Khalil Gibran.

Cantiere poesia

Quando nacque il mio Dolore lo nutrii con amore e lo curai teneramente. Come tutte le creature viventi esso crebbe, forte, bello e traboccante di mirabili delizie. Ci amavamo reciprocamente e amavamo il mondo che ci circondava; poiché il Dolore aveva il cuore tenero, e il mio dal Dolore veniva conquistato. Quando il mio Dolore ed io discorrevamo insieme, i giorni erano alati e le notti ornate di sogni; poiché il linguaggio del Dolore era eloquente, e il mio con lui lo diventava. Quando camminavamo insieme, la gente ci rivolgeva sguardi delicati e sussurrava parole di dolcezza estrema. Ma c’era anche chi osservava invidioso, perché il Dolore è nobile ed io ne ero orgoglioso. Ma come tutte le creature viventi il mio Dolore morì ed io sono rimasto solo a pensare ed a soppesare. Ora, quando parlo, le mie parole ricadono con un suono grave. Quando canto i miei amici…

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Poesie – Sopra di me le Alpi di George Gordon Byron [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Le Alpi che si stagliano su uno dei tanti paesini dell’Alto Adige, fanno da apripista alla poesia di George Gordon Byron dal titolo Sopra di me le Alpi, ribloggata dal blog Cantiere Poesie. Buona lettura e condivisione…:

Cantiere poesia

ABOVE ME THE ALPS

Above me are the Alps,
⁠The Palaces of Nature, whose vast walls
⁠Have pinnacled in clouds their snowy scalps,
⁠And throned Eternity in icy halls
⁠Of cold Sublimity, where forms and falls
⁠The Avalanche—the thunderbolt of snow!
⁠All that expands the spirit, yet appals,
⁠Gather around these summits, as to show
How Earth may pierce to Heaven, yet leave vain man below.

§

Sopra di me stanno le Alpi,
i palazzi della Natura, le cui immense pareti
lanciano tra le nubi pinnacoli coperti di neve,
e l’Eternità troneggia nelle caverne gelate
di fredda sublimità, dove si forma e cade
la valanga – la saetta di neve!
E tutto ciò che lo spirito emana
si raccoglie intorno a queste sommità,
per mostrare come la terra
possa toccare il cielo
lasciando in basso l’uomo
con la sua meschina superbia.

GEORGE GORDON BYRON

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Poesie – La morte di Ermengarda di Alessandro Manzoni [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Giuseppe Bezzuoli, Svenimento di Ermengarda, 1837 – Firenze, Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe è la bellissima immagine in evidenza che accompagna l’opera tratta da l’Adelchi di Alessandro Manzoni.

Cantiere poesia

Sparsa le trecce morbide
Sull’affannoso petto,
Lenta le palme, e rorida
Di morte il bianco aspetto,
Giace la pia, col tremolo
Sguardo cercando il ciel.

Cessa il compianto: unanime
S’innalza una preghiera:
Calata in su la gelida
Fronte, una man leggiera
Sulla pupilla cerula
Stende l’estremo vel.

Sgombra, o gentil, dall’ansia
Mente i terrestri ardori;
Leva all’Eterno un candido
Pensier d’offerta, e muori:
Fuor della vita è il termine
Del lungo tuo martir.

Tal della mesta, immobile
Era quaggiuso il fato:
Sempre un obblio di chiedere
Che le saria negato;
E al Dio de’ santi ascendere
Santa del suo patir.

Ahi! nelle insonni tenebre,
Pei claustri solitari,
Tra il canto delle vergini,
Ai supplicati altari,
Sempre al pensier tornavano
Gl’irrevocati dì;

Quando ancor cara, improvida
D’un avvenir mal fido,
Ebbra spirò le vivide
Aure del Franco lido,
E tra le nuore Saliche
Invidiata uscì:

Quando da un poggio aereo,
Il…

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