Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio sul Vesprino di febbraio con un riferimento alla giornata mondiale della poesia

Ieri, 21 marzo 2020, era la giornata mondiale della poesia, una ricorrenza istituita dall’UNESCO che celebra una delle forma espressive più belle e antiche. Ringrazio la scrittrice Gabriella Maggio che mi ha inviato un pensiero poetico con foto pubblicato in evidenza in questo post. Buona lettura del bellissimo e attuale editoriale di Gabriella.

Gabriella Maggio
Gabriella Maggio

Care amiche, cari amici, pare che la conoscenza scientifica non abbia molto valore agli occhi della gente. Grazie anche alla scarsa formazione scientifica della maggior parte di noi, sui social più che gli articoli di argomento scientifico hanno successo i sensazionalismi della pseudoscienza tendente al misterioso che, pur allarmandoci, alla fine rassicurano perché dicono proprio quello che ci aspettiamo e in qualche modo abbiamo previsto. Vediamo inoltre che gli investimenti nella ricerca e nel personale addetto scarseggiano e questo contribuisce a diffondere un atteggiamento di disinteresse se non di sfiducia. E intanto l’articolo 27 comma 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948 recita: «Ogni persona ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici».

In altri termini, la scienza e i suoi benefici sono un diritto inalienabile di tutti gli uomini. Ma il riconoscimento di questo diritto non ha ottenuto un’adeguata attenzione. Esso implica un dialogo attraverso tutti i canali di comunicazione, in primo luogo la scuola e la stessa università per la costruzione di una cultura diffusa. Purtroppo è un diritto relativamente sconosciuto anche tra gli esperti in nome della presunta estrema specializzazione del discorso, per cui si tende a circoscriverla tra élite ristrette. La scienza è la risorsa più efficace per affrontare le sfide della società globale e nel corso del tempo ha dato grandi contributi al miglioramento della vita degli esseri umani. Il futuro dell’umanità dipende, ancor più che nel passato, dallo sviluppo di una scienza libera e responsabile e di una cittadinanza democratica e consapevole. Gli scienziati devono essere liberi e responsabili, ma devono anche valutare le conseguenze delle proprie azioni. Poiché la scienza è un bene pubblico globale, va garantito il diritto di ogni essere umano alla conoscenza; dove ci sono sapere oligarchico e ignoranza diffusa, si inaspriscono infatti anche le altre forme di disuguaglianze, in un circolo vizioso di ignoranza e deprivazione.

Gabriella Maggio

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Copertina del Vesprino del mese di febbraio 2020

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