Recensioni – La docente, saggista e scrittrice Maria Elena Mignosi ha recensito la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru

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Maria Elena Mignosi Picone

La relazione che vi invito a leggere è stata realizzata da Maria Elena Mignosi, in occasione di un incontro pubblico che ho organizzato presso il Caffè del Teatro Massimo a Palermo, il 14 novembre 2017 per promuovere e fare conoscere al pubblico la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru. Per chi volesse acquistarne una copia può chiedere direttamente a me (telefono 3459716941) oppure potrà ordinarlo direttamente alla casa editrice cliccando su questo link.

Dopo la prima silloge di poesie, Percorsi dell’anima, Antonino Schiera ce ne offre un’altra, Frammenti di colore. La parola frammenti ci richiama subito un altro titolo, abbastanza diffuso e diventato ormai molto comune, Frammenti di vita. Ma questo, che egli ha scelto, rappresenta qualcosa di nuovo e, a dire la verità, anche di più poetico. In fondo i due titoli si equivalgono: il colore rappresenta la vita, però il suo titolo ci fa capire come egli veda la vita come colore, e questo significa che è un animo molto sensibile, e anche poetico; non è di tutti vedere la vita come colore.

Ora spesso noi siamo soliti associare ad esempio ad uno stato d’animo, un determinato colore. Basti pensare a quella bellissima canzone francese che cantava Edith PiafLa vie en rose, la vita in rosa. E noi subito ci immaginiamo una vita felice, serena. Qui però, nella poesia di Antonino Schiera c’è qualcosa di nuovo, e anche di più. Egli non dice: io sono sereno e perciò vedo rosa, ma il contrario: io vedo rosa (un’alba) e di conseguenza divento sereno.

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Un momento della presentazione al Caffè del teatro Massimo

E ancora di più. Adesso andremo a scoprirlo. Cominciamo con l’esaminare tre poesie: Campo di margherite, Africa e Notturno silente. In Campo di margherite scrive: “Fui ammaliato da una distesa di fiori, delicati e forti insieme, fatta di petali bianchi, l’infiorescenza gialla / lo stelo verde”. Ora l’effetto che questa visione fa sul suo animo: “Provai ad entrare, e fui pervaso da gioia e leggiadria”. Subentra una modificazione dello spirito. E ci vien da pensare alla sua prima silloge Percorsi dell’anima.

Ora andiamo alla poesia Africa: “Qui -dice il poeta- ci si sente migliori”: l’effetto, ma c’è di più: il poeta confida di avere provato “l’infinita gratitudine – dice – per quanto di bello ho visto”. In queste semplici parole c’è racchiusa una verità profondissima e importantissima, cioè che la contemplazione della bellezza suscita bontà, perché la gratitudine è espressione di bontà. Andiamo infine a Notturno silente, in cui dice: “In quel meraviglioso quadro l’oscurità era calata con la sua forza dirompente”, ora l’effetto: “La pace e la calma si impossessarono del mio essere”. E ancora addirittura, cosa che segna il vertice della modificazione dell’anima: “Mi assopii leggiadro in rispettosa contemplativa preghiera verso un mondo incantato”. La bellezza suscita la preghiera, il dialogo con il Creatore. Può suscitare anche la fede: ma insomma: chi le ha fatte tutte queste cose? Il mare, il cielo, il monte? Non certo mano d’uomo!

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Antonino Schiera e la copertina del libro Frammenti di colore

Ora da tutto questo scaturisce un messaggio, di cui forse magari lo stesso autore non è consapevole, che magari non si era prefisso, ma che noi ricaviamo da quanto detto sopra, e cioè che la bellezza genera bontà. E allora comprendiamo meglio e appieno la famosa frase di Dostojeski, tanto cara anche al Papa Giovanni Paolo II, e ora sulla bocca di tutti, e che sentiamo da tutte le parti, forse perché la gente ne avverte l’esigenza: La bellezza salverà il mondo.

Bellezza che può esserci in un paesaggio della natura, oppure in un’opera d’arte, in un quadro, in un scultura…nella poesia. La contemplazione eleva lo spirito, lo ingentilisce, lo migliora. Ecco perché l’arte, e il creato (il Creatore è l’Artista per eccellenza), nobilita l’uomo, ne libera, facendola emergere, quella bontà, che talora è sopita, come imprigionata nei condizionamenti della esistenza. Ad esempio tante volte in un ambiente nuovo non si dà spazio alla benevolenza che c’è dentro l’animo, magari per diffidenza. E gli artisti possono fare molto in questo senso, possono contribuire alla edificazione degli spiriti. La poesia, specialmente, che si fonda sulla parola che è comunicazione, è fondamentale. Non è passatempo! E’ responsabilità.

Ritornando al titolo, forse l’idea di intitolare questa sua silloge di poesie, Frammenti di colore, ad Antonino Schiera, che è palermitano e che per residenza, gravita sul meraviglioso golfo di Mondello, coi suoi stupendi paesaggi, col mare sempre cangiante, le albe, i notturni, la spiaggia, sia venuta proprio dalla osservazione e dalla ammirazione di quel luogo incantevole, ricco di colori, e se consideriamo la borgata marinara di Mondello paese, anche dagli odori, dai sapori, così intensi ed inebrianti.

E Antonino Schiera non è sensibile solo ai colori ma appunto anche agli odori, ai sapori, a tutte quelle piacevoli sensazioni che si provano in luoghi del genere.

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La bicicletta firmata dell’autore al tramonto di Mondello

Nella poesia Aurora il poeta scrive: “L’aurora in ogni suo incedere mattutino risveglia in noi / l’essenza della vita. / Luci, colori, suoni, odori, sensazioni pervadono il nostro sentire quotidiano”. Ne La notte si esprime così: “la notte come una coperta avvolge tutto. / I nostri pensieri si fanno cupi e profondi. / Le nostre sensazioni si placano e si focalizzano su noi stessi”. E’ il momento della interiorità.

In un’altra poesia Sapori d’autunno leggiamo: “Castagne, torte e vin novello / nell’inceder spedito di novembre”, in Terra bagnata: “L’odore della Terra bagnata / esala in questa giornata”. Colori, odori, sapori sono piacevolezze della vita, sono tocchi di allegria nel grigiore della esistenza. Sono i piaceri. E’ un tema gradevole, anche se è un’arma a doppio taglio perché, basta esagerare, che invece del miglioramento si ha il peggioramento. Però il nostro poeta non sconfina, si mantiene sempre nei limiti. Lo possiamo osservare nella poesia Erotica, in cui tratta il tema con misura, finezza ed eleganza. Non trascende mai.

Anche la sua espressione poetica è misurata, la forma è piana, chiara e lineare.

Osservando tutta la sua poesia e considerandola nel suo sguardo d’insieme, possiamo osservare che questa assume in generale una connotazione romantica, e ci trasporta nell’atmosfera di altri tempi. Ricorda un po’ la poesia dell’Ottocento o dei primi del Novecento, la poesia delle piccole cose, delle piccole grandi cose. Il fischio del treno, il tocco della campana, la panchina solitaria in riva al mare.

E’ la sua una poesia gradevole che ispira pace e serenità.

Non mancano comunque neanche i momenti bui dell’esistenza, le problematiche sociali di una certa gravità come l’emigrazione, la mancanza del lavoro, la dignità calpestata e vilipesa.

Tenerissime poi le poesie al figlio, Bimbo e Federico, in cui si dimostra un padre non egoista né possessivo: “Sei di te stesso, imberbe pargolo che nascesti. Non di tuo padre non di tua madre”. O un’altra poesia Muro in cui egli si rivede figlio in quel delicato momento del passaggio da fanciullo ad adulto, in cui si impone il distacco dalla madre per assumersi le proprie responsabilità: “Gravida di dolore, la mamma lo restituì al mondo” e aggiunge “Il ciclo vitale vuole che questo accada”.

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Antonino Schiera durante un reading poetico alla Real Fonderia di Palermo

Una poesia dunque quella di Antonino Schiera, variegata, come la tavolozza di un pittore. E ce l’ho ancora davanti agli occhi, quella di mia madre che spesso mi incaricava di andare a comprarle i colori. E mi ricordo ancora il Bianco d’argento, il Blu cobalto, il Marrone terra di Siena. Nel fare la presentazione di questo libro mi sono sentita proprio nel mio giardinetto!

Poesia come la tavolozza di un pittore. Con i più svariati colori, e con quelli anche nuovi che un pittore sa creare dalla combinazione di altri fondendoli insieme. Una fantasmagoria! Ma che risulta bella proprio dall’insieme di tutti i colori, i chiari e gli scuri, quelli smaglianti e quelli cupi. Dove la bellezza non è data solo dai colori vivaci o esaltanti, (sarebbe uniformità che non è bella), ma è data dal chiaroscuro!

Questo che cosa significa? Che la vita è sempre bella, comunque sia, e che la bellezza sta proprio nel chiaroscuro, in quel contrasto di momenti lieti e tristi, che intessono la nostra esistenza. Di tutti quei momenti che, come dice Antonino Schiera, sono Frammenti di colore!

Maria Elena Mignosi Picone

Protagonisti – Lucia Capizzi e Rosaria Cascio autrici del libro “La signora Lucia di Napoleon” – Navarra Editore [VIDEO]

La storia che vi sto per tratteggiare è tratta dal libro di recente pubblicazione “La signora Lucia di Napoleon – Storia di una donna” Navarra Editore le cui autrici sono Lucia Capizzi e la nuora Rosaria Cascio. A partire dall’anno 1946, possiamo immaginare la signora Lucia Capizzi, la protagonista, che in una fredda serata d’inverno o in un caldo pomeriggio dell’estate palermitana percorreva a piedi, un lungo tratto di strada, da sola o in compagnia, per andare a lavorare. Fin qui nulla di eccezionale, ma se contestualizziamo i fatti tenendo conto del periodo, della distanza dal luogo di lavoro e dalla mentalità che non vedeva di buon occhio le donne lavoratrici, ecco che la storia raccontata ha un grande valore emblematico.

 

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Lucia Capizzi e Rosaria Cascio

Rosaria Cascio che di professione è insegnante, particolarmente impegnata nel sociale, è la nuora della protagonista, a lei è venuta l’idea di dare vita alla pubblicazione: “Il libro narra la storia di vita di una donna qualunque, una vita anonima rispetto al fragore di tante altre esistenze. Eppure la forza e la tenacia di mia suocera mi hanno convinto subito dell’urgenza di raccontare e far conoscere la sua vicenda che ritengo emblematica. Una donna del popolo, senza studi, diventa fida consigliera di donne altolocate che a lei si affidano per le scarpe e gli abiti che indosseranno. Sono gli stessi indumenti e le stesse calzature che la ditta Spatafora acquista su suo consiglio per il suo punto vendita più prestigioso, il Napoleon, di cui la signora Lucia diventa direttrice. Viaggia per campionari, si relaziona con gli imprenditori più importanti, da Dior a Ferragamo. Fa la fortuna, con la sola forza del suo intuito, di una famiglia imprenditoriale siciliana. Una donna esemplare per i giovani e per chi pensa di non farcela. una storia scritta di proprio pugno da Lucia Capizzi ed arricchita da approfondimenti storici e dalla narrazione scritta dalla nuora, Rosaria Cascio”.

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Copertina del libro

Traggo testualmente dalla seconda di copertina del libro: “dall’ Arenella, ogni giorno percorre cinque chilometri a piedi per arrivare puntualissima, attraversando una città che, pur essendo la sua, è sconosciuta sia a lei che alle altre giovani di borgata che le danno compagnia, anch’esse donne lavoratrici che ambivano a un nuovo ruolo nella società del tempo. Dalla fame e dalla povertà all’ingresso nei cuori della nobiltà e della borghesia palermitana. E in quello dell’intera famiglia Spatafora che le affida la gestione , con carta bianca su tutto , delle sue linee più importanti, sia di calzature che di accessori e vestiario. lei accetta le sfide, consapevole dei suoi limiti ma forte delle sue capacità. E tratta con le grandi aziende di moda internazionali, viaggiando in aereo verso le capitali della moda – Parigi, Roma, Firenze – da Dalcò e Albanese a Ferragano, a Céline…”

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Al centro il dottor Francesco Anello durante una manifestazione culturale

La signora Lucia di Napoleon – Storia di una donna è stato presentato in anteprima assoluta il 25 luglio 2018 alla “Borghigiana” di Villa Mocciaro, nel quartiere Arenella di Palermo, “riscuotendo notevole successo nella borgata, la cui immagine è stata tratteggiata con dovizia di particolari”  così come detto dal presidente di Palermo Cult Pensiero dottor Francesco Anello organizzatore della presentazione stessa.

Antonino Schiera

 

 

 

 

 

Eventi – Calici di Poesie a Isnello: reading finale con i poeti Biagio Balistreri, Francesco Ferrante, Francesca Luzzio, Emanuele Drago e Lavinia Alberti

Si svolgerà domenica 23 settembre, alle ore 17, presso la Chiesa SS Annunziata, il pomeriggio finale della I° manifestazione poetica Calici di Poesie a Isnello, con la partecipazione dei poeti che si sono susseguiti nelle serate estive nel suggestivo borgo madonita.

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Il Maestro Antonio Sottile

Protagoniste saranno ancora una volta le poesie interpretate dagli autori all’interno del programma, che prevede la partecipazione del coro Anima Gentis diretto dal Maestro Antonio Sottile accompagnato dal pianista Antonino Fiorino e dalla soprano Gloria Grisanti. Prevista anche la mostra dei disegni dei bambini di Isnello che hanno impreziosito una delle serate poetiche con le loro libere interpretazioni colorate.

L’ideatore della manifestazione patrocinata dal Comune, il poeta palermitano Antonino Schiera, leggerà il suo monologo per Isnello a completamento del pomeriggio poetico.

Partner della manifestazione sono la Biblioteca di Isnello, il gruppo Siciliando e Manganello Arte Ceramiche di Collesano.

Ingresso libero

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Al centro il poeta Biagio Balistreri
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Il poeta Francesco Ferrante
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La poetessa Francesca Luzzio
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Il poeta Emanuele Drago
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La poetessa Lavinia Alberti

Eventi – La poetessa Lavinia Alberti è la protagonista della sesta serata di #calicidipoesieaisnello

Lavinia_AlbertiVenerdì 31 agosto giungerà alla sua sesta serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione della poetessa Lavinia Alberti. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 nel suggestivo anfiteatro naturale di piazza Santa Giovanna d’Arco, nel centro storico del paese madonita.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello.

A moderare l’incontro sarà, come sempre, il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello e dalla Biblioteca Comunale di Isnello.

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Uno scorcio di Isnello

Giunge così quasi a conclusione la serie di eventi poetici che ha avuto inizio il 6 luglio scorso con lo scrittore palermitano Gino Pantaleone. La serata conclusiva è prevista per il giorno 23 settembre quando tutti gli autori daranno vita ad un reading poetico, con la straordinaria partecipazione del coro Anima Gentis diretto dal maestro Antonio Sottile.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

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Eventi – Lo scrittore palermitano Emanuele Drago è il protagonista della quinta serata di #calicidipoesieaisnello.

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Emanuele Drago

Venerdì 24 agosto giungerà alla sua quinta serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione dello scrittore, poeta e storico palermitano Emanuele Drago. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 presso l’Auditorium del  Centro Sociale a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello.

A moderare l’incontro sarà, come sempre, il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello e dalla Biblioteca Comunale di Isnello.

Ricordiamo che media partner della manifestazione è il gruppo Siciliando: “questo gruppo nasce per raccontare la Sicilia piena di opere d’arte, di stupendi paesaggi , di un mare limpido, ma anche delle suoi piatti, delle sue ceramiche, delle sue poesie e storie, delle sue canzoni e della sua antica memoria, in una continua ricerca e scoperta del bello che la rappresenta e la fa Terra unica”, si legge all’interno della pagina facebook che conta quasi 60.000 iscritti.

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Il fondatore del gruppo Siciliando Vincenzo Perricone

Partner dell’evento poetico Calici poesie a Isnello è anche Manganello Arte Ceramiche Artistiche di Collesano.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – La poetessa madonita Francesca Luzzio è la protagonista della quarta serata di #calicidipoesieaisnello.

Francesca_Luzzio_poetessaGiovedì 2 agosto giungerà alla sua quarta serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione della poetessa madonita Francesca Luzzio. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza S. Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello.

Il pubblico presente potrà deliziare il proprio udito grazie alle performance musicale del gruppo Folk Studio e, grazie alla presenza dei bambini di Isnello che disegneranno la serata, si potrà vivere una serata davvero magica.

A moderare l’incontro sarà ancora una volta il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello e dalla Biblioteca Comunale di Isnello.Calici_poesie_a_Isnello_Francesca_Luzzio

Il pubblico presente avrà la possibilità di accompagnare la serata con un buon calice di vino fresco. I media partner di #calicidipoesieaisnello sono il gruppo culturale e turistico Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano. Al Bar Cambio è affidato il compito di curare la degustazione dei vini.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – Il poeta palermitano Nicola Romano è il protagonista della terza serata di #calicidipoesieaisnello.

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Nicola Romano

Venerdì 20 luglio giungerà alla sua terza serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione del poeta palermitano Nicola Romano. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza S. Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello. A moderare l’incontro sarà ancora una volta il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello e dalla Biblioteca Comunale di Isnello.Nicola_Romano_poeta_foto_di_Mario_Virga

Il pubblico presente avrà la possibilità di accompagnare la serata con un buon calice di vino fresco. I media partner di #calicidipoesieaisnello sono il gruppo culturale e turistico Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano. Al bar delle querce è affidato il compito di curare la degustazione dei vini.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – Il poeta e scrittore palermitano Francesco Ferrante è il protagonista della seconda serata di #calicidipoesieaisnello.

Calici_di_poesie_a_Isnello_Francesco_FerranteVenerdì 13 luglio giungerà alla sua seconda serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello con la partecipazione del poeta e scrittore palermitano Francesco Ferrante. L’appuntamento per tutti è fissato alle ore 21.30 a piazza S. Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dal suono del marranzano e dalla lettura di brani storici, che si rifanno alle antiche tradizioni di Isnello. A moderare l’incontro sarà ancora una volta il poeta e scrittore palermitano Antonino Schiera, ideatore dell’evento estivo, che ricordiamo è patrocinato dal Comune di Isnello.

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Francesco Ferrante

Il pubblico presente avrà la possibilità di accompagnare la serata con un buon calice di vino fresco. I media partner di #calicidipoesieaisnello sono il gruppo culturale e turistico Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano. Al bar di Isnello Pink Panther, conosciuto per le sue specialità, è affidato il compito di curare la degustazione dei vini.

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca qui.

Ingresso libero

Eventi – Calici di Poesie a Isnello, prende il via il 6 luglio [VIDEO]

Calici_di_poesie_a_Isnello_generalePrenderà il via il 6 luglio prossimo, la prima edizione dell’evento culturale Calici di Poesie a Isnello, con la partecipazione del poeta e scrittore Gino Pantaleone che declamerà le sue poesie alle ore 21.00, in piazza Santa Giovanna d’Arco, accompagnati dalla chitarra di Luca Di Martino e con la possibilità di degustare un buon calice di vino fresco.

L’ideatore e promotore dell’iniziativa è il poeta palermitano Antonino Schiera, che avrà il compito di condurre e moderare tutte le serate.

Un percorso letterario che si svilupperà nei mesi di luglio e agosto e che prevede una serata conclusiva il 23 settembre, con la partecipazione di tutti i poeti coinvolti, del coro Anima Gentis, diretto dal maestro Antonio Sottile e dello scrittore e poeta Biagio Balistreri che ha aperto l’estate culturale di Isnello lo scorso 28 aprile, con la presentazione del suo romanzo epistolare “L’inquilino della casa sul porto” edito da Spazio Cultura.

Gli altri poeti protagonisti delle serate estive a Isnello, con orario di inizio previsto alle ore 21.00 sono: Francesco Ferrante il 13 luglio, con l’accompagnamento del marranzano o scacciapensieri suonato dal piccolo Daniele Ferrante; Nicola Romano il 20 luglio; Francesca Luzzio il 2 agosto, con la partecipazione del gruppo musicale Folk Studio e dei bambini di Isnello; Emanuele Drago il 24 agosto, presso il Centro Sociale del paese; Lavinia Alberti il 31 agosto.

Durante le serate è previsto anche un momento di rievocazione storica attraverso la lettura di testi, che riguarda gli antichi mestieri, le arti e le tradizioni del paese madonita.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Isnello, che consapevole delle potenzialità delle bellezze architettoniche, degli angoli suggestivi offerti dal paese, ha fortemente voluto questa manifestazione culturale che sarà itinerante all’interno del territorio comunale. Saranno pertanto affisse nel paese e sui social network, le locandine che indicheranno il luogo preciso dove si svolgerà l’incontro serale con il poeta di turno.

Alla kermesse poetica sono collegate due iniziative. La prima riguarda la possibilità di scattare fotografie da parte di chiunque abbia voglia di partecipare, artisti e poeti compresi, che andranno veicolate attraverso Facebook e Istantgram con l’hashtag #calicidipoesieaisnello.

Colori_che_divengono_traccia_a_IsnelloLa seconda iniziativa invece è rivolta ai bambini di Isnello che avranno la possibilità di partecipare a due eventi poetici per potere disegnare liberamente sui fogli, ciò che la spontanea creatività suggerirà loro. L’iniziativa sarà illustrata ai genitori e ai bambini dall’Assessore alle Attività Sociali e allo Sport Anna Agostara, durante un incontro pubblico al Centro Sociale di Isnello, il 10 luglio alle ore 17.00.

Partner della manifestazione Calici di Poesie a Isnello, sono l’associazione culturale Siciliando di Palermo e Manganello Ceramiche Artistiche di Collesano.

Antonino Schiera

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Recensioni – L’inquilino della casa sul porto di Biagio Balistreri

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Biagio Balistreri e Antonino Schiera

Si è svolta nei locali delle Suore Collegine a Isnello, il giorno 28 aprile scorso, la presentazione del romanzo epistolare del poeta e scrittore Biagio Balistreri “L’Inquilino della casa sul porto” – Spazio Cultura Edizioni.

Il giornale L’Ora ne ha dato notizia

Erano presenti oltre all’autore, Antonino Schiera poeta e scrittore che ha relazionato; il Sindaco di Isnello Marcello Catanzaro; il Vice Sindaco Antonio Carollo; l’Assessora Anna Agostara; l’editore Nicola Macaione.

Nel dibattito che si è aperto si è parlato di vari temi legati al libro di Biagio Balistreri ed

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Nicola Macaione e Marcello Catanzaro

in particolare della peculiarità del romanzo epistolare moderno con alcuni riferimenti ad autori del passato.  Ma anche della volontà dell’amministrazione comunale di Isnello di promuovere altre iniziative culturali come questa che ha visto protagonista il poeta e scrittore Biagio Balistreri.

Per gli appassionati di libri, riporto la relazione nella sua originale interezza, così come l’ho letta durante la presentazione.

L’inquilino della casa sul porto di Biagio Balistreri (Spazio Cultura Edizioni) – Relazione di Antonino Schiera

Biagio Balistreri è nato a Roma, ma vive da trent’anni a Palermo, città di di origine della sua famiglia. Giornalista pubblicista dal 1986, ha pubblicato quattro libri di poesie: Respiro l’aria del Sud, Generazioni, Tracce, Il Fabbricante di Parole.

Un suo racconto, Il ficus di piazza Marina”, è stato pubblicato in Raccontiamo Palermo – Nuova Ipsa Editore, Palermo, 1997.

Con un suo omaggio a Guttuso è presente nel Catalogo della mostra del pittore, organizzata dalla Provincia di Siracusa nel 2001.

Inoltre si occupa di recensioni e tra le tante annovera quella che ha realizzato per il mio primo libro di poesie “Percorsi dell’Anima” nell’anno 2014. Ricopre anche il delicato e importante compito di direttore editoriale per la casa editrice Spazio Cultura di Palermo, il cui titolare è il nostro Nicola Macaione, qui presente.

Naturalmente ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi. Ne cito uno per tutti, quello assegnatogli al libro di poesie Il Fabbricante di parole dal Premio Nazionale Arenella 2015.

Il libro del poeta e scrittore Biagio Balistreri L’inquilino della casa sul porto (Spazio Cultura Edizioni), che andiamo oggi a presentare, è un romanzo epistolare ovvero è un particolare tipo di romanzo che non ha un ritmo narrativo diretto, quindi non è incentrato su un racconto con annessi dialoghi, ma si affida allo scambio di lettere tra personaggi.

Nel romanzo epistolare la storia viene esposta attraverso testi di lettere. Epistula, in latino, significa appunto “lettera”, pertanto il narratore usa le lettere per mostrare le diverse prospettive dei personaggi rispetto alle vicende, e la molteplicità di stili nella loro corrispondenza. Oppure per dare una voce più particolare a un unico personaggio, e servirsi così del monologo in forma epistolare e così mettere in scena le vicende da un punto di vista insolito.

Il romanzo epistolare, per essere definito tale, non deve essere per forza costituito soltanto da lettere. L’autore dell’opera può comunque intervenire sulla narrazione per spiegare o collegare fra loro le lettere raccolte. Nel caso de L’inquilino della casa sul porto, l’autore, il narratore, interviene, ma lo fa in punta di piedi e con delicatezza all’inizio e alla fine del libro. Pertanto possiamo classificarlo come romanzo “con cornice”, una cornice molto delicata e tenue. Per completezza nella mia breve esposizione, ricordo che i romanzi epistolari che si sviluppano esclusivamente attraverso le lettere, sono definiti “senza cornice”. Ne sono un esempio le “Lettere persiane”, opera di Montesquieu il quale sfrutta lo scambio epistolare come escamotage per criticare la società francese del ‘700.

La tecnica epistolare, nella letteratura, risale all’epoca classica: già duemila anni fa Ovidio, con Le Eroidi, si metteva nei panni di ventuno celebri donne della mitologia, da Elena a Didone, e firmava a loro nome lettere d’amore in versi.

Il fiorire della fiction epistolare in prosa giunge nel Seicento e soprattutto nel Settecento, con capisaldi della cultura occidentale come le già citate Lettere persiane di Montesquieu e Giulia o la nuova Eloisa di Rousseau.

Nel 1774 Goethe pubblica I dolori del giovane Werther, romanzo di enorme successo, scritto anch’esso in forma epistolare.

L’Ottocento vede poi importanti commistioni fra lo stratagemma epistolare e il romanzo gotico: si pensi al Frankenstein di Mary Shelley e Dracula di Bram Stoker, ambedue progettati come raccolte di lettere e annotazioni diaristiche.

Altri esempi di romanzi epistolari rimasti nella storia: Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo del 1798; Storia di una capinera del nostro autore siciliano Giovanni Verga scritto nel 1871. Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci pubblicato nel 1975.

Ma adesso serve tornare nuovamente all’attualità e atterrare idealmente nel qui ed ora per dare la giusta risonanza ed importanza al nostro autore, Biagio Balistreri, e alla sua opera che vede protagonisti tre personaggi dei quali due non hanno un nome ed il terzo, una donna, si chiama Tindarella. I primi due sono l’inquilino della casa e il suo giovane amico.

L’inquilino della casa sul porto scrive ad un giovane amico, ricevendone risposta, in un dialogo che assume la forma intimistica tipica di un romanzo basato sullo scambio di lettere.

Sono tanti gli elementi di spunto e di riflessione che Biagio Balistreri ha incastonato, più o meno consapevolmente, azzardo, nel suo libro, in quanto ritengo che il linguaggio poetico ed i fini ragionamenti dell’autore scaturiscono da una spontanea e naturale predisposizione. Un incontro virtuale, pertanto, di prosa e poesia intellettiva.

Potrei, pertanto, partire dalla copertina che è stata realizzata dalla figlia di Biagio Balistreri, Federica. Un grazioso acquerello che rende bene l’immagine che si presentava agli occhi dell’inquilino, che non aveva nemmeno bisogno di affacciarsi per godere di questo paesaggio. Cito dal libro: “Ad affascinarmi fin dal primo istante fu la vista che da quelle stanze si godeva: uno smisurato panorama che abbracciava tutto il vasto golfo, delimitato ai lati da due alti promontori”.

Potrei, con l’occhio curioso del bambino, soffermarmi sulle citazioni che il nostro amico autore ha voluto inserire nella prima pagina del suo libro. Quasi a volere idealmente accompagnare per mano il lettore, verso le poetiche, spinose ed impervie riflessioni contenute nelle lettere che seguono, nel suo libro. In queste citazioni vi si trova traccia di Pier Paolo Pasolini, William Shakespeare e Italo Calvino e magari dopo, se lo vorrà Biagio Balistreri ci dirà perché li ha scelti.

Rischio di rimanere pietrificato a causa di questo condensato di celebrità letterarie che disegnano un ampio arco temporale: l’antico che riemerge grazie alla memoria ed il nuovo che si affaccia grazie all’opera e agli occhi di una giovane pittrice in erba.

Ma ecco che prepotentemente si affacciano le prime pagine del libro del quale devo parlare brevemente e non esaustivamente, pena tirata di orecchie dell’autore e dell’editore, per ovvie ragioni. Ovvero non posso svelare tutti gli aspetti del libro per non togliere il piacere della scoperta di chi vorrà leggerlo.

L’andamento del libro si contraddistingue per una scrittura elegante, evocativa che spesso fa emergere l’animo poetico dell’autore.

Nell’incalzare e alternarsi di lettere, vengono toccati vari temi che andavo segnando a matita nelle pagine del libro durante la mia lettura, appunti che vi leggo testualmente:

  • L’effetto del tempo sul significato delle parole.
  • L’importanza della parola e quindi della comunicazione.
  • È un libro che fa riflettere profondamente su vari temi quali possono essere l’amore, la solitudine, lo scorrere del tempo, la rinascita, la gelosia, la sensibilità, l’immaginazione.
  • Alchimia d’amore, intesa in senso universale, che soltanto la lettura completa del libro può svelare.

Se decidete di acquistare il libro, e ve lo consiglio, non porterete a casa semplicemente una storia raccontata attraverso le lettere dei protagonisti, bensì un concentrato di perle di saggezza, frutto del pensiero e della penna del mio amico Biagio Balistreri, al quale dedicherei un meritato applauso.

(Antonino Schiera)