Riflessioni – Il degrado delle città: cartina di tornasole di una grave crisi in atto.

Poco! Molto poco è cambiato oggi, se non peggiorato, rispetto a quando scrissi questa riflessione che interessa la vita di ciascuno di noi…

Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

Girando per le città italiane si nota la tendenza ad un degrado generalizzato, naturalmente non omogeneo, ma generalizzato.
 
Per degrado intendo dire per esempio il livello di efficienza dei trasporti pubblici, lo smaltimento dei rifiuti, asili nido e mense scolastiche, assistenza agli anziani, strade e marciapiedi. Insomma la gestione della cosa pubblica che ultimamente lascia molto a desiderare.
 
Di contro osserviamo che il livello di soddisfazione del cittadino medio riguardo la gestione della cosa pubblica e della politica in generale è sempre più basso.
 
Ma cosa sta succedendo? Possiamo dare tutta la colpa alla crisi economica in quanto tale, oppure come spesso ci capita di pensare, agli immigrati sempre più presenti nel nostro territorio?
 
A mio parere siamo di fronte all’azione sinergica della spending rewiew e della delocalizzazione delle tasse, termine nuovo appena coniato.
 
La spending rewiew non è altro che il tentativo virtuoso di…

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Riflessioni – Alluvioni, sottopassi e tombini italici.

Con l’arrivo dell’autunno prima e dell’inverno in seguito, si ripropone il problema degli allagamenti. Quattro anni fa scrivevo questa riflessione sugli allagamenti e sulle alluvioni, purtroppo ancora terribilmente attuale. (BUONA LETTURA)

Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

In Italia, nel periodo invernale quando le pertubazioni e le piogge si fanno frequenti, non passa giorno,  nel quale non si parli di allagamenti, frane e dissesti idrogeologici, con conseguenze gravi sulle vite umane e sui beni materiali.
 
E’ una situazione che si ripete da qualche anno a questa parte ed in questo primo scorcio di inverno 2014, già sono state numerose le emergenze documentate dai mass media. In particolare sono state state colpite la Liguria, la Lombardia e l’Emilia Romagna.
 
E’ stato coniato un neologismo “bombe d’acqua” per spiegare la gravità della situazione ogni volta che si presenta. Questo neologismo la dice lunga sull’atteggiamento di chi tiene le fila delle comunicazioni e della politica in Italia.
 
Si vuole e si tenta di dare la responsabilità di tanti morti e di tanti danni materiali esclusivamente a madre natura.
 

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Spicchi di Toscana – Mettersi tra parentesi a Quinciano (La Repubblica Firenze, 8 luglio 2018)

Cercando Oblivia - Il blog di Pippo Russo

QuincianoDici le colline senesi e pensi a una delle eccellenze paesaggistiche mondiali. Un frammento di mondo il cui attraversamento è già una meta e non un passaggio, ciò che serve a far capire l’importanza dell’andare. Eppure anche in mezzo a questa sterminata meraviglia si può trovare dei frammenti di distonia estetica, come fossero mal riuscite variazioni sul tema. Succede così nel territorio intorno a Monteroni d’Arbia e Buonconvento, che pure contiene tesori di straordinario valore. Ma lì la bellezza si mantiene a altezza di colline. Perché a livello della strada pare di trovarsi innanzi a un trapianto di pianura modenese, con la campagna raccordata da un’urbanizzazione labirintica e il succedersi di capannoni. Fortuna che basta spostarsi dalla linea orizzontale, e rifugiandosi qualche decina di metri in su tutto muta. Si ritrova la strada bianca, e la suggestione della nuvola di polvere che attraverso il parabrezza posteriore crea l’effetto-dissolvenza e segna…

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Ti prego, lasciati mandare al macero

Cercando Oblivia - Il blog di Pippo Russo

Cari amici, questa è la stroncatura del libro vincitore del Premio Bancarella 2013, pubblicata il 3 agosto dall’Unità. Buona lettura, e se ritenete sia il caso diffondete.

 

Quale significato dobbiamo dare ai premi letterari nell’Italia di oggi? L’interrogativo è attuale più che mai dopo l’assegnazione del Premio Bancarella a “Ti prego lasciati odiare” di Anna Premoli. Un articolo editoriale etichettato come narrativa e pubblicato dalla Newton Compton nella sua ormai consolidata linea di produzione rosa sciocching. Già la confezione è un preannuncio di cosa attende il lettore: un titolo da rivistina d’epoca pre-femminista, una foto con faccina femminile manierata da catalogo della Vestro, e la solita fascetta acchiappa-lettori che ha fatto della casa editrice romana la regina assoluta dell’Era Fascettista. In questo caso, la formula fasciante è particolarmente allusiva: “Se è un caso letterario ci sarà un perché”. E a dire il vero, il perché lo abbiamo trovato…

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Recensioni – L’inquilino della casa sul porto di Biagio Balistreri

Antonino Schiera Riflessioni d'Autore

Biagio_Balisteri_Antonino_Schiera Biagio Balistreri e Antonino Schiera

Si è svolta nei locali delle Suore Collegine a Isnello, il giorno 28 aprile scorso, la presentazione del romanzo epistolare del poeta e scrittore Biagio Balistreri “L’Inquilino della casa sul porto” – Spazio Cultura Edizioni.

Il giornale L’Ora ne ha dato notizia

Erano presenti oltre all’autore, Antonino Schiera poeta e scrittore che ha relazionato; il Sindaco di Isnello Marcello Catanzaro; il Vice Sindaco Antonio Carollo; l’Assessora Anna Agostara; l’editore Nicola Macaione.

Nel dibattito che si è aperto si è parlato di vari temi legati al libro di Biagio Balistreri ed

Nicola_Macaione_Marcello_Catanzaro Nicola Macaione e Marcello Catanzaro

in particolare della peculiarità del romanzo epistolare moderno con alcuni riferimenti ad autori del passato.  Ma anche della volontà dell’amministrazione comunale di Isnello di promuovere altre iniziative culturali come questa che ha visto protagonista il poeta e scrittore Biagio Balistreri.

Per gli appassionati di libri, riporto…

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Ottimizzare il profilo Instagram: perché non puoi più rimandare

Consiglio la lettura di questo articolo interessante di Cristina Skarabot.

Cristina Skarabot

Perché devi avere un profilo Instagram ottimizzato

La realizzazione e l’ottimizzazione del profilo Instagram è oggi attività essenziale per ogni strategia di social media marketing e soprattutto in ambito business. Perché? Innanziatutto Instagram conta 400 milioni di utenti attivi al mese di cui oltre la metà (il 57% per essere precisi) accede a questo social media giornalmente per guardare foto e video pubblicate dai profili seguiti.

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Protagonisti – Marisa Cossu fine tessitrice di versi poetici.

Marisa_Cossu
La poetessa Marisa Cossu

Parlare di Marisa Cossu non è esercizio semplice in quanto siamo di fronte ad una poetessa e saggista che riesce ad unire rare doti, che non sempre riescono a convivere, all’interno di una notevole produzione letteraria. A lei questo succede, per via di un virtuoso incontro tra conoscenza e poesia, che le sono valsi numerosi premi letterari di alto livello.

La sofisticata bellezza dei versi volteggia in perfetta simbiosi insieme alla ricercatezza ed al rispetto delle regole di metrica e delle tecniche poetiche, senza che venga tralasciata e avvilita l’originalità.

Ho avuto il piacere di conoscere Marisa Cossu in occasione della premiazione del Concorso di Poesia Internazionale “Gocce di Memoria” che si è svolto il 4 giugno 2017 nell’incantevole Castello D’Ayala Valva di Carosino in provincia di Taranto. In questa occasione la sua poesia “Il ritorno a casa” è risultata prima classificata nella sezione “Gocce di Memoria”. La poesia “Memoria persa”, ha ricevuto la Menzione Speciale Presidente Giuria nella sezione Disabilità ed infine ciliegina sulla torta cito la poesia “Conoscenza” che si contraddistingue per una elegante e originale rima alternata. Sono stato favorevolmente colpito dalla perseveranza di Marisa Cossu nel suo ricercare il miglioramento, attraverso lo studio e l’applicazione divenendo, pertanto, un ottimo esempio e guida per chi si applica nella difficile arte di scrivere poesie.

Giovanni Monopoli è il Presidente Associazione Culturale Onlus Poiesis di Taranto e

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Giovanni Monopoli

organizzatore del Premio Leo Francesco – Gocce di Memoria, a lui ho chiesto il suo punto di vista poetico ed umano:

“È un grande onore per me parlare dell’amica poetessa Marisa Cossu, conosciuta tra i vari concorsi poetici, alle letture delle sue liriche e alla partecipazione a reading poetici. Posso subito dire che avendo Marisa una grande carica umanitaria, ci si affeziona subito e la sintonia è stata immediata. Le mie prime impressioni avute sono state meravigliosamente positive perché avevo incontrato una poetessa che della cultura ne ha fatto parte integrale della sua vita e i tanti riconoscimenti lo testimoniano, perché nei suoi versi trovi tutto ciò che vorresti: la pace, l’amore, la vita, l’essenza pura dell’essere, e soprattutto i messaggi che colgono sempre l’animo di chi si pone alla sua visione.”

Prosegue Giovanni Monopoli – “La poetessa Marisa Cossu, che nella sua vita privata è stata sempre a contatto con i ragazzi nella scuola, ha dato vita a diverse pubblicazioni, proprio per indirizzare i giovani verso una disciplina di vita prima e artistica dopo, donando sempre le giuste emozioni interiori e facendo capire la strada da perseguire per un cammino sempre votato alla semplicità dell’essere. Il suo linguaggio poetico è da considerarsi sempre alla ricerca del miglior sentimento per una facile comprensione, ma molto profondo nei suoi valori. Le sue poesie sono esempi di vita, sono di una metrica molto fruibile, che riporta indietro nel tempo dando la giusta conoscenza di come la poesia possa essere interpretata con tutte le sue forme e sfaccettature che la rendono un bellissimo viatico per la crescita culturale di tutti. Come dicevo la sua carica umanitaria la rende amabile e affettuosa, riesce col suo carisma ad entrare nel cuore di chi ha la fortuna di conoscerla, perché il suo trasporto è unico ed è sempre portatrice di messaggi subliminali, aprendo il cuore e la mente con versi sempre pronti a cogliere quanto di meglio possano offrire.”

Conclude Giovanni Monopoli – “La dolcezza che contraddistingue la poetessa Marisa Cossu, come persona la si intravede benissimo anche nei suoi versi, una dolcezza che la rende molto disposta all’ascolto di tanti che esprimono i loro sentimenti poeticamente ed elargisce con la stessa emozione i giusti consigli affinché ognuno li possa manifestare al meglio. E’ sempre un grande piacere incontrare la poetessa Marisa Cossu per trascorrere momenti di vera poesia che ha saputo donare alla umanità.”

Concludo augurando alla poetessa e saggista Marisa Cossu di mantenere sempre accesa viva la fiamma dell’ispirazione, così da poterci ancora inebriare con i suoi versi di alta poesia.

Antonino Schiera

Economia – I perché di una crisi mondiale

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Pochi soldi molti malumori.
Qualsiasi sistema per potere evolvere ed espandersi in maniera virtuosa, deve essere in “equilibrio”, significa che tutte le componenti dello stesso devono lavorare all’unisono e svolgere la funzione per le quali sono state progettate perfettamente.
Come esempio immaginate una automobile che avanza nel suo moto lineare grazie al fatto che tutti i componenti, in particolare il motore, cuore del sistema, funzionano perfettamente.
L’economia mondiale è anch’essa un sistema che per potere funzionare deve essere equilibrata. E fatti questi esempi, vediamo perché a mio parere si parla da un pò di tempo di crisi. Crisi nera.
Torniamo all’esempio del motore: anche se tutte le componenti funzionano non deve mancare un componente indispensabile: il propellente.
Nell’attuale sistema economico il propellente è rappresentato dalla liquidità (in gergo i soldi).
Quando manca il propellente (i soldi) bisogna diminuire il consumo da parte delle popolazioni. Questo fa si che le aziende produttrici entrano in crisi di liquidità, perché i beni che producono non vengono acquistati in maniera diffusa e sufficiente.
Le aziende non incassando denaro non possono fare fronte agli impegni presi: esposizioni bancarie, pagamento dei fornitori, pagamento degli stipendi.

A loro volta le banche, che vivono e prosperano grazie all’immissione di denaro nei circuiti (prestiti finanziari) entrano in crisi (crediti in sofferenza) e chiudono i rubinetti. Talvolta, come successo, dichiarano fallimento obbligando i governi ad adottare politiche di salvataggio economico, a danno naturalmente della collettività che viene chiamata a pagare sempre più tasse, anche per questo.

Il cittadino semplice lavoratore e l’imprenditore, non riescono a fare fronte agli impegni contratti per le spese e per gli investimenti.

Si instaura così un vortice negativo, una sorta di implosione dell’economia che non viene più alimentata.
La sfida oggi è, per i paesi sviluppati, tentare di risolvere le problematiche appena esposte e nello stesso tempo evitare il ripetersi di uno degli errori commessi: ovvero la corsa esagerata al consumo, la creazione da parte delle aziende produttrici di bisogni non primari.
Il lato positivo della situazione dovrebbe essere un ritorno alle radici ed ai veri valori di cui l’uomo deve nutrirsi.
Antonino Schiera

Protagonisti – La scrittrice siciliana Antonella Ricciardo Calderaro vincitrice al III Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”, sezione inediti.

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Antonella Ricciardo Calderaro all’interno della Sala Protomoteca di Roma

Il palmares della scrittrice Antonella Ricciardo Calderaro si arricchisce di un nuovo prezioso riconoscimento. È notizia di questi giorni, infatti, l’assegnazione della targa premio, nella sezione inediti, alla sua ultima fatica letteraria “Il limbo del gelso bianco”. L’importante affermazione letteraria arriva nell’ambito del III Premio Letterario Giornalistico “Piersanti Mattarella” organizzato dalla Onlus “Memoria nel cuore” il cui presidente è Orazio Santagati e la vicepresidente è Antonietta Greco Giannola. La cerimonia di premiazione si è svolta all’interno della Sala Protomoteca del Campidoglio a Roma, lo scorso 26 novembre. L’occasione è ghiotta per farci una chiacchierata con l’autrice che, ricordiamo, è docente di materie letterarie presso il Liceo Scientifico “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando.

Quali emozioni, in sintesi, ha provato nell’essere stata designata vincitrice del III Premio Letterario Giornalistico Piersanti Mattarella, sezioni inediti, con la sua ultima opera “Il limbo del Gelso bianco“?

“Ho percepito una sensazione di iniziale stupore, – ha risposto Antonella Ricciardo Calderaro – che si è trasformata in profondo appagamento e, subito dopo, in gratitudine per l’alto riconoscimento che mi veniva tributato.”

Lei nella vita è insegnante: come cambia, se cambia, il rapporto con i suoi studenti nel momento in cui i suoi scritti vengono riconosciuti a livello nazionale?

“I miei rapporti interpersonali in ambito scolastico non possono cambiare, perché ogni giorno della mia vita è dedicato, oltre che alla famiglia, ai miei studenti, che mi conoscono nella mia veste più autentica, non dissimile da quella di autrice e scrittrice.”

La resilienza del fuco è il titolo del suo primo romanzo, già finalista lo scorso anno allo stesso premio e vincitore della IV edizione del Premio Letterario La Capannina. Un percorso letterario iniziato bene e proseguito meglio. Ci può dare qualche anticipazione riguardo ai suoi programmi futuri?

“Non so se può suonare promessa o minaccia, – risponde scherzosamente la scrittrice – ma sono già al terzo capitolo del mio terzo romanzo, che si preannunzia più impegnativo dei precedenti due e ancora più orientato verso la lotta alle distonie ed alle patologie sociali.”

Vuol dire qualcosa al Presidente del Premio Piersanti Mattarella, Orazio Santagati  e al vicepresidente dello stesso, Antonietta Greco Giannola, che tanto si sono prodigati per la buona riuscita di questo importante evento culturale?

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Antonietta Greco Giannola e Orazio Santagati

“La loro attività è decisamente meritoria. Ho avuto modo di incontrare due volte il Presidente Santagati, che mi sembra persona degna di encomio per la serietà e la professionalità, che si traducono in azioni ed eventi mirati e socialmente efficaci. Conosco un po’ meglio Antonietta Greco Giannola, verso la quale mi trasporta un sentimento di condivisione e di adesione totale, soprattutto per l’autenticità e il cuore che trasfonde in ogni iniziativa.”

<<“Trentasette anni fa, nel giorno dell’Epifania, il presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella fu ucciso dalla mafia. Pochi mesi prima di morire, in una delle ultime dichiarazioni pubbliche sul tema della malavita organizzata, il presidente affermava: “Si deve reagire con fermezza, al di là delle parole, delle celebrazioni che rischiano di assumere un ruolo di rito… Provo un senso di profonda inquietudine, anche per il verificarsi di una specie di assuefazione ai fatti di violenza.” Parole attuali, un monito preciso. Frasi che devono continuare a ispirarci e a illuminarci nella lotta contro le meschinità e le prepotenze delle mafie.>> Queste parole sono riportate nel sito ufficiale del Premio Letterario Giornalistico Piersanti Mattarella: mi sembra doveroso spendere due parole per un uomo, che ha sacrificato la propria vita in nome della legalità e che oggi viene ricordato, giustamente attraverso questa iniziativa di alto livello culturale.

“Ricordare Piersanti Mattarella non deve coincidere con una vuota commemorazione,

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Piersanti Mattarella

che suona ipocrita e sterile in una società disumanizzata com’è la nostra attuale. Credo fermamente da sempre – prosegue Antonella Ricciardo Calderaro – nella valenza dei grandi esempi ed è proprio questo il valore che attribuisco ad iniziative come quella del Premio Piersanti Mattarella: il calibro e lo spessore morale di personalità integerrime deve indurci al recupero della dimensione valoriale dell’esistenza, che spinga ognuno a confrontarsi quotidianamente con le proprie responsabilità, al fine di garantire, soprattutto alle nuove generazioni, una possibilità di riscatto per una terra che io non voglio rassegnarmi a credere irredimibile.” 

Non ci resta che congratularci con la scrittrice per questo prestigioso premio e augurarle nuovi futuri successi, nel prolifico percorso letterario intrapreso.

Antonino Schiera

 

 

 

 

 

 

Formazione – Gli scalatori

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a parlare con un gruppo di amici dell’attuale situazione economica dell’Italia.

In particolare uno dei componenti del piccolo gruppo di persone che si era venuto a formare, rimase tutto il tempo a cercare di spiegare i motivi che hanno portato l’Italia ad una situazione economica non proprio brillante.

Ed a conclusione del suo discorso, sicuramente dettato da una linea politica che non sto qua ad indicare, indicava tutte le soluzioni per risolvere i problemi e tutte le strategie future da adottare citando, ad ulteriore prova della validità dei suoi discorsi, illustri economisti e professori del settore.

Mentre lui discuteva, mi sono posto una domanda, non prima di avere sottolineato in questa sede, l’importanza dello scambio di opinioni e della comunicazione che spesso ci porta ad iniziare un dialogo interiore e delle riflessioni importanti.

La domanda che mi sono posto è questa: perché non provare noi una volta a cambiare strategia ed approccio al problema invece di volere sempre tentare di cambiare le cose? Ed ho pensato agli scalatori.

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Immagina che gli scalatori, stiano per “attaccare”, così si dice in gergo, una cima. Tu pensi che stiano lì a tentare di spianare la montagna, ovvero a cambiare le cose così come si presentano? Oppure li immagini intenti ad organizzarsi con le attrezzature e con la strategia di approccio psicofisico alla cima, per affrontare al meglio l’impresa?

In economia questo si traduce in un approccio diverso nell’utilizzo delle risorse. Nel lavoro questo si traduce nella capacità di sapere cambiare e di evolverci per affrontare al meglio le novità ed i cambiamenti che ci si parano davanti. Ma anche nello sport e nello studio dobbiamo avere un approccio da “scalatore”, in sostanza in tutte le circostanze della nostra quotidianità.

Apparentemente l’approccio da me descritto può sembrare passivo, in quanto tende a modellare, ad adattare il comportamento e le decisioni rispetto ai cambiamenti che ci parano davanti.

In parte è così.

Penso nel contempo che, laddove possibile, cambiare le cose sia più semplice nel momento in cui siamo riusciti a soggettivizzare la situazione, a modularla secondo le nostre possibilità insomma ad adottare, come detto prima, le necessarie strategie di superamento delle situazioni.

Antonino Schiera