Magazine – Editoriale di Gabriella Maggio sul Vesprino di aprile in piena pandemia da coronavirus

Ricevo e pubblico volentieri l’editoriale di Gabriella Maggio professoressa e scrittrice, inserito nel Vesprino del mese di aprile 2020.

Gabriella Maggio
Gabriella Maggio

Care Amiche, Cari Amici tutto il mese di aprile si può sintetizzare in poche parole : quarantena, “io resto a casa”, notiziario, protezione civile, terapia intensiva, “tamponare” o meglio fare un tampone. Mi rendo conto che questa distinzione appaia sottile, ma non vedo la necessità di forzare il nostro lessico, già ampio e fornito di lemmi adeguati a molte evenienze, più di quelle che possiamo pensare. Ma i tempi sono confusi e incerti e si prende la prima espressione che capita all’orecchio. Con buona pace della nostra stampa, anche la più qualificata, corriva sempre più ad ogni grossolanità.

Pochi i giornalisti che si cimentano in informazioni articolate e aderenti a quello che è veramente accaduto, espresso in lingua non soltanto corretta, ma ricca di sfumature lessicali. Non desidero soffermarmi sui luoghi comuni di quest’esperienza dura per tutti del Covid-19. Il bilancio lo dovremo fare tra qualche tempo, quando ci sarà la giusta distanza per capire e comunicare , sine ira ac studio, quanto è veramente accaduto, quanto è stata fatalità e quanto errore umano, quanto esteso e peloso il narcisismo mediatico. Adesso forse è meglio cercare di tenere insieme i frantumi della nostra vita, psicologica, professionale, sociale, economica per resistere noi, per potere aiutare chi ne ha bisogno, orgogliosi di appartenere ad un’associazione, il Lions International, che è in grado, grazie al contributo degli associati, di intervenire in maniera cospicua là dove è necessario.

Gabriella Maggio

Per scaricare il magazine completo clicca sul link: Vesprino_aprile_2020

Per visitare il Blog Palermo dei Vespri clicca sul link: Lions Palermo dei Vespri

Per contributi e per ricevere via email il magazine scrivere a: gamaggio@yahoo.it

Newsletter – Sguardo sul Mediterraneo [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte una  newsletter di  Sos Mediterranee Italia che pubblico volentieri:

Quali sono le conseguenze della pandemia da Covid-19 sul mondo migratorio? Chi sono gli attori attualmente presenti nel Mediterraneo centrale? Le persone continuano a fuggire via mare, qual è la situazione degli sbarchi e naufragi? Qual è la situazione in Libia? Alla luce della complessa situazione odierna nel Mediterraneo centrale, ogni settimana vi forniamo alcuni elementi di contesto. Perché testimoniare fa parte del nostra missione.

Partenze, omissioni di soccorso ed emergenza umanitaria nel Mediterraneo centrale.

@GuglielmoMangiapane-SOSMediterranee-1100x733
Fotografia di Guglielmo Mangiapane/ SOS MEDITERRANEE

Nel Mediterraneo centrale, l’emergenza umanitaria si è ormai considerevolmente aggravata. Negli ultimi dieci giorni sono state segnalate più di 1.000 persone in fuga dalla Libia su imbarcazioni di fortuna. Centinaia di persone sono state intercettate e rinviate forzatamente in Libia, mentre il governo di Tripoli ha dichiarato i propri porti “non sicuri” a causa dei bombardamenti che infuriano nella regione e della pandemia Covid-19. OIM Libiaha twittato il 17 aprile scorso, che “solo nell’ultima settimana, almeno 800 persone sono partite dalla Libia nel tentativo di attraversare l’Europa. Circa 400 sono stati respinti in Libia e arrestati. Almeno 200 di loro sono finiti in centri non ufficiali e risultano non più rintracciabili”.

Durante il tragico fine settimana di Pasqua, in cui Alarm Phone aveva pubblicato le posizioni conosciute di tre imbarcazioni su quattro totali che avevano chiesto aiuto – non soccorse per quattro giorni dagli Stati competenti per il salvataggio a mare – una barca è arrivata autonomamente a Porto Palo e un’altra a Pozzallo in Sicilia; mentre una terza imbarcazione con circa 47 persone a bordo ha lanciato diverse chiamate di soccorso mentre era in acque maltesi. Questa imbarcazione è stata lasciata senza soccorso, per più di 40 ore, ma è stata finalmente salvata grazie all’intervento della nave Aita Mari della Ong Salvamento Maritìmo Humanitario, che ha fatto rotta sulla zona dell’emergenza partendo dalla Sicilia.

12 morti e 51 sopravvissuti riportati in Libia dopo un’agonia di sei giorni

L’ARTICOLO PROSEGUE ALL’INTERNO DEL SITO SOS MEDITERRANEE CLICCANDO QUA

 

 

Newsletter – Ocean Viking tornerà in mare senza Medici Senza Frontiere [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, una newsletter che così recita:

Foto dal sito SOS Mediterranee
Foto dal sito SOS Mediterranee

Cari amici, speriamo che voi e i vostri cari stiate bene in questo periodo  particolarmente difficile. Come vi abbiamo segnalato di recente, data l’attuale situazione sanitaria dovuta al COVID-19, la Ocean Viking è temporaneamente in attesa nel porto di Marsiglia.

La nostra priorità è riprendere al più presto le nostre operazioni in modo responsabile, in condizioni che ci permettano di garantire la sicurezza dei nostri team e delle persone soccorse. Tuttavia, riteniamo che a causa della forte perturbazione del settore marittimo e delle reazioni degli Stati tali condizioni non siano attualmente soddisfatte.

Non condividendo la nostra strategia, il nostro partner medico Medici Senza Frontiere ha deciso di rompere la partnership che da quattro anni ci lega intorno alla nostra missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Prendiamo atto di questa decisione, anche se ce ne rammarichiamo a causa della eccezionale cooperazione tra le nostre organizzazioni a bordo della Aquarius e poi della Ocean Viking, che ci ha permesso di salvare più di 30.000 vite in mare.

Ciò nondimeno, sulla base delle nostre esperienze passate con il nostro primo partner Médecins du Monde e poi con Medici Senza Frontiere, i nostri team sono già al lavoro, determinati a riprendere il più presto possibile le operazioni di salvataggio con la Ocean Viking.

Nel Mediterraneo centrale, infatti, l’emergenza umanitaria si aggrava. Negli ultimi dieci giorni sono state segnalate più di 1.000 persone in fuga dalla Libia su imbarcazioni di fortuna. Centinaia di persone sono state intercettate e rinviate forzatamente in Libia,  mentre il governo di Tripoli ha dichiarato i propri porti “non sicuri” a causa dei bombardamenti che infuriano nella regione. Due giorni fa, cinque corpi senza vita sono stati trovati a bordo di una imbarcazione da diversi giorni in mare senza assistenza, mentre diversi Stati europei hanno annunciato ufficialmente di non essere in grado di fornire un luogo sicuro o di supportare lo sbarco di persone soccorse in mare.

Anche se siamo pienamente consapevoli della situazione estremamente difficile che gli Stati si trovano ad affrontare a causa del Covid-19, crediamo che le preoccupazioni e le misure adottate per preservare la salute pubblica non debbano andare a scapito dell’assistenza alle persone che rischiano di morire in mare.

L’Europa deve essere più che mai solidale, a terra come in mare. Insistiamo per aprire un dialogo urgente con gli Stati europei allo scopo di lavorare su scenari legali e innovativi e raccogliere insieme questa sfida.

Stiamo lavorando attivamente per ripartire presto per salvare vite in mare perché questo rimane il nostro dovere di cittadini europei e di marittimi. Vi informeremo regolarmente sul proseguimento delle nostre operazioni.  

Prendetevi cura di voi e grazie per il vostro sostegno. Finché sarete al nostro fianco, rinunciare non sarà mai un’opzione.

Il team di SOS MEDITERRANEE

#TogetherForRescue

 

 

Newsletter – Torneremo in mare, ma sin da subito ci impegniamo a terra [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, una newsletter che così recita:

Foto dal sito SOS Mediterranee
Foto dal sito SOS Mediterranee

Cari amici, come tutti voi siamo costretti in casa dall’emergenza che sta attraversando l’Europa. Il Covid-19 ci mette di fronte a una situazione senza precedenti.

La gravità dell’epidemia mette a dura prova il nostro Paese. In questa situazione è nostra responsabilità fermarci temporaneamente per fare le giuste valutazioni e poter riprendere il mare in condizioni che garantiscano la salute dei nostri team, quella delle persone che soccorriamo e la sicurezza della nostra missione. L’infezione ha sconvolto profondamente, fra le altre cose, gli assetti del settore marittimo causando l’impossibilità di assicurare i turni degli equipaggi, la chiusura dei porti, la messa in quarantena delle imbarcazioni, ecc. Sono state adottate anche misure straordinarie, come la chiusura delle frontiere europee. Fermarci è stata per noi una decisione difficile da prendere, perché sappiamo bene che l’emergenza umanitaria nel Mediterraneo centrale continua e le persone continuano a fuggire dalla Libia su imbarcazioni non adatte alla navigazione.

Conosciamo a fondo il dramma di chi è lasciato solo in mare, e per questo garantiamo con tutte le nostre forze che torneremo nel Mediterraneo il prima possibile. Nel frattempo, però, la nostra associazione, fatta di cittadini e soccorritori non può ignorare le tantissime situazioni di difficoltà, di paura e isolamento che vivono le nostre comunità a terra. E quando parliamo di comunità intendiamo dire tutti noi: cittadini italiani e stranieri, richiedenti asilo, persone senza fissa dimora, anziani e bambini.

Torneremo in mare, ma sin da subito ci impegniamo a terra.

Molti di noi volontari, soci, soccorritori, sono già coinvolti attivamente in tante realtà e associazioni su tutto il territorio italiano. In questi tempi difficili la solidarietà è più che mai necessaria ed essenziale. Ognuno di noi può fare la differenza, supportando il personale sanitario e le realtà attive sul territorio, utilizzando i dati dei canali ufficiali per diffondere informazioni corrette sull’epidemia, o semplicemente rimanendo responsabilmente a casa.

Gli effetti del Covid-19 possono essere mitigati anche senza essere in prima linea, fornendo aiuto a progetti sociali di distribuzione di medicinali, supporto psicologico telefonico o portando la spesa a domicilio. Sono iniziative da svolgere in tutta sicurezza, con la formazione necessaria, senza improvvisazione e rispettando le regole. Vi segnaliamo che queste attività possono essere svolte diventando volontari  temporanei con la Croce Rossa, su tutto il territorio nazionale (https://www.cri.it/12-03-2020-covid-19-diventa-volontario-temporaneo-croce-rossa), portando in questi giorni difficili un contributo a centinaia di progetti locali.

Diamo un segnale di vicinanza al nostro Paese, rendiamoci utili perché a mare, a terra o a casa, siamo #tuttisoccorritori.

Alessandro Porro

Presidente di SOS MEDITERRANEE Italia

 

 

Newsletter – L’Ocean Viking a Marsiglia [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, una newsletter che così recita:

Ocean_Viking_in_porto
Ocean Viking in porto

Cari amici, mentre l’epidemia del COVID-19 continua a diffondersi su scala mondiale, speriamo che voi e i vostri cari stiate bene. Tutte le squadre di SOS MEDITERRANEE sia in mare che a terra vogliono esprimere la loro solidarietà ai servizi di soccorso di tutti quei paesi che stanno cercando, in questo momento di straordinaria crisi, di salvare vite con tutti i mezzi disponili.

Con questo messaggio, vorremmo anche darvi alcune notizie riguardo alla nostra missione. La Ocean Viking ha appena attraccato nel porto di Marsiglia. Vi rimarrà stazionata il tempo necessario affinché i nostri team possano adeguare le nostre operazioni a questo contesto eccezionale.

La pandemia mondiale sta causando gravi problemi nell’accesso ai servizi medici e logistici nella maggior parte degli Stati europei. Al contempo, l’infezione ha sconvolto profondamente gli assetti del settore marittimo causando l’impossibilità di assicurare i turni degli equipaggi, la chiusura dei porti, la messa in quarantena delle imbarcazioni, ecc. Sono state adottate anche misure straordinarie, come la chiusura delle frontiere europee.

In questo contesto in rapida evoluzione, è nostra responsabilità valutare al meglio la situazione, per poter riprendere il mare in condizioni che garantiscano la salute dei nostri team, quella delle persone che soccorriamo e la sicurezza della nostra missione.

La nostra è una lotta contro il tempo in quanto sappiamo bene che l’emergenza umanitaria continua nel Mediterraneo centrale. Attualmente in mare non ci sono ONG né altre imbarcazioni di ricerca e salvataggio. Uomini, donne e bambini continuano a fuggire dalla Libia su imbarcazioni non adatte alla navigazione. Lo scorso fine settimana più di 400 persone sono state intercettate e rimandate in Libia, che non è un paese sicuro.

La nostra determinazione rimane costante e non perdiamo di vista il Mediterraneo. Le nostre squadre rimangono pienamente mobilitate per preparare, al più presto, il nostro ritorno in mare al fine di proseguire la nostra missione di salvataggio.

A terra, i nostri uffici sono chiusi e tutti gli eventi che comportano raduni fisici sono rinviati o cancellati in conformità con le misure di contenimento. Continuiamo il nostro lavoro a distanza e ci impegniamo in una riflessione con soci e volontari per sviluppare nuove forme di mobilitazione digitale. È certo che continueremo a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione del Mediterraneo ogni volta che potremo essere ascoltati.

In questi tempi difficili la solidarietà è più che mai necessaria ed essenziale. Abbiate cura di voi e degli altri, e restate a casa.

Il team di SOS MEDITERRANEE
#TogetherForRescue

Visita il sito di Sos Mediterranee