In morte di Giovanni Falcone... di Padre Domenico Spatola
L'avevo incontrato due anni prima. Ricorreva il decennale della morte di Piersanti Mattarella. Era il 6 gennaio 1990. Mi chiese preghiere Giovanni Falcone. Lessi nei suoi occhi premonizione e sottile paura. Il 23 maggio 1992 alle 17,57 sull'autostrada di Capaci si scatenò l'inferno. Trecento chili di tritolo mandarono in frantumi con l'asfalto, le macchine che in corteo sfrecciavano verso Palermo. Giovanni Brusca, dalla postazione panoramica sulla collina che costeggia a l'autostrada, per conto di Totò Riina e Company, aveva azionato il telecomando. I morti furono cinque. Tre poliziotti di scorta Bersaglio numero uno furono Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo. Li avrei visti il giorno dopo, allineati nelle bare esposte ai visitatori per una preghiera, nell'atrio del tribunale di Palermo. "Con lui muore la speranza degli onesti cittadini" scrisse qualcuno. E Palermo, impaurita e senza difesa, pianse, come il cielo che non ebbe ritegno, ai funerali del 25 maggio successivo nella chiesa di San Domenico, il pantheon cittadino. Falcone aveva lottato per liberarci dalla mafia, ma i suoi metodi non furono compresi e comunque avversati anche da colleghi e politici. Falcone tuttavia, per la Storia, resterà il vincente. "Le nostre idee cammineranno sulle gambe di tanti che credono nella libertà e la democrazia". Era la idea che lo portò a stanare Buscetta dal Brasile e farlo, suo malgrado, "collaboratore di Giustizia". Inventò il carcere duro per i mafiosi impenitenti e l'aula/bunker servirà per processarli e condannarli. Tattica da campione? Non gli fu riconosciuta unanimemente e fu lasciato solo. Minimizzando anche l'attentato non riuscito dell'Addaura. Borsellino nel discorso su di lui nel primo mese, accennò in maniera misteriosa a tante cose e parlò del Giuda, ma anche egli non arrivò al secondo mese della morte di Falcone. Il 19 luglio salterà in aria, in via D'Amelio, con tutta la scorta. Morta la speranza? L'albero "Falcone" in via Notarbartolo a Palermo è sempre verde perché è "l'albero dei cittadini onesti".
English version
On the death of Giovanni Falcone… by Domenico Spatola
I had met him two years earlier. It was the tenth anniversary of Piersanti Mattarella’s death. It was January 6, 1990. Giovanni Falcone asked me for prayers. I read premonition and subtle fear in his eyes. On May 23, 1992, at 5:57 p.m., hell broke loose on the Capaci highway. Three hundred kilos of TNT shattered the cars that were speeding toward Palermo in a procession along the asphalt. Giovanni Brusca, from the panoramic position on the hill that runs alongside the highway, had activated the remote control on behalf of Totò Riina and Company. There were five dead. Three police escorts Target number one were Giovanni Falcone and his wife Francesca Morvillo. I would see them the next day, lined up in the coffins exposed to visitors for a prayer, in the atrium of the Palermo courthouse. “With him, the hope of honest citizens dies” someone wrote. And Palermo, frightened and defenseless, wept, like the sky that had no restraint, at the funeral on May 25th in the church of San Domenico, the city pantheon. Falcone had fought to free us from the mafia, but his methods were not understood and in any case opposed even by colleagues and politicians. Falcone, however, for History, will remain the winner. “Our ideas will walk on the legs of many who believe in freedom and democracy”. It was the idea that led him to hunt down Buscetta from Brazil and make him, against his will, a “collaborator of Justice”. He invented the harsh prison for unrepentant mafiosi and the courtroom/bunker will serve to try and condemn them. Champion tactics? It was not unanimously recognized and he was left alone. Also minimizing the failed attack at Addaura. Borsellino in the speech about him in the first month, mysteriously mentioned many things and spoke of Judas, but he too did not make it to the second month of Falcone’s death. On July 19th he will blow up, in via D’Amelio, with all his escort. Is hope dead? The “Falcone” tree in via Notarbartolo in Palermo is always green because it is “the tree of honest citizens”.
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Pubblicato da Antonino Schiera
Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano).
Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma).
Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”.
Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”).
Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile.
Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia.
Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni).
Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta.
Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo.
Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie.
Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo.
Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano.
Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano.
Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”.
Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello.
Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio.
Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei.
Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..
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