Storie – Moderno Emigrante [VIDEO]

Dedicato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro.

(Palermo, gennaio 2004)

Il tardo pomeriggio a Palermo, seppur invernale, era tiepido. Una delle tante giornate che al suo volgere regala giochi di colori e di sfumature tali da rasserenare l’animo. Il sole ormai era dietro le montagne. Alla stazione dei treni era un viavai di persone, chi era pronto a partire, chi invece era sopraggiunto per salutare amici e parenti in procinto di lasciare l’isola.

Il convoglio pronto sul binario, cominciava a riempirsi, gli scompartimenti del treno cominciavano a brulicare di vita. Luigi era da solo, come sempre puntuale aveva già sistemato le valigie e viveva in silenzio l’attesa, prima della partenza. Aveva appena trascorso le feste natalizie in casa sua insieme alla moglie, al figlio, ai suoi genitori e ai suoi fratelli

L’attesa era carica di nostalgiche sensazioni, di solitudine che gli facevano compagnia e delle quali era pervaso. Luigi non piangeva, non poteva permettersi di mostrare la sua debolezza e giocava con se stesso a fare il duro. I soliti ritardatari, invece, con il sorriso tirato cercavano il loro posto riservato, tra sbuffi di fatica e valigie tirate a forza. Il capostazione con il suo tipico berretto e la paletta fischiò, confermando il via libera al convoglio ormai pronto per la sua corsa verso il continente!

I macchinisti diedero dunque corrente ai motori ed il treno uscì sferragliante, ma deciso nella sua possente forza, dalla stazione di Palermo, attraversando la ragnatela di binari. Si sentiva nell’aria come un ruggito: il profondo dolore di Luigi si fondeva con il rumore emesso dal locomotore.

Luigi si accese una sigaretta. Era seduto sul suo sedile lato finestrino, perché amava vedere lo scorrere del paesaggio, che cambiava velocemente come fosse fotogrammi di un film. Sperava di rimanere solo nello scompartimento che aveva scelto, sentiva come se i suoi pensieri, un misto di fallimento e frustrazione, potessero essere letti dagli altri viaggiatori. E lui non voleva.

Palermo era alle spalle ormai e pensò che mancavano molti chilometri per arrivare alla sua meta, oltre mille chilometri di freddi binari inumiditi dalla notte. Attraversando la dorsale tirrenica della sua Sicilia, seppur a ritmi lenti, arrivò a Messina, propaggine estrema di un trampolino che lo avrebbe proiettato su, su, verso il continente.

Alla sua destra sfilavano monti e vallate ornati da agglomerati di luci di strade e paesini; alla sua sinistra sfilava il mare ormai tetro e punteggiato di luci di lampare e la costa che appariva come una lunga collana di perle giallognole. E poi romantici, ma non per lui, lungomari affollati di coppiette.

Sentendo che stava per lasciare l’isola, Luigi provò un groppo allo stomaco, ma sapeva che doveva farlo. Era sprofondato nei suoi tristi pensieri, quando si sentì salutare dalla cortese voce di un passeggero appena salito sul treno. Prese un libro e cominciò a fare finta di leggere. I suoi pensieri dovevano rimanere tali e non parole che potessero tradire la sua malinconia. Messina fu annunciata dalla vista del continente, la Calabria infiocchettata di puntini luminosi era al di là della Stretto.

Luigi fingendo di essere un turista qualsiasi, andò a prendere un caffè nel bar della nave. Vortici di aria e profumi di zagara lo attendevano su nella balconata della nave. Sentiva il distacco dalla sua terra come il bimbo appena nato, al quale viene reciso il cordone ombelicale, per l’ennesima volta.

Da giovane, studente imberbe aveva studiato materie tecniche, era dunque affascinato dal rito quotidiano del traghettamento, che permetteva ai treni di andare di qua e di là, lungo lo stivale. Sapeva, tra le nuvole grigiastre, sprigionate da un’altra sigaretta accesa, che il tratto calabro della ferrovia era a doppio binario ed offriva spunti di riflessione non solo paesaggistici, ma anche ingegneristici.

Il capostazione fischiò anche a Villa San Giovanni per l’ennesima partenza, le poche fermate previste ed il percorso disposto a via libera avrebbero offerto, al convoglio, una galoppata quasi ininterrotta fino a Napoli.

Luigi non provò nemmeno a dormire, il pacchetto di sigarette ed un libro giallo gli facevano compagnia. Lo sguardo spesso buttato sul quadrante dell’orologio. Gallerie, viadotti e rettifili ferrati si alternavano a perdifiato.

Il sole, scacciando la luna, fece il suo ritorno alle porte di Roma. Anche la Campania, ancora ammantata dal buio della notte, era ormai un ricordo, centinaia di chilometri indietro. Sulla direttissima fino a Firenze l’elettromotrice poté sfruttare tutta la sua potenza imprimendo al convoglio una velocità tale da fare dimenticare a Luigi le sue amare riflessioni. Con il viso attaccato al finestrino, vide sfilare la campagna toscana. E poi ancora Bologna, Verona. Con gli occhi lucidi, si ritrovò a risalire la valle dell’Adige. Trento, Bolzano ed infine il Brennero al confine con l’Austria.Viaggio_In_Germania

L’Italia era terminata! “Willkommen in Österreich”, Benvenuti in Austria. Innsbruck la prima ridente città, su oltre il Brennero. E poi ancora risalendo la valle dell’Inn, tra monti scoscesi e foreste continentali: Schwaz, Worgl, Kufstein: il treno arrivò in Germania, Rosenheim prima e Monaco di Baviera poi, meta finale del suo viaggio.

Controllore_esteroIntanto quasi sorridente, volse lo sguardo al passeggero appena salito e disse: “Guten Tag”, Buongiorno. Il controllore tedesco fece altrettanto, salutò con un sorriso e chiese il biglietto. Luigi sapeva che al di là del confine avrebbe potuto trovare lavoro. La stazione di Monaco di Baviera era enorme: centinaia di negozi e migliaia di passeggeri che brulicavano sui quattro livelli di cui due sotterranei.

Mise da parte il bambino che era in lui ed entrò nell’ufficio informazioni e chiese a bassa voce, nel suo blando tedesco un elenco telefonico. Fuori nevicava e faceva un freddo intenso da gelare il naso e le mani. Riempì un foglio di carta con una sfilza di nomi, una sfilza di aziende italiane e cominciò a telefonare da una cabina telefonica: “pronto sono un italiano che cerca lavoro, mi propongo per qualsiasi mansione possa servirvi…”

Antonino Schiera (Tutti i Diritti Riservati)


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Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..

6 pensieri riguardo “Storie – Moderno Emigrante [VIDEO]

  1. Un velo di nostalgia pervade Luigi, anche se tenta di nascondere questa sua melanconia fumando e legendo e sforzandosi di superarla attraverso la riflessione che la sua partenza era dovuta per lavorare e sostenere la propria famiglia.

      1. Il distacco dalla propria terra , dalla propria famiglia per una giusta causa , il lavoro .Struggente

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