Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio sul Vesprino di ottobre, il diario on line del Lions Club Palermo dei Vespri

Gabriella Maggio
Gabriella Maggio

Care Amiche, Cari Amici, la lettura mi sembra un tema sempre interessante. Per caso mi trovavo in libreria per la presentazione del nuovo libro di un noto giornalista e nell’attesa il mio sguardo vagava tra gli scaffali fino a che non inciampò su un libretto di Marco Filoni intitolato “Inciampi, storie di libri, parole e scaffali” della Italo Svevo s.r.l.s. Sono stata attratta dal titolo, ma anche dalla rara qualità del libro elegante nella copertina bianca e nera, intonso e stampato su carta Fabriano Palatina. L’ho acquistato subito. Esso costituiva un mio inciampo, avrei dovuto comprare piuttosto il libro del giornalista.

Ma quello che avevo tra le mani era più interessante, parlava di libri, di biblioteche, dell’ordine dei volumi sugli scaffali come sbirciavo a stento tra le pagine intonse. E l’inciampo si faceva sempre più interessante rivelandone la metafora sottesa : la biblioteca come mondo, sulla scia di J. L. Borges che nell’Aleph, nel racconto intitolato ”La Biblioteca di Babele” aveva scritto: “L’universo (che altri chiama la Biblioteca)…”. Questa metafora del libro-mondo ha avuto inizio molto tempo fa quando l’esperienza del libro acquisì un senso di totalità, come per esempio nell’epica greca arcaica o nel Libro dei Libri, e cominciò a competere con l’esperienza stessa del mondo. E dura ancora oggi. Ma l’allusione al mondo si fa ancora più profonda nel libro di M. Filoni quando l’autore affronta l’impresa di mettere ordine in una biblioteca, perché chi mette ordine deve avere un criterio, un orientamento culturale.

Così come dobbiamo fare con il mondo in cui viviamo. Anche qui ci vuole un criterio, un orientamento culturale che cerchi di dare ordine a qualcosa che è in perenne movimento. Per questo è importante il libro e la sua lettura e una libreria in cui disporre fisicamente i libri, stabilendo tra loro una plausibile relazione, ma anche cercandone altre che in un primo momento non abbiamo individuato. È vero che quello che conta di più è vivere, ma non senza lettura e libri cartacei, per sperimentare l’organizzazione di una nostra libreria. La stessa funzione non possono svolgerla gli e-book per il semplice fatto che qualcun altro li ripone e conserva e ci sfugge come, o meglio ci sfugge come organizzare il nostro stare nel mondo.

Gabriella Maggio

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