Riflessioni – Siamo o no in guerra?

Papa Francesco recentemente di fronte alla platea di giornalisti che lo seguiva nel suo volo di ritorno dalla Corea del Sud, ha dichiarato, riferendosi ai subbugli che coinvolgono il Medio Oriente, “che siamo nella Terza Guerra Mondiale, ma a pezzi”.
 
E’ una frase forte che ci impone di fare una seria riflessione su quanto sta accadendo da quelle parti.
 
Il focolaio di tensione più acceso rimane il conflitto atavico tra israeliani e palestinesi, che ha conosciuto negli ultimi mesi una ulteriore escalation. Foraggiando e nutrendo così, ulteriormente, le idee estreme di chi vuole una guerra totale tra i due popoli e non una pacifica convivenza. E’ un conflitto quello israelo-palestinese che trova le sue motivazioni in una doppia contrapposizione: materialista la prima, religiosa la seconda. Una situazione esplosiva che si autoalimenta, dove i dogmi del benessere economico (controllo delle vie di comunicazione, controllo dei territori, espansione urbana) alimentano quelli di tipo religioso e viceversa.
 
Naturalmente questo tipo di contrapposizioni facilmente si espande e prende origine, come un cancro mortale, in altre zone dell’area in questione: Siria e Iraq in primo luogo regioni dove le ferite dell’ultima guerra tecnologica portata avanti dagli americani a caccia dei terroristi di Al Qaeda, sono ancora ampiamente aperte.
Talmente aperte da permettere all’ISIS, Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, di mettere nel carniere una serie di vittorie militari sul campo, tali da paventare una espansione pericolosa. Naturalmente quelli dell’ISIS vogliono dettare le proprie ideologie religiose per potere imporre anche il proprio potere politico ed economico a scapito dei moderati, che non tralasciano la possibilità di avere contatti ed alleanze con l’Occidente.

Non sottovalutiamo naturalmente quanto sta accadendo in Ucraina, dove un forte movimento politico e militare vorrebbe riportare la stessa Ucraina sotto il controllo di Mosca ed anche da quelle zone arrivano notizie drammatiche di violenti scontri.
 
Quindi stiamo assistendo al proliferare di una serie di aree di crisi militari, politiche, religiose a macchia di leopardo in una vasta zona del globo, che coinvolge in maniera trasversale tutto il mondo: la vicina Europa, ma anche e naturalmente gli Stati Uniti per le ovvie ragioni che conosciamo. Per questo Papa Francesco ha parlato di strisciante terza guerra mondiale.
 
Occidente contro Islam questo il vessillo, volendo generalizzare al massimo, sotto il quale si muove questa enorme contrapposizione mondiale che, per l’Europa ed in particolare per l’Italia, si materializza attraverso l’incubo di continui sbarchi di profughi disperati. Nello stesso tempo l’Europa per ora è presa dal tentativo di risolvere i propri problemi economici e non si occupa dell’evoluzione della crisi. Obama e gli Stati Uniti finora sono rimasti sostanzialmente a guardare, pur non gradendo l’affermarsi dell’ Islam più estremista nei territori ricchi di petrolio.
 
Purtroppo i finanziatori di questo progetto, che a mio parere fa da contraltare all’appoggio degli Stati Uniti ad Israele, sono paesi di fede e tradizione islamica moderata, economicamente molto forti per via del petrolio.

Ai posteri l’ardua sentenza su come si evolverà una situazione che, per l’ennesima volta, dimostra come sia difficile per l’umanità intera vivere in pace!
 

 

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