Leggendo il racconto della scrittrice e bibliotecaria Leonarda Brancato il mio pensiero, come il volo di un albatros nell’immensità del mare alla ricerca di un approdo confortevole e sicuro, è planato su un episodio accaduto nel lontano 1972. Uno di quegli eventi che restano impressi, come inchiostro indelebile nelle pagine di un libro, perché ha visto come protagonista la cantautrice, cantastorie e chitarrista italiana Rosa Balistreri. Erano gli anni in cui la nota esponente della cultura e tradizione siciliana componeva la raccolta di canzoni “Amore tu lo sai, la vita è amara” ed io ragazzino di appena otto anni ne ascoltavo le amare considerazioni, avendola incontrata nell’ambito di una manifestazione legata ai canti e balli della tradizione siciliana.
Vissuti personali e collettivi permeati di fatica, sofferenza e disillusioni caratterizzati dal, chiaroscuro della nostra sicilianità, che ho ritrovato nel pagine del libro “Minnasecca” di Leonarda Brancato, che prego di considerare questa mia associazione con Rosa Balistreri come un complimento a un’opera che ha destato il mio interesse.
Un racconto ricco di inventiva, ma anche di riferimenti alla vita reale dell’autrice, che riserva alcune pagine al nonno disperso in guerra con una dedica particolare costituita dalla scelta dell’immagine di copertina. Un racconto ricco di riferimenti linguistici, grazie anche al particolare e frequente utilizzo di termini dialettali più o meno conosciuti tanto da rendere necessario l’inserimento di un glossario all’inizio del quale l’autrice del quale ha scritto: “Ho cercato di utilizzare, per quanto possibile, il codice linguistico della civiltà contadina privilegiando l’utilizzo di parole ed espressioni cadute in disuso negli ultimi decenni e dunque pressoché sconosciute dalle nuove generazioni, ma ancora presenti, seppur racchiuse in un limbo, nella memoria degli anziani di oggi”.
Gonzalo Luis Alfonso Guillermo, Maria Soledad Sanchèz y Castillejo, Maruzza, Nené, Angelina, padre Galluzzo sono alcuni dei personaggi che Leonarda Brancato ci fa conoscere all’interno di alcune storie che, come affreschi all’interno di un unico edificio monumentale, costituiscono la base del libro, che si legge facilmente perché utilizza un registro narrativo ricco di immagini e riferimenti al nostro vivere contemporaneo, permeato di ricordi tramandati di generazione in generazione.
La tragicità fatale del verismo verghiano e le atmosfere camilleriane si fondono nei vari passaggi del libro, come se fossero stazioni della via crucis. Partendo dal lontano 1890, in piena campagna militare garibaldina, planando successivamente dopo un notevole salto temporale negli anni novanta, con le stagioni che si susseguono a scandire il fluire del racconto della Brancato.
Il titolo “Minnasecca” evoca, con una violenza fonetica e simbolica straordinaria, l’immagine di una terra arida, di una maternità prosciugata o forse di un’ancestrale maledizione che grava sulla comunità che vive in “uno di quei posti, insomma, come tanti se ne vedono in Sicilia. – scrive l’autrice – che pigramente si adattava ai nuovi tempi, pur conservando la memoria delle proprie origini e che, come a sottintendere il triste epilogo della stirpe spagnola che lo generò, ironicamente prese il nome di Minnasecca”. Rimanendo nell’ambito dei richiami e delle citazioni penso di potere scomodare il Tomasi di Lampedusa e il suo ”Gattopardo” quando l’autrice parla di adattamento ai nuovi tempi, al cambiamento. Nel libro anche come mutamento fonetico o evoluzione linguistica: l’illustre casato Mena de Seca che diviene Minnasecca, precisazione dovuta considerato che il titolo del libro genera molta curiosità. Un richiamo al Gattopardo reso ancora più necessario dalla considerazione che Ciminna, luogo che ha ispirato il racconto di Leonarda Brancato, è il borgo della provincia di Palermo scelto dal regista Luchino Visconti per rappresentare Donnafugata, il celebre paese di immaginazione, ma ispirato a Santa Margherita di Belice, in cui si svolgono diverse scene chiave del capolavoro di Tomasi di Lampedusa.
L’amore non poteva mancare, tratteggiato nel racconto nelle sue diverse declinazioni e ritengo che nella penna della Brancato prevalga infine quello per la propria terra e per i propri avi, alimentato dal desiderio di mantenere viva la memoria, le tradizioni come ben scritto nella dedica iniziale: “A Ciminna, terra delle mie radici, dove la storia e le tradizioni si intrecciano con l’anima. Possa il suo passato glorioso essere vanto per tutti e fondamento per i tempi che verranno”.
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Pubblicato da Antonino Schiera
Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano).
Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma).
Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”.
Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”).
Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile.
Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia.
Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni).
Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta.
Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo.
Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie.
Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo.
Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano.
Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano.
Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”.
Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello.
Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio.
Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei.
Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..
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