Recensioni – Marhanima, testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata della scrittrice Giovanna Fileccia (Ed. Simposium)

(nella foto in alto da sinistra a destra Francesco Ferrante, Alessandra De Caro, Antonino Schiera, Veronica Giuseppina Billone, Giovanna Fileccia)

Marhanima
Copertina

Al ritmo del vento.

E adesso voglio capire con gli occhi
e collegare gli occhi al cuore
e sentire il battito ad ogni palpito di ciglia.
Al ritmo del vento che porta
la sabbia tra le operose
mani creatrici di vita
guidate da pensieri
in scatole di cartone
da fili di corde
che si sciolgono
in versi d’amore.

Si apre con questi versi di Veronica Giuseppina Billone, poetessa e mente della casa editrice Simposium, il testo poetico Marhanima della scrittrice Giovanna Fileccia pubblicato nel 2017.

Giovanna Fileccia
La scrittrice Giovanna Fileccia

Mani d’acqua salata
abbracciano
baie e promontori
sussurrano alla terraferma
antiche memorie e
segreti in divenire

scrive Giovanna e aggiungo, che i versi nel loro incipit iniziale sono talmente musicali, chiari, lineari, ispirati che il mio compito si potrebbe esaurire qua. Proverò lo stesso, con il sigaro in bocca che diffonde, tra una tirata e l’altra, bluastri ed effimeri pensieri, a dare una mia impressione dell’opera peraltro impreziosita dalle prefazioni del compianto Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e della dirigente alla Sovrintendenza del Mare Alessandra De Caro. La psicoterapeuta Caterina Vitale ha invece curato la postfazione, offrendo ai lettori una sua personale e qualificata disamina dell’opera.

Il mare è l’elemento cardine della struttura narrativa che, nel suo dispiegarsi all’interno delle pagine del libro, tocca diversi temi quali, ad esempio, l’amore per il mare stesso, per gli elementi naturali, per le creature che lo popolano, per la vita in generale. Ma Giovanna Fileccia non si ferma qui e come l’antesignana di Greta Thunberg descrive nei sui versi la sofferenza del mare spesso violato dal cemento e dall'”olio nero”.

Colori che cambiano passando dal meraviglioso blu naturale, al già citato nero, fino a trasformarsi drammaticamente nel rosso sangue di naufraghi e di pescatori in pericolo, perché non sempre il mare è amorevole e calmo.

Veronica_Giuseppina_Billone.1
Veronica Giuseppina Billone

Nel suo descrivere gli abissi del mare la Fileccia sembra riuscire trasformarsi, idealmente, in un sottomarino che esplora le profondità marine fino a incontrare, citandolo nel testo, il leggendario Colapesce, che in una delle versioni siciliane è rimasto in fondo al mare, per sopperire alla mancanza di una delle tre colonne che reggono l’isola.

Il libro si legge come una canto lento, scandendo le parole e cercando di fissare nella mente gli innumerevoli tasselli dei quali è composto. Così da costruire un elemento che da liquido diventa solida e protettrice terra, che prova a ribaltare il concetto di mare infido, spesso pericoloso che nell’immaginario collettivo e nei racconti si fa strada.

Basti pensare a chi deve deve conviverci per lavoro, trovandosi pertanto in balia dei suoi umori, a chi lo teme perché lo vive come elemento estraneo rispetto alla quotidianità, un po’ come l’aria durante il volo. Uno stato meraviglioso, sia per il mare che per l’aria, che le paure ancestrali, dovute ad un’esperienza negativa, dovute a fattori esterni, relegano a momento di pura preoccupazione.

Pertanto Giovanna Fileccia ha il merito di riportare le cose al posto giusto, se consideriamo che nasciamo e ci riproduciamo nei primi mesi di vita in un ambiente liquido, se pensiamo che il primo atto di una nuova vita è quello di respirare aria vitale che poi, come il mare diventano elementi indispensabili per la nostra sopravvivenza

Giovanna_Fileccia
Giovanna Fileccia

Il brodo primordiale di questa alchimia magica, mi riferisco al fatto che Giovanna, riesce a riempire pagine su pagine di impressioni, sentimenti, emozioni, trova terreno fertile nel suo approccio creativo della vita che le permette di vedere il bene dove c’è il bene e di estrarre il bene dove potrebbero prevalere esclusivamente il male e la paura.

Infine qualche parola sulle opere tridimensionali che completano il concetto innovativo di Poesia Sculturata ovvero la trasposizione di alcune liriche a sculture create con materiali diversi: l’idea nasce, a mio parere, dalla necessità dell’autrice di toccare con mano le sue belle liriche, che divengono così da elemento puramente auditivo a elemento cenestetico, creando così un incontro simbiotico che arricchisce i lettori.

Antonino Schiera

Foto di Gruppo a Terrasini per Marhanima
Foto di gruppo al termine della presentazione di Marhanima del 14 dicembre 2019 a Terrasini

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