Recensioni – Lo specchio e le Guzzi. Genialità e fragilità di Antonio Ligabue (Il Convivio 2019) di Bartolomeo Errera

Ricevo e pubblico volentieri la recensione che la pittrice, poetessa e organizzatrice di eventi culturali Flavia Vizzari ha dedicato al romanzo del poeta e scrittore Bartolomeo Errera edito da Il Convivio nell’anno 2019, la cui copertina è rappresentata nell’immagine sopra.

Quando ci si trova davanti un autore la cui biografia è difficile da rintracciare, quasi sicuramente ci troviamo di fronte ad un autore molto valido.

Il poeta e scrittore Bartolomeo Errera

Io non sono una critica letteraria per questo motivo, infatti, avendo ricevuto l’invito di esprimere un parere sulla pubblicazione Lo Specchio e le Guzzi – genialità e fragilità di Antonio Ligabue di Bartolomeo Errera (cosi come mi è capitato precedentemente con altri autori), mi sono “messa a studiare”.

Non mi ero mai interessata prima, pur essendo pittrice, all’artista Ligabue, quindi per me quest’esperienza è del tutto nuova. Innanzitutto è chiaro che ci troviamo di fronte ad un autore maturo, di notevole esperienza letteraria e culturale, un nobile è Bartolomeo Errera, in quanto barone della Vanella, ma non di quelli che pullulano in certi ambienti falsati, ma di quelli veri la cui nobiltà è veramente insita in loro; scrittore, laureato in Giurisprudenza che per un periodo ha fatto l’avvocato di professione, interessato alla storia, e dunque, non poteva auto esimersi dal desiderio di dare luce e verità ad un grande pittore del novecento italiano. 

In quarta di copertina del libro leggiamo: – <La storia ci ha consegnato uno straordinario pittore, Antonio Ligabue, bollandolo con il marchio di squilibrato mentale (Al Matt, “il matto” in dialetto romagnolo). Il romanzo di Bartolomeo Errera vuole remare contro i precostituiti concetti per offrire al lettore una realtà da pochi conosciuta e per restituire alla storia un personaggio del tutto diverso dalle etichette. È una saga dell’uomo, della famiglia, della società, della storia, attraverso la vita di uno dei protagonisti dell’arte del ‘900, a partire dai suoi primi anni e dal suo amore per le colline svizzere…>

Le scelte non sono un caso, ma il frutto di ciò che ci emoziona, che ci sprona a coltivare e sviluppare; Bartolomeo Errera anche in precedenti sue pubblicazioni, anche poetiche, si è interessato ad analizzare l’uomo spesso alla continua ricerca di se stesso, al suo linguaggio espressivo, al significato delle sue parole. Scavare nell’animo umano per Bartolomeo Errera è un andare oltre le apparenze dell’umano sentire, questo suo desiderio dell’andare oltre, l’ha spinto in passato anche a creare un movimento poetico definito appunto “dell’oltre”.

Un suo soggiorno a Gualtieri nel 2013 lo portò a sviluppare in se il progetto di scrivere della vita del pittore Antonio Laccabue conosciuto come Ligabue per il fine di ridare verità alla sua storia, di tramandare ai posteri il dubbio che forse Ligabue non era il matto che si è sempre detto. Completato questo bellissimo romanzo, la bozza di esso, fu inviata a diverse case editrici prima della pubblicazione con Il Convivio, e come spesso accade con le opere notevoli e di qualità c’è chi l’ha copiato, come anche è stata rubata l’idea per farne un film, dice l’autore: – <Così va il mondo, tu crei altri plagiano>, ma questo è un altro argomento!

Ritornando al romanzo Lo Specchio e le Guzzi, però, anche se il protagonista della storia è il Ligabue, egli non è l’unico personaggio di questo libro, di cui va indagata l’interiorità e di cui ne viene descritta, nelle pagine, la sensibilità e la sofferenza o la gioia, pur se breve e di alcuni soli istanti. Lo scrittore riesce con la sua sapiente abilità narrativa a dare un’anima a molti personaggi di questo romanzo e a far risaltare in ciascuno di loro la propria anima e sensibilità.

La pittrice e poetessa Flavia Vizzari

Errera fa uso, in alcune parti del romanzo, della ripetizione narrativa della storia e questo suo ripetere alcuni concetti in vari punti, porta inconsciamente il lettore a rimettere continuamente in gioco le stesse emozioni e ad entrare sempre più dentro i personaggi, soprattutto del personaggio Ligabue, nel suo modo di reagire alle emozioni e soprattutto al dolore, descrivendo le sue reazioni con “dondolava il busto del suo corpo ciondolando la testa…”, “ripeteva a cantilena dondolandosi nevrotico…”, “ciondolandosi con onomatopeiche interpretazioni di animali da cortile…”, “inizia a ciondolarsi, muove la testa al ritmo di una cantilena a labbra serrate…”. Questo dondolare, è descritto al massimo della bellezza alla fine del XIV capitolo, quando il pittore si rifugia in un buco scavato in un covone, “le pareti di fieno gli danno calore, sono un surrogato alle braccia della mamma… ciondola il lungo collo da una parte all’altra al ritmo dei rintocchi… scuote la testa incessante… per ore ed ore portando nel cuore della notte spettri lontani… Suoni che lo calmano e lo rassicurano nelle notti scure…”. Forse gli tornava alla mente quando ancora in fasce “la sua sicurezza era la cesta di vimini… ”.

Gli oggetti che danno calore, che proteggono sono molti in questo romanzo, oltre al covone di fieno che protegge Toni (Ligabue), anche la mamma Maria Elisabetta, si lascia proteggere, nel corso degli anni della sua dolorosa vita, dal nero scialle donatole da suor Crocifissa, “pianse tutta la notte avvinghiata allo scialle nero come unica sicurezza”, o al momento del distacco dal suo primogenito “stringere al petto Antonio racchiudendolo nello scialle nero; come due ali chiuse a proteggerlo… ”, e ancora “non proferì parole, scomparve con il collo e la testa tra le trame dello scialle nero, unico suo conforto… sentiva nella lana l’odore del suo bambino… ”.

Il suono e i silenzi accompagnano i vari personaggi e le loro emozioni.

Il silenzio, il non proferire parole nel momento di immenso dolore accomuna mamma Maria Elisabetta e il figlio Toni. Il silenzio è il mezzo narrativo con cui l’autore ci dona la massima percezione del grande dolore provato dai personaggi, da Maria Elisabetta quando “restò con le gambe a chiudere la pancia… si vergognava… represse in gola le risposte che aveva pronte… ”, o successivamente alla morte dei figli “non mosse un solo muscolo del corpo e restò muta… quella donna non collaborava e se ne stava muta con lo sguardo perso nel nulla… lo sguardo fisso nel vuoto, la bocca serrata come una porta segreta… ” e ritorna con il dolore ancora una volta il conforto dello scialle: – “Silenziosa, con le braccia appoggiate sui ginocchi, stringeva in mano uno scialle nero, consunto e sbiadito dal tempo.”. 

Il silenzio è spesso presente anche in Ligabue, poiché il non parlare era un mezzo per non pensare, per dimenticare e meno soffrire. All’interrogatorio di Meier, “Il ragazzo non rispondeva, era assente nella sua presenza… Per una buona mezz’ora tentò di avere una qualche risposta… ”, anche Marino Mazzacurati “vuole farlo uscire dalla sua corazza, dal suo mutismo.”

Anche il personaggio di Elise ha la sua maniera di difesa, per lei ed il figliastro Antonio. “Costruirà un ombrello sopra il quale tutto scivolerà oltre, mentre sotto restavano riparati solo lei ed il suo figlio adottato.”, “l’ombrello protettivo costruito da Elise, superiore anche a quello di una mamma naturale… ”.

I suoni che circondano le vallate descritte sono anche quelli della natura e degli animali, che in assenza Antonio Ligabue emula nell’atto di dipingere. 

Colpiscono il lettore anche stralci di vera poesia narrativa come la descrizione della riflessione di una madre che sta per essere privata dell’unico figlio: – “Questi rami non produrranno più e si copriranno di neve. Loro sono sterili fino alla primavera, mentre io lo sarò per sempre e la neve cadrà sui miei capelli imbiancandoli.”, oppure similitudini come in: – “Si sentiva come il sasso che affondava, senza poter porre resistenza alla sua fine nel greto. Si sentiva come l’acqua che, trafitta dalla pietra, non poteva porre resistenza accogliendo dentro di sé un improvviso sconvolgimento.”

Posso dire che sono arrivata alla fine del libro e leggendo l’ultima pagina, ho pianto! Grazie di cuore Bartolomeo per questo tuo dono.

Flavia Vizzari

Prime di copertina di una parte della vasta produzione letteraria di Bartolomeo Errera


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Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..

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