Un velo di silenzio ha coperto per molti anni le vicende che hanno colpito il confine orientale d’Italia al termine della seconda guerra mondiale, come si volesse dimenticare una delle pagine più buie della storia contemporanea. Dall’autunno del 1943 al 1947 migliaia di persone furono gettate vive nelle foibe, delle grandi feritoie, delle voragini naturali nel Carso, per volere del Maresciallo Tito e dei suoi partigiani. Queste cavità diventarono le tombe di uomini, donne, sacerdoti, militari, bambini…legati tra di loro con un filo di ferro: una fucilata alla prima persona della fila, tirava giù anche le altre. La morte spesso sopravveniva dopo giorni di stenti e di agonia.
Un genocidio di massa, dunque, riconosciuto ufficialmente soltanto nel 2004. La data scelta per ricordare le vittime è il giorno in cui, nel 1947, fu firmato il Trattato di pace di Parigi, che assegnava alla Jugoslavia l’Istria, la Dalmazia e la maggior parte della Venezia-Giulia. Nonostante l’istituzione del Giorno del ricordo, il 10 febbraio appunto, fortemente voluto dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nonostante il dibattito che da anni imperversa su questo tema, il dramma delle foibe resta sconosciuto ai più, quasi fosse una pagina rimossa della seconda guerra mondiale. La storia delle foibe non è mai stata raccontata fino in fondo. Dopo decenni di silenzio, di oblio e di oscuramento, si è manifestata la volontà di raccontare le cose così come sono andate, di dare un imprimatur nei libri di storia. Fiumi d’inchiostro sono stati sparsi: articoli di stampa, saggi, libri hanno affrontato la questione. Il risultato è che la maggior parte degli italiani non conosce il significato preciso della parola e non associa nulla al termine foiba. In Italia non c’è la consapevolezza di quanto è accaduto. Per troppo tempo queste storie sono state coperte da una disinformazione colpevole e di parte. Da più di settant’anni le migliaia di italiani trucidate dalle truppe titine attendono ancora di avere giustizia e, soprattutto, di essere ricordate con la massima dignità e la commossa deferenza dovute a chi, come loro, è stato vittima innocente della volontà sterminatrice di un regime dittatoriale sanguinario e prevaricatore. Erano italiani e moltissimi sono morti per il solo fatto di esserlo e per non averlo voluto rinnegare. “I morti delle foibe appartengono alla sterminata schiera di vittime delle follie ideologiche, dell’intolleranza, delle pulizie etniche che hanno attraversato il Novecento e l’Europa, e di una capacità di odiare e di disprezzare di cui l’umanità, anche in questo secolo, non pare riuscire a liberarsi” – Walter Veltroni, dalla prefazione del libro Sopravvissuti e dimenticati di Marco Girardo. Le foibe rappresentano ancora oggi l’estremo grado di efferatezza e di barbarie a cui può arrivare l’essere umano. Tuttavia questo episodio deve essere ormai liberato da ogni strumentalizzazione politica, per essere consegnato alle coscienze come un delitto contro l’umanità.
Campi di concentramento, foibe, deportazione. Ferite mai rimarginate! Purtroppo, la storia, non sempre è magistra vitae.
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Pubblicato da Antonino Schiera
Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano).
Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma).
Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”.
Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”).
Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile.
Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia.
Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni).
Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta.
Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo.
Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie.
Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo.
Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano.
Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano.
Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”.
Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello.
Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio.
Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei.
Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..
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