Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio su Vesprino il diario on line del Lions Club Palermo dei Vespri

Gabriella Maggio
Gabriella Maggio

Care Amiche, Cari Amici l’argomento più importante del mese è l’allarme sul clima. L’argomento non è nuovo perché gli scienziati ne  parlano da tempo, ma acquista particolare rilievo oggi per la mobilitazione di piazza dei giovani di molti Paesi che richiedono di schierarsi apertamente a favore o contro, seguendo la protagonista, la giovanissima Greta Thunberg che ripete “Tutto deve cambiare. E bisogna cominciare oggi. E’ arrivato il momento di ribellarsi”. Il mondo della cultura si autoaccusa per l’indifferenza mostrata, per avere privilegiato nel romanzo e nella poesia il disagio individuale dell’esistenza, piuttosto che quello collettivo legato ai cambiamenti climatici. Qualche scrittore che ha affrontato il tema, come J. Franzen o Arundati Roy, è stato considerato per quell’opera più un saggista che un romanziere. La politica non fa meglio. L’incontro straordinario sul clima organizzato dall’O.N.U. non ha dato risultati soddisfacenti perché gli stati avvertono in maniera diversa l’urgenza della questione. Tra la gente emergono piccole iniziative, come quella di limitare l’uso personale della plastica, adoperando contenitori riutilizzabili piuttosto che le usuali confezioni o altro del genere. Ma la mancanza di condivisione nella maggioranza delle persone e soprattutto negli stati limita fortemente i risultati, rendendoli scarsi anche se apprezzabili per la piccola soddisfazione personale. In sintesi ci vogliono iniziative globali per affrontare un problema globale, che tutti ci riguarda. Riusciranno i giovani seguaci di Greta a spezzare l’indifferenza di grandi stati come la UE, la Cina e gli USA? Ammetteranno tutti la responsabilità umana nei cambiamenti climatici ? O si tirerà ancora in lungo come è accaduto per i danni alla salute causati dal fumo delle sigarette?

Gabriella Maggio

Per scaricare il magazine completo clicca sul link: Vesprino settembre

Per visitare il Blog Palermo dei Vespri clicca sul link: Lions Palermo dei Vespri

Per contributi e per ricevere via email il magazine scrivere a: gamaggio@yahoo.it

Appuntamenti – Mostra Trame di filo a Palermo a cura dell’Ente Parco Madonie

Un grande evento è previsto a Palazzo Sant’Elia a Palermo a partire dal primo giorno di agosto fino al giorno tre dello stesso mese.

I ricami ed i merletti saranno i protagonisti della mostra Trame di filo promossa dall’Ente Parco delle Madonie e che avrà come scenografia i locali del Palazzo settecentesco Sant’Elia di via Maqueda 81 a Palermo.

Tre intensi giorni dedicati ai ricami madoniti, dove la tradizione incontra l’arte, la preziosità dei paramenti sacri e la poesia, ne sarà abbinata una a ciascun comune presente. L’inaugurazione è prevista giovedì 1° agosto 2019 alle ore 17:00.

La donna Madonita a Isnello
La donna Madonita a Isnello

I comuni madoniti che hanno aderito alla singolare iniziativa sono: Caltavuturo con il Macramè, Castellana Sicula con il Tombolo, Isnello con il Filèt, Cefalù con la Tessitura, Petralia Sottana con il Centesimo, Polizzi Generosa con il Rinascimento, Collesano con l’Intaglio, Geraci Siculo con il Chiacchierino e infine il Comune di Castelbuono con il Norvegese.

Il percorso espositivo prevede diverse postazioni con artigiani-filatrici dei comuni partecipanti che mostreranno dal vivo la tipologia e le tecniche di ricamo. La memoria di queste tradizioni può diventare un’opportunità di lavoro per le giovani generazioni, come auspicato da sua eccellenza monsignor Giuseppe Marciante, nel progetto il laboratorio della speranza.  Ogni comune esporrà tre pannelli dedicati al tema della mostra; una sezione sarà dedicata al museo Trame di filo di Isnello con l’esposizione di alcuni preziosi manufatti.

Ingresso libero

 

Eventi – Borderless. Sguardi senza confini dal 13 luglio al 13 settembre a Palermo [VIDEO]

Sabato 13 Luglio, alle ore 17.30 presso la Sala delle VerificheComplesso Monumentale dello Steri, Piazza Marina 61 a Palermo, è stata inaugurata la collettiva di fotografia, pittura e scultura dal titolo: Borderless. Sguardi senza confini sul tema dell’ integrazione dello straniero.

Video ufficiale della manifestazione

La mostra è stata curata da Graziella Bellone e organizzata in collaborazione con Flavia Alaimo. L’esposizione si articola in una sezione di 42 foto dal formato di cm 100×65, sia in bianco e nero che a colori, scattate in Italia e all’estero, dei 6 fotografi Patrizia Bluette, Gabriele Caruso, Zino Citelli, Giuseppe Costanzo, Massimiliano Ferro e Anna Mogavero, arricchita in questa occasione da una sezione di pittura e scultura che comprende 13 opere degli artisti Adriano Maraldi e Massimo Sansavini.

Scopo di questo evento è cambiare la nostra percezione del confine e dei luoghi di appartenenza , scoprirci e riscoprirci umani, interessati all’altro da noi per imparare a comprendersi e convivere in un mondo sempre più globalizzato e interconnesso.

Non è tolleranza, non è carità, non è altruismo, non è commiserazione… è aprire i propri occhi al mondo e scoprirlo con gli occhi dell’altro (Antonino Schiera)

Galleria Fotografica

L’ingresso è gratuito a partire da sabato 13 Luglio a venerdì 13 Settembre 2019.

Orari: dal lunedì al venerdì 10:00- 13:00 e 15:00-18:00

 

 

Reading Poetici – Versi a Palazzo delle Aquile: incontro letterario e Recital nella Città del Vino

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi in provincia di Ancona ha organizzato due nuovi eventi poetici nella città di Palermo, in data 29 giugno 2019 alle ore 17.00 e nella città di Marsala, in data 30 giugno 2019 alle ore 17.30.

I poeti, che hanno aderito in grande numero, si riuniranno per declamare le loro poesie ne i Versi a Palazzo delle Aquile: incontro letterario all’interno di Sala delle Lapidi nella città di Palermo e nel Recital nella Città del Vino presso la Sala Conferenze Enzo Genna del Complesso Monumentale San Pietro.

Alla manifestazione del 29 giugno, con il Patrocinio del Comune di Palermo, della Città Metropolitana di Palermo, della Regione Siciliana e dell’Università degli Studi di Palermo, sarà presente l’attore siciliano Enzo Rinella che interpreterà alcune poesie (per conoscere meglio Enzo Rinella video 1, video 2, video 3, video 4)

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Lorenzo_Spurio
Lorenzo Spurio

L’associazione, presieduta dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio, conferma pertanto una particolare attenzione per la Sicilia, basti ricordare gli eventi a Villa Niscemi nel 2016 e alla Real Fonderia nell’anno 2017. Nel mese di giugno dello scorso anno l’associazione è approdata ancora nell’isola con un reading poetico a Messina e l’altro a Catania (ne ho dato conto in questo post).

 

Galleria Fotografica

 

 

 

 

Questa presentazione richiede JavaScript.

Recensioni – Maria Elena Mignosi Picone riguardo Terre rare e chicchi di melograno (LuoghInteriori) di Emilia Ricotti

Ricevo e pubblico volentieri la recensione della professoressa Maria Elena Mignosi Picone (clicca qua per conoscerla meglio) che ha regalato ai presenti, durante la presentazione della raccolta di poesie Terre rare e chicchi di melograno (LuoghInteriori) di Emilia Ricotti svoltasi il 21 maggio scorso nella Sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo.  Buona lettura.

 

Emilia Ricotti

Terre rare e chicchi di melograno

Luoghi interiori

Presentazione

Accostandoci a questo libro, notiamo subito che è diverso dagli altri libri di poesie. Questa silloge di Emilia Ricotti, dal titolo “Terre rare e chicchi di melograno” si presenta alquanto inconsueta. Perché? Mentre gli altri libri di poesie ruotano tutti in genere attorno alle tematiche ad esempio dell’amore, degli affetti familiari, della natura e anche del dolore, della fede, qui invece niente di tutto questo. E neanche la musicalità propria della poesia, con le strofe, le rime; questi sono versi liberi che però una loro cadenza ce l’hanno, specialmente verso la fine di ogni poesia, dove si avverte un certo ritmo che man mano si fa sempre più rapido e incalzante.

Qui dunque c’è qualcosa di nuovo; neanche il dolore che in genere nella poesia viene sublimato e sfocia nella speranza e nella rigenerazione, qui no. E allora cosa c’è? Qui in questi versi di Emilia Ricotti che, oltre che poetessa, è scrittrice. Ecco, c’è la sua essenza che è quella di drammaturga. Ha scritto parecchie opere teatrali, di grande pregio e che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Perciò noi qui troviamo il dramma. Non uno come in un’opera teatrale, ma tanti quante sono le poesie. Ogni poesia un dramma. Dramma che è tragedia, che è catastrofe. Sul tipo dell’11 Settembre a Manhattan. Ma proprio questo non c’è. E c’è un motivo. L’autrice non prende in considerazione qualsiasi tipo di dramma o catastrofe, ma quel che più le preme cogliere è il dramma causato dall’ingiustizia. Ingiustizia che spacca l’umanità in due fronti, da un lato gli oppressori, dall’altro gli oppressi; da un lato i carnefici, dall’altro le vittime. E così troviamo questi versi: “Non sono le due torri, / non è l’undici settembre, / ma il 24 Aprile 2013 / al Rana Plaza, trappola mortale”.  Siamo in Asia, in Bangladesch, ci sono crepe nell’edificio, che è una fabbrica tessile. “Le crepe al diavolo, / se ci sono restano, / si deve andare avanti! /…/ in Europa aspettano e in Usa anche!” Ribatte un altro: “E la sicurezza”? e in risposta: “Io devo vivere, / tu sopravvivere”! E poi il crollo. I morti tra gli operai? “…dieci volte cento / e dodici volte dieci”, “Rana Plaza /…/ trappole mortali, / trappole occidentali”.

Ecco, è questa la poesia di Emilia Ricotti: una denuncia, aperta e coraggiosa, delle responsabilità che ci sono alla base delle catastrofi; uomini avidi e senza scrupoli, assolutamente incuranti dei lavoratori, tesi solo al profitto e assolutamente privi del benché minimo senso di umanità.

E non solo verso gli adulti ma anche verso bambini e bambine. E’ lo sfruttamento. Ecco che l’attenzione della poetessa si sposta all’Africa, nel Congo, una delle “terre rare”, ricca di preziosi minerali, tra cui il coltan, che è quello con cui si fanno gli smartphone, i computer. Leggiamo: “Vola via l’oro del Congo, / vola verso gli Stati Uniti, l’Inghilterra, il Belgio, …la Cina”. Qui lo sfruttamento indegno dei bambini. “I bambini puoi pagarli di meno, tenerli nell’acqua, ..per una miseria…dodici ore nel fango / e il futuro rubato”. E a conclusione della poesia, una ironia amara, tragica: “E gli squali a braccetto / con un patto d’acciaio”. E questa è l’Africa. Il Congo specialmente.  Bambini soldato,”…bambine dai due agli undici anni / prelevate di notte, / trascinate nella foresta”. “Qui la pietà è stata fatta a pezzi, / l’orrore dilaga”.

Ecco, da questi stralci si può ben comprendere quale è la poesia di Emilia Ricotti in questo libro “Rare terre e chicchi di melograno”. Ma chi sono per lei i chicchi di melograno? Lo desumiamo dai seguenti versi: “Lui in quattro minuti rovescia il suo carico / come chicchi di melograno /…li hai visti quei chicchi / alzarsi, inginocchiarsi, inchinarsi / per allinearsi col mare / in un equilibrio impossibile”. I chicchi di melograno sono gli oppressi, gli sfruttati, le vittime, in contrapposizione alle terre rare, dove si scatena l’avidità con conseguente oppressione e mancanza assoluta di pietà. L’oppressione si manifesta anche nei processi, come avvenne in Spagna all’affondamento di una petroliera, che dava già segni ma nessuno intervenne. Tutti rimandavano, e non solo. Fatto il processo, la conclusione quale fu? “Tutti assolti, / nessun colpevole”, “Undici anni persi di battaglie legali”, “Tutti assolti, /nessun colpevole”. E altrove con ironia: “ e la pace e la giustizia è servita”.

Emilia Ricotti mette in luce le contraddizioni,  i retroscena dei fatti, come ad esempio possa finire una guerra in Arabia  quando l’Occidente ha tutto l’interesse di commerciare le armi. Così scrive: “obbiettivo Yemen, / pioggia di bombe, / giro d’affari alle stelle” e conclude: “Partita doppia intrigante / gli occidentali forniscono munizioni… / e violazioni / del diritto / umanitario , / il regime saudita”.

Questo libro potrebbe racchiudersi tutto in una frase degli antichi romani, “Mors tua vita mea”.

E questa è la molla della società odierna. Il profitto al primo posto. L’interesse al vertice . Tutto il resto, non conta: morti di innocenti…chicchi di melograno!

Questo libro è lo specchio dei mali di oggi: traffico di armi,  traffico di organi, di droga; tratta di uomini-merce, migrazione; corruzione.

C’è tutto il marcio del mondo, a livello planetario: Africa, America, Asia, ed Europa.

Sembrerebbe un telegiornale, ma non è telegiornale, è poesia. E quasi quasi ci si sorprende che notizie , così pesanti, angoscianti possano assurgere a poesia. Eh sì, è possibile. Del resto anche il male, il dolore, la tragedia lo può. Pensiamo ai Tragici Greci, pensiamo a Shakespeare. Dipende dall’animo. L’animo di un poeta è diverso da quello di un cronista. Ed Emilia Ricotti ha lo spirito della drammaturga. Come lo ha riversato nelle opere teatrali così lo  riversa pure nella poesia. Sembrerebbe più difficile invece no perché mentre l’opera teatrale si costruisce, la poesia è ispirazione. E’ immediata.

E ce ne accorgiamo anche dallo stile. Immediato, conciso, lapidario.  Un linguaggio il suo, un po’ particolare, con varie parole inglesi, talora usate con sfumatura ironica. Il linguaggio dell’esistenza ma attinente ad un determinato settore, quello della politica e della economia soprattutto. Un linguaggio sbrigativo, attuale, però che mantiene sempre un buon tono, sostenuto,  data la cultura dell’autrice che è laureata in lettere. Spesso ogni verso è costituito da una sola parola e questo conferisce un ritmo incalzante che accentua la drammaticità come nella poesia: “Berlino 1961- 1989” dove scrive: “Dimmi, chi sei tu, / che ad ogni crocevia costruisci altri muri? / Che difendi? / La pancia, / la razza, / la borsa, / il mattone, la pelle?”. In maniera quasi telegrafica inquadra poi tutta una situazione, con l’indicazione del periodo, del luogo e del fatto: “2005: una piroga scompare / e in villaggio a Dakar /… un pianto lungo di donne”, “Ore ventidue: quattordici ore a martello, bombardamento a tappeto”; “America centrale: / Honduras / Salvador / Guatemala / triangolo d’oro…triangolo dei disperati”. Lo stile contribuisce alla drammaticità come risalta molto efficacemente nella seguente strofe: “La collina è un lager / il filo spinato è il mare. / Lampedusa bolle: / non si violenta un’isola”, dove il martellare della penultima sillaba di ogni verso quasi richiama la musica delle Messe di Requiem, di Mozart, Verdi; sembrano quelle cadenze i rintocchi di campane a morto. Non manca però neanche la rima in certi punti di varie poesie: “…e cresce il clamore tra due fronti, / l’uno con casco, scudo, / manganello ed elmetto / l’altro a mani nude, giubbotto e berretto”.

Emilia Ricotti con questo libro non finisce di sorprenderci, sia per la scelta del contenuto, così angosciante, che per la forma che si va adattando al pensiero quasi come un guanto alla mano. E la sua è vera poesia nonostante all’inizio si abbia l’impressione di una  forma discorsiva che rasenta quasi la prosa, ma, rileggendola, assaporandola, si scopre che c’è vera poesia. E’ vera arte. E dello spessore degno di una drammaturga, di una drammaturga profondamente impegnata ed empatica.

Ci sono dei versi poi dove affiora il suo animo materno quando si chiede: “E se hai sognato riscatto, successo, futuro, / se a tredici anni hai lasciato tua madre / con una maglietta a righe, / i calzoncini corti, /, il viso fresco, / …e davanti alla sabbia ocra / seminata di ossa spolpate,  / hai imparato che se cadi, rimani indietro, / e ‘ questo il riscatto?”

Risalta anche la umanità di Emilia Ricotti. Indicativi questi versi: “Presidente, quando ti sei alzato dal tavolo / sei andato a guardare sulla sabbia dorata?/ Lì ai piedi di una collina di sabbia e di roccia / tutti intenti ad aspettare un convoglio / non ci sono cammelli distesi, / ma uomini e donne. / Distesi bocconi”.

Qui in questa silloge Emilia Ricotti ci si svela in tutte le pieghe del suo animo: lo sdegno, la riprovazione, l’ironia; il senso materno, l’umanità, e così via. Ed è il suo animo che si sente vibrare, fremere, compatire, che dà bellezza anche ai contenuti più deprimenti, e lungi dal rendere l’opera pesante, invece ha il potere di coinvolgere, interessare e fare riflettere.

Nel contrasto tra terre rare e chicchi di melograno, tra la opulenza e la disperazione, la nostra poetessa drammaturga mette in luce la abissale ingiustizia che esiste nel mondo; e non le sfugge nessuno dei fatti tra i più significativi, dall’Europa all’Africa; dall’Asia all’America. Si passa da una poesia all’altra in un incessante calarsi nelle sofferenze più atroci che possano esistere, ma questo ha alla fine un effetto quasi salutare, perché suscita nell’animo del lettore, una reazione verso l’affermazione della giustizia. Alla fine non si esce depressi come dal telegiornale, ma forti ed energici, decisi a lottare per porre fine un giorno a queste nefandezze. E’ il trionfo della giustizia che si reclama con tutte le proprie forze affinchè scompaia una buona volta questo scandaloso divario tra “Terre rare e chicchi di melograno”.

Maria Elena Mignosi Picone

Questo è il link per chi vuole acquistare il libro on-line

Questa presentazione richiede JavaScript.

Presentazioni – Quello che non ho mai detto (I Buoni Cugini Editori), poesie di Rosanna Badalamenti

Appuntamento con i lettori mercoledì 29 maggio 2019 alle ore 16.30 presso la sala teatro Erminia Bordiga educandato Maria Adelaide in Corso Calatafimi, 86 Palermo per la presentazione della raccolta di poesie Quello Che non ho mai detto della poetessa Rosanna Badalamenti.

All’evento poetico saranno presenti l’autrice e i relatori Angela Randazzo, dirigente scolastico e padre Domenico Spatola, scrittore e poeta. L’introduzione e il coordinamento sono affidati a chi scrive.

Sono previsti degli interventi musicali a cura di Adele Mazzi (pianoforte), Salvo Munafò (violino), Angelo La Porta (violino).

Le letture delle poesie di Rosanna Badalamenti sono affidate a Simona Lascari, Davide Lascari e Mariella Faraone.

Ingresso libero.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Locandina_Quello_che non_ho_mai_detto_Rosanna_Badalamenti
Locandina Evento

Presentazioni – Terre rare e chicchi di melograno (LuoghInteriori) poesie di Emilia Ricotti

Appuntamento con i lettori martedì 21 maggio 2019 alle ore 17.00 presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo per la prima presentazione della raccolta di poesie Terre rare e chicchi di melograno della poetessa e drammaturga palermitana Emilia Ricotti.

All’evento poetico saranno presenti l’autrice e le relatrici la professoressa Maria Elena Mignosi e la professoressa Michela Sacco Messineo. Il coordinamento è affidato a chi scrive. Ingresso libero.

Emilia_Ricotti
La poetessa Emilia Ricotti

“I miei versi ti caricano di una tensione che è responsabilità di fare, di dire, di essere, di sentire, di guardare e se presi alla lettera ti complicano la vita…” scrive l’autrice Emilia Ricotti (Palermo, giugno 1949). Si laurea in Lettere e Filosofia, con specializzazione in Lettere classiche, presso l’Università di Palermo nel giugno 1971. Insegna letteratura italiana e storia ininterrottamente dal 1972 fino al 2006-2007, anno in cui rassegna le dimissioni per dedicarsi interamente all’attività letteraria. Associata alla S.I.A.E. nella categoria autori, dal 2011. Per la drammaturgia, con Casa memoria ha vinto il “Premio Autori Italiani 2013”, con La pescatrice di perle nel 2015, con Io, ero tutto diverso nel 2017, con Mare deserto il Premio Centro Attori 2018, tutti e quattro i concorsi indetti da «Sipario». È su “Cyclopedia” di «Sipario» con Achuna Mathata, su «Sipario Bis» con: Mare deserto, C’era una volta una conca d’oro, la trilogia di Mandela life e con i testi premiati da «Sipario» nelle edizioni 2013, 2015, 2017. È sul n. 793-794 del mensile «Sipario» con La pescatrice di perle e sul n. 823-824 Speciale Autori Italiani per l’Europa con Mare deserto.

 

 

Questa presentazione richiede JavaScript.

Emilia Ricotti è stata finalista nella sezione Teatro al “Premio inedito Colline d’Oro di Torino 2014” e nell’Edizione XVII 2018 le è stata attribuita una Menzione per l’opera Io, ero tutto diverso.

Evento Presente su Facebook

Antonino Schiera

 

 

Appuntamenti – Importante convegno a Palermo: linguaggio e pregiudizio, le parole condizionano il pensiero?

Ricevo e pubblico volentieri il comunicato stampa che riguarda un importante convegno a Palermo per il quale sono previsti 3 crediti formativi dall’Ordine dei Giornalisti e 3 crediti formativi dall’ordine degli Avvocati di Palermo.

Maria_Gianbruno
Maria Giambruno

Quanto incide il linguaggio che usiamo giornalmente nella costruzione della società? Possiamo davvero dire che le parole che usiamo non condizionano il pensiero e le relazioni tra le persone? Noi siamo ciò che diciamo?

Intorno a questi temi si svolgerà domani 15 maggio a Palermo, nella sede di Palazzo Comitini in via Maqueda 100, con inizio alle 15.30 una conferenza su ““Linguaggio e pregiudizio: le parole condizionano il pensiero?”.

A promuovere l’incontro: l’Associazione Nazionale del Fante – ente giuridico fondato nel 1920 e riconosciuto dal Ministero della Difesa – in collaborazione con Zonta International Palermo ZYZ e con l’Associazione Progetto Forense. Partner l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e l’Ordine degli Avvocati di Palermo che hanno previsto crediti formativi per gli iscritti.

Francesco_Pira
Francesco Pira

L’incontro nasce dall’esigenza di sensibilizzare, soprattutto gli operatori della comunicazione e del diritto, riguardo la necessità di restituire alla parola il proprio valore e significato perché al degrado della parola corrisponde il degrado del pensiero.

Assistiamo ad una deriva culturale in cui al linguaggio si è sostituito progressivamente il linciaggio e la barbarie. Tornare ad utilizzare un linguaggio appropriato e rispettoso – soprattutto del genere – è la chiave per recuperare umanità?

Sul tema parleranno:

· Maria Giambruno –Giornalista – Le parole creano pregiudizi?

· Maria Pia FarinellaConsigliera dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia – Il “Manifesto di Venezia” per il rispetto e la parità di genere nell’informazione

· Francesco Pira – Docente di teorie e tecniche del linguaggio giornalistico – Università di Messina – Nuovi modelli comunicativi: tra fake news, emotivismo e vetrinizzazione

· Marinella Laudani magistrataIl linguaggio nella redazione delle sentenze

· Alessandra Nocera – Diffamazione col mezzo della stampa: bilanciamento tra la tutela della persona e il diritto all’informazione

A moderare i lavori l’Avvocata Maria Vittoria Cerami

Appuntamenti – Interpretazione del coro Cum Iubilo sulle note della Via Crucis di Franz Liszt

Il giorno 27 aprile 2019 un pubblico numeroso ed attento ha potuto respirare ancora aria pasquale, grazie alla magnifica esibizione del coro Cum Iubilo all’interno della chiesa palermitana di Santa Maria della Pietà. Il luogo consacrato sorge nel cuore della Kalsa, antico quartiere di origine araba che, con le sue fortificazioni esterne, caratterizza questo angolo storico di Palermo prospiciente il mare.

Il direttore del coro, Giovanni Scalici (nella foto in alto), ha proposto la Via Crucis di Franz Liszt, avvalendosi del prezioso contributo artistico di Calogero Di Liberto al pianoforte. I solisti sono stati Chiara Giacopelli, soprano; Angelo Catania, tenore; Giuseppe Badamo, basso oltre, naturalmente, ai componenti del coro tutto.

Successo e applausi convinti hanno sancito la chiusura del percorso musicale del compositore Franz Liszt, che ha toccato le quattordici stazioni della Via Crucis creando così un’atmosfera di riconciliazione, pace e serenità con se stessi e con il mondo, così come si percepiva ascoltando i commenti del numeroso pubblico. Il pianista Calogero Di Liberto ed il coro hanno dovuto concedere il bis.

Ricordo che è possibile conoscere gli eventi organizzati, la storia, i componenti del coro, ma anche ascoltare qualche brano visitando il sito all’indirizzo che segue: https://www.corocumiubilo.it

Antonino Schiera

Eventi – Quel genio di Caravaggio: il mistero di un capolavoro pittorico

Copia_Natività_Caravaggio
Copia della Natività del Caravaggio all’interno dell’Oratorio di S. Lorenzo

Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale, scriveva lo scrittore francese Marcel Proust in un suo aforisma. Di artistica dissacrante originalità non era scevro il grande Michelangelo Merisi in arte Caravaggio, che, pertanto, possiamo ringraziare per avere ridato vita al mondo per l’ennesima volta, secondo l’aforisma di Proust, attraverso le sue grandiose opere conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Un’originalità che spesso cozzava con la visione conservatrice frutto della secolarizzazione della chiesa, che già nel 1600 prevaleva sull’iconografia dell’epoca.

Una delle più importanti opere del Caravaggio, la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, è stata trafugata nell’ottobre del 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo. L’oratorio sorge nel centro storico della città ed è impreziosito dagli stucchi di Giacomo Serpotta che a partire dal 1700, periodo in cui l’artista palermitano vi lavorò, lo avvolgono in un abbraccio di grande pregio artistico.

Questi sono i pregiati ingredienti che, ben miscelati dagli organizzatori e dai protagonisti, hanno regalato un pomeriggio culturale di alto livello nella nostra città: un simposio dal titolo Quel Genio di Caravaggio a cura dello scrittore Maurizio Lucchese e della critica d’arte Valentina Gueci.

Riccardo_Lo_Verso
Il giornalista e scrittore Riccardo Lo Verso

Il numeroso pubblico presente ha assistito ad un interessante dibattito grazie ai qualificati interventi dei curatori del simposio; dello scrittore e giornalista Riccardo Lo Verso, autore del libro La tela dei boss; della giornalista Marianna La Barbera, attenta promotrice di eventi culturali; di Vincenzo Perricone (leggi mio post) presidente dell’associazione di promozione culturale Siciliando e di Ninni Terminelli, noto opinionista palermitano.

L’organizzazione criminale mafiosa siciliana è stata più volte nominata durante il simposio in quanto, sembra certo, che il furto sia stato commissionato da un non meglio identificato esponente mafioso, com’è nella natura della mafia, per fare soldi. Uomini appartenenti alla mafia con la patente di pentito in tasca, così come metaforicamente specificato da Riccardo Lo Verso, hanno ripetutamente parlato dello strano furto senza che vi sia stata la possibilità di ritrovare l’opera del Caravaggio, che ricordiamo è stata realizzata con olio su tela misurata in 268 x 197 cm. Va ricordato che anche il giudice Giovanni Falcone cercò di arrivare alla verità.

Non è escluso che i mandanti e gli esecutori del furto si siano resi conto successivamente del valore inestimabile della Natività del Caravaggio e che oggi possa essere nelle mani di qualche insospettabile. L’opera attualmente tra le più ricercate al mondo, non può essere esposta da chi la detiene e ci si domanda come mai non venga fatta ritrovare.

Si perché prevale l’ottimismo da parte di chi si occupa del caso, ma anche di chi ama l’arte in generale rispetto ad una visione pessimistica del caso, che non può tenere conto della possibilità che l’opera sia andata definitivamente distrutta.

Un gravissimo danno è stato perpetrato alla comunità italiana, siciliana e palermitana nello specifico, se si immagina quanti visitatori avrebbero fatto la coda nei 50 anni che ci separano dalla grave sottrazione della tela del Caravaggio. Un piccolo oratorio incastonato nel meraviglioso centro storico di Palermo impreziosito da due grandi artisti italiani: Caravaggio e Giacomo Serpotta.

Per chi volesse conoscere meglio i risvolti di questo giallo internazionale, consiglio la lettura del libro di Riccardo Lo Verso La tela dei boss Gruppo Editoriale Novantacento.

Galleria Fotografica