Ti consiglio un libro – Le iguane non mi turbano più, le poesie di Dina Bellrham tradotte in italiano da Lorenzo Spurio [VIDEO]

Copertina

La raccolta di poesie Le iguane non mi turbano più edita da Le Mezzelane Editore (2020) pur essendo opera di una poetessa giovane è purtroppo da ascrivere alla bibliografia delle opere postume, in quanto l’autrice e venuta a mancare suicida nel 2011. Edelina Adriana Beltrán Ramos (1984-2011), ecuadoriana, meglio nota con lo pseudonimo di Dina Bellrham, ritengo possa essere definita una poetessa predestinata, per l’accuratezza e l’eleganza delle sue poesie ricche di invenzioni metaforiche. Con una connotazione, però, tendente al macabro che poteva lasciare presagire il tragico epilogo di un’esistenza volontariamente stroncata nel pieno della sua vitalità.

Antonino Schiera per Ti consiglio un libro

Il volume contiene una scelta di poesie tratte dalle opere di Dina Bellrham Con Plexo de Culpa (2008) e La Mujer de Helio (2011) e dall’opera postuma Inédita Bellrham. Ad impreziosire il volume è la presenza di un ampio studio critico preliminare a cura della poetessa e critico letterario Siomara España dal titolo dal titolo “Dina Bellrham: contemplazione e comparsa”, nel quale si indagano con attenzione le caratteristiche preminenti della poetica della giovane poetessa.

Fondamentale per la pubblicazione della raccolta di poesie è stato il lavoro svolto dallo scrittore, poeta e critico d’arte Lorenzo Spurio che ha tradotto la prefazione di Siomara España, ha scelto le poesie da inserire nel testo, le ha tradotte e ha curato il libro nel suo insieme. Il tutto con la fattiva collaborazione e l’interessamento della famiglia, nella figura della madre Cecibel Ramos. Il libro è tutto in italiano e non contiene poesie originali in spagnolo, né testo a fronte.

Le iguane non mi turbano più” di Dina Bellrham – commento di Lorenzo Spurio

Come si legge dalla quarta di copertina: «La poesia della Bellrham è sospesa tra un fosco presentimento della morte – quasi un dialogo continuo con l’oltretomba – e una tensione amorosa per la vita, la famiglia e la quotidianità dei giorni della quale, pure, non manca di mettere in luce idiosincrasie, violenze e ingiustizie diffuse. La critica ha parlato di una sorta di nuovo Barocco per la sua poesia dove coesistono terminologie specialistiche della Medicina e squarci visionari che fanno pensare al più puro surrealismo. Entrare in una poetica così magmatica e a tratti scivolosa per cercarne di dare una versione nella nostra lingua non è compito semplice, dal momento che la poetessa coniò – come il critico Siomara España annota nello studio preliminare – un suo codice linguistico particolarissimo, inedito, personale e multi-stratificato. Eppure è un tentativo sentito (e in qualche modo doveroso) frutto di quella “chiamata” insondabile che non si è potuto eludere».

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