Il Salto della Quaglia – Festival di Sanremo al tempo del Coronavirus: era proprio necessario? [VIDEO]


Ciao come racconto nel video, l’articolo che ti invito a leggere si intitola Festival di Sanremo al tempo del Coronavirus: era proprio necessario?

Festival di Sanremo al tempo del Coronavirus: era proprio necessario?

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Ti consiglio un libro – La percentuale dell’angelo (Algra editore) romanzo dello scrittore e promotore culturale Orazio Santagati.

La percentuale dell’angelo di Orazio Santagati – Recensione di Antonino Schiera
Copertina de La percentuale dell’angelo di Orazio Santagati

«Con un’imprevista e fulminea intuizione, capii che quel testo misterioso, La percentuale dell’angelo, aveva a che fare proprio con il tempo e la memoria. E mi parve di ricordare il senso che fino a quel momento mi era sfuggito». Inizio la mia recensione riportando la breve sintesi, che l’autore ha inserito nella quarta di copertina di questa sua nuova opera.

Analizzando il testo è facile intuire che l’elemento tempo ha un ruolo fondamentale nel dipanarsi del romanzo, insieme all’intuito, all’amore, alla passione, all’azione, al mistero. L’autore nel suo racconto dispone nel grande tavolo della vita una serie di elementi che spingono il lettore a giungere alla fine del libro, perché finalmente venga districato l’intreccio, la matassa di avvenimenti insiti nella storia.

Orazio Santagati oltre che ad essere scrittore è anche aforista e nel racconto questa sua caratteristica viene messa in risalto, grazie al perfetto incastro di alcuni suoi aforismi che in questo caso risultano articolati e ben strutturati: <<La vita biologica è un desiderio in respirazione, che si manifesta attraverso la circolazione sanguigna, negli spasmi muscolari, negli umori dell’affetto. La vita è rivelazione e soppressione di emozioni, energia attiva e reattiva che si esprime in un ricordo non ancora evocato…>>.

Gerico Mancini e Isabel sono i protagonisti principali del romanzo che, tra un avvenimento e l’altro, vivono una meravigliosa storia d’amore di quelle che tutti noi vorremmo entrasse a fare parte della nostra vita. Molti sono gli elementi autobiografici che l’autore spennella, utilizzandoli come fine cesellatore nella creazione del personaggio, che risulta pertanto essere realistico. Realismo e una buona dose di fantasia, invenzioni e creatività che convivono perfettamente nel romanzo. Del resto Orazio Santagati ci aveva già abituati, nel suo precedente romanzo Ericlea edito da Castelvecchi, a vivere una storia immaginifica unita a elementi realistici.

Frederick Forsyth noto come autore di spy-story come Il giorno dello sciacallo e Il quarto protocollo, è uno dei miei autori viventi preferiti. Il riferimento nasce dal fatto che nella lettura del romanzo di Orazio Santagati, ho più volte piacevolmente vissuto sensazioni e atmosfere simili a quelle create dallo scrittore britannico. Un motivo in più per inserire La percentuale dell’angelo nella biblioteca del cuore dopo attenta lettura.

Il Salto della Quaglia – Teatro: culla della cultura. Riflessioni tra passato e presente. [VIDEO]


Teatro: culla della cultura. Riflessioni tra passato e presente di Antonino Schiera

Ciao come racconto nel video, l’articolo che ti invito a leggere si intitola Teatro: culla della cultura. Riflessioni tra passato e presente.

Per leggere il mio articolo sul giornale on-line clicca qua.

Antonino Schiera, un autore attento che sa osservare.

Ringrazio sentitamente la scrittrice Giovanna Fileccia che ha voluto intervistarmi nel suo blog Io e il Tutto che mi attornia.

GIOVANNA FILECCIA Io e il Tutto che mi attornia

Intervista a cura di Giovanna Fileccia

Scrittore, poeta e promotore culturale. Attento osservatore del vasto panorama letterario, culturale e non solo. Analitico nel trattare argomenti di attualità. Lo scorso anno, insieme a Marianna La Barbera, ho avuto il piacere di presentare la sua terza raccolta poetica Meditare e sentire . Il Convivio 2019, (il video qui). Antonino Schiera cura il suo blog Riflessioni d’autore all’interno del quale molti di noi artisti siamo protagonisti. La mia idea di intervistare Antonino Schiera parte dal voler dare voce a un autore che molto si spende per gli altri. Quindi lo ringrazio per aver accettato di giocare a io chiedo e tu rispondi e inizio con la prima domanda:

Antonino, per te la poesia è una meta, un viaggio o un punto di partenza?
La tua è una domanda che si presta a diverse interpretazioni e mi piace risponderti che in fondo…

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Ti consiglio un libro – La gondola dei folli (Spazio Cultura) di Franca Alaimo [VIDEO]

Video introduttivo alla mia recensione del romanzo La Gondola dei folli di Franca Alaimo

Copertina

Delf è una cittadina olandese circondata dai canali, nota anche per le ceramiche blu e bianche, che sorge a sud del paese dei tulipani. Venezia, denominata anche la Serenissima, è la ben nota città dei ponti e dei canali sui quali si affacciano palazzi monumentali e gotici. Ma cosa unisce le due città nel romanzo La gondola dei folli della scrittrice palermitana Franca Alaimo? La risposta la potrete trovare all’interno del libro edito da Spazio Cultura e preferisco non svelarla per non togliervi il gusto della scoperta di un libro che, attraverso la narrazione, accompagna il lettore nelle suggestive atmosfere della città lagunare, nell’arco temporale costituito da tre notti.

Il racconto ricamato con eleganza da Franca Alaimo è una sorta di magico excursus storico temporale che ha come protagonista una ragazzina, Franziska, che incontra nottetempo alcuni personaggi e artisti del passato. Si instaura, così, un dialogo con loro, che ne mette in evidenza le paure, le frustrazioni e alcune verità nascoste, con una veloce incursione nel presente, quando la ciurma di amici incontra idealmente, perché lo cita, uno scrittore contemporaneo, Guglielmo Peralta.

Il romanzo di Franca Alaimo è una sorta di veloce analisi psicologica collettiva che nasce dal profondo amore verso l’arte di Franziska, interesse ereditato dal padre il professore Arturo Meneghetti. Non mancano i riferimenti alla famiglia quando nel racconto compare il barattolo di vetro a forma cilindrica di Elsa, la nonna della protagonista, che nella storia rappresenta il deus ex machina, tanto caro agli autori delle tragedie greche, che toglie dagli impicci Franziska e gli altri. Il racconto di Franca Alaimo ha anche il pregio di far vivere o rivivere al lettore le atmosfere della laguna veneziana con precisi riferimenti toponomastici e per chi ama i pittori fiamminghi, come me, offre un importante riferimento artistico degno di essere approfondito.

Molto interessante, infine, è la scelta della copertina del libro che raffigura un quadro di Casimiro Piccolo di Calanovella, Spiriti elementali in barca, scelta azzeccata che tradisce le origini siciliane di Franca Alaimo, permettendoci così una sorta di volo pindarico pittorico, da nord a sud, da un periodo storico ad un altro, che assume carattere di arricchimento della conoscenza dei lettori.

Antonino Schiera

Il Salto della Quaglia – Il mondo si è fermato e la zuppa di plastica. [VIDEO]


Il mondo si è fermato e la zuppa di plastica di Antonino Schiera ne Il Salto della Quaglia

Ciao come spiego nel video, l’articolo che ti invito a leggere si intitola Il mondo si è fermato e la zuppa di plastica. Il titolo dell’articolo è in parte provocatorio e le mie considerazioni conducono ad un’interessante riflessione della psicologa palermitana Rosangela Piazza. Non prima, però, di avere parlato della zuppa di plastica qualcosa di nuovo che sta creando grossi problemi al nostro pianeta.

L’articolo contiene al suo interno una chicca, ovvero la possibilità di leggere un mio monologo dal titolo Guerra intestina che ha come protagonista quel mostriciattolo che abbiamo battezzato coronavirus. Clicca sul link che segue per leggermi. Grazie e arrivederci.

Buona lettura, clicca qua.

L’angolo di Cettina Giallombardo – Ficarra paese siciliano dei Nebrodi e Antonino Schiera, un incontro poetico.

Il giorno 19 settembre del 2020 si è svolta all’interno di Palazzo Milio nel meraviglioso paese di Ficarra in provincia di Messina, la presentazione della mia terza raccolta di poesie Meditare e Sentire (Il Convivio Editore – 2019). Promotrice e moderatrice dell’evento culturale è stata la professoressa Cettina Giallombardo. A lei vanno i miei personali ringraziamenti, ma anche i miei complimenti per quanto di importante ha già sviluppato nel territorio e nella scuola dove insegna e per quanto ha in mente di fare, in virtù di un reale e sincero interesse verso i libri e le arti in generale. Apprezzabili iniziative che si innestano perfettamente con la vocazione turistica e culturale di Ficarra e del territorio circostante. Ringrazio anche la scrittrice, professoressa Antonella Ricciardo Calderaro che è intervenuta con una apprezzata disamina delle poesie e la professoressa Nunziatina Raffaele brava interprete delle stesse. Il pomeriggio culturale ha visto la gradita partecipazione del sindaco Gaetano Artale e dell’assessore alla cultura Mauro Cappotto. Il tutto con la preziosa organizzazione di Rosetta Messina, Tiziana Rasizzi, Giovannino Ridolfo, Emilia Rossorollo del locale ufficio turistico. A seguire pubblico una interessante riflessione di Cettina Giallombardo.

Antonino Schiera


Nell’anno appena trascorso, a causa dell’emergenza coronavirus, siamo stati costretti a cambiare le nostre abitudini e il nostro stile di vita.
Dopo un periodo in cui tutto si è fermato, io ritengo che ognuno di noi abbia percepito in modo chiaro quali siano le cose importanti della vita.
Confrontandomi con parecchie persone, ho scoperto che in quei mesi si è letto moltissimo, cosa che ho fatto anch’io e tra le tante letture ho appreso che c’è un’arte giapponese chiamata Kintsugi – letteralmente riparare con l’oro – che consiste nell’incollare i cocci della ceramica con lacche e metalli preziosi. Le crepe degli oggetti non vengono nascoste, ma diventano di valore. Per oggetti unici, che portano i segni della propria vita. Ecco, io credo che dopo il virus saremo tutti come quegli oggetti preziosi. Feriti, ma più consapevoli e più forti.
Fortunatamente nei mesi estivi, con tutte le precauzioni e il rispetto massimo delle regole, la cultura ha ripreso a circolare nelle piazze, nelle ville, nei palazzi dove le presentazioni di libri hanno costituito dei momenti entusiasmanti e di grande interesse. Uno di questi momenti è stato quello vissuto nel mese di settembre del 2020 a Ficarra, con il poeta e scrittore Antonino Schiera.
Ficarra è un piccolo borgo sui Monti Nebrodi che ha fatto della cultura, dell’arte e delle tradizioni un fulcro fondamentale, un caposaldo su cui basare il proprio futuro. Ficarra è il paese in cui ha soggiornato per molti mesi Giuseppe Tomasi di Lampedusa insieme ai cugini Piccolo di Calanovella, per sfuggire ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. In questo luogo ricco di paesaggi incantevoli, di angoli di storia inesplorati, di personaggi caratteristici della società contadina del tempo, Giuseppe Tomasi ha trovato diversi elementi sviluppati poi nel suo romanzo capolavoro, Il Gattopardo.

Ficarra vantava l’esistenza di un convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco (detto oggi Convento dei Cento Archi), che ospitava la seconda biblioteca di Sicilia dopo Palermo, con ottocentoventotto volumi. A Ficarra, tra le tante opere d’arte, possiamo ammirare una statua dell’Annunziata di Antonello Gagini e un polittico della scuola di Antonello da Messina. A Ficarra possiamo trovare ancora moltissimi palazzi nobiliari con grandi saloni, arricchiti dagli stemmi delle varie casate, circondati da vicoli stretti  e pittoreschi. E in uno di questi palazzi, appunto, in un’atmosfera di fine estate molto suggestiva, si è svolto l’incontro con Antonino Schiera.
Il poeta è stato a Ficarra per presentare la sua silloge Meditare e sentire edita da Il Convivio nel 2019, una raccolta di versi che ben si sono allineati, come in una osmosi, con il magico paesaggio circostante: verdi vallate che incontrano il mare, pale di fico d’india che resistono alla siccità, discese che picchiano, salite che ansimano. La sua poesia in cui la natura e il paesaggio veicolano forti emozioni, è un percorso di ricerca dedicato ai temi dell’amore. Un sentimento, questo, che viene declinato in tutte le sue varianti: dagli elementi naturali agli aspetti del quotidiano, dalla riflessione su se stessi alle relazioni con gli altri e con il mondo.
Le sue composizioni fanno immergere il lettore in atmosfere particolari che conducono alla contemplazione della natura e all’esaltazione della vita. 

Un incontro veramente interessante, dunque, all’insegna di quella poesia che tocca direttamente le corde del cuore.

Cettina Giallombardo

Galleria fotografica del pomeriggio culturale a Ficarra

Il Salto della Quaglia – Cultura e social network: progressione o regressione?

Cultura e social network: progressione o regressione?

Ciao come spiego nel video, l’articolo che ti invito a leggere si intitola social network: progressione o regressione? Puoi ben immaginare che la domanda è molto attuale, in quanto a livello planetario moltissimi di noi utilizziamo i social network per i più svariati e talvolta originali motivi. Continua pertanto la mia collaborazione con il sito d’informazione Il Salto della Quaglia diretto da Angelo Barraco. Clicca sul link che segue per leggermi. Grazie e arrivederci direi.

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Il Salto della Quaglia – Inizia la mia collaborazione con il sito di informazione culturale diretto da Angelo Barraco.

Ciao c’è un detto che dice l’Epifania tutte le feste porta via ed in effetti è proprio così, in quanto la giornata del 6 gennaio rappresenta la fine di un lungo periodo di feste e ricorrenze, che ha il culmine nella notte di San Silvestro che rappresenta l’addio al vecchio anno e il benvenuto al nuovo.

Angelo Barraco

Fatta questa premessa, per quanto mi riguarda, la fine di qualcosa rappresenta l’inizio di qualche altra cosa, ed il titolo di questo post è esplicito. Si sa che la vita e le decisioni sono prese e sono influenzate dagli incontri. Uno dei miei recenti incontri è avvenuto con il giornalista Angelo Barraco, conosciuto tramite la poetessa e mia amica Lavinia Alberti. Da questo incontro nasce una nuova collaborazione, spero proficua per tutti, con il sito d’informazione Il Salto della Quaglia.

Una delle cose che mi ha convinto ad iniziare la collaborazione con Il Salto della Quaglia, oltre al bel dialogo che si è instaurato con il direttore, è la constatazione di quanto riportato nella sezione CHI SIAMO del sito. Per comodità di lettura ne riporto la parte iniziale: Il SaltodellaQuaglia.com è un sito web d’informazione online in lingua italiana fondato e diretto dal giornalista Angelo Barraco ed è totalmente indipendente da influenze politiche o commerciali. IlSaltodellaQuaglia.com nasce come luogo virtuale in cui è possibile leggere storie, racconti e approfondimenti narrati dai diretti interessati. Una nuova prospettiva sul mondo, lontana dalla decrescita infelice, in cui è abituata a rassegnarsi la pancia dell’informazione contemporanea.

Immagine tratta dal mio articolo

Pertanto è con grande piacere che ti invito a leggere il mio primo articolo che ha per titolo: la cultura al tempo del covid: riflessioni.

Grazie per l’attenzione e come sempre ti auguro buona lettura e a presto.

Protagonisti – Buon Anno 2021 e grazie a tutti i protagonisti e i lettori del mio blog [VIDEO]

Come da tradizione pubblico un mio breve video di auguri per tutti gli amici del blog e a seguire le fotografie più significative di questo anno 2020 appena trascorso.

Buon Anno 2021 da Antonino Schiera

Guarda il video da You Tube

Galleria Fotografica 2020

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Le mie poesie – Viandante derelitto

Viandante derelitto© di Antonino Schiera

Moderno viandante che lasci alle spalle
una vita passata tra pianti di dolore e fame atavica.

Enorme massa d'acqua
che allontana la fatica di respirare,
polverosi piedi dopo l'ennesima traversata,
occhi intrisi di lacrime.

Barchetta fragile nel destino
al quale ti porge verso occidente
ed i marosi che fanno paura
ma che indicano la strada verso la giustizia.

Ammasso di carne umana e di urla,
di donne e di bambini
e gli uomini a tirar le corde, 
ad alzar le fruste, altri a capo chino.

Resto in vita perché i miei occhi
vogliono ancora vedere la luce
il mio viso, sentire la carezza
di una mano che asciuga le mie lacrime.

L'alternarsi ritmico del sole e della luna, 
disordinato del vento e della quiete 
mi colgono accoccolato tra braccia,
che non so se sono le mie.

Infine la terra che offre il suo abbraccio
a volte liberatorio, a volte mortale
tra un sorriso per la ritrovata libertà
ed un pianto saturo di nostalgia.
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Recensioni – Raccolta di poesie Meditare e Sentire di Antonino Schiera (Il Convivio Editore), recensione dello scrittore, storico Emanuele Drago

Emanuele Drago

Appare subito evidente nella nuova silloge del poeta Antonino Schiera dal titolo Meditare e Sentire una dicotomia tra due diverse tendenze che caratterizzano il suo modo di poetare. Da un lato una dimensione se così si può dire “descrittiva”, che predilige l’esteriorità e l’osservazione della natura, mentre dall’altro un poetare più propriamente verticale che tende a dar voce al proprio stato d’animo e al proprio vissuto esistenziale. Ora è proprio questa seconda dimensione, che molto spesso viene solo allusa, sfiorata e mai portata alle estreme conseguenze che lascia intravedere nella sua poetica di Schiera un mondo non ancora pienamente espresso ed esplorato. Insomma, il lettore ha la sensazione di trovarsi davanti alla punta dell’iceberg di una interiorità che solo improvvisi guizzi e lampi lirici lasciano intravedere. Dunque, come già detto, da un lato la poesia di Schiera, che non segue una vera e propria metrica ma dei versi liberi che prediligono tuttavia le anafore o ossimorici nonsense, è descrittiva e pone al centro la natura e l’analisi delle cose (il crepuscolo, la risacca del mare, la descrizione del lago e del profumo della zagara) mentre dall’altro si contraddistingue talvolta per l’uso di immagini sovrapposte che solo apparentemente sembrano vivere una vita propria, ma che in realtà trovano la propria ragion d’essere nell’animo e nell’intenzionalità del poeta. Dunque, a mio avviso, non è tanto il meditare che rende interessante l’evoluzione della sua poesia, ma per il sentire che dal meditare si genera. Mi spiego meglio: è come la poesia di Schiera acquisisse potere e forza lirica proprio quando cerca di superare la mera osservazione della natura; insomma, quando trasforma la natura in pretesto, in specchio, in palinsesto della propria anima; o ancora meglio, quel palcoscenico che egli finisce per piegare e curvare a quelle che sono le intime esigenze della propria interiorità. Ed è qui, a mio avviso, che la poetica di Schiera cerca di andare oltre, rifuggendo dal rischio sempiterno della banalità descrittiva. Si tratta di movimento verticale, o fintamente orizzontale (come accade ad esempio nella lirica Pale di fico d’India) nel quale quell’interiorità molto spesso sottaciuta riesce a manifestarsi in una plastica immagine della natura. Allora, più che nelle riflessioni moralistiche o moraleggianti la poesia di Schiera svela il suo carattere nascosto allorquando cerca di “scorticare” un angolo della propria interiorità, sebbene ancora con quell’eccessivo contegno di una sofferenza sottaciuta, o nascosta spesso in una soggettività impersonale (Il buio). In tal senso interessanti sono alcune espressioni che rivelano questa sofferenza sottaciuta e solo lambita (“intanto il vento insidia il mio tepore già dispersoVolto di donna; “Meglio che sparisca nelle nebbie della desolazioneDesolazione; “una giovinezza evaporata nei primordi/salgo sull’altare di un monastero nefastoVista sul mare; “pensoso trasudo poesieVestigia; o in quel mirabile inizio di In Riva al Lagonuvola mi sento o forse ancora nuvola sono, inseguo una nuova alba, un nuovo tramonto e poi un’alba ancora pallida e un tramonto rosso”; “inebriato dall’ebbrezza dei fumi del vino redento dai peccati / dono a te mio simile umanoide quanto ho da regalare perché totalmente mioIdentità). Ed è in queste espressioni, in queste impennate, in questa inaspettata verticalità terminologica che il poeta a mio avviso lascia intravedere ciò che potrebbe ricavare dal pozzo della propria angoscia. Perché è quando cerca di “complicarsi” in questa disperata lotta con la propria parte più intima che la poesia di Schiera rivela una espressività terminologica che appare potenzialmente ancora fruttuosa.

Emanuele Drago

Recensioni – Raccolta di poesie Grovigli di un passato di Marisa Briguglio (Armenio Editore – 2019) a cura di Antonino Schiera

Copertina

L’anima mia. La notte scese su di me,/ l’oscurità avvolse l’anima mia./ Ogni suono era spento./ Buio tutto intorno./ Sentivo il cuore battermi forte come se volesse uscire dal mio petto./ Battiti assordanti di atroce dolore…

Inizio la mia recensione riportando i primi versi che aprono la raccolta di poesie Grovigli di un passato di Marisa Briguglio, che catapultano immediatamente il lettore in un mondo in cui la sofferenza e il dolore vengono evidenziati dalla sensibilità dell’autrice, che affida ai suoi versi il compito di rappresentarli. Nella raccolta di poesia ricorre spesso il sostantivo anima che la poetessa evidenzia nel suo mondo, caratterizzato dal rapporto amorevole e servizievole con i suoi cari ed in particolare con la nipote Paola Raffaele, autrice dei disegni contenuti all’interno del libro. Sono sentimenti che non si esauriscono nell’ambito familiare, ma che esondano, come un fiume in piena, all’esterno attenzionando le persone che necessitano di amorevoli cure, non soltanto attraverso la sua presenza, ma anche attraverso iniziative nel mondo associazionistico, finalizzate al miglioramento della qualità della loro esistenza.

Riporto la definizione di anima tratta dall’Enciclopedia On-Line Treccani: nell’accezione più generica, come del resto nella coscienza comune, è il principio vitale dell’uomo, di cui costituisce la parte immateriale, che è origine e centro del pensiero, del sentimento, della volontà, della stessa coscienza morale. Insisto su questo tema in quanto nelle poesie di Marisa Briguglio, non si assiste semplicemente ad una sorta di martellante ritornello rafforzativo di un concetto, piuttosto ad un desiderio di straniamento, finalizzato ad affermare che l’uomo e la donna non sono fatti di solo corpo, ma anche di sogni, desideri, percezioni, viaggi. Il tutto finalizzato a rendere meno nitido, meno forte il dolore insito nell’esistenza.

Una poetica che ha una funzione catartica, legata al vissuto e al sentire dell’autrice, ma anche una funzione di tipo sociale in quanto il lettore viene sensibilizzato a prestare la giusta attenzione a temi quali la solidarietà e l’assistenza.

L’autrice dedica la sua opera ai suoi genitori Rosa e Nino e li cita rispettivamente nella poesia Il Silenzio e Un sorriso, ma non li chiama per nome quasi volendo avocare a se l’onere di ricordare a tutti i figli di rispettare e amare i propri genitori.

Un altro tema toccato dall’autrice nei suoi versi è la rinascita favorita dal trascorrere del tempo e non è un caso che viene sottolineata nei versi conclusivi nella poesia L’anima mia, anche se la vera protagonista è la notte che spavalda e invadente acuisce il dolore (vedi i primi versi riportati all’inizio della recensione) e poi… Mi addormentai/ vidi mari agitati e lontani./ Il giorno ritornò./ L’anima mia era ancora avvolta nell’oscurità/ Più passavano le ore,/ più mi sentivo/ distrutta,/ tormentata,/ vuota di ogni colore./ Solo con il tempo,/ ho intravisto sprazzi di luce/ per amore della vita./ L’anima mia è rinata.

Marisa Briguglio e Paola Raffaele

L’animo sensibile di Marisa Briguglio non poteva non partorire una poesia legata a una delle nefandezze che più ha caratterizzato e caratterizza purtroppo ancora, la storia dell’uomo: la guerra. Ne parla nella poesia Venti di guerra. Sento arrivare venti di guerra,/ venti lontani/ che distruggeranno tutto con n le loro mani./ Non sento parlare dell’umanità/ ormai rassegnata,/ che cammina nella terra bagnata/ dal suo stesso pianto,/ perché teme/ di non vedere il domani…

La raccolta di poesie è suddivisa in quattro sezioni: squarcio, donne, battiti, dolori, sorrisi ed è arricchita dai disegni di Paola Raffaele. Alla fine di tanto ascoltare, desiderare di sconfiggere il dolore, desiderare di aiutare il prossimo, osservare il male che ci circonda che può essere anche rappresentato dall’indifferenza, attraverso i suoi versi liberi punteggiati da rime sparse, l’autrice si congeda dai suoi lettori con una poesia che rappresenta un invito all’ottimismo, che si ancora fortemente al desiderio di un futuro migliore. E lo fa con la poesia dal titolo:

Un sorriso:

Un sorriso inaspettato,
che ti toglie il fiato,

Un sorriso di un bambino,
che illumina il suo viso
di luce immacolata.

Un sorriso di un padre,
che per ogni sofferenza cancellata
racchiude coraggio e fierezza alla vita ingrata.

Un sorriso sincero,
svestito di ogni cattiveria,
di ogni forma di costrizione
bello da donare ma anche da ricevere.
Un sorriso libero.
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Le mie poesie – Ustica di Antonino Schiera

Ustica© di Antonino Schiera

L'abbraccio, il forte abbraccio con il tuo mare
rende la terra, gli uomini, il verde radioso.
Di un nero pece che tutto attira.
Un'isola può essere una prigione,
ma anche una pista di decollo
verso pensieri, innovazioni, scoperte, verso la libertà!

Gramsci accogliesti perché in altre terre indesiderato.
Gli occhi salati e increspati del marinaio,
tra rughe e piaghe dolenti si impietosirono
e le parole buttate al vento di intellettuali venuti da lontano,
poterono decollare, tra le increspature del mare
e gli improvvisi cambi di vento.

Lassù le torri di avvistamento sul crinale della roccia 
forgiata dal vulcano, con i capelli al vento
e pagine, pagine, pagine svolazzanti a guardare il sole.
All'alba di un'epoca posta alla berlina,
alla mercé di genti democratiche
che parlavano altre lingue e pensavano in maniera diversa.

Al tramonto di un nuovo giorno perduto, ormai alle spalle.

Clicca su questo indirizzo web per acquistare copia della mia raccolta di poesie Frammenti di colore

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Copertina della mia seconda raccolta di poesie Edizioni La Gru – 2016

Le mie poesie – Terra bagnata di Antonino Schiera

Terra bagnata © di Antonino Schiera

L'odore della terra bagnata
esala in questa giornata di pioggia estiva.

I pini e le querce smettono di alitare 
permeando a sé la frescura dell'acqua.

Propaggini montuose costellate di rivoli
nutrono la terra verso valle. 

Cambia il percepire dei movimenti, 
lo sfregar sviolinante dei grilli e delle cicale.

Il silenzio cala ovattato sulla serenità di giovani e vecchi. 

Un caffè al bar di questa nuova alba
punteggiata dalla pioggia e dai sorrisi
dell'imminente sereno.

Clicca su questo indirizzo web per acquistare copia della mia raccolta di poesie Frammenti di colore

Copertina della mia seconda raccolta di poesie Edizioni La Gru – 2016
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