Protagonisti – Lo scrittore Giuseppe Tamburello dialoga con la vita alla scoperta dell’origine della vita stessa

Copertina del Dialogo con la vita di Giuseppe Tamburello

Il gioco di parole contenuto nell’intestazione nasce dal titolo di due delle numerose opere dello scrittore Giuseppe Tamburello (nella fotografia in alto), protagonista dell’odierno articolo in evidenza nel mio blog. Il nostro autore è nato a Ribera in provincia di Agrigento, ma è residente a Cuggiono in provincia di Milano. Desta molta curiosità la lettura di due testi, Dialogo con la vita (Oceano Edizioni – 2020) e Origine della vita (Convivio Editore – 2017), che fanno bella mostra insieme a saggi e raccolte di poesie di Giuseppe Tamburello. Il poeta José Russotti ha scritto recentemente di lui: “Spesso nei suoi versi, con un trapelato accenno alla poetica leopardiana, riesce a scovare le cadenze più intense e al tempo stesso più dirette per denunciare il male di vivere dell’uomo. Ma il suo scetticismo non nasce solo come reazione alla delusione di un aspirazione di vita all’insegna della festosità e della completezza. Il malessere che mostra non è mai accettazione dolorosa ma pura ed essenziale rivendicazione del diritto alla felicità, protesta e insurrezione eroica contro tutte quelle forze che soffocano l’impellente necessità di vivere…”. La scrittrice Francesca Luzzio scrive nella rivista Il Convivio a proposito del libro Origine della vita di Giuseppe Tamburello : “l’autore nel suo saggio sull’origine della vita, ci pone di fronte a domande a cui neanche i più grandi scienziati e filosofi di tutti i tempi hanno saputo dare razionale risposta e le conclusioni a cui perviene, sono una convinta manifestazione dell’impotenza umana, di fronte a problematiche che superano le nostre limitate capacità e per le quali solo la fede e l’amore possono soccorrerci. Ogni scoperta scientifica è superata da un’altra, ogni convinzione filosofica appare insufficiente, sicché alla fine nessuno è riuscito a spiegare con certezza l’origine dell’universo, della vita, nessuno sa dirci cosa c’è dopo la morte.

Cosa significa per te scrivere, in che modo la scrittura ti ha arricchito e come si è evoluta nel tempo.

Giuseppe Tamburello – Scrivere, per me significa dare vita alle idee. Infatti, le idee sono pensieri impresse nella mente, che riaffiorano nella memoria per farci rivivere il passato. Altresì ci sono momenti particolari durante i quali queste idee diventano un tormento interiore, che come per magia ti portano a scrivere. Quando scrivo, per diletto o per un preciso progetto letterario, il mio coinvolgimento è totale. Infatti prima di scrivere: vivo, rivivo e do vita mentalmente a tutto ciò che devo mettere nero su bianco. Questo perché, la scrittura così come la lettura rappresentano per me una necessità intellettuale, un qualcosa di prezioso che difficilmente posso farne a meno. Devo tanto alla lettura e alla scrittura. Come diceva Sant’Agostino “Circulus et calamus fecerunt me doctorem” (La lettura, la conversazione e l’esercizio della scrittura mi hanno fatto diventare dotto). In questo senso la scrittura mi ha arricchito e reso cosciente del grande valore della curiosità e voglia di sapere. Nel corso degli anni, il mio modo di scrivere, pur mantenendo continuità nello stile, si è evoluto nei contenuti. Secondo me, lo stile nello scrivere è personale e si identifica col pensiero. In altre parole, è come il corpo che appartiene all’anima. Col trascorrere degli anni, ho maturato l’idea che il mio fine è quello di scrivere per essere capito e non per essere interpretato. Questo spiega perché la chiarezza della mia scrittura “rende semplici, argomenti complessi e di indubbia difficoltà” (Prof.ssa Silvana Vassallo).

Dalla tua biografia si evince che hai ricevuto un discreto numero di premi per le tue pubblicazioni. Che importanza ha per un autore il riconoscimento pubblico della validità delle proprie opere?

Giuseppe Tamburello – Sarebbe pura ipocrisia dire: nessuna, o poca importanza. Fa sempre piacere partecipare, e ancora di più, ricevere un premio o un riconoscimento pubblico della propria opera. Non si tratta solo di vincere un premio, ma in egual misura stabilire delle relazioni amichevoli ed interscambi con altri autori. Cito solo due, dei tanti premi vinti e che mi hanno reso felice, non per vanità, ma per il valore del riconoscimento: Libro d’Argento 2018 al Premio Internazionale di Poesia e Prosa – dell’Accademia Il Convivio, per il mio libro: Origine della vita – Creazione divina o Generazione spontanea? Inoltre, il Premio Letterario – Mons. Giuseppe Petralia, Vescovo e Poeta II Edizione – 2019, per il volume Giochi di strada e Tradizioni popolari. Questo riconoscimento viene assegnato a Personalità di grande spessore culturale e che ognuno nel proprio campo rappresenta un’eccellenza.

Per i nostri lettori, ci dai la tua definizione di poesia?

Giuseppe Tamburello – La poesia è qualcosa che senti dentro, che ti strugge e accarezza l’anima. E’ qualcosa di intimo, spontaneo, una voce che ti chiede in maniera silenziosa e per certi versi assordante, di renderla manifesta e portarla all’aperto in mezzo allo spazio, come l’aria che si respira. Una volta resa pubblica non è più tua, non è di nessuno ma appartiene a tutti. Una delle principali doti della poesia sta nel ritmo, perché il suono delle parole è fondamentale in ogni scritto creativo, ma la poesia, in modo particolare, non potrebbe assolutamente esistere in solitudine e nel silenzio, senza il suono, senza musicalità. “Potrei innalzare un canto e voglio cantarlo, sebbene sia solo in una casa vuota e debba cantare nelle mie stesse orecchie” (Friedrich Nietzsche). Inoltre, la rima aumenta ancora di più la probabilità che un verso venga ricordato. “A tutti par che quella cosa sia, che più ciascun per sé brama e desia”(Ariosto). 

Nelle tue opere spesso ti rifai alle tradizioni locali, che importanza hanno l’identità e la memoria spesso veicolate attraverso la scrittura?

Giuseppe Tamburello – Sono nato in un paese a vocazione agricola, i miei genitori, i nonni e i nonni dei miei nonni, lavoravano la terra. Amavano il profumo, i sapori, i colori e ogni cosa che li riconducesse alla terra, la nostra terra. Per questa ragione l’identità siciliana scorre nelle mie vene, è dentro di me: “Arde nelle mie vene siculo sangue e sono della mia terra fedele amante…” (Adolescenza dal libro Dialogo con la vita). Diceva Goethe: “Un popolo che non ha memoria storica non è un popolo civile”, e poi Puskin: “Il rispetto per il passato contraddistingue la civiltà dalla barbarie”. Inoltre la passione per le tradizioni locali, contribuì in maniera determinante alla stesura e pubblicazione del mio libro “Giochi di strada e Tradizioni Popolari” (Il Convivio Editore). 

Impara l’arte e mettila da parte ovvero l’importanza del lavoro nella vita di ciascun uomo. Nella tua biografia metti in evidenza il tuo approccio al mondo del lavoro sin da giovane. Se puoi parlarcene?

Giuseppe Tamburello – Ricordo che negli anni ‘40/50, l’’età delle Scuole Elementari e Medie, la maggior parte delle famiglie, mandavano i propri ragazzi a “lu mastru” (maestro artigiano), per fargli imparare un “mestiere”. A giustificazione di questa usanza, veniva citato il motto: “impara l’arte e mettila da parte”. Da ragazzo frequentavo la pasticceria gelateria dei fratelli Bonafede, per imparare “l’arte del pasticciere”. Invece durante il periodo delle scuole superiori, anziché fare le vacanze estive, andavo a lavorare per tre mesi l’anno presso la direzione agricoltura dello stabilimento: Zuccherificio di Granaiolo – Firenze. Finiti gli studi, sempre per ragioni di lavoro, mi trasferii a Milano alle dipendenze di una grande industria Dolciaria. Il lavoro era interessante e mi piaceva tantissimo. Nel giro di alcuni anni, assunsi incarichi dirigenziali che mi accompagnarono fino all’età della pensione.

Hai progetti nel cassetto?

Giuseppe Tamburello – Certamente. Ho dei sogni nel cassetto che mi piacerebbe portare a termine. Uno tratta Il perché della religione nell’uomo primitivo. Un altro sogno è quello di completare una già avviata raccolta di racconti. Però, ciò che mi rammarica è la consapevolezza di non aver più tempo a sufficienza per realizzarli.

PUBBLICAZIONI:

“GIOCHI DI STRADA E TRADIZIONI POPOLARI” – Il Convivio Editore

“PROVERBI E DETTI SICILIANI” – Il Convivio Editore

“ORIGINE DELLA VITA” – Creazione divina o Generazione Spontanea? – Il Convivio Editore

“DIALOGO CON LA VITA” – Il Convivio Editore

PENSIERI D’AMORE” – Appesi all’albero della nostra vita – (inedito)

BIOGRAFIA:

Giuseppe Tamburello nasce nell’aprile del 1941 a Ribera (AG). Trascorre l’infanzia e l’adolescenza, prima in via Chiarenza e dopo, in via Re Federico. Passa il tempo libero, come la maggior parte dei ragazzini di quel tempo, tra “giochi di strada” e “lu mastru”; il cui tradizionale motto era: “impara l’arte e mettila da parte”.

Nei primi anni 60 frequenta l’Istituto Tecnico Agrario di Sciacca. Durante il periodo estivo per mantenersi agli studi, si reca a lavorare per tre mesi l’anno, presso lo stabilimento dello “Zuccherificio di Granaiolo” Castelfiorentino (Firenze). 

Nel giugno del 1963, consegue con pieno merito, il diploma di Perito Agrario. Continua a lavorare a Firenze e vi rimane fino al settembre del 1963. 

Successivamente, sempre per ragioni di lavoro, si trasferisce a Milano alle dipendenze dell’Industria dolciaria Alemagna S.p.A. 

Nello stesso periodo, frequenta per un paio d’anni la facoltà di Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano. Smette di seguire i corsi universitari perché assorbito completamente dagli impegni di lavoro, che lo porteranno nel corso degli anni, ad assumere responsabilità dirigenziali. 

Vive a Milano fino al 1970; nel 1971 si sposa e si trasferisce a Cuggiono (MI) ove tuttora risiede, con la moglie Rosalba e la figlia Sabrina. Da quando è in pensione, si diletta a scrivere libri di narrativa, di poesie e Racconti di vario genere.

Nel 2012 pubblica il suo primo libro intitolato: Giochi di strada e Racconti – Come si viveva a Ribera negli anni ‘50. L’Autore descrive con efficacia i vari giochi di strada e le irripetibili prime emozioni dell’adolescenza. Inoltre, nei vari racconti, affiorano e si alternano i ricordi familiari ricchi di struggente nostalgia e gli usi e costumi della vita contadina e artigianale riberese, negli anni ‘50.  

Nel 2013 porta a compimento il suo secondo libro-diario: Pensieri d’Amore (Appesi all’albero della nostra vita) in cui descrive, con una prosa bella come la poesia, la sacralità della famiglia.

Nel 2014 pubblica un libro di poesie dal titolo: Il mio canto alla vita. I temi affrontati sono quelli universali: la natura; la fanciullezza; la vecchiaia; la solidarietà; la primavera; il pensiero all’origine di tutto. Con questo libro, Giuseppe Tamburello, uomo pragmatico e a volte sognatore, riesce con la forza del suo pensiero creativo, a spaziare tra sogni, sentimenti e fantasia.  

Nel 2017 pubblica, assieme a Don Antonio Nuara, un altro libro dal titolo: Proverbi e Detti siciliani.

I ‘detti’ sono le genuine espressioni delle narrazioni orali, provenienti dalla saggezza popolare e abbracciano tutte le espressioni della vita, propria della civiltà contadina. 

Nello stesso anno, pubblica un altro nuovo libro: Origine della Vita Creazione divina o Generazione spontanea? Per l’autore è un ritorno alla sua giovanile passione di approfondire le conoscenze su come abbia avuto origine l’Universo e come sia apparsa ed evoluta la Vita sulla terra. Il libro tratta uno degli aspetti più interessanti e controversi del genere umano; vengono minuziosamente analizzate le varie teorie scientifiche e filosofiche, il tutto attraverso un percorso tra Scienza, Fede e Ragione.

Nel 2019 pubblica una nuova edizione del libro: Giochi di strada e Tradizioni popolari

Infine, nell’aprile del 2020 esce, con molte altre poesie, la nuova edizione, del libro: Dialogo con la vita.

SINTESI DEI RICONOSCIMENTI

È presente nelle seguenti Antologie:

Premio Poesia, Prosa (Il Convivio 2018)

Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “Lucius Seneca” 2019

Premio Pontevecchio – Firenze 2019

Enciclopedia di Poesia Italiana (Fondazione Mario Luzi)

Premio Internazionale di poesia – Città di Varallo 2019

Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” 2019

E tante altre.

Le sue opere hanno ricevuto diversi riconoscimenti:

“Libro d’Argento 2018” al Premio Inter. dell’Accademia Il Convivio per il saggio: Origine della vita – Creazione divina o Generazione spontanea?

Premio “Keramos” al Premio Letterario Nazionale “Sul far della sera” 2019, per il Racconto: 

Il Vecchio contadino e il Giovane sapientone. 

Diploma d’Onore al concorso Premio Letterario “Milano International 2019” per il libro Origine della vita” – Creazione divina o Generazione spontanea?

Premio Letterario Mons. “Giuseppe Petralia Vescovo e Poeta” 2019 per il volume: Giochi di strada e Tradizioni popolari. Il Convivio Editore.

Questo riconoscimento viene assegnato a “personalità di grande spessore culturale e che ognuno nel proprio campo rappresenta un’eccellenza.”

Come poeta ha ricevuto:

Menzione d’Onore al Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “Lucius Seneca 2019” per la poesia Sognar l’Amore.

Menzione al Premio Artistico Letterario Nazionale “Sul far della sera 2019” per la poesia Pensieri tra fantasia e realtà.

Diploma d’Onore e Menzione d’Encomio al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti 2019” per la poesia Ciò che mi resta.

Premio Internazionale di Poesia “Città di Varallo 2019” per la poesia Pensieri tra fantasia e realtà.

Premio Letterario Internazionale “Universum Switzerland 2020” per libro Origine della vita- Creazione divina o Generazione spontanea?

Presentazioni – Meditare e sentire (Il Convivio Editore) raccolta di poesie a Villa Piccolo a Capo d’Orlando.

Viene presentato al pubblico per la prima volta la mia terza raccolta di poesie edita da Il Convivio.

Ringrazio il Presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella Andrea Pruiti Ciarello, i relatori Antonella Ricciardo e Biagio Balistreri scrittori, gli enti patrocinatori dell’evento e tutti gli amici della splendida cittadina di Capo d’Orlando.

Presentazioni – Cerchi ascensionali di Francesca Luzzio a Castelbuono

Cerchi Ascensionali Castelbuono
Cerchi Ascensionali a Castelbuono

Continua il tour di presentazioni che vede impegnata la poetessa Francesca Luzzio nella promozione della sua ultima opera dal titolo Cerchi Ascensionali, una raccolta di poesie pubblicata di recente da il Convivio Editore di Giuseppe Manitta.

L’autrice incontrerà i lettori venerdì 20 settembre 2019, alle ore 17.30 a Castelbuono in provincia di Palermo, nella sala delle Capriate che si trova nella Biblioteca Comunale all’interno del complesso Badia di Santa Venera. Da sottolineare il Patrocinio del Comune di Castelbuono, della Biblioteca Comunale e la fattiva collaborazione della poetessa castelbuonese Cinzia Pitingaro.

Relatore sarà il professore Guglielmo Peralta, moderatrice Luciana Cusimano Presidentessa dell’Associazione Amici del Museo Civico di Castelbuono, che al nostro blog dice “Siamo molto lieti di accogliere e ospitare presso la nostra Biblioteca Comunale la poetessa Francesca Luzzio. La presentazione della sua ultima silloge poetica, Cerchi ascensionali, sarà un’occasione di accostamento alla bellezza e alle potenzialità del verso che tutte le corde sa toccare. Percorreremo un itinerarium mentis a partire dal sè, per passare alla duplice natura umana-crogiolo di bene e male- fino all’osservazione di una società imbarbarita che non deve perdere la Speranza di puntare verso l’alto. Come in una rinnovata Commedia, ogni componimento di ogni Cerchio è un passo che la poetessa compie verso il più auspicabile degli approdi. Un sentito grazie a Francesca Luzzio per il garbo e lo stile che la contraddistingue e rappresenta.”

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Luciana Cusimano

In precedenza il libro è stato presentato in due occasioni a Palermo a Villa Malfitano a cura dell’Associazione Culturale Dante Alighieri e presso il Liceo Classico Garibaldi e in un’altra data nella cittadina di origine della poetessa Montemaggiore Belsito.

Il libro di poesie è stato recensito recentemente dalla poetessa Maria Elena Mignosi Picone, recensione che potrete leggere cliccando in questo link:

Recensione di Cerchi Ascensionali

Per conoscere meglio la poetessa Francesca Luzzio CLICCA QUA