360 gradi di bellezza – L’infinito azzurro del Mar Tirreno [VIDEO]

(Fonte Wikipedia)

Il mar Tirreno è quella parte del mar Mediterraneo occidentale che si estende a ovest della penisola italiana. Può essere suddiviso in Tirreno settentrionale, centrale e meridionale.

Prende il nome dall’appellativo Tirreni (Tyrsenoi o Tyrrhenoi), l’etnonimo con il quale i Greci chiamavano gli Etruschi i cui territori nell’VIII secolo a.C. a nord si estendevano fino alla foce dell’Arno nei pressi di Pisa,[1] e che nei due secoli successivi ampliarono il loro raggio d’azione fino alla foce del fiume Magra in Liguria,[2] mentre a sud si estendevano fino alla Campania, detta per questo anche Etruria Campana.

Le prime attestazioni dei Tirreni nei testi degli autori greci si trovano nella Teogonia di Esiodo (VIII secolo a.C.) e nell’inno omerico a Dioniso (VII-VI secolo a.C.).

Nella Teogonia di Esiodo:

«Circe, figlia di Helios figlio di Hyperion, partorì in unione a Odisseo paziente Agrios e Latino perfetto e forte. Telegono generò grazie ad Afrodite d’oro. Essi molto lontano nel recesso delle isole sacre su tutti i Tirreni illustrissimi regnavano.»
(Esiodo, Teogonia, 1011-1016.[3])

Nell’Inno omerico a Dioniso dove i Tirreni vengono ritratti come pirati:

«E presto, nella solida nave, apparvero veloci, sul cupo mare, pirati Tirreni: li portava la sorte funesta.[4][5]»

Secondo la leggenda della fondazione di Roma, il mar Tirreno e più precisamente la costa laziale è l’approdo di Enea in fuga da Troia, secondo quanto riporta l’Eneide di Virgilio. Nel Medioevo è teatro delle azioni delle repubbliche marinare di Gaeta e Amalfi. In epoca contemporanea Anzio è invece teatro dello sbarco degli alleati durante la seconda guerra mondiale poco prima dell’Armistizio di Cassibile e l’inizio della resistenza italiana contro il nazifascismo.

 

È compreso fra la Corsica, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Basilicata, la Campania, il Lazio e la Toscana; è collegato al mar Ionio tramite lo Stretto di Messina ed è diviso dal mar Ligure dall’isola d’Elba, con il Canale di Corsica a ovest e il Canale di Piombino a est. A sud e a sud-ovest confina anche con il Canale di Sicilia e il canale di Sardegna. Il confine fra mar Tirreno e mar Ligure è quindi costituito dalla linea immaginaria che congiunge Capo Corso all’isola d’Elba e al canale di Piombino, lungo il 43º parallelo.[6] Questa suddivisione è ritenuta valida dall’Istituto idrografico della Marina Militare Italiana, che usa perlopiù Mar Ligure nei portolani relativi alla costa toscana settentrionale.

Navigazione sul Mar Tirreno
Navigazione sul Mar Tirreno

Tuttavia nella percezione comune e secondo una tradizione radicata, prevale l’idea che il confine settentrionale tra il mar Ligure e il mar Tirreno sia situato alla foce del Magra, in Liguria, e che quindi tutta la costa toscana si affacci sul Tirreno.[7][8][9] Questa versione tradizionale dei confini ha portato a varie conseguenze: vicino a Pisa negli anni trenta è stata fondata una località balneare denominata Tirrenia; il quotidiano di Livorno si chiama Il Tirreno e Viareggio e Castiglioncello sono popolarmente definite le Perle del Tirreno. Occorre tuttavia considerare che nelle carte dell’Ottocento il mare che bagnava la Toscana era talvolta chiamato semplicemente Mare Toscano.[10]

L’Organizzazione idrografica internazionale, in un suo documento del 1953,[11] adotta come confine la linea che congiunge Capo Corso (in Corsica) con l’isola Tinetto (nel Golfo della Spezia). Pertanto tutta la costa toscana e il Golfo della Spezia farebbero parte del mar Tirreno. Questo confine è stato ridefinito: infatti la stessa Organizzazione ha pubblicato nel 1985 una bozza del documento definitivo sui limiti dei mari che fa coincidere il confine sud-orientale del mar Ligure con quello lungo il 43º parallelo Nord da Capo Corso a Piombino.[12]

Il confine fra il Mar Tirreno e il Mar Mediterraneo è costituito dalla linea immaginaria che congiunge Capo Boeo a Marsala in Sicilia con Capo Teulada in Sardegna.

 

 

 

 

 

 

 

 

360 gradi di bellezza – La Galleria Vittorio Emanuele a Milano [VIDEO]

Il visitatore che decide di conoscere Milano non può non soffermarsi attentamente, dedicando alcune ore, nel meraviglioso centro città, rappresentato da Piazza Duomo con il suo magnifico duomo; Piazza della Scala, con l’antico teatro; Piazza dei Mercanti, cuore della città medioevale insieme a Palazzo Marino; il Museo del Novecento, dove si può ammirare gratuitamente il dipinto Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

La magnifica Galleria Vittorio Emanuele, che collega le già citate Piazza Duomo e Piazza della Scala, in una ricca raccolta di affreschi, mosaici, vetrate e quant’altro, è l’oggetto principale di questo post.  La struttura principale della Galleria è formata da due bracci incrociati, di cui il maggiore che congiunge piazza della Scala a piazza Duomo è lungo 196 metri, mentre il minore che unisce via Foscolo a via Pellico misura 105 metri.

Per ulteriori informazioni visita: Cosa vedere a Milano in due ore Breve storia del salotto di Milano

 

 

 

 

360 gradi di bellezza – Riserva naturale orientata Capo Gallo [VIDEO]

Oggi, con il nostro 360 gradi di bellezza, ci troviamo nella riserva naturale orientata di Capo Gallo.

La riserva si estende in un’ area di circa 586 ettari ed è costituita principalmente dal Monte Gallo, un massiccio carbonatico, formatosi decine di milioni di anni or sono fra il periodo Mesozoico e l’Eocene medio. Il Monte Gallo termina in un promontorio, denominato Capo Gallo, sul quale sorge un faro che ne segnala la posizione.
Il promontorio si trova nella zona nord-occidentale di Palermo e separa i due golfi di Mondello e Sferracavallo, nei quali sorgono gli omonimi quartieri marinari della città. Capo Gallo fa parte del territorio comunale di Palermo che, avendo già dal 1996 la Riserva di Monte Pellegrino, può vantare il singolare primato di possedere ben due riserve naturali entro i propri confini.
Il lato costiero della Riserva di Capo Gallo si estende dal capo omonimo verso ovest fino a Punta Barcarello e, data la natura carsica delle rocce, il mare le ha modellate nelle forme più bizzarre, formando una serie di grotte affascinanti, come la Grotta dell’olio che ricorda un po’ la famosissima Grotta azzurra di Capri. Nell’antichità queste grotte furono abitate dall’uomo e in talune di esse sono stati rinvenuti graffiti preistorici ed altri reperti archeologici di notevole importanza.
Per accedere a buona parte della riserva è necessario l’approdo marino, visto che i collegamenti terrestri che partono dalle due borgate marinare non si incontrano. Per tale ragione nel punto centrale della riserva viene spesso praticato il naturismo. I luoghi più agevoli da raggiungere sono spesso affollati nella stagione estiva a causa della vicinanza al mare e la riserva tutta è posta sotto la vigilanza delle guardie naturalistiche del parco che controllano il rispetto dei regolamenti da parte di turisti e bagnanti.
Il tratto di mare che unisce Capo Gallo con la vicina Isola delle Femmine è stato dichiarato riserva marina. Più precisamente l’Area naturale marina protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine (tale è la corretta denominazione), istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente del 24 luglio 2002, ha una superficie di 2.173 ettari e la sua gestione è affidata al consorzio creato tra i Comuni di Palermo e quello di Isola delle Femmine.
(si ringrazia il sito http://www.siciliaccessibile.it/ dal quale sono tratte le informazioni)

 

360 gradi di bellezza – Piazza Pretoria a Palermo [VIDEO]

Oggi, con il nostro 360 gradi di bellezza, ci troviamo nella magnifica piazza palermitana denominata Pretoria, un luogo di rara bellezza che racchiude nel breve volgere di uno sguardo chiese, palazzi antichi, monasteri ed il Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo con le sue magnifiche sale sulle quali spicca Sala delle Lapidi, all’interno della quale ha sede il Consiglio Comunale.

 

La piazza sorge nella centralissima zona pedonale a ridosso dei Quattro Canti di Città. Piazza Pretoria è chiamata dai palermitani Piazza della Vergogna per via della presenza di statue in costume adamitico  che campeggiano all’interno della fontana. Lo scultore e architetto Francesco Camilliani, discepolo di Baccio Bandinelli, ne è l’autore. Tutta in marmo bianco di Carrara, è stata realizzata a Firenze nel 1554 e successivamente acquistata dalla città di Palermo grazie all’interessamento luigi de del Senato Palermitano nel 1573. Fu una questione di soldi in quanto il suo proprietario, Luigi de Toledo imparentato con Cosimo de Medici, essendo fortemente indebitato la vendette. Giunse così a Palermo dopo che era stata smontata, per permetterne il trasferimento da Firenze fino al capoluogo siciliano.

Il video comincia con l’inquadratura della magnifica chiesa barocca di San Giuseppe dei Teatini, costruita all’inizio del XVII secolo,  maestosa nella parte esterna e con degli interni sontuosamente decorati.

Fanno bella mostra di sé due palazzi nobiliari Palazzo Bordonaro e Palazzo Bonocore.

A seguire è possibile ammirare la chiesa di Santa Caterina, al cui interno è conservata la più vasta decorazione in marmi policromi della città. Eretta alla fine del XVI secolo, è di stampo rinascimentale. Secondo una leggenda le monache di clausura, che vivevano nell’annesso monastero, infastidite dall’oscenità delle statue, scesero in piazza di notte, ed evirarono le sculture.

Infine il nostro sguardo è catturato dal Palazzo Pretorio, noto anche come Palazzo delle Aquile, già denominato Palazzo Senatorio o Palazzo di Città. Fu il sovrano Federico III nel 1322 a riconosce la necessità di erigere una sede idonea destinata alle assemblee cittadine, dando così il via alla realizzazione di questo maestoso ed importante palazzo, che risente delle varie stratificazioni storie ed epoche che si sono susseguite in città.

Antonino Schiera

 

360 gradi di bellezza – Mondello e il suo promontorio che Johann Wolfgang Goethe ammaliarono.

Il Montepellegrino visto da Mondello ha assunto, per un magico, scherzoso, gioco della natura la forma di un cane accucciato. Non possiamo sapere se questa era la prospettiva dalla quale Johann Wolfgang Goethe lo osservava. “Montepellegrino? Il più bel promontorio del mondo” vergò lo scrittore, poeta e drammaturgo tedesco nel suo libro Viaggio in Italia. Il_Montepellegrino

Quasi in cima al monte sorge il Santuario di Santa Rosalia all’interno del quale dimorano i resti della Santa Patrona di Palermo e dove campeggia, tra le altre epigrafi, il ricordo di quel viaggio di Goethe a Palermo che iniziò il 2 aprile 1787.

Scarica Baldovino-Rosalia Sinibaldi in formato Word, mio breve monologo

 

 

 

 

L’antico stabilimento balneare (stile liberty e art nouveau), progettato dall’architetto Rudolf Stualker, doveva sorgere nella città di Ostenda in Belgio, ma venne spostato nella località di Mondello in virtù della maggior bellezza del paesaggio di quest’ultima. A partire dal 15 luglio del 1913 fa la sua bella figura nel bel mezzo del mare, al centro della spiaggia.

Mondello è un quartiere di Palermo che vive di turismo e di pesca legato territorialmente alla vicina Partanna, località nei tempi andati legata perlopiù all’agricoltura e alla pastorizia ed impreziosita da storiche ville ottocentesche, appartenenti ai nobili di allora. Per trovare a iosa le preziose ville in stile liberty di fine ottocento, bisogna invece calpestare il territorio della vicinissima Valdesi e della stessa Mondello.

Simmetricamente opposto al Montepellegrino sorge il Monte Gallo dove insiste una riserva naturale orientata, che arriva fino al mare e si sviluppa lungo la costa fino a Barcarello. Nella cima del Monte Gallo campeggia il semaforo di origine borbonica che fungeva da osservatorio aeronavale, all’interno del quale vive un eremita che si fa chiamare Isravele.

Insinuata tra i monti, salendo verso la Favorita e la Piana dei Colli, inizia la pianura, che ha favorito la nascita ed il successivo sviluppo urbanistico di Palermo.

 

360 gradi di bellezza – Enzo Rinella a Isnello nel giorno della memoria.

Siamo a Isnello in pieno Parco delle Madonie un vero e proprio anfiteatro naturale formato da rocce calcaree o silicee. Caratterizzato da una morfologia difforme: di aspra natura calcarea al centro, più dolce nelle zone periferiche di origine argillo-sabbiosa.

 

 

 

Un agglomerato di case, un ammasso di vita quotidiana, viuzze ancheggianti e preziosi scrigni di angoli suggestivi, protetto dalla possente mole della Montagna Grande e dominato dall’antico castello bizantino. È Isnello, Menzil al Himar  secondo gli Arabi“paese antichissimo e perciò pieno di profonda nobiltà (Carlo Levi)”.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore che domina l’abitato, con il suo ampio prospetto, impreziosito dalla guglia del campanile ricoperta da maioliche colorate. Custode di pregevoli tele settecentesche, di una quattrocentesca Croce pensile bifrontale, il Crocifisso ligneo del 1625, vicino allo stile artistico di fra’ Innocenzo da Petralia.

Nel Giorno della Memoria 2018 i 360 gradi di bellezza sono impreziosite dalla voce dell’attore palermitano Enzo Rinella che ci regala una grande emozione con un breve monologo tratto dal Mercante di Venezia, opera teatrale di William Shakespeare.

Antonino Schiera

 

360 gradi di bellezza – Piano della Cattedrale a Palermo.

Siamo a Palermo in una una mattinata di gennaio, uggiosa e con una luce tenue. Precisamente nel cortile prospiciente l’ingresso meridionale della Cattedrale di Palermo. Questo è un 360 gradi di bellezza che racchiude dentro di se l’architettura, l’arte e l’ingegno umano stratificato nei secoli. Buona visione!

 

La cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria Assunta, nota semplicemente come Cattedrale di Palermo, è il principale luogo di culto cattolico della città di Palermo e sede vescovile dell’omonima arcidiocesi metropolitana.

A partire dall’anno 2015 fa parte del Patrimonio dell’Umanità (Unesco) e ricade all’interno dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. Questa particolare e centrale zona di Palermo ricade nel quartiere denominato Cassaro Alto, ricchissima di testimonianze storiche, ville e giardini.
Una delle caratteristiche della Cattedrale di Palermo risiede nel fatto che al suo interno sono tumulati i resti di grandi re, condottieri e loro consorti della Palermo antica (Medioevo) tra questi: Ruggero II, Federico II di Svevia, Enrico VI, Costanza d’Altavilla, Costanza d’Aragona.
Attorno alla Cattedrale di Palermo, sorgono antiche dimore private e importanti edifici che ospitano istituzioni religiose e laiche tra le quali la sede dell’Arcidiocesi Metropolitana; la sede del liceo classico Vittorio Emanuele II, il più antico della città di Palermo e della Sicilia; il Museo di Palazzo Asmundo, villa seicentesca di pregiata fattura;