L’angolo di Cettina Giallombardo – Rileggendo nel nostro tempo il De Brevitate Vitae di Seneca

Nel periodo difficile che stiamo attraversando, in cui ognuno di noi si sta riappropriando del proprio tempo, ho riletto con attenzione un testo che ritengo adatto a questa particolare situazione. Si tratta del DE BREVITATE VITAE di Lucio Anneo Seneca, uno tra i più famosi trattati dell’antichità, capace di indicarci ancora oggi la via per raggiungere la pienezza del vivere.
L’operetta, composta probabilmente nel 49 d.C., subito dopo il ritorno dell’autore a Roma dall’esilio settennale in Corsica, appartiene ad una serie di sei sintetici trattati morali, di cui altri due dedicati alla Vita felice e alla Vita ritirata. Seneca, ritenuto da Cassio Dione il maggior filosofo di quel periodo e definito da Tacito nei suoi Annales come “un ingegno attraente e adeguato alle orecchie del suo tempo”  ha spiegato in essi il significato, lo scopo e le minacce tragiche incombenti sulla nostra esistenza che è un’esperienza fragile ed irripetibile; additando da un lato i modi in cui essa viene sprecata follemente ed irrimediabilmente, dall’altro quelli con cui, invece, la si può compiere da uomini intelligenti e veri.

Copertina de La brevità della vita di Seneca

Seneca ci viene incontro affermando che, in realtà, non è che di tempo ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. La vita che ci è data è lunga a sufficienza per compiere grandissime imprese. Chi mette a profitto ogni istante del suo tempo, chi dispone di ogni giorno come della vita intera, non teme il domani. “La vita proseguirà lungo la strada per cui si è avviata, senza fermarsi né tornare indietro. E lo farà in silenzio, senza rumore…”. La vita è un continuo passare da un affanno all’altro. E la tranquillità è sempre una meta a lungo sospirata. ” Allora – dice Seneca – allontanati dalla folla e ritirati in un posto più tranquillo. Ripensa a tutti i marosi che hai affrontato, alle tempeste che hai attraversato…ora riserva un po’ del tuo tempo anche a te stesso. Non ti invito ad un riposo pigro e inutile (il riposo non consiste in questo); troverai impegni ben maggiori di quelli che hai finora validamente assolto, a cui potrai attendere nell’isolamento e nella tranquillità”.

Il tempo, secondo Seneca, è diviso in tre parti: la persona sapiente saprà usare il ricordo del passato e del tempo conquistato per migliorare, nel presente, la sua persona e approfondire la sua conoscenza, e anticipare così, i desideri del tempo che verrà. In questo anno arduo e complesso, sicuramente siamo stati e siamo preoccupati, stanchi, arrabbiati…Una sensazione di incertezza attraversa i nostri cuori. Quando finirà tutto questo?

Quando potremo ritornare alla piena normalità, al lavoro, a scuola, all’Università, a tutte quelle attività quotidiane che riempiono la nostra vita?

Quando soprattutto potremo riabbracciare i nostri cari, gli amici, i colleghi?È necessaria, quindi, una grande forza interiore per sperare e attendere con illimitata fiducia il lento e progressivo miglioramento di questa triste realtà.

Cettina Giallombardo

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