Recensioni – La poetessa Giovanna Fileccia scrive della mia terza raccolta di poesie Meditare e sentire (Il Convivio Editore)

MEDITARE E SENTIRE di Antonino Schiera

2019, Il Convivio Editore

Recensione di Giovanna Fileccia

Le vie traverse del meditare e del sentire

Ho conosciuto Antonino Schiera nel 2016 nella veste di collaboratore giornalistico: in quell’occasione mi intervistò durante la presentazione di uno dei miei libri a Villa Niscemi. Da quel momento è nata una stima reciproca e un dialogo costruttivo sulla letteratura in generale, e sulla poesia in particolare. Entrambi guardiamo alla poesia come a una cordicella che lega noi agli altri: come se le parole fossero i minuscoli fili che compongono la cordicella rendendola resistente e compatta. La poesia, come la cordicella, ci rende resistenti, compatti. Ci fortifica, ci salva quasi da noi stessi: un processo comune a chi, come noi, incide su carta le proprie paure, i propri dolori, le proprie emozioni più profonde. E, scrivendo, affiorano sentimenti comuni che appartengono a ogni essere umano.

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Antonino Schiera e Giovanna Fileccia

Il titolo della silloge Meditare e sentire apre spiragli che indicano due vie. La prima verte sui percorsi umanistici della filosofia e della psicologia. Nella lirica Vestigia, Schiera scrive:“Pensoso trasudo poesie\ nelle fresche estati di montagna.\Echi pietrosi sulla montagna grande\rimbalzano su antichi fasti,\ridotti a vestigia di antica cultura\che dall’alto i pensieri domina.” Egli in questi versi ermetici sembra trasportarci in luoghi quasi sacri, dove la montagna diviene spazio ideale in cui ascoltare se stesso. Ma non solo, perché l’ascolto di un eco pietroso che arriva dall’alto, -ed è quindi divino-, fa sì che i pensieri appaiono ridimensionati. Ed ecco l’immensità della montagna trasudare poesia.

L’altra via che indica il titolo verte verso la consapevolezza: basterebbe, infatti che la e congiunzione fosse sostituita dalla è verbo. Sono certa che anche l’autore sarà d’accordo con me, perché ritengo che il meditare sia il sentire: l’essere sospesi dentro i propri pensieri, dentro i propri respiri che inevitabilmente fissano gli attimi, gli sguardi, le parole, le emozioni. Meditare e sentire: parole sulle quali potremmo scrivere un trattato sull’animo umano, un saggio che possa chiarirci come possiamo, noi esseri senzienti, approcciare alla parte più recondita del nostro “io”. Nella sua prefazione alla silloge la professoressa Francesca Luzzio associa la poesia di Antonino Schiera a quella di Giorgio Caproni: una poesia schietta, malinconica, piena di interrogativi, che traccia la ricerca del sé. A questo proposito riporto i versi iniziali della poesia con la quale Antonino apre il libro: Il cammino “Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta\ha scrostato i pensieri più reconditi,\ha lavato e diluito le ire ancestrali\di un uomo ferito più volte, ma mai domo.” Pochi versi che contengono tutto un percorso di ricerca, di un uomo che pur ferito non si è piegato alla sconfitta.

La poesia di Antonino è elegante e ricercata, in molte liriche ho trovato un verso che pur rivelando il suo mondo, in realtà risulta quasi indecifrabile a chi legge. La sua non è una poesia immediata, perché sofferta, pudica, nel senso che l’autore piuttosto che manifestare lo strazio che sente, costruisce attorno al dolore una corazza di metafore, aggettivi, avverbi per proteggersi e allo stesso tempo per abbracciarsi coccolarsi così da lenire le sue ferite profonde.

Egli all’inizio delle sue Riflessioni afferma che la poesia è “motore per la nostra esistenza”; e così come il motore è posto all’interno di una macchina, anche il mondo interiore sta nei pensieri, nelle sensazioni, e nel cuore, scrigno che muove i sentimenti che si auspica siano lasciati liberi di fluire. Ed è libero di fluire il mare, elemento principe, motore di rigenerazione energetica per la nostra vita sulla Terra. Schiera ha scelto proprio un panorama marino per la copertina di Meditare e sentire. Nell’osservare l’immagine della copertina si percepisce un senso di pace, di libertà, di armonia. Il mare è uno degli elementi in cui l’autore si rispecchia: ora “voce cristallina”, ora come “mare che abbraccia”. Ne Il mare d’inverno “Salsedine diventa” come energia capace di risanare ogni mancanza.

I poeti amano gridare in silenzio. Sono una voce che urla nel deserto: puoi urlare quanto vuoi e non saprai mai se qualcuno ti ascolta. Il bello della poesia è che chi urla a volte può essere ascoltato. Antonino, come molti poeti, urla, ma il suo dolore è contenuto, non trasborda, è come il mare che pur invadendo la spiaggia, poi, al largo ritorna.

Giovanna Fileccia

Terrasini, 9 ottobre 2019

Cenni biografici 

Giovanna Fileccia è l’inventrice di una nuova espressione artistica che ella stessa ha

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La poetessa Giovanna Fileccia

denominato POESIA SCULTURATA: opere tridimensionali che crea prendendo spunto dalle sue poesie. Per le sue opere tridimensionali utilizza materiali di recupero e materiali preziosi, e poi cartone e stoffe ma, soprattutto, gli elementi del mare tra cui sabbia e conchiglie. 

Ed. Simposium ha pubblicato tre suoi libri: “Sillabe nel Vento” (2012), “La Giostra dorata del Ragno che tesse” (2015) e “MARHANIMA Testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata”.

Il 22 settembre 2018 a Terrasini, ha dato lettura scenica di SCOSSA”: monologo con il quale si è classificata al primo posto al concorso “Va in scena lo Scrittore 2018” della FUIS, Federazione Unitaria Italiana degli Scrittori, Roma.

Ha donato l’opera AMORE A DUE VOCI, tratta dall’omonima poesia, a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a chiusura della mostra personale “EQUI – LI – BRIO?” inoltre la stessa poesia AMORE A DUE VOCI è musicata e interpretata dalla cantante torinese Antonia Piccirillo.

Le sue poesie “Tramuntu Spiranzusu” e “Iddi” sono inserite negli spettacoli teatrali diretti dal regista veneto Riccardo Michelutti e recitate al nord Italia da Rita Vita Marceca e Normanna Ferro.

Gestisce il blog: Io e il Tutto che mi attornia (https://giovannafileccia.wordpress.com/).

Ha ricevuto Riconoscimenti ed Encomi alla Cultura.

Ha presentato i suoi libri in molte sedi prestigiose tra cui: “Sillabe nel Vento” a Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato, “La Giostra dorata del Ragno che tesse” al Castello di Carini e “Marhanima” all’Arsenale della Marina Regia in collaborazione con la Soprintendenza del Mare.

Da anni i suoi scritti si classificano ai primi posti in premi letterari e concorsi artistici.

Attualmente Giovanna si divide tra lettura, scrittura e fabbrilità creativa; tra recital e mostre personali; tra silenzio e caos. Scrive: poesie, fiabe, racconti, articoli di interesse sociale e culturale, prefazioni e recensioni di libri. Creatrice presso “Segui la Giraffa”. Partecipa e organizza eventi culturali, recital, mostre, presentazioni di libri. Ideatrice e conduttrice di laboratori artistici per adulti e bambini.

Maggiori info su Google.

Presentazioni – Cerchi ascensionali di Francesca Luzzio a Castelbuono

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Cerchi Ascensionali a Castelbuono

Continua il tour di presentazioni che vede impegnata la poetessa Francesca Luzzio nella promozione della sua ultima opera dal titolo Cerchi Ascensionali, una raccolta di poesie pubblicata di recente da il Convivio Editore di Giuseppe Manitta.

L’autrice incontrerà i lettori venerdì 20 settembre 2019, alle ore 17.30 a Castelbuono in provincia di Palermo, nella sala delle Capriate che si trova nella Biblioteca Comunale all’interno del complesso Badia di Santa Venera. Da sottolineare il Patrocinio del Comune di Castelbuono, della Biblioteca Comunale e la fattiva collaborazione della poetessa castelbuonese Cinzia Pitingaro.

Relatore sarà il professore Guglielmo Peralta, moderatrice Luciana Cusimano Presidentessa dell’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono, che al nostro blog dice “Siamo molto lieti di accogliere e ospitare presso la nostra Biblioteca Comunale la poetessa Francesca Luzzio. La presentazione della sua ultima silloge poetica, Cerchi ascensionali, sarà un’occasione di accostamento alla bellezza e alle potenzialità del verso che tutte le corde sa toccare. Percorreremo un itinerarium mentis a partire dal sè, per passare alla duplice natura umana-crogiolo di bene e male- fino all’osservazione di una società imbarbarita che non deve perdere la Speranza di puntare verso l’alto. Come in una rinnovata Commedia, ogni componimento di ogni Cerchio è un passo che la poetessa compie verso il più auspicabile degli approdi. Un sentito grazie a Francesca Luzzio per il garbo e lo stile che la contraddistingue e rappresenta.”

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Luciana Cusimano

In precedenza il libro è stato presentato in due occasioni a Palermo a Villa Malfitano a cura dell’Associazione Culturale Dante Alighieri e presso il Liceo Classico Garibaldi e in un’altra data nella cittadina di origine della poetessa Montemaggiore Belsito.

Il libro di poesie è stato recensito recentemente dalla poetessa Maria Elena Mignosi Picone, recensione che potrete leggere cliccando in questo link:

Recensione di Cerchi Ascensionali

Per conoscere meglio la poetessa Francesca Luzzio CLICCA QUA

Eventi – La poetessa Cinzia Pitingaro è la protagonista della terza serata di #calicidipoesieaisnello 2019.

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Da sinistra a destra Giuseppe Manitta, Rosario Mazzola, Cinzia Pitingaro, Luciana Cusimano

Venerdì 19 luglio giungerà alla sua terza serata il percorso culturale #calicidipoesieaisnello 2019, con la partecipazione della poetessa castelbuonese Cinzia Pitingaro. L’appuntamento per gli appassionati di poesia, è fissato alle ore 21.30 a piazza Santa Giovanna d’Arco a Isnello.

Anche in questa occasione protagonista assoluta della serata sarà la poesia, impreziosita dalle musiche del Maestro Alessandro Barrovecchio (violinista) e del Maestro Nicola Rocco (fisarmonicista).

Moderano la serata il poeta Antonino Schiera e la presidente dell’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono Luciana Cusimano.

Francesca Luzzio, Giuseppe Manitta
Da sinistra Francesca Luzzio, Giuseppe Manitta

Avrete modo di conoscere una poetessa che sta riscuotendo un notevole successo grazie ai tanti premi poetici ricevuti ma anche per via dell’ultima sua produzione letteraria  dal titolo Come cristalli di sale – Il Convivio Editore che è stato presentato il 13 luglio scorso, presso l’atrio della Badia a Castelbuono. L’incontro è stato moderato dal giornalista Rosario Mazzola, direttore del periodico Suprauponti, con l’intervento oltre che dell’autrice, di Giuseppe Manitta, editore e critico letterario, di Francesca Luzzio, poetessa e critica letteraria e di Luciana Cusimano.

Si ringraziano per la collaborazione il Comune di Isnello la Proloco di Isnello, il gruppo Siciliando, l’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono.

 

 

Galleria fotografica dell’incontro del 12 luglio con Biagio Balistreri

 

Per conoscere l’intero programma che, ricordiamo si sviluppa nei mesi di luglio, agosto e settembre clicca quiIngresso libero

Recensioni – Gocce, raccolta di poesie di Lavinia Alberti a Isnello #calicidipoesieaisnello

Si è svolta il giorno 8 giugno 2019 nella Biblioteca Comunale di Isnello, la presentazione della raccolta di poesie Gocce di Lavinia Alberti edita da Controluna. L’autrice ha già presentato la sua raccolta in due occasioni a Palermo, ma era naturale che lo facesse anche nel paese madonita per due motivi: il primo è legato alle origini dei nonni di Lavinia, che sono nati a Isnello; il secondo motivo è legato al fatto che Lavinia Alberti è una delle poetesse che ha partecipato alla kermesse culturale #calicidipoesieaisnello.

In questo post potrete leggere a seguire l’intervento della poetessa durante il suo incontro con il pubblico a Isnello che ringrazio per essere intervenuto numeroso e attento. Sentiti ringraziamenti vanno all’amministrazione comunale, in particolare al sindaco Marcello Catanzaro e all’assessora Anna Agostara; alla biblioteca e alla proloco che ha offerto un rinfresco. Ringrazio Francesca Luzzio poetessa, e saggista che ha relazionato la raccolta di poesie. Ringrazio la bravissima e piena di energia ed entusiasmo Luciana Cusimano, che ha contribuito all’organizzazione e ha interpretato alcune poesie di Lavinia Alberti. Ringrazio particolarmente Giacomo Scognamillo fotografo, “musicante” e da 30 anni presidente e frontman dell’Associazione Culturale Gruppo Popolare OPRA, autore delle bellissime fotografie che ha scattato in occasione della presentazione.

Fotografie Giacomo Scognamillo

 

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PRESENTAZIONE GOCCE – ISNELLO 8.6.19

GENESI RACCOLTA

“Gocce”. E’ questo il titolo che ho scelto per la mia prima silloge poetica.

Si tratta di una raccolta scritta di getto, nei primi mesi del 2018, di un lavoro che nasce da una profonda esigenza interiore, da una pulsione intima e recondita, dal desiderio di dar sfogo ad esperienze di vita vissuta e a sentimenti contrastanti: delusioni, nostalgie, attese, speranze e malinconici ricordi. Tutto è nato quasi improvvisamente, come del resto è per tutti i fatti della vita (o quasi), in un piovoso giorno di febbraio. E’ lì che ho sentito un forte bisogno, direi una necessità, un’urgenza di esprimermi, di raccontare e raccontarmi, di dare “in pasto” al mondo il mio sentire, il mio vivere, i miei sentimenti più nascosti.

Un vero e proprio scorrere dei miei pensieri, o, come si direbbe a proposito di Virginia Woolf un “flusso di coscienza” che è entrato dentro di me, senza sapere cosa ne sarebbe stato di questi versi.

E’ così che a partire da vissuti quotidiani, quasi con cadenza fissa, come un rintocco delle campane, questa abitudine è diventata qualcosa di più che affidare a una penna la propria visione del mondo; si è tramutata poco a poco in un modo di essere, un canale privilegiato d’espressione, in una fonte di nutrimento per la mia anima.

La poesia è dunque un canale liberatorio e purificatorio, un modo per puntare alla conoscenza di sé ed essere onesti con se stessi, per vivere più da vicino le proprie zone di luce (consce), ma soprattutto le proprie zone d’ombra (inconsce).

Per me la stesura di questa raccolta è stata importantissima per conoscere e riconoscere meglio queste mie due parti. Ho compreso a fondo come dagli inciampi, dagli avvenimenti improvvisi, sia possibile veramente svelarsi; sono questi ultimi infatti che ci permettono di svelare noi stessi e i meandri della nostra anima. Se la nostra vita fosse un sentiero in pianura non soltanto sarebbe noiosa, ma non potremmo neanche irrobustire i nostri muscoli e la nostra resistenza, che tradotta nella quotidianità mi piace definire come “resilienza”, ossia la capacità di trasformare ogni cosa che ci succede in qualcosa di costruttivo per la crescita della nostra personalità. Questa raccolta rappresenta per me la metafora di tutto questo, di un percorso di maggiore conoscenza di sé e degli altri.

L’intento con questo mio lavoro è stato ed è quello di trasmettere un frammento del mio mondo interiore, che percepisco come molto più vasto di quello esteriore (un po’ come un pozzo in cui a primo impatto si coglie solo l’esterno della muratura, poi sporgendosi un po’ la sua profondità smisurata che si perde nel buio).

La stesura di queste poesie mi ha dato l’opportunità di riflettere e comprendere con una maggiore consapevolezza e saggezza, che tutto ciò che ci accade ha una funzione e una ragione ben precisa, finalizzata alla nostra crescita interiore, anche se noi non riusciamo a comprenderla immediatamente. E’ una raccolta che nasce da un percorso di chiaroscuri vissuto intensamente nell’arco di breve tempo, che mi ha cambiata profondamente creando un nuovo equilibrio interiore. Per questo attribuisco alla poesia una funzione salvifica, catartica. Per me rappresenta una terapia dell’anima, un cantuccio simbolico in cui rifugiarmi, un luogo nel quale posso riversare in ogni momento della mia vita tutto ciò che sento. In Gocce c’è tutto questo.

E’ una silloge in cui c’è anche la voglia di riscatto, di rinascita…di trasmettere al lettore che ogni sofferenza, ogni inquietudine, ogni microtrauma esistenziale può essere trasformato in qualcosa di bello, meraviglioso, se solo lo si vuole; io l’ho fatto con la poesia, strumento che mi ha permesso di armonizzare la mia vita.

In questo senso il titolo che ho scelto per la raccolta rispecchia molto la mia interiorità, il mio sentire: goccia dopo goccia infatti, queste poesie sono venute alla luce, quasi giorno dopo giorno, dopo uno sguardo, una parola, un incontro, una situazione vissuta. Tutto questo è stato linfa vitale per me. E’ per me, oggi più che mai, un’onda emotiva che si rinnova ogni giorno!

Lavinia Alberti

 

Fotografie di Giacomo Scognamillo

Recensioni – Maria Elena Mignosi Picone riguardo la raccolta di poesie di Francesca Luzzio Cerchi Ascensionali (Il Convivio Editore)

Ricevo e pubblico volentieri l’intervento recensione della poetessa, saggista e docente Maria Elena Mignosi Picone, alla presentazione di martedì 04 giugno presso il Liceo Garibaldi di Palermo della raccolta di poesie Cerchi Ascensionali di Francesca Luzzio.

Francesca Luzzio

Cerchi ascensionali

Il Convivio Editore

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Maria Elena Mignosi Picone

Francesca Luzzio con questo titolo dato alla sua silloge di poesie, “Cerchi ascensionali”, ci introduce evidentemente in un’atmosfera di positività, perché l’ascendere è positivo, il discendere è negativo. E si ascende dal male al bene o dal bene al meglio. Infatti nel primo e terzo cerchio la poetessa tratta del male, nel secondo e nel quarto, invece, del bene. Di fronte al male, nelle sue varie gradazioni, specialmente quelle più gravi, ella rimane sbigottita e senza parole. In una poesia dedicata al compianto Mario Luzi, così si esprime: “…tu che conosci ormai il mistero, / dimmi, è proprio questa / la Poesia che Dio pose nelle cose?”, e in un’altra: “Tu, mio Dio, vedi il mondo, la gente / e forse sai / perché tanto sangue / sparso come niente /…io non so, sono incapace / di scoprire / il senso di tanto soffrire”. E qui si avverte in lontananza l’eco del Leopardi, della poesia “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, nei suoi interrogativi carichi di mistero: “Dimmi, o luna: a che vale / al pastor la sua vita, / la vostra vita a voi? / dimmi: ove tende / questo vagar mio breve / il tuo corso immortale”? Oltre l’eco del Leopardi avvertiamo, nella poesia di Francesca Luzzio, anche l’eco di Dante, appunto nei Cerchi, che ci ricordano la struttura della Divina Commedia, delle bolge dell’Inferno, dei gironi del Purgatorio, del Paradiso.

Quest’ascesi, dunque, che è essenzialmente spirituale, per comprenderla basti pensare alla distinzione che facevano i Latini tra homo e vir. Il trasformarsi da homo, che segue l’istinto, l’impulso, a vir, che segue le virtù, che si sa dominare, è ascendere. E ascendere nell’uomo equivale a trasumanare, cioè andare oltre l’umano. C’è una poesia che porta proprio questo titolo “Trasumanare”, ed è dedicata alla madre. In questa scrive: “con lei comincio la festosa danza…/ saliamo i..gradini ed insieme voliamo /… lasciamo il corpo e trasumaniamo”. In un’altra poesia dal titolo molto significativo, “Evaporazione esistenziale” dedicata al padre, leggiamo: “…l’anima evapora leggera / né il corpo mio la trattiene”.

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Francesca Luzzio

Nel primo Cerchio Francesca Luzzio incentra la sua attenzione sul male, però quello comune un po’ a tutti, che in genere proviamo nella vita di ogni giorno; mali lievi, in un certo senso, che sono piuttosto dovuti alla fragilità umana, come la stanchezza, nella fatica del vivere, la noia, nella monotonia della quotidianità, l’incomprensione, nella comunicazione con gli altri, l’ingratitudine, e via dicendo. Nel terzo cerchio il male assume una valenza più drammatica e tragica; la poetessa prende in considerazione i gravi fenomeni che si verificano nel mondo: la guerra, la violenza; è il male con spargimento di sangue e soppressione della vita. Ed ella si rivolge, con un tratto carico di umanità, direttamente alle vittime: ai migranti, ai deportati, ai disoccupati, alle donne offese e violentate, ma anche alle vittime di calamità naturali, ai terremotati, e pure agli sfrattati. A tutta quella umanità dolente alla quale è vicina con cuore di madre, sentendo come sua la sofferenza degli altri. Sono versi molto delicati e commoventi, come altrettanto delicati, ma intrisi di gioia e amore, sono quelli dedicati agli affetti familiari nel secondo Cerchio: ai genitori, al marito, alla figlia; ai nipotini e a parenti vari, non dimentica nessuno. Non manca neanche l’amore verso il paese natìo, Montemaggiore Belsito, e verso la città dove si è trasferita, Palermo. Né tralascia il pensiero verso gli amici, nel campo della cultura, come Elio Giunta e Giorgio Barberi Squarotti. Sono versi di una dolcezza ineffabile, che esprimono tutto l’amore di cui la nostra poetessa è circondata, amore che anche lei dà senza misura, e con tanta tenerezza. “…mio ascensionale amore”. Amore umano che le dà tanta gioia e pienezza di vita: “La brillante allegria / che i miei gioielli / umani e veri / mi sanno sempre dare”. Un amore così profondo che talvolta non ha bisogno neanche di parole perché il silenzio stesso è eloquente e si vive in un’atmosfera che trascende il tempo perché si assapora la dimensione dell’eterno: “Non serve parlare: vivo l’eternità!”. Talora, quando i suoi nipotini sono partiti, una riflessione si affaccia alla sua mente: “La stasi non è fine / è attesa, preludio di nuova felicità”. In questo Cerchio, pregnante dell’amore più profondo come è quello familiare, Francesca Luzzio si sente ascendere (il mio ascensionale amore) a qualcosa di più alto. E’ qui che ella getta i semi della trascendenza: il gusto dell’eterno.

La terrestrità allora si colora di celestialità. Il terrestre e il sublime si intrecciano e si fondono in un moto ascensionale. L’amore infatti è preludio, in anime sensibili e profonde, di ardori trascendentali, di vera ascesi, umana e spirituale. L’essere umano, sotto l’effetto dell’amore, comincia quasi a divinizzarsi. Affermava il filosofo greco Aristotele che l’uomo è animale razionale, animale perché ha in comune con gli animali l’anima sensitiva, ma ha in più l’intelletto e la volontà, e la coscienza, che costituiscono l’anima spirituale, lo spirito. Ora l’ascesi consiste nel coltivare lo spirito, nel valorizzare le potenze spirituali in modo tale che il risultato sia appunto il vir, dei Latini, l’uomo di carattere, il vero uomo.

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Copertina del libro

E si comincia col coltivare l’animo con tutto ciò che è bello, ad esempio con la musica, l’arte, la natura, tutte cose prettamente umane e terrene che, però, come sosteneva Giovanni Paolo II, (egli lo diceva alludendo allo studio del Latino e Greco, riferendosi agli Studi Umanistici), sono fattori che preparano la strada alla fede. Comincia allora nell’uomo una altalena tra la terra e il cielo, che risalta dai seguenti versi nella poesia Estasi: “Aquila in volo raggiungo il cielo/…/In terra torno e sono umana” o altrove, nella poesia “Verso te, Signore”: “…estatico coinvolgimento / mi conduce verso te; Signore” e poi, ad un tratto: “un tuono rimbomba / ed io torno qui, / nella terra e nel tempo”. Si comincia ad assaporare la fede: “…ci culli, Signore, / ed è bello sentire le tue braccia / il tuo incanto d’amore”. E a questo punto ella allora si chiede: “E’ trasumanazione”?

Così quella trasumanazione, che già cominciava ad avvertire, in quelle poesie dedicate ai genitori, passati ormai all’altra vita, vivendo la poetessa quell’atmosfera quasi surreale in cui ci fa immergere la morte dei nostri cari, qui ritorna, però dinanzi alla dimensione del sacro, dinanzi a Dio.

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Francesca Luzzio a sinistra

Qui nel quarto Cerchio la terrestrità e la celestialità assumono una connotazione diversa: la terrestrità si fa temporalità, e la celestialità si fa eternità. Infatti nei versi della poesia “Nascere e morire”, ella scrive: “…tutti siamo nati / costretti a leggere / il libro terrestre della temporalità. /…/ Infine, finita la lettura / del terrestre spartito, /…si apre una porta dorata: vedo luce infinita di eternità”.

Però, come si arriva alla trasumanazione? Vivendo l’amore e la carità, e non tutti lo comprendono, solo pochi. Scrive: “Bisogna raccogliere quei fiori / che hanno per molti, strani nomi, / pochi li chiamano amore e carità”.

Ecco è proprio qui, nell’amore e nella carità, che la poetessa ravvisa il rimedio a tanto male che c’è nel mondo. E allora, quando scettica si chiedeva: “Chissà…chissà / se a poco a poco / il mondo cambierà”!, ora invece il suo scoraggiamento si muta in speranza, anche se insiste che sono ancora pochi gli uomini che vivono l’amore e la carità: “pochi amanti raccolgono perle e fiori /e sanno tramutarli in oasi d’amore”.

Un ruolo fondamentale ha in questo la poesia. La nostra autrice si chiedeva: “La poesia ci può aiutare / a non far nascere / Gesù nel terrore”? E noi rispondiamo di sì. Tante gocce fanno un oceano. Ma certo è necessario un aiuto dall’alto. E’ la Madonna, dice Francesca, che può aiutarci, che può rendere possibile pure l’impossibile. E ricorre all’immagine delle rette parallele che, si sa, non si incontrano mai. Indicativi questi versi: “Il mare oggi ha tre confini: / distinte linee parallele /…Arcana metafora di parallele linee / presenti, -assenti, indecise-offuscate dell’anima mia”; però osserva: “Ma se volgo gli occhi / e il campanile guardo / trovano incontro in te, / Maria”. Con l’aiuto della grazia che ci viene dalla Madonna, tutto è possibile. Lo è il trasumanare. La sicurezza della possibilità della trasumanazione, la certezza della possibile divinizzazione dell’uomo, è espressa nei seguenti versi, nella poesia dedicata al padre, “Evaporazione esistenziale”, versi nei quali sembra compendiarsi tutta l’opera e che suggellano il moto ascensionale che fa dell’homo il vir, appunto l’uomo di carattere, il vero uomo. Ecco i “Cerchi ascensionali” che le fanno dire: “Ti raggiungo lassù, padre, dammi una mano, / il vento è propizio, ce la posso fare”!

Maria Elena Mignosi Picone

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Protagonisti – La poetessa Francesca Luzzio all’indomani della presentazione della sua nuova raccolta di poesie “Cerchi ascensionali” edito da Il Convivio Editore [VIDEO]

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Elio Giunta e Francesca Luzzio

Si è svolta nel mese di dicembre 2018, presso Villa Malfitano ed in collaborazione con l’Associazione Dante Alighieri, la presentazione della nuova raccolta di poesie titolata “Cerchi ascensionali” scritto dalla poetessa Francesca Luzzio.

Per saperne di più e scorrere le fotografie più belle dell’evento basta cliccare su questo link. Il video che segue realizzato da Arte Cultura Palermo Tv, riporta tutte le fasi della bellissima presentazione.

L’evento ha avuto un grande successo e il gradimento del numeroso pubblico presente è stato alto. Ho incontrato la poetessa per avere qualche sua impressione da donare a voi lettori del blog.

Quali sono i tuoi sentimenti e le tue emozioni all’indomani del grande successo per la prima presentazione della tua nuova silloge?

Francesca Luzzio – Mi sento molto gratificata perché gli amici ed i soci della Dante Alighieri hanno accolto con piacere l’invito ed hanno gremito la sala della splendida e suggestiva villa Malfitano. Le pregnanti analisi dei relatori: Elio Giunta e Pasquale Hamel, l’attenta conduzione di Domenica Perrone, presidente del comitato palermitano dell’associazione Dante Alighieri, nell’ambito delle attività della quale, si è svolta la presentazione e, dulcis in fundo, gl’intermezzi musicali di Stefano Romeo e Riccardo Lo Coco e la sentita interpretazione delle poesie, recitate da Daita Martinez e Gianni Milazzo hanno reso realmente magico e speciale il pomeriggio. Penso che non potevo sperare di meglio, così, a conclusione dell’evento, la tensione e l’ansia dei giorni precedenti, hanno ceduto il posto alla serenità e alla gratificazione.

Perché hai scelto il titolo Cerchi ascensionali per il tuo nuovo libro? 

Francesca Luzzio – La silloge è la proposizione poetica della mia essenza, della miaPresentazione_Cerchi_Ascensionali_6 interiorità e del conseguente mio agire nella realtà che mi circonda. Sono una persona come tante, che con l’avanzare dell’età, è maggiormente indotta ad immergersi nel passato, nei ricordi, talvolta piena di malinconia perciò che non è più o di rammarico per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, talaltra di voglia di dare e darmi e ciò genera speranza, a volte gioia, direi felicità; insomma il poliedrico sentire che caratterizza l’io costituisce il tema del primo cerchio. Ma le poesie propongono anche l’esplicazione dell’interiorità nella realtà familiare. Allora, gli affetti domestici, amicali, ma anche quelli legati ai luoghi, dove il percorso della vita ci conduce, diventano poesia e costituiscono il tema del secondo cerchio.

La vita nella sua quotidiana esplicazione ci porta a relazionarci anche con la società, nell’ambito della quale la mia sensibilità è indotta soprattutto a guardare gli ultimi, i poveri e i più deboli e a denunziarne la sofferenza. Così la proposizione poetica delle problematiche delle categorie sociali più svantaggiate, è diventata la materia del terzo cerchio. Comunque, qualunque sia il moto che vibra nel mio animo, tendo sempre ad affidarmi alla fede in Dio, come sorgente in cui fare scorrere il mio dolore o a cui affidare lo zampillare della mia felicità.

Il quarto cerchio ha quindi una tematica religiosa e rappresenta l’espandersi più ampio dei cerchi vitali in cui si svolge il percorso quotidiano della mia vita.

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Elio Giunta, Francesca Luzzio, Domenica Perrone e Pasquale Hamel

Il trionfo del virtuale, la globalizzazione e le conseguenti problematiche che ne sono derivate, sono gli elementi caratterizzanti la società contemporanea. In questo contesto storico-culturale, la poesia ha un posto sempre più marginale, anche se ha ereditato dalla seconda metà del secolo scorso un notevole dibattito ideologico, la maggior parte del quale ebbe come sede, proprio la nostra città. Così, volendosi limitare ad una rapida elencazione, possiamo dire che a Palermo nacque il Gruppo 63, il “Centro culturale Pitrè” e l’ ”Antigruppo; sempre a Palermo nel 1984 si svolse un notevolissimo dibattito su “Il senso della letteratura”, promosso dalla rivista “Alfabeta” . Né minore, in tale periodo, fu il dibattito che si svolse a livello nazionale e di cui in questo contesto mi appare troppo complesso e lungo dare una pur sintetica esposizione. Per quanto riguarda il primo ventennio del terzo millennio è difficile indicare direzioni ben precise perché tantissimi sono i poeti e le sillogi pubblicate ed eterogenee le tematiche e le modalità espressive adoperate. Oso dire che quello che manca davvero alla poesia contemporanea è chi la legga. Forse i versi stampati in un libro sono stati sostituiti da quelli messi in musica dalla voce dei cantautori o da quelli accompagnate da immagini esplicative, proposte dai social network .

Mi hai chiarito il perché del titolo della silloge, vuoi parlarci delle tue scelte stilistiche?

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Daita Martinez e Gianni Milazzo

Francesca Luzzio – La poesia, coincide con lo stile, con le parole, poiché esse sono l’immediato correlativo del sentire del poeta. Ed è proprio per questo che essa deve essere libera da eccessive elucubrazioni razionali che strutture metriche o ricercatezze linguistiche comportano, allontanandola da un vasto pubblico di lettori. Io, ogni qualvolta la musa m’ispira, cerco di attenermi a tale principio formale, in maniera tale che la dimensione semantica del testo si renda fruibile in modo immediato al lettore.

Antonino Schiera

Protagonisti – Buon Anno 2019 e grazie a tutti gli artisti presenti nel mio blog [VIDEO]

Buon Anno 2019

 

 

Presentazioni – Cerchi ascensionali (Il Convivio Editore) è il titolo della nuova raccolta di poesie di Francesca Luzzio presentato a Villa Malfitano a Palermo

Cerchi_Ascensionali_Francesca_LuzzioVilla Malfitano a Palermo ha fatto da degna cornice alla prima presentazione della nuova opera della poetessa Francesca Luzzio, che ha avuto un grande successo grazie ai numerosi lettori ed estimatori della scrittrice, ma anche per l’attento lavoro, in fase di organizzazione, dell’Associazione Dante Alighieri, Comitato di Palermo, presieduto da Domenica Perrone.

Le interessanti relazioni di Elio Giunta, Pasquale Hamel, le letture di alcune poesie di Daita Martinez e Gianni Milazzo e infine le interpretazioni musicali di Stefano Romeo e di Riccardo Lo Coco hanno completato il quadro di un pomeriggio culturale di ottimo livello e di grande partecipazione emotiva. Il tutto coordinato da Domenica Perrone.

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Ringrazio sentitamente Alessandra Buttitta, artista e fotografa, del gruppo Siciliando che ha realizzato queste bellissime fotografie

Il libro lo si può acquistare presso la Libreria Spazio Cultura di Nicola Macaione sito in via Marchese di Villabianca 102 a Palermo e presso altre librerie del capoluogo siciliano.

Inoltre per chi vuole acquitare il libro utilizzando il web, è presente nei seguenti siti : Hoepli, IBS, Libreria Universitaria, Amazon, Feltrinelli.

Riporto a seguire un estratto tratto dalla prefazione di Elio Giunta:

Francesca Luzzio con “Cerchi ascensionali” prosegue e ribadisce il suo impegno verso la comunicazione poetica. E bisogna subito avvertire che lo fa in ragione di una sua idea del far poesia, chiaramente non condizionata da teorie o correnti in voga, da dettami di stile o di scuola, cioè con una dizione esplicita e disinibita del suo sentire, in un vissuto di affetti quotidiani, tra perplessità e trasalimenti. L’opera in oggetto vuol poggiare su una strutturazione portante, che scandisce quattro tempi in funzione di ascesa progressiva verso una sintesi. La vita vi assume un profondo senso religioso che dà luogo pure a fervida preghiera, pur comprendendo l’indignazione a fronte delle miserie del mondo e il rifiuto delle sue ingiustizie.

Francesca Luzzio è nata a Montemaggiore Belsito e vive a Palermo. Poetessa, scrittrice e critico letterario, ha insegnato Italiano e Latino nei Licei. Ha pubblicato la raccolta di racconti e poesie Liceali. L’insegnante va a scuola (Genesi ed. 2013); il profilo saggistico  La funzione del poeta nella letteratura del Novecento ed oltre (Lapalma ed. 2012). Le seguenti sillogi di poesie: Cielo grigio (Cultura Duemila ed. 1994), Ripercussioni esistenziali (Thule ed. 2005), Poesie come dialoghi (Thule ed. 2008), L’agenda dell’amore (Il Convivio Editore ed. 2016).

Buona lettura a tutti da parte mia!

Antonino Schiera

 

Appuntamenti – Poesia e musica alla presentazione del nuovo lavoro della poetessa Francesca Luzzio, Cerchi ascensionali (Il Convivio Editore)

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La poetessa Francesca Luzzio

Cerchi ascensionali è il titolo della nuova raccolta di poesie della poetessa, scrittrice e critico letterario Francesca Luzzio. L’opera pubblicata da Il Convivio Editore sarà presentata per la prima volta il 19 dicembre alle ore 17 nella splendida cornice di Villa Malfitano in via Dante 167 a Palermo. Sarà un pomeriggio culturale incentrato sulla poesia e sulla musica, organizzato dall’Associazione Dante Alighieri, comitato di Palermo, a conclusione delle attività culturali per l’anno 2018.

L’evento sarà allietato da un concerto tenuto dagli di allievi del conservatorio musicale Vincenzo Bellini di Palermo e a seguire è previsto un rinfresco per i gentili partecipanti.

L’incontro culturale sarà coordinato da Domenica Perrone. Relatori: Elio Giunta e Pasquale Hamel. Lettori: Daita Martinez, Gianni Milazzo.

Musicisti, gli allievi del Conservatorio Musicale Vincenzo Bellini di Palermo: Stefano Romeo (chitarra), Riccardo Lo Coco (mandolino). Si eseguiranno musiche di: G.P. Teleman – Sonata in la minore (II tempo); A. Piazzolla – Libertango, Oblivion di Capua, I te vurria vasà; E.A. Mario – Santa Lucia luntana; N. Paganini – Serenata; R. Calace – Tarantella.

L’ingresso è libero. Per la consultazione dell’evento su Facebook (CLICCA QUA)

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Lorenzo Spurio – scrittore presidente dell’Associazione Euterpe

Numerose sono le pubblicazioni di Francesca Luzzio nata a Montemaggiore Belsito, ma ormai palermitana d’adozione, città nella quale ha insegnato Italiano e Latino nei licei. Molto attiva nel panorama culturale non solo siciliano, ricordo in tal senso la sua collaborazione con l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, Francesca Luzzio si ripropone con questa sua nuova opera ad un attenta platea di amanti della poesia e dello studio in generale, che ha potuto apprezzare nel tempo il meritorio lavoro della poetessa. Un grande ed apprezzato successo ha avuto la sua recente partecipazione all’evento culturale 2018 Calici di Poesie a Isnello.

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L’editore e scrittore Giuseppe Manitta

La nuova raccolta di poesie Cerchi ascensionali è arricchita dall’introduzione di Elio Giunta, dalla prefazione di Giuseppe Manitta e dalla nota dell’autrice con la sua biobibliografia.

Non meno prestigiosa e degna di profonda attenzione è la Villa Malfitano, luogo prescelto per la presentazione del libro di poesie di Francesca Luzzio, grazie alla collaborazione con Domenica Perrone referente del Comitato di Palermo dell’Associazione Culturale Dante Alighieri (per saperne di più sulla Villa Malfitano CLICCA QUA).

 

 

Eventi – Calici di Poesie a Isnello: reading finale con i poeti Biagio Balistreri, Francesco Ferrante, Francesca Luzzio, Emanuele Drago e Lavinia Alberti

Si svolgerà domenica 23 settembre, alle ore 17, presso la Chiesa SS Annunziata, il pomeriggio finale della I° manifestazione poetica Calici di Poesie a Isnello, con la partecipazione dei poeti che si sono susseguiti nelle serate estive nel suggestivo borgo madonita.

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Il Maestro Antonio Sottile

Protagoniste saranno ancora una volta le poesie interpretate dagli autori all’interno del programma, che prevede la partecipazione del coro Anima Gentis diretto dal Maestro Antonio Sottile accompagnato dal pianista Antonino Fiorino e dalla soprano Gloria Grisanti. Prevista anche la mostra dei disegni dei bambini di Isnello che hanno impreziosito una delle serate poetiche con le loro libere interpretazioni colorate.

L’ideatore della manifestazione patrocinata dal Comune, il poeta palermitano Antonino Schiera, leggerà il suo monologo per Isnello a completamento del pomeriggio poetico.

Partner della manifestazione sono la Biblioteca di Isnello, il gruppo Siciliando e Manganello Arte Ceramiche di Collesano.

Ingresso libero

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Al centro il poeta Biagio Balistreri
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Il poeta Francesco Ferrante
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La poetessa Francesca Luzzio
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Il poeta Emanuele Drago
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La poetessa Lavinia Alberti