Poesie – “Meditare e sentire” di Antonino Schiera (Il Convivio Editore)

Ringrazio Giovanna Fileccia che ha parlato nel suo blog della mia terza raccolta di poesie Meditare e sentire (Il Convivio Editore)

Giovanna Fileccia "Io e il Tutto che mi attornia"

Oggi per #Tiraccontounlibro vi propongo la silloge “Meditare e sentire” di Antonino Schiera. Il Convivio Editore 2019. Buon ascolto con #Tiraccontounlibro di Giovanna Fileccia https://m.facebook.com/story.php?stor…

20200429_142945.jpg

View original post

Poesie – E non riesco, video poesia di Roberto Crinò [VIDEO]

Ricevo e pubblico volentieri una riflessione del poeta Roberto Crinò che ha pubblicato una video poesia in collaborazione con l’attrice Elena Pistillo. Ti invito alla lettura, alla visione e all’ascolto di questo importante contributo alla poesia.

Roberto Crinò – La prospettiva con cui guardiamo le cose fa sempre la differenza e la prospettiva stessa è differente per ognuno di noi, perché differenti sono gli animi, le storie, le sensibilità e soprattutto differente è il nostro modo di interagire con gli accadimenti delle nostre vite. È da qui che parte tutto, dal bene o dal male che lasciamo germogliare in noi.

Noi possiamo scegliere, sempre, indipendentemente da ciò che accade al di fuori di noi, perché abbiamo un mondo dentro e ce lo portiamo in ogni dove. Ogni volta che accade qualcosa di grande – senza giudizio di merito, grande in quanto eccezionale – siamo come di fronte ad un bivio: prendere la strada nuova o restare sedentari nel nostro comfort e in quello riassestarci?

Sta a noi la scelta, ad ognuno di noi, perché “fatti non foste a viver come bruti” dice Ulisse nella sua “orazion picciola” al suo equipaggio davanti le colonne d’Ercole nel XXVI canto dell’Inferno. E oggi, che è la giornata dedicata a Dante, che cade così vicina alla giornata mondiale della poesia del 21 marzo scorso, non può e non deve mancare di risuonare nei nostri animi questo “memento”: e non riesco a rinunciare alla mia umanità, e non riesco a non sognare più, a non sperare più, a non lottare più, a non vivere più come un essere umano, perché se lo facessi, se recedessi alla condizione ferina dell’istinto violento, dell’accettazione passiva, della morte dell’anima, andrei contro la mia stessa natura di essere umano, bambino, uomo venuto al mondo come “speranza guerriera del futuro che attende chi lo cerca”.

Essere donne, uomini, figli, madri, padri, al di là delle cicliche ricorrenze, essere insomma Esseri Umani è un nostro dovere verso la nostra Madre Terra, è un talento che spesso sprechiamo e che invece potrebbe regalarci quelle ali virtuali, che fisicamente non possediamo, con le quali raggiungere meravigliose, inusuali altezze, di cui talvolta a sprazzi intravediamo il fulgore e la vertigine quando ogni tanto ci ricordiamo della nostra dote e la doniamo.

Io non voglio solo che vada tutto bene, io voglio che tutto vada meglio di prima, così avrebbe senso dire “andrà tutto bene”. Questo è un bivio della vita di fronte al quale siamo chiamati a scegliere e sarebbe opportuno che scegliessimo, finita la quarantena dalla frenesia e dal consumo, una strada nuova, una “social catena di nuova consapevolezza”. Utopia? Forse sì. Ma io sono un Essere Umano “e non riesco” a comportarmi diversamente. Grazie alla splendida Elena Pistillo per la sua toccante interpretazione della mia poesia “E non riesco“. Buona visione e buona riemersione!

Poesie – Uniti per la vita, video poesia di Lavinia Alberti [VIDEO]

Ricevo e pubblico volentieri una riflessione della poetessa Lavinia Alberti che ha pubblicato una video poesia con la collaborazione dell’attrice Elena Pistillo. Ti invito alla lettura, alla visione e all’ascolto di questo importante contributo alla poesia, da parte di due donne eccezionali.

Lavinia Alberti – La giornata del 21 marzo, come tutti sanno, oltre ad essere stata quella che ha segnato l’inizio della primavera, è stata anche la giornata Mondiale della Poesia, per me importante, come ogni anno, perché rappresenta un’occasione per mettermi in gioco, per sfidare me stessa e dare voce a ciò che mi urge dal più profondo. Ed è per questo che, spinta da una profonda motivazione interiore, da una carica emotiva per certi aspetti “dissonante”, fatta di chiaroscuri, di proiezioni al futuro ma anche di sguardi vigili sul passato, ho sentito l’esigenza di scrivere prima ancora che per me stessa, per tutti voi questo mio componimento.

Lo scopo vuole essere quello di descrivere – come diceva anche il poeta irlandese Seamus Heaney – da un lato la nuda e cruda realtà in cui ci troviamo (che ho definito in questo momento storico “un vortice inumano e spaventoso”) dall’altro la dolcezza che ancora ci resta e che spesso non abbiamo saputo o voluto vivere appieno quando potevamo farlo, perché presi dalla “frenesia ubriaca del corri corri”. Il mio intento con questa poesia, vuole essere quello di lanciare un messaggio di speranza, un inno alla bellezza e alla libertà; parole queste ultime che, sebbene in questo momento sembrino svanite nel nulla e diventate quasi intangibili e dunque utopistiche, torneranno ad assumere una loro specificità e un loro peso. Il mio vuole essere dunque un appello, quasi uno scuotimento, un tentativo di risvegliare le “coscienze” di tutti noi, “coscienze” che adesso sembrano assopite in un lungo sonno, in un torpore che sembra non avere mai fine e neppure limiti spazio-temporali.

Ho scritto questo componimento con una prospettiva propositiva, certa del fatto che da un grande male nasce sempre un grande bene, che i nostri sacrifici prima o poi ci ritorneranno in altra forma e che torneremo a riappropriarci della nostra quotidianità, dei piccoli gesti che compivamo ogni giorno. Quando ciò accadrà sarà bellissimo. Assaporeremo finalmente il valore della parola vita,  tutti insieme “Uniti per la vita”, per ritornare alla poesia.

#iorestoacasa  #andratuttobene

 

 

 

Poesie – 27 Gennaio 1945 di Antonino Schiera nella Giornata della Memoria

Pubblico, nella Giornata della Memoria, questa mia poesia inedita dedicata alle vittime innocenti di tutte le guerre e in particolare dell’ Olocausto. Segue una mia breve testimonianza e riflessione per non dimenticare.

27 Gennaio 1945

Sul brullo e freddo campo
aleggiano​ le anime liberate
da corpi violati dal dolore.
Carni svuotate dall’essenza
dell’amore, abbandonato
nei luoghi dove il crepitare
di legna riuniva la famiglia.

Dalle città ai lager, dal camino
acceso ai forni crematori,
il passo è stato breve.
Delatori, manette, retate
distruzioni, spari, treni a vapore
lungo la via verso l’inferno,
cristallizzato dalla barbarie.

Ti penso ogni giorno,
vorrei scriverti, abbracciarti,
guardarti negli occhi
ma non so dove sei, forse
non calpesti più la terra.
Intanto tuonano i cannoni,
​sparano gli aerei​ sui salvatori.

Non so se resisterò,
vorrei non averti mai
conosciuta per non soffrire
ancora, in questa alba
ghiacciata di gennaio.
I cancelli vengono aperti
i morti non usciranno mai più.

Antonino Schiera © 27.01.2020

In questi giorni si ricorda il dramma dell’Olocausto, attraverso la commemorazione della Giornata della Memoria, stabilita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel giorno 27 gennaio di ogni anno. Va ricordato che in quel giorno dell’anno 1945, le Truppe dell’Armata Rossa, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Mi auguro che le nostre vite fluiscano senza eccessivo clangore: il silenzio, la riflessione, la pace tra i popoli come atto d’amore in memoria di chi è stato deportato. In contrapposizione di chi nel mondo, con atti eclatanti e gridati tende ancora oggi, a negare quanto è successo, sminuirne la portata quasi a volere ripristinare le condizioni politiche, economiche e sociali che portarono al disastro del secolo scorso.

Nel lontano 1992 ho visitato il campo di concentramento di Bergen Belsen in Germania, normalmente si parla di Dachau e Auschwitz in quanto sono più conosciuti. Il campo di Bergen Belsen sorgeva nelle vaste pianure della Bassa Sassonia vicino la cittadina di Celle, tra Hannover e Amburgo. Oggi è divenuto uno dei tanti luoghi della memoria per non dimenticare, un luogo visitato da chi vuole con la propria presenza testimoniare l’orrore di quanto successo, ma anche dalle scolaresche. E in tal senso posso testimoniare che le istituzioni tedesche lavorano ogni giorno, per creare una classe dirigente che abbia piena consapevolezza degli orrori perpetrati dal nazismo.

È stato impressionante vedere le fosse comuni dove si stimava con una generica targa quanti morti c’erano: 500 morti, tot in tedesco, 1000 morti, 2000 morti. 50000 ne morirono in totale in quel campo, nell’arco di 5 anni, e tra questi c’era Anna Frank deportata da Amsterdam, passando da Auschwitz. Ricordo come se fosse ieri il piccolo museo all’ingresso del campo di concentramento, dove rimangono accatastati le suppellettili, le lettere dei deportati e dove è possibile scorrere una galleria fotografica che testimonia quanto successo.

L’epilogo della guerra, per quanto mi riguarda non poteva essere diverso, in quanto credo che prima o poi il bene ha sempre la meglio sul male. Ma il prezzo pagato in termini di vite umane e strazianti sofferenze, è stato altissimo. Anche per questo non è possibile dimenticare, non è possibile annullare le commemorazioni.

Infine: in questi giorni nelle Tv vengono trasmessi film e documentari che ricordano quanto successo durante il secondo conflitto mondiale. Un film in particolare mi ha colpito ed è tratto dal libro La verità negata di Deborah Lipstadt riguardo un fatto eclatante non tanto lontano nel tempo. Fate una ricerca sul web, è molto interessante.

Antonino Schiera 25/01/2020

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le fotografie presenti in questo post fanno parte della mia raccolta privata.

Poesie – Tutti gli eserciti sono uguali di Ernest Hemingway [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

ALL ARMIES ARE THE SAME

All armies are the same
Publicity is fame
Artillery makes the same old noise
Valor is an attribute of boys
Old soldiers all have tired eyes
All soldiers hear the same old lies
Dead bodies always have drawn flies

§

Tutti gli eserciti sono uguali
È quel che sembra e non quel che vali
L’artiglieria fa il solito rumore
Attributo dei giovani è il valore
Stanchi sono gli occhi dei vecchi soldati
Gli rifilano le solite menzogne
Le mosche han sempre amato le carogne.

ERNEST HEMINGWAY

View original post

Poesie – Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et…

View original post 113 altre parole

Non sono tornati di Abbas Kiarostami [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Non sono tornati
fiumi che scorrevano
verso il mare
soldati che andavano
in guerra
amici che partivano
verso terre lontane.

ABBAS KIAROSTAMI

View original post

Poesie – Non mi lasciare solo di Ignazio Buttitta [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

NUN MI LASSARI SULU

Ascutami,
parru a tia stasira
e mi pari di parrari o munnu.
Ti vogghiu diri
di non lassàrimi sulu
nta sta strata longa
chi non finisci mai
ed havi i jorna curti.
Ti vogghiu diri
chi quattr’occhi vidinu megghiu,
chi miliuna d’occhi
vidinu chiù luntanu,
e chi lu pisu spartutu nte spaddi
è diventa leggìu.
Ti vogghiu diri
ca si t’appoji a mia
e io m appoju a tia
non putemu cadiri
mancu si lu furturati
nn’assicutanu a vintati.
L’aceddi volanu a sbardu,
cantanu a sbardu,
nu cantu sulu è lamentu
e mori’ntall’aria.
Non calari ]’occhì,
ti vogghiu amicu a tavula;
e non è vero mai’
ca si deversu di mia
c’allongu i vrazza
e ti chiamu: frati…

§

Ascoltami,
parlo a te stasera
e mi pare di parlare al mondo.
Ti voglio dire
di non lasciarmi solo
in questa strada lunga
che non finisce mai

View original post 97 altre parole

Poesie – Era il giorno ch’al sol si scoloraro di Francesco Petrarca [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Era il giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.

Tempo non mi parea da far riparo
contra colpi d’Amor: però m’andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s’incominciaro.

Trovommi Amor del tutto disarmato
et aperta la via per gli occhi al core,
che di lagrime son fatti uscio et varco:

però, al mio parer, non li fu honore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l’arco.

FRANCESCO PETRARCA

View original post

Poesie – C’è un limite al dolore di Ennio Flaiano [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

C’è un limite al dolore
in quel limite un caro conforto
un’improvvisa rinunzia al dolore.
Il pianista cerca un fiore nel buio
e lo trova, un fiore che non si vede
…e ne canta la certezza.
Il gioco è questo: cercare nel buio
qualcosa che non c’è, e trovarlo.

ENNIO FLAIANO

View original post

Poesie – Fermati, amico di Jiddu Krishnamurti [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Fermati, amico:
del celato profumo della vita
ti voglio dire.

La vita non ha filosofie,
né sottili sistemi di pensiero.

La vita non ha religioni,
né adorazione in santuari profondi.

La vita non ha dèi,
né fardello di misteri paurosi.

La vita non ha dimora,
né lo strazio del decadimento estremo.

La vita non ha piacere, né sofferenza,
né la corruzione dell’amore bramoso.

La vita non ha né bene né male.
Né la punizione oscura del peccato impudente.

La vita non dà agio,
non posa nel cerchio dell’oblio.

La vita non è spirito o materia,
non è la divisione crudele
fra azione e inazione.

La vita non ha morte,
non ha il vuoto della solitudine
nell’ombra del tempio.

Libero è l’uomo
che vive nell’eterno,
poiché la vita è.

JIDDU KRISHNAMURTI

View original post

Poesie – Infinito fu il tempo di Leonida di Taranto [Ribloggato da Cantiere Poesia]

 

 

Cantiere poesia

Infinito fu il tempo, uomo, prima
che tu venissi alla luce, e infinito
sarà quello dell’Ade. E quale parte
di vita qui ti aspetta, se non quanto
un punto, o, se c’è, qualcosa più piccola
di un punto? Così breve la tua vita
e chiusa, e poi non solo non è lieta,
ma assai più triste dell’odiosa morte.
Con una simile struttura d’ossa,
tenti di sollevarti fra le nubi
nell’aria! Tu vedi uomo come tutto
è vano: all’estremo del filo, già
c’è un verme sulla trama non tessuta
della spola. Il tuo scheletro è più tetro
di quello di un ragno. Ma tu, che giorno
dopo giorno cerchi in te stesso, vivi
con lievi pensieri, e ricorda solo
di che paglia sei fatto.

LEONIDA DI TARANTO

View original post

Poesie – Le nuvole di Fabrizio De Andrè [Ribloggato da Cantiere Poesia]

Cantiere poesia

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono lì tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

FABRIZIO DE ANDRÉ

View original post

Poesie – Vento a Tindari di Salvatore Quasimodo

Cantiere poesia

Tindari, mite ti so
fra larghi colli pensile sull’acque
dell’isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima.

A te ignota è la terra
ove ogni giorno affondo
e segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo nel buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una…

View original post 16 altre parole

Poesie – Strambotto di Niccolò Machiavelli

Cantiere poesia

I

Io spero, e lo sperar cresce ‘l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

II

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al picciol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ‘l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.

NICCOLÒ MACHIAVELLI

View original post