Protagonisti – Vincenzo Perricone fondatore di Siciliando

Vincenzo Perricone
Vincenzo Perricone

La Sicilia sta conoscendo, negli ultimi anni, un notevole progresso nelle relazioni turistiche permettendosi di registrare una crescita costante a due cifre. La prova sta nel fatto che le attività produttive nel settore stanno aumentando di numero, insieme alle più svariate iniziative, per rendere sempre più appetibile la nostra regione agli occhi dei turisti italiani e stranieri.

Ho incontrato, per rimanere in tema, Vincenzo Perricone che ha avuto un’idea che nel tempo sta mostrando tutta la sua bontà.

Tu sei il fondatore del gruppo Siciliando che sul social network Facebook conta quasi 65.000 iscritti. Come e quando ti è venuta l’idea di portare avanti questo progetto?

Vincenzo Perricone – “Sono passati oltre quattro anni da quella sera di giugno: dopo una giornata in cui avevo letto e ascoltato di notizie di cronaca nera, disservizi e contestazioni politiche e mi accingevo, spegnendo la tv, ad ascoltare un po’ di musica, sorseggiando un calice di vino rosso, li è stato un attimo, improvvisamente la leggerezza di quella musica, stava cambiando quelle sensazioni negative.

Improvvisamente l’idea di creare per farmene dono e per donarlo a tante persone che come me avevano bisogno di pensare positivo. Quale idea migliore di pensare alla mia terra, del bello che la mia terra poteva offrire, del bello che si può trovare in tante persone indipendentemente dal loro stato sociale, dalle proprie possibilità. Insomma un qualcosa che funzionasse a far emergere soltanto il bello, sommerso da tutte le altre notizie che ci procurano preoccupazioni e crucci senza per questo nascondere la testa sotto la sabbia.”

Attraverso il gruppo riuscite a diffondere una forma di turismo culturale e rispettoso dell’ambiente. Ti chiedo un tuo pensiero riguardo questo incontro, che possiamo definire virtuoso.

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La pagina Facebook di Siciliando

Vincenzo Perricone – “Questo sodalizio di cui parli culturale e ambientale è la massima espressione a cui ognuno di noi si dovrebbe ispirare in ogni attività professionale e ricreativa. Noi di Siciliando proviamo sempre ad anteporre il rispetto dell’ambiente, inserendo le nostre attività sociali. Partendo dall’ambiente cambia radicalmente la stessa organizzazione e notiamo gradimento da parte dei nostri iscritti a cui ci piace ricordarglielo durante i tour o altri eventi in cui è possibile manifestare questo virtuosismo.”

Di quali strumenti deve dotarsi una regione come la nostra, per essere ancora più performante rispetto all’offerta turistica? Sottolineando il fatto che il turismo rappresenta un’importante fetta del Prodotto Interno Lordo e che crea opportunità di lavoro e ricchezza economica.

Vincenzo Perricone – “Beh credo che ci siano diverse persone tra le nostre istituzioni valide e preposte ad occuparsi di questa importantissima attività, ed intendo in termini di sviluppo e bonifica delle vie di accesso ai vari siti che ancora abbisognano di grandi sistemazioni. In particolare le strade e non soltanto dei capoluoghi ma anche all’interno dell’Isola, nei paesi che per molti casi rappresentano maggiormente luoghi di attrazioni, ma mi permetto di menzionare anche l’esigenza di avere strutture ricettive importanti (alberghi nuovi e in zone strategiche e nelle grandi città ) ed anche porti e porticcioli per favorire un approdo facile nei diversi punti costieri (ricordiamoci che siamo un’isola), per le grandi navi crocieristiche e imbarcazioni minori.

Tutto ciò detto, a mio modesto avviso, non può comunque realizzarsi se non incentivando gli investimenti dei privati e  degli imprenditori di paesi esteri che, in una logica di sinergie, vogliano portare nuovi investimenti, come dicevo prima, nella nostra Isola e pertanto in Italia. Infine dobbiamo essere bravi tutti che amiamo la nostra terra (croce e delizia) a fare promozione sana e non smettere mai di divulgare e condividere, per creare un’eco virale ed attrattivo.”

I nostri lettori come possono mettersi in contatto e soprattutto come possono interagire con il gruppo Siciliando? Immagina pertanto di parlare con una persona che non sa nulla di voi. Cosa diresti?

Vincenzo Perricone – “La nostra organizzazione si manifesta tramite l’Associazione Culturale senza fini di lucro, SiciliandoStyle e per estensione nella comunicazione il gruppo FB Siciliando, le varie pagine tematiche collegate (tra cui voglio ricordare quella dedicata alla cucina siciliana) , il blog ed il sito www.siciliando.org.

Siciliando (logo)

La nostra mission è quella di promuovere in tutte le sue espressioni il brand Sicilia, il nostro slogan dice “Raccontiamo emozioni, bellezze e meraviglie di Sicilia” e lo facciamo traducendo le dichiarazioni di intenti in eventi vari, come mi piace ripetere dal virtuale al reale. Tour nel territorio siciliano (isole incluse), passeggiate culturali, mostre fotografiche, presentazioni libri, mostre di pittura, reading, presentazione di giovani talenti ma anche promuovendo e realizzando per i nostri associati, corsi di fotografia, corsi di inglese e promuovendo partnership con altre Associazioni o Enti e concedendo in molti casi il nostro patrocinio gratuito per dare visibilità tramite il web alle iniziative e alle persone.

Lo abbiamo fatto realizzando e partecipando negli ultimi 4 anni a circa 70 eventi nel nome della cultura e della crescita esperienziale. Infine cerchiamo di non perdere di vista i meno fortunati partecipando e sostenendo iniziative sociali. A parte i vari canali di comunicazione menzionati siamo altresì raggiungibili tramite l’indirizzo mail siciliandostyle@gmail.com o tramite il numero whatsapp 3661332786.”

Cosa bolle in pentola? Quali sono i futuri progetti che riguardano Siciliando?

Vincenzo Perricone – “Tante iniziative nuove che via via posteremo e diffonderemo tramite i nostri canali di comunicazione. La nostra pentola è in continua ebollizione e questo grazie anche al team di grande valore cui mi pregio di gestire e che senza la loro collaborazione, tutto diventerebbe di difficile attuazione.

Stiamo crescendo piano piano e nei nostri programmi vorremmo trovare una sede immersa nel centro storico di Palermo ma incrementando sempre più (grazie a collaborazioni di volontari) anche una voce nelle varie province siciliane (punti di riferimento già esistenti nel trapanese, messinese, nella provincia di Palermo) .

Il desiderio prossimo la realizzazione di uno spazio culturale stabile ma anche itinerante da mettere a disposizione delle varie associazioni, artisti ma che diventi soprattutto il nostro “quartier generale” da dove far nascere nuove idee e collaborazioni che abbiano come obiettivo la crescita e la diffusione continua nel nome della nostra terra di Sicilia.”Calendario_2019_Siciliando

Nel ringraziare Vincenzo Perricone per la bella chiacchierata che ci ha concesso desidero ricordare che sabato 17 novembre 2018 è stato presentato il calendario per l’anno 2019 di Siciliando. Un evento che è servito anche a raccontare quattro anni di attività dell’associazione

Antonino Schiera

Storie – Moderno Emigrante [VIDEO]

Dedicato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro.

(Palermo, gennaio 2004)

Il tardo pomeriggio a Palermo, seppur invernale, era tiepido. Una delle tante giornate che al suo volgere regalava, giochi di colori e di sfumature tali da rasserenare l’animo. Il sole ormai era dietro le montagne. Alla stazione dei treni era un viavai di persone, chi era pronto a partire, chi invece era sopraggiunto per salutare amici e parenti in procinto di lasciare l’isola.

Il convoglio pronto sul binario, cominciava a riempirsi, gli scompartimenti del treno cominciavano a brulicare di vita. Luigi era da solo, come sempre puntuale aveva già sistemato le valigie e viveva in silenzio l’attesa, prima della partenza. Aveva appena trascorso le feste natalizie in casa sua insieme alla moglie, al figlio, ai suoi genitori e ai suoi fratelli

L’attesa era carica di nostalgiche sensazioni, di solitudine che gli facevano compagnia e delle quali era pervaso. Luigi non piangeva, non poteva permettersi di mostrare la sua debolezza e giocava con se stesso a fare il duro. I soliti ritardatari, invece, con il sorriso tirato cercavano il loro posto riservato, tra sbuffi di fatica e valigie tirate a forza. Il capostazione con il suo tipico berretto e la paletta fischiò, confermando il via libera al convoglio ormai pronto per la sua corsa verso il continente!

I macchinisti diedero dunque corrente ai motori ed il treno uscì sferragliante, ma deciso nella sua possente forza, dalla stazione di Palermo, attraversando la ragnatela di binari. Si sentiva nell’aria come un ruggito: il profondo dolore di Luigi si fondeva con con il rumore emesso dal locomotore.

Luigi si accese una sigaretta. Era seduto sul suo sedile lato finestrino, perché amava vedere lo scorrere del paesaggio, che cambiava velocemente come fosse fotogrammi di un film. Sperava di rimanere solo nello scompartimento che aveva scelto, sentiva come se i suoi pensieri, un misto di fallimento e frustrazione, potessero essere letti dagli altri viaggiatori. E lui non voleva.

Palermo era alle spalle ormai e pensò che mancavano molti chilometri per arrivare alla sua meta, oltre mille chilometri di freddi binari inumiditi dalla notte. Attraversando la dorsale tirrenica della sua Sicilia, seppur a ritmi lenti, arrivò a Messina, propaggine estrema di un trampolino che lo avrebbe proiettato su, su, verso il continente.

Alla sua destra sfilavano monti e vallate ornati da agglomerati di luci di strade e paesini; alla sua sinistra sfilava il mare ormai tetro e punteggiato di luci di lampare e la costa che appariva come una lunga collana di perle giallognole. E poi romantici, ma non per lui, lungomari affollati di coppiette.

Sentendo che stava per lasciare l’isola, Luigi provò un groppo allo stomaco, ma sapeva che doveva farlo. Era sprofondato nei suoi tristi pensieri, quando si sentì salutare dalla cortese voce di un passeggero appena salito sul treno. Prese un libro e cominciò a fare finta di leggere. I suoi pensieri dovevano rimanere tali e non parole che potessero tradire la sua malinconia. Messina fu annunciata dalla vista del continente, la Calabria infiocchettata di puntini luminosi era al di là della Stretto.

Luigi fingendo di essere un turista qualsiasi, andò a prendere un caffè nel bar della nave. Vortici di aria e profumi di zagara lo attendevano su nella balconata della nave. Sentiva il distacco dalla sua terra come il bimbo appena nato, al quale viene reciso il cordone ombelicale, per l’ennesima volta.

Da giovane, studente imberbe aveva studiato materie tecniche, era dunque affascinato dal rito quotidiano del traghettamento, che permetteva ai treni di andare di qua e di là, lungo lo stivale. Sapeva, tra le nuvole grigiastre, sprigionate da un’altra sigaretta accesa, che il tratto calabro della ferrovia era a doppio binario ed offriva spunti di riflessione non solo paesaggistici, ma anche ingegneristici.

Il capostazione fischiò anche a Villa San Giovanni per l’ennesima partenza, le poche fermate previste ed il percorso disposto a via libera avrebbero offerto, al convoglio, una galoppata quasi ininterrotta fino a Napoli.

Luigi non provò nemmeno a dormire, il pacchetto di sigarette ed un libro giallo gli facevano compagnia. Lo sguardo spesso buttato sul quadrante dell’orologio. Gallerie, viadotti e rettifili ferrati si alternavano a perdifiato.

Il sole, scacciando la luna, fece il suo ritorno alle porte di Roma. Anche la Campania, ancora ammantata dal buio della notte, era ormai un ricordo, centinaia di chilometri indietro. Sulla direttissima fino a Firenze l’elettromotrice poté sfruttare tutta la sua potenza imprimendo al convoglio una velocità tale da fare dimenticare a Luigi le sue amare riflessioni. Con il viso attaccato al finestrino, vide sfilare la campagna toscana. E poi ancora Bologna, Verona. Con gli occhi lucidi, si ritrovò a risalire la valle dell’Adige. Trento, Bolzano ed infine il Brennero al confine con l’Austria.Viaggio_In_Germania

L’Italia era terminata! “Willkommen in Österreich”, Benvenuti in Austria. Innsbruck la prima ridente città, su oltre il Brennero. E poi ancora risalendo la valle dell’Inn, tra monti scoscesi e foreste continentali: Schwaz, Worgl, Kufstein: il treno arrivò in Germania, Rosenheim prima e Monaco di Baviera poi, meta finale del suo viaggio.

Controllore_esteroIntanto quasi sorridente, volse lo sguardo al passeggero appena salito e disse: “Guten Tag”, Buongiorno. Il controllore tedesco fece altrettanto, salutò con un sorriso e chiese il biglietto. Luigi sapeva che al di là del confine poteva trovare lavoro. La stazione di Monaco di Baviera era enorme: centinaia di negozi e migliaia di passeggeri che brulicavano sui quattro livelli di cui due sotterranei.

Mise da parte il bambino che era in lui ed entrò nell’ufficio informazioni e chiese a bassa voce, nel suo blando tedesco un elenco telefonico. Fuori nevicava e faceva un freddo intenso da gelare il naso e le mani. Riempì un foglio di carta con una sfilza di nomi, una sfilza di aziende italiane e cominciò a telefonare da una cabina telefonica: “pronto sono un italiano che cerca lavoro, mi propongo per qualsiasi mansione possa servirvi…”

Antonino Schiera (Tutti i Diritti Riservati)