Protagonisti – Francesco Ferrante e le sue poesie che carezzano l’anima della solidarietà e del respiro [VIDEO]

Francesco Ferrante è poeta palermitano che vive a Terrasini ed è il protagonista del mio articolo con domande e risposte nel blog, Riflessioni d’autore, che ho ideato e che gestisco da qualche anno. Buona lettura, ma prima godetevi questo video con la sua poesia in lingua siciliana Li doni cchiù prizziusi.

 

Sei autore di numerose raccolte di poesie. Quando hai cominciato a scrivere e perché?

Francesco Ferrante – Ho cominciato quando avevo 18 anni circa. Era un periodo in cui divoravo libri, soprattutto classici e poesia. Ho cominciato a scrivere perché ritengo che la scrittura è una forma di comunicazione straordinaria capace di toccare l’anima dei lettori. Purtroppo si legge sempre meno e siamo bombardati da milioni di notizie che ci piovono addosso continuamente ma che non creano cultura, anzi generano un overdose di informazioni che stanno forgiando una generazione di automi, formata anche da gente non più giovanissima, sempre più protesa verso l’uniformità di pensiero.

Che differenza c’è tra il Francesco Ferrante che muoveva i primi passi nel mondo della poesia e l’attuale Francesco Ferrante?

Francesco Ferrante – Quando ho cominciato a scrivere ero sicuramente più spontaneo e impulsivo, seguivo solo il mio istinto e talvolta non mi concentravo molto sulla forma. Inoltre scrivevo principalmente in italiano. Poi con l’esperienza e il continuo confronto con altri modi di poetare penso di essere maturato e migliorato; poi ho riscoperto il siciliano che mi ha dato la possibilità di esprimere al meglio i miei sentimenti.

Leggendo le tue poesie si evince che hai una particolare sensibilità per i temi del sociale e per la difesa dei più deboli nella società attuale. Basta ricordare che fai parte di associazioni di volontariato e hai maturato un’esperienza in un campo di lavoro in Tanzania.

Francesco Ferrante – È vero, la mia educazione, nonché la mia formazione culturale e religiosa, mi hanno indirizzato verso una concezione della vita rivolta verso gli ultimi. Ho fatto volontariato a Palermo, città dove sono nato e cresciuto, presso un’associazione operante nel mio quartiere, e ho frequentato anche il Centro di Santa Chiara nel cuore del centro storico. Poi nel 2002 ho realizzato quello che era uno dei miei obiettivi, ovvero quello di andare in missione in Africa. E’ stata un’esperienza che, come intuibile, mi ha arricchito tantissimo. Certo bisogna andarci già con un bagaglio di esperienze di vita particolari e soprattutto senza alcun preconcetto, perché se no, si rischia di avere una visione distorta di quella realtà. Vorrei però sottolineare che non mi sento né un missionario né una persona speciale, semplicemente ho cercato di rendere indietro un po’ dei doni che la vita mi aveva elargito. Purtroppo molti non capiscono e non apprezzano quanto hanno, vivono nell’opulenza ma sono sempre insoddisfatti.

Nell’estate del 2018 sei stato uno dei principali protagonisti della manifestazione culturale Calici di Poesie a Isnello. Sei entrato nel cuore degli abitanti della cittadina madonita, grazie alle tue poesie accompagnate da tuo figlio e dal suono del marranzano.  Racconta quell’esperienza ai lettori del blog.

Calici di Poesie a Isnello
Francesco Ferrante a Calici di Poesie a Isnello

Francesco Ferrante – Calici di poesia è stata una piacevolissima sorpresa. Avevo partecipato a tantissimi recital di poesia, ma quella serata mi è rimasta nel cuore. Non ero mai stato a Isnello ed è stata una bella scoperta. Il paese è delizioso e conserva degli scorci incantevoli. Sono rimasto affascinato anche dalla cordialità e dall’ospitalità della gente, era come se mi conoscessero da una vita e per me è stato come se si trattasse di vecchi amici. Quella sera, in quell’angolo ameno di Isnello, è stato un vero piacere recitare i miei versi accompagnato dal suono del marranzano di mio figlio Daniele, che aveva appena 10 anni. Beh, anche il presentatore, che faceva le veci del padrone di casa, è riuscito a mettermi a mio agio ed è riuscito a tirar fuori tutto il meglio di me. Si è creata una complicità quasi magica con gli spettatori, che ha reso quei momenti memorabili. E’ un’esperienza che ripeterei volentieri.

In tempi di coronavirus come si colloca la poesia e cosa può dare alla nostra società per aiutarla a superare questo momento difficile?

Francesco Ferrante – In questo momento particolare in cui siamo stati costretti a fermarci, ad interrompere la nostra routine, la nostra continua, stressante e folle corsa quotidiana, la poesia potrebbe dettare i tempi dell’anima per riscoprire un modo di pensare un po’ più spirituale e meno materiale.

I poeti in genere sono molto fantasiosi e riescono a coprire con la mente spazi temporali diversi ed immaginare il futuro. Tu come ti vedi nei prossimi dieci anni e quali sono i progetti che intendi realizzare?

Francesco Ferrante – Tra dieci anni mi vedo un po’ più saggio, almeno lo spero! Non faccio mai progetti a lungo termine, di certo continuerò a scrivere per dare il mio piccolissimo contributo alla poesia e alla cultura. Lo so, non è molto, ma il mare è fatto di tante piccole gocce.

 

 

 

Protagonisti – Roberta Strano poetessa e scrittrice siciliana, senza tempo.

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La scrittrice Roberta Strano

Roberta Strano è una poetessa e scrittrice siciliana, che ho avuto il piacere di conoscere durante la presentazione del suo romanzo Hans Thorkild – Ritorno in Norvegia presso Spazio Cultura Libreria Macaione a Palermo, lo scorso 17 novembre 2017.

Ho definito Roberta Strano, una scrittrice senza tempo, in quanto  ha la capacità di essere attuale e nello stesso tempo perfettamente in sintonia e a suo agio, con le atmosfere e gli avvenimenti che racconta nei suoi libri, che hanno una forte componente storica. Per avere conferma di quanto ho scritto, basta citare la saga che si sviluppa nei due romanzi Hans Thorkild – Hastings anno 1066Hans Thorkild – Ritorno in Norvegia.

Roberta_Strano_Libro

Dalla tua biografia si evince che la tua passione per la poesia e la scrittura nasce durante l’adolescenza. Hai cominciato a scrivere originali testi in versi ed in prosa, per cimentarti, successivamente, nei due romanzi storici ambientati nei paesi del nord. Come avviene questo passaggio dalla poesia alla prosa, quali molle e quali desideri hanno caratterizzato questa tua importante evoluzione artistica?

Roberta Strano“Innanzitutto caro Antonino vorrei ringraziarti per la tua amicizia e per questa intervista. Senza frapporre altro tempo, rispondo alle tue domande. A quindici anni iniziai a scrivere le mie prime poesie e quasi simultaneamente la stesura di un racconto e di un romanzo. La mia fantasia era galoppante e trovava la sua espressione già allora sia nella poesia che nella prosa. Mi piaceva e mi piace sperimentare diverse forme letterarie, spero riuscendoci bene”.

La tua penna è caratterizzata dalla presenza di alti sentimenti e valori quali la lealtà, l’amore, l’eroismo ideale. Quali ruoli possono assumere nella società odierna, che li tende a relegare in secondo piano, rispetto al materialismo e all’arrivismo imperante?

Roberta Strano“Sono consapevole della crescente perdita di valori nel mondo di oggi eppure, per un’inguaribile romantica come me rivolta al passato e alla sua importanza storica e culturale, è quasi una necessità parlare di amore, amicizia, fede. La saga è da interpretare anche come un tentativo di recupero di questi valori e la possibilità concreta di metterli in pratica nell’attualità, anche se reinterpretati in chiave moderna rispetto al Medioevo”.

Come nasce il tuo amore per il mondo eroico e storico ambientato nell’Europa nordica che aveva da poco doppiato la boa dell’anno 1000?

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Roberta Strano e Giuseppe Bagnasco a Spazio Cultura, durante la presentazione del 17 novembre scorso

Roberta Strano – “Durante l’adolescenza e ancora oggi quando trovo il tempo, mi nutro di letture coinvolgenti, miti, leggende che si perdono nella notte dei tempi. Tutto ciò mi affascina, credo sia una inclinazione naturale, congeniale al mio essere più profondo. Nei banchi di scuola le mie materie preferite erano la letteratura, la storia e la lingua inglese, credo che tutte e tre si siano materializzati nel mio romanzo, in cui c’è molto di mio. Adoravo la mitologia greco romana e da autodidatta iniziai a interessarmi anche a quella nordica per studiarne somiglianze e differenze con la prima. Lo stesso cognome del tormentato protagonista Hans Thorkild, allude a Thor, una delle principali divinità scandinave. Ma ne vengono nominati molti altri, come Odino o Freyja

Ispiratore è stato anche il palio dei Normanni, che si svolge ogni anno a Piazza Armerina in provincia di Enna, dove ho abitato per molti anni. Cittadina in cui si respirano atmosfere medievali e si possono ammirare boschi avvolti dalla nebbia. Credo che si evinca chiaramente dal romanzo il mio amore per la natura, per il mare, le cui onde si infrangono sulle scogliere. Una natura che non è solo descritta ma che assurge a carattere introspettivo, rispecchiando i sentimenti dei personaggi. La natura piange e gioisce con essi. Ho cercato di cogliere dell’anno 1000 tutto il romanticismo, la magia e il mistero che racchiude”.

Nell’ottobre del 2011 hai pubblicato la tua prima raccolta di poesie da titolo “I riflessi dell’anima”. Sono certo che i lettori del mio blog desiderano conoscere meglio la Roberta Strano poetessa.

Roberta Strano “Il mondo letterario conosce Roberta come poetessa nel lontano 1998,

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I due libri della saga già pubblicati

quando pubblicai le mie liriche in cartaceo e online nella rivista del Club degli autori di Melegnano, Milano. Grazie alla rivista ebbi modo di far leggere le mie poesie a un vasto pubblico. In quello stesso periodo partecipai ad alcuni concorsi letterari e vinsi il primo premio alla 15^ edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Rosario Piccolo” del Comune di Patti, nella sezione “Nostalgie poetiche” con la lirica “Tristezza”, che è stata inserita nell’antologia “Poesia in Piazza”, e poi durante l’estate dello stesso anno arrivai terza al concorso “Amici di Patti”con la medesima poesia. I miei componimenti lirici sono inseriti in svariate antologie e la mia biografia in due dizionari di autori scelti della città di Patti e di Salerno.

Nel 2016 ho vinto il quarto premio nella sezione naturalista con la mia raccolta di poesie e racconti al Concorso Leandro Polverini della città di Anzio. I riflessi dell’anima è una raccolta di poesie varie e racconti che abbracciano vent’anni della mia vita, con i miei inevitabili sogni adolescenziali, ambizioni, ma anche illusioni che spesso si sono scontrate con la realtà.

È attraversata dal continuo interrogarsi del significato ultimo dell’esistenza, della sofferenza che accomuna tutti gli esseri viventi e nel rifugiarsi nel passato e nei ricordi, quando il presente e il futuro sono a volte privi di speranze. Le poesie sono ricche di figure retoriche, come le metafore, le similitudini e gli enjambements.

Temi ricorrenti e predominanti sono: la natura, il mare della città natia, Palermo. Il mare è sentito come forza mutevole e vivificatrice, che indica il trascorrere del tempo, il tumulto interiore dell’anima, la ricerca del bello in ogni sua forma, e l’amore in tutte le sue declinazioni, non solo fra uomo e donna, ma per la famiglia,per gli animali domestici e per gli amici. Un altro tema è l’amicizia intesa come rapporto eterno nel tempo, nonostante le distanze e lo smarrirsi nelle vicende della realtà quotidiana.

In ultimo, i racconti sono di genere surreale, i cui protagonisti vivono amori impossibili e la cui condizione esistenziale/psicologica viene a essere stravolta per questi e altre ragioni”.

Quali sono i tuoi progetti letterari nell’imminente futuro?

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Roberta Strano firma i libri al termine della presentazione molto partecipata del 17 novembre scorso a Spazio Cultura

Roberta StranoSto attualmente scrivendo il terzo e ultimo volume della saga, che nato come romanzo in due tempi è divenuto nel tempo una trilogia, questo grazie all’incitazione di alcuni appassionati lettori, che non vedono l’ora di leggere il seguito. Nel frattempo quando sento di qualche buon concorso letterario non me lo lascio sfuggire. Alla prossima e ancora grazie!”.

Non posso che augurare a Roberta Strano un futuro radioso nel campo letterario, costellato da nuove pubblicazioni e da tanti nuovi successi. I libri che ho avuto il piacere di leggere mi hanno appassionato dal primo, fino all’ultimo rigo e quindi grazie a Roberta per la possibilità che ci dà di vivere in chiave sentimentale le vicende del Nord Europa del periodo Medioevale.

Antonino Schiera