Ribloggato – Sillabe nel Vento di Giovanna Fileccia Edizioni Simposium 2012

Invito alla lettura. “Sillabe nel Vento” di Giovanna Fileccia. Ed. Simposium 2012

Giovanna Fileccia "Io e il Tutto che mi attornia"

Nota dell’autrice

Caro lettore, cara lettrice,
voglio ringraziarti, innanzitutto, per l’attenzione che mi stai dedicando.
Le poesie che ti appresti a leggere sono nate dal caos della mia mente. Probabilmente quest’affermazione potrà sembrarti strana: come può esserci confusione in una persona che scrive? Credo che, in generale, la poesia sia impregnata di quel particolare “caos”, che deriva da una perfetta sinergia di pensieri e parole. Mi piace pensare che il caos sia necessario, perché è da esso che nasce la fiamma del giusto percorso da seguire.
Scrivere equivale ad appagare un bisogno interiore perché attraverso le parole, si riescono ad esprimere emozioni, sensazioni e sentimenti, stati d’animo che la vita regala; inoltre le poesie sono un modo per esporre un personale punto di vista.
Il libro che adesso tieni tra le mani è, per me, prezioso perché rappresenta spicchi del mio vissuto; al suo interno, oltre le poesie, comprende anche…

View original post 257 altre parole

Recensioni – Marhanima, testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata della scrittrice Giovanna Fileccia (Ed. Simposium)

(nella foto in alto da sinistra a destra Francesco Ferrante, Alessandra De Caro, Antonino Schiera, Veronica Giuseppina Billone, Giovanna Fileccia)

Marhanima
Copertina

Al ritmo del vento.

E adesso voglio capire con gli occhi
e collegare gli occhi al cuore
e sentire il battito ad ogni palpito di ciglia.
Al ritmo del vento che porta
la sabbia tra le operose
mani creatrici di vita
guidate da pensieri
in scatole di cartone
da fili di corde
che si sciolgono
in versi d’amore.

Si apre con questi versi di Veronica Giuseppina Billone, poetessa e mente della casa editrice Simposium, il testo poetico Marhanima della scrittrice Giovanna Fileccia pubblicato nel 2017.

Giovanna Fileccia
La scrittrice Giovanna Fileccia

Mani d’acqua salata
abbracciano
baie e promontori
sussurrano alla terraferma
antiche memorie e
segreti in divenire

scrive Giovanna e aggiungo, che i versi nel loro incipit iniziale sono talmente musicali, chiari, lineari, ispirati che il mio compito si potrebbe esaurire qua. Proverò lo stesso, con il sigaro in bocca che diffonde, tra una tirata e l’altra, bluastri ed effimeri pensieri, a dare una mia impressione dell’opera peraltro impreziosita dalle prefazioni del compianto Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e della dirigente alla Sovrintendenza del Mare Alessandra De Caro. La psicoterapeuta Caterina Vitale ha invece curato la postfazione, offrendo ai lettori una sua personale e qualificata disamina dell’opera.

Il mare è l’elemento cardine della struttura narrativa che, nel suo dispiegarsi all’interno delle pagine del libro, tocca diversi temi quali, ad esempio, l’amore per il mare stesso, per gli elementi naturali, per le creature che lo popolano, per la vita in generale. Ma Giovanna Fileccia non si ferma qui e come l’antesignana di Greta Thunberg descrive nei sui versi la sofferenza del mare spesso violato dal cemento e dall'”olio nero”.

Colori che cambiano passando dal meraviglioso blu naturale, al già citato nero, fino a trasformarsi drammaticamente nel rosso sangue di naufraghi e di pescatori in pericolo, perché non sempre il mare è amorevole e calmo.

Veronica_Giuseppina_Billone.1
Veronica Giuseppina Billone

Nel suo descrivere gli abissi del mare la Fileccia sembra riuscire trasformarsi, idealmente, in un sottomarino che esplora le profondità marine fino a incontrare, citandolo nel testo, il leggendario Colapesce, che in una delle versioni siciliane è rimasto in fondo al mare, per sopperire alla mancanza di una delle tre colonne che reggono l’isola.

Il libro si legge come una canto lento, scandendo le parole e cercando di fissare nella mente gli innumerevoli tasselli dei quali è composto. Così da costruire un elemento che da liquido diventa solida e protettrice terra, che prova a ribaltare il concetto di mare infido, spesso pericoloso che nell’immaginario collettivo e nei racconti si fa strada.

Basti pensare a chi deve deve conviverci per lavoro, trovandosi pertanto in balia dei suoi umori, a chi lo teme perché lo vive come elemento estraneo rispetto alla quotidianità, un po’ come l’aria durante il volo. Uno stato meraviglioso, sia per il mare che per l’aria, che le paure ancestrali, dovute ad un’esperienza negativa, dovute a fattori esterni, relegano a momento di pura preoccupazione.

Pertanto Giovanna Fileccia ha il merito di riportare le cose al posto giusto, se consideriamo che nasciamo e ci riproduciamo nei primi mesi di vita in un ambiente liquido, se pensiamo che il primo atto di una nuova vita è quello di respirare aria vitale che poi, come il mare diventano elementi indispensabili per la nostra sopravvivenza

Giovanna_Fileccia
Giovanna Fileccia

Il brodo primordiale di questa alchimia magica, mi riferisco al fatto che Giovanna, riesce a riempire pagine su pagine di impressioni, sentimenti, emozioni, trova terreno fertile nel suo approccio creativo della vita che le permette di vedere il bene dove c’è il bene e di estrarre il bene dove potrebbero prevalere esclusivamente il male e la paura.

Infine qualche parola sulle opere tridimensionali che completano il concetto innovativo di Poesia Sculturata ovvero la trasposizione di alcune liriche a sculture create con materiali diversi: l’idea nasce, a mio parere, dalla necessità dell’autrice di toccare con mano le sue belle liriche, che divengono così da elemento puramente auditivo a elemento cenestetico, creando così un incontro simbiotico che arricchisce i lettori.

Antonino Schiera

Foto di Gruppo a Terrasini per Marhanima
Foto di gruppo al termine della presentazione di Marhanima del 14 dicembre 2019 a Terrasini

Ribloggato – “Perfume de amor” di Barracato e Billeci. Relazione di Giovanna Fileccia.

Recensione della poetessa e scrittrice Giovanna Fileccia

Giovanna Fileccia "Io e il Tutto che mi attornia"

Prima presentazione della silloge PERFUME DE AMOR

di Francesco Billeci e Antonio Barracato – Traduzione in spagnolo di Josè Costantin.

Edizioni Billeci 2019

69011844_10219921733263646_5388926347106058240_o

Intervento di Giovanna Fileccia, relatrice e moderatrice dell’evento:

“Oggi Antonio Barracato e Francesco Billeci per presentare il loro libro Perfume de amor hanno coinvolto un bel gruppo di amici e amiche che amano la poesia.

Quando penso alla poesia mi viene in mente un fulmine che cade su di un ulivo saraceno e lo spacca in due. Mi piace pensare che la poesia accade all’improvviso e si manifesta all’animo di colui che è predisposto ad accoglierla. Cade-a, arriva, e, in un momento, il poeta vede, al di là di ciò che è visibile. Vede mani in movimento e immagina suono di vita, osserva la natura e si inebria di bellezza. E la bellezza ha il potere di offuscare il brutto, il marcio; di spazzare il fango del…

View original post 950 altre parole

Tra Sirene e “Oggetti in terapia”. La partecipazione di Giovanna Fileccia a Illustramente 2019

Giovanna Fileccia
La scrittrice Giovanna Fileccia

Giovanna Fileccia "Io e il Tutto che mi attornia"

La settimana dal 20 al 24 novembre 2019 ha visto a Palermo la VII edizione di ILLUSTRAMENTE dedicata alla sirena. Rosanna Maranto, direttore di Illustramente, mi ha coinvolta e per questo la ringrazio. Per me è stata una settimana impegnativa e soddisfacente. Ogni evento l’ho dedicato idealmente a mio marito Alessandro Di Mercurio e ho sempre indossato la sua cravatta.
Andiamo per ordine:
Come voce narrante di questa ‘VII edizione di Illustramente 2019’ ho scritto e letto in due occasioni- mercoledì 20 a Palazzo Chiaramonte Steri, e venerdì 22 novembre ai Cantieri Culturali alla Zisa- la fiaba inedita “Aneris, la piccola sirena” nella versione ridotta che ho adattato per l’occasione. Inoltre Rosanna Maranto ha selezionato quelle parti in cui sia la voce narrante che i protagonisti si esprimono in dialetto siciliano. La lettura è stata molto apprezzata sia dagli alunni delle scuole presenti, che dagli insegnanti e genitori che li…

View original post 211 altre parole

Recensioni – Il poeta e scrittore Biagio Balistreri partendo da Meditare e sentire, traccia un bilancio delle tre opere di Antonino Schiera

Meditare e Sentire a Capo D'Orlando (3)Pubblico la relazione che il poeta e scrittore Biagio Balistreri ha preparato e letto durante la presentazione della mia ultima raccolta di poesie Meditare e sentire – Il Convivio Editore, avvenuta il 19 ottobre a Villa Piccolo a Capo D’Orlando. A Biagio Balistreri, mio carissimo amico, vanno i miei sinceri ringraziamenti.

 

ANTONINO SCHIERA Meditare e sentire – Il Convivio Editore

19 Ottobre 2019 Villa Piccolo – Capo D’Orlando

Ho affettuosamente seguito il percorso poetico di Antonino Schiera lungo tutti e tre i libri finora pubblicati: Percorsi dell’Anima, Frammenti di colore e l’attuale Meditare e sentire.

Va preliminarmente detto che il principale tema che davvero accomuna i tre libri è quello dell’amore, nelle sue diverse declinazioni: come afferma lo stesso poeta “Io mi limito a riportare in versi ciò che provo: amore sentimentale, fraterno, filiale, verso la natura”.

Meditare e Sentire a Capo D'Orlando (20)
Biagio Balistreri in piedi

Nella raccolta Percorsi dell’anima, l’autore dedicava molto spazio alle riflessioni, espresse principalmente nella forma di aforismi. Nell’ultima raccolta, dopo due pagine iniziali dedicate ai pensieri del poeta, gli aforismi sono invece trasferiti direttamente nella poesia, che assume così una particolare pregnanza riflessiva, rendendosi quindi più universale. Vorrei esemplificare questo processo con la lettura delle chiuse di alcuni brani, dove la riflessione appare più evidente che altrove.

L’omino lasciò il ponticello sul quale si era rifugiato

e ricominciò il cammino verso la vita.

Le prime luci dell’alba indicavano la strada da prendere.

IL CAMMINO

In lontananza il pianto di un bambino

che diventa solitudine,

tra i banchi ed i quaderni

di una scuola di periferia.

Comincia l’attesa!

DISTACCO

Non nacquero rimpianti, vergogne, né paure:

soltanto il desiderio di accompagnare la mia solitudine alla tua

nel viaggio, irto di ostacoli e contraddizioni…

su, per le vie dell’universo.

PER LE VIE DELL’UNIVERSO

La poesia lo ha liberato.

E se guarda indietro si rattrista.

pensa e scrive, la gioia riacquista.

VALLE

Docile si avvicina il dolore

contrastato dalla voglia di vivere

annegato nel sentire quotidiano

di sorrisi, di doni destinati

a chi riesce a celare il dolore

in un semplice travestimento

da pagliaccio.

AL BUIO

In Percorsi dell’anima, il tema dell’amore si dispiega fra l’osservazione degli elementi e degli eventi naturali, che Schiera giunge a elencare ossessivamente (“Sole, Luna; Terra, Mare; Caldo, Freddo”). Elementi che a volte sono anche contenitori non silenziosi delle tracce dell’uomo, mentre i loro modi di manifestarsi sono continuamente posti in parallelo con i sentimenti e gli accadimenti umani, e con questi si rapportano talvolta con sottile malinconia, talvolta con un sentimento di matura accettazione.

Nella seconda raccolta, Frammenti di colore, trova uno spazio inatteso il tema del bimbo e in particolare del bimbo che nasce – ma che è al contempo anche l’adulto che nella solitudine si ritrova imberbe e, forse, inadeguato – nonché il tema del distacco del bimbo dalla madre, dai genitori, che in realtà appaiono soltanto capaci di guardarlo e attendere che cresca e scopra il senso del dolore. Temi che donano alla raccolta, accanto al contrastato rapporto con la natura, metafora di ogni sentimento, una dolorosa intensità per la consapevolezza che ogni stagione della vita deve fare i conti con l’umana fragilità.

Antonino_Schiera
Antonino Schiera

Questo doloroso sentire sembra svanito nell’ultima raccolta, fatta eccezione per la poesia GIOVINEZZA, dove il poeta afferma che “il tempo della giovinezza / sfuma i colori della vita, / li rende più opachi / meno lucenti”. La raccolta appare quasi interamente dedicata ai temi dell’amore, come già detto declinato in tutte le sue varianti, anche familiari, come si riscontra facilmente nelle toccanti poesie Alla nonna e Alessio (a mio figlio mai vissuto).

La riflessione poetica pone l’autore al centro di un universo di relazioni, molto spesso problematiche e poco inclini alla felicità, ma piuttosto votate alla determinazione di una identità complessa. A questo conduce la funzione del “meditare” sulla propria presenza nel mondo, e del “sentire”, sia pure con il carico di sofferenza che questo comporta. In tal senso la stessa terra, evocata essenzialmente in termini di natura nelle precedenti raccolte, qui viene pressoché sempre indicata come “terra madre”, testimoniando lo stretto coinvolgimento dell’io nelle due funzioni del titolo. E quindi, ponendosi al centro di tutto, il poeta può osare: osa, incurante di Giovanni Pascoli, dedicare una poesia alla Notte di San Lorenzo, e poi osa, incurante di Renato Guttuso, dedicarne una alle Balate della Vucciria.

Ma tutto questo non gli impedisce istanti di ineffabile dolcezza, come in Al mare d’estate e soprattutto in Treno. Quest’ultimo brano, Treno, mi sembra una delle composizioni più riuscite della raccolta, e condensa in pochi versi proprio l’atmosfera più congeniale per la meditazione e la contemplazione della natura e di se stessi, risolvendosi poi in un sentire finalmente acquietato e sereno.

Framment_di_colore_Percorsi_dell'Anima
Copertine di Frammenti di colore e Percorsi dell’anima

Anche la forma poetica nel corso delle tre raccolte si è evoluta, divenendo maggiormente attenta e consapevole e, come ha affermato Giovanna Fileccia nella sua recensione, “elegante e ricercata”. Qualche cedimento del passato ad un eccesso di locuzioni prosastiche viene qui risolto in una diversa capacità di sintesi poetica, evitando cadute di ritmo e di musicalità del verso. Si pensi alle irte vie ancheggianti e alle salite che ansimano giustamente citate in prefazione da Francesca Luzzio quali esempi di antropomorfizzazione della natura. È un processo che impegna profondamente il poeta e che certamente non si esaurisce con gli esiti di questa raccolta.

Infatti, noi sappiamo che Antonino Schiera è persona instancabile in tutte le sue attività, compresa quella dello scrivere. E quindi lo attendiamo fiduciosi, a breve, alla prossima pubblicazione.

Biagio Balistreri

Recensioni – La poetessa Giovanna Fileccia scrive della mia terza raccolta di poesie Meditare e sentire (Il Convivio Editore)

MEDITARE E SENTIRE di Antonino Schiera

2019, Il Convivio Editore

Recensione di Giovanna Fileccia

Le vie traverse del meditare e del sentire

Ho conosciuto Antonino Schiera nel 2016 nella veste di collaboratore giornalistico: in quell’occasione mi intervistò durante la presentazione di uno dei miei libri a Villa Niscemi. Da quel momento è nata una stima reciproca e un dialogo costruttivo sulla letteratura in generale, e sulla poesia in particolare. Entrambi guardiamo alla poesia come a una cordicella che lega noi agli altri: come se le parole fossero i minuscoli fili che compongono la cordicella rendendola resistente e compatta. La poesia, come la cordicella, ci rende resistenti, compatti. Ci fortifica, ci salva quasi da noi stessi: un processo comune a chi, come noi, incide su carta le proprie paure, i propri dolori, le proprie emozioni più profonde. E, scrivendo, affiorano sentimenti comuni che appartengono a ogni essere umano.

Antonino_Schiera_e_Giovanna_Fileccia
Antonino Schiera e Giovanna Fileccia

Il titolo della silloge Meditare e sentire apre spiragli che indicano due vie. La prima verte sui percorsi umanistici della filosofia e della psicologia. Nella lirica Vestigia, Schiera scrive:“Pensoso trasudo poesie\ nelle fresche estati di montagna.\Echi pietrosi sulla montagna grande\rimbalzano su antichi fasti,\ridotti a vestigia di antica cultura\che dall’alto i pensieri domina.” Egli in questi versi ermetici sembra trasportarci in luoghi quasi sacri, dove la montagna diviene spazio ideale in cui ascoltare se stesso. Ma non solo, perché l’ascolto di un eco pietroso che arriva dall’alto, -ed è quindi divino-, fa sì che i pensieri appaiono ridimensionati. Ed ecco l’immensità della montagna trasudare poesia.

L’altra via che indica il titolo verte verso la consapevolezza: basterebbe, infatti che la e congiunzione fosse sostituita dalla è verbo. Sono certa che anche l’autore sarà d’accordo con me, perché ritengo che il meditare sia il sentire: l’essere sospesi dentro i propri pensieri, dentro i propri respiri che inevitabilmente fissano gli attimi, gli sguardi, le parole, le emozioni. Meditare e sentire: parole sulle quali potremmo scrivere un trattato sull’animo umano, un saggio che possa chiarirci come possiamo, noi esseri senzienti, approcciare alla parte più recondita del nostro “io”. Nella sua prefazione alla silloge la professoressa Francesca Luzzio associa la poesia di Antonino Schiera a quella di Giorgio Caproni: una poesia schietta, malinconica, piena di interrogativi, che traccia la ricerca del sé. A questo proposito riporto i versi iniziali della poesia con la quale Antonino apre il libro: Il cammino “Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta\ha scrostato i pensieri più reconditi,\ha lavato e diluito le ire ancestrali\di un uomo ferito più volte, ma mai domo.” Pochi versi che contengono tutto un percorso di ricerca, di un uomo che pur ferito non si è piegato alla sconfitta.

La poesia di Antonino è elegante e ricercata, in molte liriche ho trovato un verso che pur rivelando il suo mondo, in realtà risulta quasi indecifrabile a chi legge. La sua non è una poesia immediata, perché sofferta, pudica, nel senso che l’autore piuttosto che manifestare lo strazio che sente, costruisce attorno al dolore una corazza di metafore, aggettivi, avverbi per proteggersi e allo stesso tempo per abbracciarsi coccolarsi così da lenire le sue ferite profonde.

Egli all’inizio delle sue Riflessioni afferma che la poesia è “motore per la nostra esistenza”; e così come il motore è posto all’interno di una macchina, anche il mondo interiore sta nei pensieri, nelle sensazioni, e nel cuore, scrigno che muove i sentimenti che si auspica siano lasciati liberi di fluire. Ed è libero di fluire il mare, elemento principe, motore di rigenerazione energetica per la nostra vita sulla Terra. Schiera ha scelto proprio un panorama marino per la copertina di Meditare e sentire. Nell’osservare l’immagine della copertina si percepisce un senso di pace, di libertà, di armonia. Il mare è uno degli elementi in cui l’autore si rispecchia: ora “voce cristallina”, ora come “mare che abbraccia”. Ne Il mare d’inverno “Salsedine diventa” come energia capace di risanare ogni mancanza.

I poeti amano gridare in silenzio. Sono una voce che urla nel deserto: puoi urlare quanto vuoi e non saprai mai se qualcuno ti ascolta. Il bello della poesia è che chi urla a volte può essere ascoltato. Antonino, come molti poeti, urla, ma il suo dolore è contenuto, non trasborda, è come il mare che pur invadendo la spiaggia, poi, al largo ritorna.

Giovanna Fileccia

Terrasini, 9 ottobre 2019

Cenni biografici 

Giovanna Fileccia è l’inventrice di una nuova espressione artistica che ella stessa ha

La_poetessa_Giovanna_Fileccia
La poetessa Giovanna Fileccia

denominato POESIA SCULTURATA: opere tridimensionali che crea prendendo spunto dalle sue poesie. Per le sue opere tridimensionali utilizza materiali di recupero e materiali preziosi, e poi cartone e stoffe ma, soprattutto, gli elementi del mare tra cui sabbia e conchiglie. 

Ed. Simposium ha pubblicato tre suoi libri: “Sillabe nel Vento” (2012), “La Giostra dorata del Ragno che tesse” (2015) e “MARHANIMA Testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata”.

Il 22 settembre 2018 a Terrasini, ha dato lettura scenica di SCOSSA”: monologo con il quale si è classificata al primo posto al concorso “Va in scena lo Scrittore 2018” della FUIS, Federazione Unitaria Italiana degli Scrittori, Roma.

Ha donato l’opera AMORE A DUE VOCI, tratta dall’omonima poesia, a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a chiusura della mostra personale “EQUI – LI – BRIO?” inoltre la stessa poesia AMORE A DUE VOCI è musicata e interpretata dalla cantante torinese Antonia Piccirillo.

Le sue poesie “Tramuntu Spiranzusu” e “Iddi” sono inserite negli spettacoli teatrali diretti dal regista veneto Riccardo Michelutti e recitate al nord Italia da Rita Vita Marceca e Normanna Ferro.

Gestisce il blog: Io e il Tutto che mi attornia (https://giovannafileccia.wordpress.com/).

Ha ricevuto Riconoscimenti ed Encomi alla Cultura.

Ha presentato i suoi libri in molte sedi prestigiose tra cui: “Sillabe nel Vento” a Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato, “La Giostra dorata del Ragno che tesse” al Castello di Carini e “Marhanima” all’Arsenale della Marina Regia in collaborazione con la Soprintendenza del Mare.

Da anni i suoi scritti si classificano ai primi posti in premi letterari e concorsi artistici.

Attualmente Giovanna si divide tra lettura, scrittura e fabbrilità creativa; tra recital e mostre personali; tra silenzio e caos. Scrive: poesie, fiabe, racconti, articoli di interesse sociale e culturale, prefazioni e recensioni di libri. Creatrice presso “Segui la Giraffa”. Partecipa e organizza eventi culturali, recital, mostre, presentazioni di libri. Ideatrice e conduttrice di laboratori artistici per adulti e bambini.

Maggiori info su Google.