Recensioni – I “Toni caldi del cuore”, quadro e poesia di Grazia Annichiarico.

Toni caldi del cuore

Bisogno d’avvolgersi nel caldo dei colori quel dolce coccolarsi nelle cose, nelle case

bisogno di tregua dagli schiamazzi estivi senso di pace che le membra ristora

brulle foglie a volteggiare ondeggiano in ritmata danza, incorniciano il paesaggio cullate dal vento

le note morbide fruttate accarezzano l’aria desideri a legger nelle foglie gialle come il sole rosse come labbra d’amor desiderose di porpora sfumate come tinti tramonti d’un artista

toni caldi del cuore l’animo come tela s’intinge scrosciar di secche foglie passi attenti crepitii ascoltano e pazienti attendono lo scorrere del tempo.

Grazia Annicchiarico

                                                                        Recensione.

Grazia Annichiarico
Grazia Annichiarico

Leggendo la poesia e osservando attentamente il dipinto di Grazia Annichiarico non posso che mettere in evidenza la sublimazione, che avviene nel passaggio tra il linguaggio scritto della poesia e quello figurato del dipinto a olio.

Nell’ambito chimico la sublimazione è un processo che si sviluppa in maniera repentina oltreché, apparentemente innaturale; in questo caso il passaggio avviene in maniera graduale, naturale, ma inevitabile. Pertanto il mondo poetico e quello pittorico si fondono in un’alchimia artistica, che genera un notevole rumore introspettivo di fondo.

Lo spirito di chi osserva si eleva al ruolo di fruitore dell’energia, che emana dallo scritto e dal quadro, generandone a sua volta di nuova, per potere interpretare e fare propria, soggettivizzandola, l’interpretazione.

“Il bisogno di avvolgersi nel caldo dei colori…”, l’inizio della poesia esprime in maniera semplice ed efficace la necessità di Grazia di potersi perdere nel suo mondo fatto di immaginazione, di interpretazione, di creatività che emergono nel momento in cui dipinge un quadro.

Per passare successivamente ad una poetica descrizione di un paesaggio autunnaleGatto di Grazia Annichiarico “brulle foglie a volteggiare ondeggiano in ritmata danza incorniciano il paesaggio…” che confermano il desiderio dell’artista di vivere nella serena tranquillità, regalata dalla natura nel suo quotidiano, ritmico e ciclico dispiegarsi.

“Desideri a legger nelle foglie gialle come il sole rosse come labbra d’amor…” per Grazia Annichiarico, l’amore ricopre un ruolo importante. Non poteva essere altrimenti, in quanto artista poliedrica e creativa, che attinge ispirazione da esso e a sua volta lo genera. Lo si evince da questa bella immagine che nelle due parole finali descrive il desiderio di amare e di essere ricambiata. Amore che esplode, non implode, e si espande nelle diverse sfaccettature che la vita ci offre.

“Toni caldi del cuore l’animo come tela s’intinge…” inevitabilmente la poesia di Grazia ci porta, in questo punto, all’atto di intingere il pennello nei colori, non semplici, sbiaditi; bensì caldi, amorosi, sensibili che si nutrono delle virtù del saper ascoltare e della prudenza. Infine colori e creazioni artistiche che si attengono alle leggi del tempo che scorre: “… passi attenti crepitii ascoltano e pazienti attendono lo scorrere del tempo”.

“Io amo la vita, la natura, gli animali, il vero e lo ritraggo con sentimento. Ho sempre sognato l’affermarsi dei sentimenti veri e puri; li cerco e li rappresento. Il vivere senza sogni è arido e grigio” così si descrive Grazia Annichiarico in poche parole semplici e chiare quanto decise, parole che ci introducono alla descrizione del quadro.

Uno squarcio di luce penetra tra le fronde degli alberi e la fitta vegetazione, vita e trasformazione, in questo caso le foglie morte, che danzano insieme, nel volgere del tempo. E due gatti che vivono le loro giornate nell’alveo naturale della vita.

Una rappresentazione bucolica e domestica, nel contempo, che rappresenta una sorta di auspicio in direzione di un mondo vero, colorato e sereno. I colori sono caldi come i toni della poesia.

Il quadro rappresenta pertanto la principale porta di accesso alla poetica di Grazia Annicchiarico, che dispiegherà le sue ali nella silloge di poesie, che la stessa vuole portare a conoscenza del pubblico.

 

Antonino Schiera                                                         

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