Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio sul Vesprino di novembre, il diario on line del Lions Club Palermo dei Vespri

Gabriella Maggio
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Care Amiche, Cari Amici novembre è stato un mese drammatico per diverse zone dell’Italia colpite da avversi fenomeni atmosferici e dalla lunga incuria che espone a grave rischio un patrimonio artistico e paesaggistico unico. A Venezia per tre volte la marea è salita oltre i 150 centimetri e il centro di Matera, capitale europea della cultura, è stato invaso da un fiume di fango.

Secondo un database che registra tutti gli eventi estremi dall’inizio del 2019 in Italia se ne sono verificati 1.543, circa cinque al giorno. Un sintomo emblematico di quanto la crisi climatica stia incidendo sulla fisionomia dell’Italia. Ma al di là delle peculiarità italiane il problema è avvertito su tutto il pianeta con punte di pari o anche maggiore gravità. Numerosi sono i summit internazionali sul clima, ma complessivamente sono attestazioni di buona volontà e di inadempienze reali. Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente del 2017 afferma che l’Accordo di Parigi del 2015 copre solo un terzo delle riduzioni di emissioni necessarie e raccomanda di fissare obiettivi più ambiziosi nel 2020. Vedremo.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, in occasione dell’apertura della COP 25 per il clima, ha pronunciato parole allarmanti che seguono di pochi giorni quelle di Ursula Von der Leyen, appena insediatasi alla Presidenza della Commissione Europea. Ma sino ad oggi siamo piuttosto lontani dal “punto di svolta” necessario. Se vogliamo raggiungerlo, dobbiamo agire adesso. In questo contesto il Lions Club International, la più grande organizzazione di servizio umanitario del mondo, può agire da pungolo e da controllore, può “servire “ a fare la differenza. Su questa linea si è schierato il Distretto 108Yb e col Governatore Angelo Collura.

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Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio sul Vesprino di ottobre, il diario on line del Lions Club Palermo dei Vespri

Gabriella Maggio
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Care Amiche, Cari Amici, la lettura mi sembra un tema sempre interessante. Per caso mi trovavo in libreria per la presentazione del nuovo libro di un noto giornalista e nell’attesa il mio sguardo vagava tra gli scaffali fino a che non inciampò su un libretto di Marco Filoni intitolato “Inciampi, storie di libri, parole e scaffali” della Italo Svevo s.r.l.s. Sono stata attratta dal titolo, ma anche dalla rara qualità del libro elegante nella copertina bianca e nera, intonso e stampato su carta Fabriano Palatina. L’ho acquistato subito. Esso costituiva un mio inciampo, avrei dovuto comprare piuttosto il libro del giornalista.

Ma quello che avevo tra le mani era più interessante, parlava di libri, di biblioteche, dell’ordine dei volumi sugli scaffali come sbirciavo a stento tra le pagine intonse. E l’inciampo si faceva sempre più interessante rivelandone la metafora sottesa : la biblioteca come mondo, sulla scia di J. L. Borges che nell’Aleph, nel racconto intitolato ”La Biblioteca di Babele” aveva scritto: “L’universo (che altri chiama la Biblioteca)…”. Questa metafora del libro-mondo ha avuto inizio molto tempo fa quando l’esperienza del libro acquisì un senso di totalità, come per esempio nell’epica greca arcaica o nel Libro dei Libri, e cominciò a competere con l’esperienza stessa del mondo. E dura ancora oggi. Ma l’allusione al mondo si fa ancora più profonda nel libro di M. Filoni quando l’autore affronta l’impresa di mettere ordine in una biblioteca, perché chi mette ordine deve avere un criterio, un orientamento culturale.

Così come dobbiamo fare con il mondo in cui viviamo. Anche qui ci vuole un criterio, un orientamento culturale che cerchi di dare ordine a qualcosa che è in perenne movimento. Per questo è importante il libro e la sua lettura e una libreria in cui disporre fisicamente i libri, stabilendo tra loro una plausibile relazione, ma anche cercandone altre che in un primo momento non abbiamo individuato. È vero che quello che conta di più è vivere, ma non senza lettura e libri cartacei, per sperimentare l’organizzazione di una nostra libreria. La stessa funzione non possono svolgerla gli e-book per il semplice fatto che qualcun altro li ripone e conserva e ci sfugge come, o meglio ci sfugge come organizzare il nostro stare nel mondo.

Gabriella Maggio

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Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio su Vesprino il diario on line del Lions Club Palermo dei Vespri

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Care Amiche, Cari Amici l’argomento più importante del mese è l’allarme sul clima. L’argomento non è nuovo perché gli scienziati ne  parlano da tempo, ma acquista particolare rilievo oggi per la mobilitazione di piazza dei giovani di molti Paesi che richiedono di schierarsi apertamente a favore o contro, seguendo la protagonista, la giovanissima Greta Thunberg che ripete “Tutto deve cambiare. E bisogna cominciare oggi. E’ arrivato il momento di ribellarsi”. Il mondo della cultura si autoaccusa per l’indifferenza mostrata, per avere privilegiato nel romanzo e nella poesia il disagio individuale dell’esistenza, piuttosto che quello collettivo legato ai cambiamenti climatici. Qualche scrittore che ha affrontato il tema, come J. Franzen o Arundati Roy, è stato considerato per quell’opera più un saggista che un romanziere. La politica non fa meglio. L’incontro straordinario sul clima organizzato dall’O.N.U. non ha dato risultati soddisfacenti perché gli stati avvertono in maniera diversa l’urgenza della questione. Tra la gente emergono piccole iniziative, come quella di limitare l’uso personale della plastica, adoperando contenitori riutilizzabili piuttosto che le usuali confezioni o altro del genere. Ma la mancanza di condivisione nella maggioranza delle persone e soprattutto negli stati limita fortemente i risultati, rendendoli scarsi anche se apprezzabili per la piccola soddisfazione personale. In sintesi ci vogliono iniziative globali per affrontare un problema globale, che tutti ci riguarda. Riusciranno i giovani seguaci di Greta a spezzare l’indifferenza di grandi stati come la UE, la Cina e gli USA? Ammetteranno tutti la responsabilità umana nei cambiamenti climatici ? O si tirerà ancora in lungo come è accaduto per i danni alla salute causati dal fumo delle sigarette?

Gabriella Maggio

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