Recensioni – Raccolta di poesie Grovigli di un passato di Marisa Briguglio (Armenio Editore – 2019) a cura di Antonino Schiera

Copertina

L’anima mia. La notte scese su di me,/ l’oscurità avvolse l’anima mia./ Ogni suono era spento./ Buio tutto intorno./ Sentivo il cuore battermi forte come se volesse uscire dal mio petto./ Battiti assordanti di atroce dolore…

Inizio la mia recensione riportando i primi versi che aprono la raccolta di poesie Grovigli di un passato di Marisa Briguglio, che catapultano immediatamente il lettore in un mondo in cui la sofferenza e il dolore vengono evidenziati dalla sensibilità dell’autrice, che affida ai suoi versi il compito di rappresentarli. Nella raccolta di poesia ricorre spesso il sostantivo anima che la poetessa evidenzia nel suo mondo, caratterizzato dal rapporto amorevole e servizievole con i suoi cari ed in particolare con la nipote Paola Raffaele, autrice dei disegni contenuti all’interno del libro. Sono sentimenti che non si esauriscono nell’ambito familiare, ma che esondano, come un fiume in piena, all’esterno attenzionando le persone che necessitano di amorevoli cure, non soltanto attraverso la sua presenza, ma anche attraverso iniziative nel mondo associazionistico, finalizzate al miglioramento della qualità della loro esistenza.

Riporto la definizione di anima tratta dall’Enciclopedia On-Line Treccani: nell’accezione più generica, come del resto nella coscienza comune, è il principio vitale dell’uomo, di cui costituisce la parte immateriale, che è origine e centro del pensiero, del sentimento, della volontà, della stessa coscienza morale. Insisto su questo tema in quanto nelle poesie di Marisa Briguglio, non si assiste semplicemente ad una sorta di martellante ritornello rafforzativo di un concetto, piuttosto ad un desiderio di straniamento, finalizzato ad affermare che l’uomo e la donna non sono fatti di solo corpo, ma anche di sogni, desideri, percezioni, viaggi. Il tutto finalizzato a rendere meno nitido, meno forte il dolore insito nell’esistenza.

Una poetica che ha una funzione catartica, legata al vissuto e al sentire dell’autrice, ma anche una funzione di tipo sociale in quanto il lettore viene sensibilizzato a prestare la giusta attenzione a temi quali la solidarietà e l’assistenza.

L’autrice dedica la sua opera ai suoi genitori Rosa e Nino e li cita rispettivamente nella poesia Il Silenzio e Un sorriso, ma non li chiama per nome quasi volendo avocare a se l’onere di ricordare a tutti i figli di rispettare e amare i propri genitori.

Un altro tema toccato dall’autrice nei suoi versi è la rinascita favorita dal trascorrere del tempo e non è un caso che viene sottolineata nei versi conclusivi nella poesia L’anima mia, anche se la vera protagonista è la notte che spavalda e invadente acuisce il dolore (vedi i primi versi riportati all’inizio della recensione) e poi… Mi addormentai/ vidi mari agitati e lontani./ Il giorno ritornò./ L’anima mia era ancora avvolta nell’oscurità/ Più passavano le ore,/ più mi sentivo/ distrutta,/ tormentata,/ vuota di ogni colore./ Solo con il tempo,/ ho intravisto sprazzi di luce/ per amore della vita./ L’anima mia è rinata.

Marisa Briguglio e Paola Raffaele

L’animo sensibile di Marisa Briguglio non poteva non partorire una poesia legata a una delle nefandezze che più ha caratterizzato e caratterizza purtroppo ancora, la storia dell’uomo: la guerra. Ne parla nella poesia Venti di guerra. Sento arrivare venti di guerra,/ venti lontani/ che distruggeranno tutto con n le loro mani./ Non sento parlare dell’umanità/ ormai rassegnata,/ che cammina nella terra bagnata/ dal suo stesso pianto,/ perché teme/ di non vedere il domani…

La raccolta di poesie è suddivisa in quattro sezioni: squarcio, donne, battiti, dolori, sorrisi ed è arricchita dai disegni di Paola Raffaele. Alla fine di tanto ascoltare, desiderare di sconfiggere il dolore, desiderare di aiutare il prossimo, osservare il male che ci circonda che può essere anche rappresentato dall’indifferenza, attraverso i suoi versi liberi punteggiati da rime sparse, l’autrice si congeda dai suoi lettori con una poesia che rappresenta un invito all’ottimismo, che si ancora fortemente al desiderio di un futuro migliore. E lo fa con la poesia dal titolo:

Un sorriso:

Un sorriso inaspettato,
che ti toglie il fiato,

Un sorriso di un bambino,
che illumina il suo viso
di luce immacolata.

Un sorriso di un padre,
che per ogni sofferenza cancellata
racchiude coraggio e fierezza alla vita ingrata.

Un sorriso sincero,
svestito di ogni cattiveria,
di ogni forma di costrizione
bello da donare ma anche da ricevere.
Un sorriso libero.
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