Recensioni – Maria Elena Mignosi Picone riguardo Terre rare e chicchi di melograno (LuoghInteriori) di Emilia Ricotti

Ricevo e pubblico volentieri la recensione della professoressa Maria Elena Mignosi Picone (clicca qua per conoscerla meglio) che ha regalato ai presenti, durante la presentazione della raccolta di poesie Terre rare e chicchi di melograno (LuoghInteriori) di Emilia Ricotti svoltasi il 21 maggio scorso nella Sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo.  Buona lettura.

 

Emilia Ricotti

Terre rare e chicchi di melograno

Luoghi interiori

Presentazione

Accostandoci a questo libro, notiamo subito che è diverso dagli altri libri di poesie. Questa silloge di Emilia Ricotti, dal titolo “Terre rare e chicchi di melograno” si presenta alquanto inconsueta. Perché? Mentre gli altri libri di poesie ruotano tutti in genere attorno alle tematiche ad esempio dell’amore, degli affetti familiari, della natura e anche del dolore, della fede, qui invece niente di tutto questo. E neanche la musicalità propria della poesia, con le strofe, le rime; questi sono versi liberi che però una loro cadenza ce l’hanno, specialmente verso la fine di ogni poesia, dove si avverte un certo ritmo che man mano si fa sempre più rapido e incalzante.

Qui dunque c’è qualcosa di nuovo; neanche il dolore che in genere nella poesia viene sublimato e sfocia nella speranza e nella rigenerazione, qui no. E allora cosa c’è? Qui in questi versi di Emilia Ricotti che, oltre che poetessa, è scrittrice. Ecco, c’è la sua essenza che è quella di drammaturga. Ha scritto parecchie opere teatrali, di grande pregio e che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Perciò noi qui troviamo il dramma. Non uno come in un’opera teatrale, ma tanti quante sono le poesie. Ogni poesia un dramma. Dramma che è tragedia, che è catastrofe. Sul tipo dell’11 Settembre a Manhattan. Ma proprio questo non c’è. E c’è un motivo. L’autrice non prende in considerazione qualsiasi tipo di dramma o catastrofe, ma quel che più le preme cogliere è il dramma causato dall’ingiustizia. Ingiustizia che spacca l’umanità in due fronti, da un lato gli oppressori, dall’altro gli oppressi; da un lato i carnefici, dall’altro le vittime. E così troviamo questi versi: “Non sono le due torri, / non è l’undici settembre, / ma il 24 Aprile 2013 / al Rana Plaza, trappola mortale”.  Siamo in Asia, in Bangladesch, ci sono crepe nell’edificio, che è una fabbrica tessile. “Le crepe al diavolo, / se ci sono restano, / si deve andare avanti! /…/ in Europa aspettano e in Usa anche!” Ribatte un altro: “E la sicurezza”? e in risposta: “Io devo vivere, / tu sopravvivere”! E poi il crollo. I morti tra gli operai? “…dieci volte cento / e dodici volte dieci”, “Rana Plaza /…/ trappole mortali, / trappole occidentali”.

Ecco, è questa la poesia di Emilia Ricotti: una denuncia, aperta e coraggiosa, delle responsabilità che ci sono alla base delle catastrofi; uomini avidi e senza scrupoli, assolutamente incuranti dei lavoratori, tesi solo al profitto e assolutamente privi del benché minimo senso di umanità.

E non solo verso gli adulti ma anche verso bambini e bambine. E’ lo sfruttamento. Ecco che l’attenzione della poetessa si sposta all’Africa, nel Congo, una delle “terre rare”, ricca di preziosi minerali, tra cui il coltan, che è quello con cui si fanno gli smartphone, i computer. Leggiamo: “Vola via l’oro del Congo, / vola verso gli Stati Uniti, l’Inghilterra, il Belgio, …la Cina”. Qui lo sfruttamento indegno dei bambini. “I bambini puoi pagarli di meno, tenerli nell’acqua, ..per una miseria…dodici ore nel fango / e il futuro rubato”. E a conclusione della poesia, una ironia amara, tragica: “E gli squali a braccetto / con un patto d’acciaio”. E questa è l’Africa. Il Congo specialmente.  Bambini soldato,”…bambine dai due agli undici anni / prelevate di notte, / trascinate nella foresta”. “Qui la pietà è stata fatta a pezzi, / l’orrore dilaga”.

Ecco, da questi stralci si può ben comprendere quale è la poesia di Emilia Ricotti in questo libro “Rare terre e chicchi di melograno”. Ma chi sono per lei i chicchi di melograno? Lo desumiamo dai seguenti versi: “Lui in quattro minuti rovescia il suo carico / come chicchi di melograno /…li hai visti quei chicchi / alzarsi, inginocchiarsi, inchinarsi / per allinearsi col mare / in un equilibrio impossibile”. I chicchi di melograno sono gli oppressi, gli sfruttati, le vittime, in contrapposizione alle terre rare, dove si scatena l’avidità con conseguente oppressione e mancanza assoluta di pietà. L’oppressione si manifesta anche nei processi, come avvenne in Spagna all’affondamento di una petroliera, che dava già segni ma nessuno intervenne. Tutti rimandavano, e non solo. Fatto il processo, la conclusione quale fu? “Tutti assolti, / nessun colpevole”, “Undici anni persi di battaglie legali”, “Tutti assolti, /nessun colpevole”. E altrove con ironia: “ e la pace e la giustizia è servita”.

Emilia Ricotti mette in luce le contraddizioni,  i retroscena dei fatti, come ad esempio possa finire una guerra in Arabia  quando l’Occidente ha tutto l’interesse di commerciare le armi. Così scrive: “obbiettivo Yemen, / pioggia di bombe, / giro d’affari alle stelle” e conclude: “Partita doppia intrigante / gli occidentali forniscono munizioni… / e violazioni / del diritto / umanitario , / il regime saudita”.

Questo libro potrebbe racchiudersi tutto in una frase degli antichi romani, “Mors tua vita mea”.

E questa è la molla della società odierna. Il profitto al primo posto. L’interesse al vertice . Tutto il resto, non conta: morti di innocenti…chicchi di melograno!

Questo libro è lo specchio dei mali di oggi: traffico di armi,  traffico di organi, di droga; tratta di uomini-merce, migrazione; corruzione.

C’è tutto il marcio del mondo, a livello planetario: Africa, America, Asia, ed Europa.

Sembrerebbe un telegiornale, ma non è telegiornale, è poesia. E quasi quasi ci si sorprende che notizie , così pesanti, angoscianti possano assurgere a poesia. Eh sì, è possibile. Del resto anche il male, il dolore, la tragedia lo può. Pensiamo ai Tragici Greci, pensiamo a Shakespeare. Dipende dall’animo. L’animo di un poeta è diverso da quello di un cronista. Ed Emilia Ricotti ha lo spirito della drammaturga. Come lo ha riversato nelle opere teatrali così lo  riversa pure nella poesia. Sembrerebbe più difficile invece no perché mentre l’opera teatrale si costruisce, la poesia è ispirazione. E’ immediata.

E ce ne accorgiamo anche dallo stile. Immediato, conciso, lapidario.  Un linguaggio il suo, un po’ particolare, con varie parole inglesi, talora usate con sfumatura ironica. Il linguaggio dell’esistenza ma attinente ad un determinato settore, quello della politica e della economia soprattutto. Un linguaggio sbrigativo, attuale, però che mantiene sempre un buon tono, sostenuto,  data la cultura dell’autrice che è laureata in lettere. Spesso ogni verso è costituito da una sola parola e questo conferisce un ritmo incalzante che accentua la drammaticità come nella poesia: “Berlino 1961- 1989” dove scrive: “Dimmi, chi sei tu, / che ad ogni crocevia costruisci altri muri? / Che difendi? / La pancia, / la razza, / la borsa, / il mattone, la pelle?”. In maniera quasi telegrafica inquadra poi tutta una situazione, con l’indicazione del periodo, del luogo e del fatto: “2005: una piroga scompare / e in villaggio a Dakar /… un pianto lungo di donne”, “Ore ventidue: quattordici ore a martello, bombardamento a tappeto”; “America centrale: / Honduras / Salvador / Guatemala / triangolo d’oro…triangolo dei disperati”. Lo stile contribuisce alla drammaticità come risalta molto efficacemente nella seguente strofe: “La collina è un lager / il filo spinato è il mare. / Lampedusa bolle: / non si violenta un’isola”, dove il martellare della penultima sillaba di ogni verso quasi richiama la musica delle Messe di Requiem, di Mozart, Verdi; sembrano quelle cadenze i rintocchi di campane a morto. Non manca però neanche la rima in certi punti di varie poesie: “…e cresce il clamore tra due fronti, / l’uno con casco, scudo, / manganello ed elmetto / l’altro a mani nude, giubbotto e berretto”.

Emilia Ricotti con questo libro non finisce di sorprenderci, sia per la scelta del contenuto, così angosciante, che per la forma che si va adattando al pensiero quasi come un guanto alla mano. E la sua è vera poesia nonostante all’inizio si abbia l’impressione di una  forma discorsiva che rasenta quasi la prosa, ma, rileggendola, assaporandola, si scopre che c’è vera poesia. E’ vera arte. E dello spessore degno di una drammaturga, di una drammaturga profondamente impegnata ed empatica.

Ci sono dei versi poi dove affiora il suo animo materno quando si chiede: “E se hai sognato riscatto, successo, futuro, / se a tredici anni hai lasciato tua madre / con una maglietta a righe, / i calzoncini corti, /, il viso fresco, / …e davanti alla sabbia ocra / seminata di ossa spolpate,  / hai imparato che se cadi, rimani indietro, / e ‘ questo il riscatto?”

Risalta anche la umanità di Emilia Ricotti. Indicativi questi versi: “Presidente, quando ti sei alzato dal tavolo / sei andato a guardare sulla sabbia dorata?/ Lì ai piedi di una collina di sabbia e di roccia / tutti intenti ad aspettare un convoglio / non ci sono cammelli distesi, / ma uomini e donne. / Distesi bocconi”.

Qui in questa silloge Emilia Ricotti ci si svela in tutte le pieghe del suo animo: lo sdegno, la riprovazione, l’ironia; il senso materno, l’umanità, e così via. Ed è il suo animo che si sente vibrare, fremere, compatire, che dà bellezza anche ai contenuti più deprimenti, e lungi dal rendere l’opera pesante, invece ha il potere di coinvolgere, interessare e fare riflettere.

Nel contrasto tra terre rare e chicchi di melograno, tra la opulenza e la disperazione, la nostra poetessa drammaturga mette in luce la abissale ingiustizia che esiste nel mondo; e non le sfugge nessuno dei fatti tra i più significativi, dall’Europa all’Africa; dall’Asia all’America. Si passa da una poesia all’altra in un incessante calarsi nelle sofferenze più atroci che possano esistere, ma questo ha alla fine un effetto quasi salutare, perché suscita nell’animo del lettore, una reazione verso l’affermazione della giustizia. Alla fine non si esce depressi come dal telegiornale, ma forti ed energici, decisi a lottare per porre fine un giorno a queste nefandezze. E’ il trionfo della giustizia che si reclama con tutte le proprie forze affinchè scompaia una buona volta questo scandaloso divario tra “Terre rare e chicchi di melograno”.

Maria Elena Mignosi Picone

Questo è il link per chi vuole acquistare il libro on-line

Questo slideshow richiede JavaScript.


Scopri di più da Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..

4 pensieri riguardo “Recensioni – Maria Elena Mignosi Picone riguardo Terre rare e chicchi di melograno (LuoghInteriori) di Emilia Ricotti

Rispondi

Scopri di più da Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere