Recensioni – La valigia gialla (Libero Marzetto Editore 2021) racconto di Antonino Schiera. Nota critica della professoressa Linda Calcagno.

LA VALIGIA GIALLA DI ANTONINO SCHIERA – RECENSIONE DI LINDA CALCAGNO.

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La professoressa Linda Calcagno

Antonino Schiera porta con sé  e quindi nella sua comunicazione poetica ed in prosa, il bagaglio personale, le esperienze interiori ed esterne, il suo vissuto emotivo, gli stati d’animo e le emozioni provate nel corso del suo percorso di vita. La capacità comunicativa dello scrittore si fonda sul suo vissuto percettivo: il suo è un mondo letterario fatto di sensi e sensazioni che ci “parla” di come egli ha vissuto le cose e gli eventi. 

Il titolo del racconto autobiografico La valigia gialla conduce la mente del lettore all’immagine concettuale del viaggio. Quello del viaggio è un motivo presente nella letteratura italiana e straniera: esso è inteso come “cammino umano“, come un percorso ad ostacoli che condurrà al  cambiamento e alla crescita della persona. 

Tutti noi conosciamo la figura di Ulisse che, nel mondo classico, rappresenta l’eroe che con la sua astuzia ed intelligenza è il protagonista di molteplici avventure, incontri e, solo dopo aver superato innumerevoli difficoltà riesce a raggiungere la meta, la sua patria, dove ritroverà i propri affetti.  Non è forse metafora di un rinnovamento spirituale, il viaggio compiuto da Dante nella Divina Commedia? Al suo arrivo, non vedrà forse la “luce”?                                                                                   

Quello del protagonista-autore, è un viaggio reale e nel contempo metaforico, una sorta di trapasso, è l’attraversamento di un tunnel buio e lentamente si trasformerà in un percorso di miglioramento sino ad arrivare a vedere “la luce”, ossia la ricomposizione del sè, sia come uomo, che essere sociale in grado di rapportarsi positivamente con gli altri. La stima, l’amore per se stessi, il “volersi bene” costituiscono le fondamenta, le basi su cui edificare l’intricata rete di rapporti sociali. Sono gli eventi luttuosi, gli amori sbagliati, le esperienze negative che costellano la vita, a far vacillare la capacità  dell’essere umano di “volersi bene” ed ecco che, passo dopo passo, si inizia a percorrere  la strada della perdita dell’autostima per poi imboccare il tunnel della tristezza e della sofferenza.

Ecco la metafora del titolo del racconto: non a caso la “valigia” è “gialla”. Cosa richiama alla mente del lettore il colore giallo? 

Johann Wolfgang von Goethe affermava che <Il giallo è il colore più prossimo alla luce>. Quasi tutta l’opera artistica di Van Gogh è dominata dal colore giallo. Giallo significa luce, significa verità. È il colore del sole e della luminosità, simbolo di allegria e di gioia, di quella “luce” a cui tutti noi aneliamo nei momenti bui e grigi della nostra esistenza. E’ proprio questo giallo a dare l’input al protagonista ed a tutti coloro che sono costretti a lasciare la propria terra: è palese l’urgenza dell’autore di evidenziare l’attuale problema dell’emigrazione e le conseguenze psicologiche da esso derivanti.

Stabilimento Volkswagen a Wolfsburg

In Germania, terra in cui il protagonista si reca, incontrerà lo zio che aveva già intrapreso, negli anni Sessanta, “il viaggio della speranza”, in cerca di lavoro, lasciando Palermo e con essa legami, affetti ed i propri cari. Chi è l’emigrato? Non è, forse, colui che in preda alla disperazione e alla delusione, è costretto a prendere in mano la sua valigia gialla? Non è, forse, un viaggio di speranza e di desiderio di luce, quello di chi lascia la propria terra natia e con essa i propri congiunti? 

L’autore, identificatosi nel protagonista della storia, intraprende negli anni Novanta, in compagnia della sua “valigia gialla”, un viaggio di speranza in Germania e poi in Olanda, per raccogliere i tasselli e ricostruire il puzzle della sua esistenza.

Un grande amore spezzato aveva generato nel protagonista “il mal di vivere”, determinando una situazione di incertezza, di frantumazione del proprio io, di immensa sofferenza che aveva avuto delle inevitabili ripercussioni sulla sua vita. L’autore, tramite dei flashback, fa “rivedere” al lettore quelle situazioni drammatiche e traumatiche da cui ha origine lo scaturire della sua sofferenza emotiva. 

Ammantato dalla paura e solo sul treno, il protagonista rivive i momenti di ansia, i timori e gli interrogativi che hanno preceduto la dichiarazione dei propri sentimenti e poi il concretizzarsi del primo amore. Chi di noi non conserva in modo indelebile quelle sensazioni vissute durante la propria adolescenza, i primi battiti del cuore, legate al nascere di questo sentimento? Eleonora, un nome, un sogno, il sogno del protagonista. Il primo amore, ma proprio quando il rapporto si sarebbe dovuto concretizzare, spiccare il volo e come dice l’autore, con un’immagine bellissima, doveva mettere <le ali dell’amore>, inizia, invece, il suo inesorabile declino. 

Dalle pagine del racconto emerge il profondo senso di dolore, disperazione, delusione ed  amarezza che avvolge l’io del protagonista che tenterà un gesto estremo.

I successivi incontri con le donne, saranno sempre vissuti e descritti nelle pagine del racconto con immagini ed aggettivi che lasciano ampiamente trapelare il desiderio di vivere una storia di vero amore, di dolcezza e di coinvolgimento fisico e spirituale ma, purtroppo, anche essi sono destinati a divenire fantasmi. Seppur molteplici esperienze negative devastino la vita del protagonista, esse costituiscono la molla dell’urgenza di “fare la valigia”, quindi di abbandonare la propria città e recarsi in Germania.

Il lettore sente fortemente il sentimento di nostalgia provato dal viaggiatore e il suo bisogno di rimanere legato alle radici natali, ma forte e primaria è l’urgenza di ricercare nuovi stimoli vitali. L’esigenza di guardare avanti e al futuro costituisce il motore per affrontare nuove sfide e riflettere sulla propria interiorità.                                  

Egli è solo, non conosce la lingua tedesca e ciò limita le relazioni sociali:  l’unica compagna è la valigia carica del suo passato, di nostalgia, di ricordi e legami spezzati, di dolore, ma anche colma di speranza, di aspettative e sfide: essa è, infatti, di colore giallo. 

Intercity express

Il racconto, che si caratterizza per una scrittura chiara e scorrevole, suscita  molteplici emozioni ed è inevitabile che le avventure del protagonista facciano riaffiorare nella mente del lettore  le personali esperienze dolorose.

Chi di noi non ha avuto i propri momenti bui? Chi di noi non ha vissuto la sensazione di inabissarsi nel mare profondo e buio? E chi di noi non ha intrapreso, dopo l’abisso, un viaggio di risalita, di speranza, di auto-ricostruzione, di ritrovamento della luce e quindi di rinascita?

Si può concludere con un’affermazione di Marcel Proust: <Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi>.

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Pubblicato da Antonino Schiera

Sono poeta, scrittore e blogger palermitano. Ho conseguito il diploma di scuola secondaria all’Istituto Tecnico Industriale Alessandro Volta di Palermo nell’anno 1985. Successivamente ho maturato molteplici esperienze lavorative. Esercito la professione di consulente assicurativo. Nel mio percorso di vita ho collaborato con il Giornale di Sicilia, Giornale L’Ora, ReportOnLine, Giornale Cittadino Press. Attualmente sono anche Blogger su WordPress con questo blog Riflessioni d’Autore che ho ideato e gestisco e con Alessandria Today. Inoltre collaboro con il sito d’informazione culturale Il Salto della Quaglia. Dopo un’ulteriore e significativa esperienza di lavoro trascorsa tra Germania (Wolfsburg, Monaco di Baviera) e Austria (Bludenz), nel 2013 esordisco con la raccolta di poesie, aforismi e dediche d’amore Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie (Moderno emigrante e Natale a Trieste) all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello), con finalità benefiche. Le due opere hanno ricevuto a Roma, la menzione d’onore al concorso organizzato dalla stessa casa editrice. Nel 2016 ho pubblicato la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru) risultata finalista nella sezione poesie del II Premio Giornalistico Letterario Piersanti Mattarella. Nel 2017 la mia poesia Nel margine del tuo universo si è classificata seconda al Premio Nazionale di Cultura Isola di Pino Fortini. Nell’anno 2018 ho ideato, promosso e condotto l’evento estivo poetico e musicale Calici di poesie a Isnello con il Patrocinio del Comune e della Biblioteca di Isnello ed in collaborazione con il gruppo Siciliando in qualità di media partner. Nel mese di giugno 2019 la mia raccolta di poesie inedita Meditare e sentire si è classificata finalista al Premio Poetico Pietro Carrera, organizzato da Il Convivio Editore e l’Accademia Internazionale Il Convivio. Nel mese di settembre 2019 la stessa opera è stata pubblicata da Il Convivio Editore. Nel mese di febbraio 2020 è stato pubblicato Il peperoncino di Alessandro, breve racconto inserito nella raccolta di autori vari Seta sul petto (Edizioni Simposium), in memoria di Alessandro Di Mercurio. Nel mese di agosto 2020 ho ricoperto il ruolo di direttore artistico nella rassegna poetica Parole ed emozioni madonite giunta alla terza edizione e promossa dall’A.N.A.S. zonale di Collesano in provincia di Palermo. Nel mese di settembre 2020 a Marsala, nell’ambito dell’Ottavo Simposio dei Poeti la mia poesia inedita Alba sulla torre, ha ricevuto il primo premio grazie alla votazione della giuria composta dagli stessi poeti presenti. Nello stesso mese è giunta la menzione di merito, nella sezione poesia inedita, nel Premio Convivio 2020 con la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo pubblicata nel mese di aprile 2021. Nel mese di febbraio 2021 il breve racconto La notte dei cristalli ha vinto il primo premio assoluto nel concorso Il più bel gesto d’amore, organizzato dalla Farmacia Mercadante della Dottoressa Giordano di Palermo. Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato il mio primo racconto La valigia gialla edito da Libero Marzetto. Nello stesso mese ho realizzato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le Pietanze della cucina siciliana a cura del poeta, scrittore e promotore culturale Salvatore Mirabile. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni ed incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono.

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