Protagonisti – Cinzia Baldazzi si racconta ai lettori del blog.

Cinzia Baldazzi (nella foto in evidenza) รจ laureata in Lettere Moderne alla โ€œSapienzaโ€ in Storia della Critica Letteraria, รจ nata e vive a Roma. รˆ scrittrice, giornalista, critico letterario, promotrice culturale.

Desidero ringraziarla pubblicamente per avere deciso di raccontarsi nel mio blog e per la collaborazione che presto la vedrร  protagonista nella nuova rubrica “L’angolo di Cinzia Baldazzi“. Vi consiglio di mettervi comodi e di leggere con attenzione tutta l’intervista, in quanto contiene tanti spunti interessanti.

Non succede tutti i giorni di incontrare persone che come lei hanno dedicato buona parte della propria esistenza allo studio, all’analisi e alla promozione di libri e della poesia in particolare. Numerose sono le sue incursioni in ambito teatrale, cinematografico, televisivo mantenendo un profilo sempre alto. Ci racconti comโ€™รจ nata questa passione, che รจ poi sfociata in un lavoro di fine cesellatura delle parole e degli scritti che continua ancora oggi.

Cinzia Baldazzi La passione della scrittura ha avuto origine, nellโ€™adolescenza, dalla necessitร  vitale di leggere. Forse si trattava del lascito ideale di mia madre, o della ricerca di un rifugio dopo la sua scomparsa: lโ€™ho persa infatti quando avevo solo dieci anni. Aveva studiato a Roma con Giovanni Gentile e si era laureata in Storia della Filosofia nei primi mesi del โ€™46. Insegnรฒ per pochi mesi lingua inglese, poi fu assunta alla TWA. Nellโ€™estate del โ€™65 stava per lasciare la compagnia aerea e iscriversi al concorso a cattedra, ma una malattia fulminea ebbe il sopravvento.

Alla scuola media Montessori di Villa Ada conobbi i testi di Federico Garcia Lorca: dalla giovanissima professoressa Anna Maria Pecchia imparai ad amare i versi di Los รกlamos de plata, che lei traduceva con I gattici dโ€™argento (invece di โ€œsaliciโ€). Nello stesso periodo scoprivo le novelle di Pirandello e la successiva grande stagione della narrativa breve italiana, da Giovanni Arpino a Gianni Santuccio, da Piero Chiara a Italo Calvino.

Alla maturitร  classica, al Liceo Orazio, quando mi presentarono il giudizio sul mio tema dedicato a Manzoni e al romanzo moderno, il voto era 8+ / 8 ยฝ, e sotto, un appunto: ยซSaggio?!ยป. I commissari non sapevano se giudicare il testo come un โ€œelaborato da esameโ€ o come un vero e proprio โ€œstudio criticoโ€ (genere allora non consentito: lo sarebbe stato alcuni decenni dopo). Lโ€™orale lo sostenni presentando una lettura dellโ€™Infinito leopardiano secondo i canoni dello strutturalismo, con tabelle, grafici e collegamenti logici, al punto che, al termine, il professore di matematica commentรฒ: ยซBeh, una parte del mio esame lo abbiamo giร  fattoโ€ฆยป.

Lโ€™attivitร  di scrittura vera e propria quando รจ iniziata?

Cinzia Baldazzi – Subito dopo la laurea, collaborando come critica letteraria a riviste culturali. Al 1979 risale lโ€™inizio di un lavoro sistematico grazie al giornalismo. Entrai come collaboratrice al quotidiano romano โ€œIl Giornale dโ€™Italiaโ€ con lโ€™incarico di seguire le recensioni del teatro โ€œoffโ€: era in corso, in quegli anni, la grande e irripetibile stagione dellโ€™avanguardia romana, da Pippo Di Marca a Memรจ Perlini, da Carmelo Bene a Remondi & Caporossi. Ho sofferto, quasi tutte le sere, in teatrini malmessi, conventi occupati, cantine affollate, ma lโ€™esperienza di quella scuola di scrittura รจ stata preziosa e insostituibile.

Poi sono passata a occuparmi saltuariamente di cinema, quindi di nuovo a teatro negli ultimi dieci anni, ma questa volta frequentando gli stabili. Infine, sono tornata a praticare la critica letteraria, utilizzando anche gli strumenti di diffusione della rete che una volta non esistevano.

Nel 1978 ha conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Universitร  La Sapienza di Roma con una tesi di critica letteraria su alcune novelle di Luigi Pirandello. Ci parli di quel periodo, delle atmosfere che si vivevano nell’ambito universitario, delle sue aspirazioni e speranze per il futuro.

Cinzia Baldazzi – Ho frequentato la Facoltร  di Lettere e Filosofia a Roma nel quadriennio 1974-1978: anni tormentatissimi dal punto di vista organizzativo, politico, di gestione della vita quotidiana. Per conoscere giorno e ora di un esame si doveva consultare con fatica una bacheca (o, nel peggiore di casi, una parte di muro) affollata di centinaia di post-it fissati con puntine, a volte scritti a mano, prima che venissero rimossi o sostituiti; lezioni e seminari erano di frequente interrotti, rinviati o soppressi; lโ€™occupazione del febbraio del โ€™77 fece saltare mesi di didattica: ero al piano terra della facoltร  quando la polizia entrรฒ con gli idranti e mi rifugiai in segreteria. Un giorno Aurelio Roncaglia, ordinario di Filologia Romanza, venne interrotto nellโ€™Aula Magna dallโ€™ingresso di un collettivo contro il fascismo. Allora si rivolse ai giovani disturbatori con parole piene dโ€™ira: ยซIo ero antifascista nel โ€™38!ยป.

Il culmine del caos venne toccato quando, in vista della seduta di laurea fissata per dicembre โ€™78, venni a sapere per caso, da un impiegato, che la mia tesi (consegnata mesi prima in Segreteria) non si trovava piรน. รˆ vero, ne avevo altre tre copie (per me, il relatore e il correlatore), ma lo shock fu talmente forte che ancora oggi non riesco a ricordare cosa avvenne nelle settimane successive. Forse fu ritrovata, forse no. Ma la mattina del 21 dicembre un fascicolo del mio lavoro era comunque nelle mani del relatore Mario Costanzo Beccaria.

Insomma, il disordine regnavaโ€ฆ

Cinzia Baldazzi – Certo, e noi studenti, per i quali qualcuno pagava puntualmente il tutto, eravamo considerati quasi un elemento accessorio non degno di attenzione. Eppure quel periodo รจ stato vitale di esperienze. Ho avuto lโ€™onore di assistere alle lezioni di Walter Binni con le sue citazioni (bontร  sua) in francese e in tedesco; sono stata spettatrice divertita e affascinata degli show del linguista Tullio De Mauro; mi sono scervellata (insieme ad altri) a cercare di ascoltare la voce bassa e roca di Emilio Garroni mentre discorreva di semiotica; ho scoperto la didattica del grande Agostino Lombardo che mentre spiegava Laurence Sterne sembrava lui stesso un imponente Tristram Shandy. E ancora Carlo Salinari, Giovanni Macchia, Diego Carpitella, Mario Alberto Cirese, Maurizio Del Ministroโ€ฆ

Senza dimenticare che, quando mi chiedono dove io abbia conosciuto mio marito Claudio, rispondo: ยซLโ€™ho trovato allโ€™Universitร ยป. Era lโ€™autunno del โ€™74: lui al secondo anno, io al primo. Entrambi seduti, a pochi sedili di distanza, nella penombra dellโ€™allora diroccato Teatro Ateneo, dove seguivamo le lezioni di Storia del Teatro e dello Spettacolo di Adriano Magli. Il resto, come si dice, รจ storiaโ€ฆ

Riguardo la tesi, cosa l’ha portata a dedicarsi a Luigi Pirandello?

Cinzia Baldazzi – La scoperta di Luigi Pirandello risale alla mia seconda media, nel โ€™67. La madre di Dina Tron, mia amica del cuore, lavorava come formatrice delle insegnanti montessoriane. Frequentandone la casa, mi imbattei nel primo volume Mondadori delle Novelle per un anno, contenente le raccolte Scialle nero, La vita nuda, La rallegrata, Lโ€™uomo solo. Lรฌ lessi per la prima volta i testi che ancora oggi porto nel cuore: Nel segno, E due!, Lโ€™imbecille, Acqua amara. Conservo ancora quel libro, unโ€™edizione del โ€™47 semidistrutta dalle ripetute consultazioni, annotata a matita a margine e con pagine volanti. Aveva giร  avuto un primo restauro da parte di mio suocero, ora ne meriterebbe un secondo.

La sintassi unica, irripetibile della prosa pirandelliana mi รจ penetrata nella mente, con i suoi guizzi, le contorsioni logiche, gli spiazzamenti, le inversioni: le stesse che hanno poi alimentato tanto suo teatro, culminando in Cosรฌ รจ se vi pare. Da studentessa, Tullio De Mauro lesse un mio lavoro (forse una tesina, non ricordo bene): avendo notato un procedere certo non piano e lineare, e sapendo quanto la lettura influisca sul modo di scrivere, mi chiese: ยซSignorina, ma lei cosa legge?ยป. Con candore, risposi: ยซProfessore, il mio preferito รจ Pirandelloยป. E concluse: ยซAh, beh, alloraโ€ฆยป.

La scelta di Pirandello come oggetto della tesi parte quindi da lontanoโ€ฆ

Cinzia Baldazzi – E venne poi facilitata dalla scoperta che il mio professore universitario Mario Costanzo Beccaria, ordinario di Critica Letteraria, era nipote di Giuseppe Aurelio Costanzo, direttore del Magistero di Roma agli inizi del secolo, il quale aveva aiutato il giovane amico Pirandello ad ottenere la cattedra di Lingua Italiana: fu quasi naturale, allora, scegliere il commediografo siciliano come oggetto della tesi di laurea. Il titolo era Organicitร  e dialettica nella poetica pirandelliana, e consisteva in unโ€™analisi narratologica e semiotica di sei novelle: La vita nuda, La toccatina, Nel segno, Tutto per bene, La buonโ€™anima, Distrazione. Il giorno della laurea mio padre mi regalรฒ lโ€™intera collezione teatrale Maschere Nude.

Da cronista, ho avuto la sorte di vedere e recensire spettacoli pirandelliani con una formidabile galleria di interpreti: Romolo Valli in Enrico IV e Tutto per bene, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Rossella Falk e ancora Valli in Cosรฌ รจ (se vi pare), Salvo Randone in Pensaci, Giacomino!, Alberto Lionello in Il giuoco delle parti, Eduardo in Il berretto a sonagli, Lauretta Masiero e Paolo Ferrari in La signora Morli, una e due, piรน recentemente Gabriele Lavia nei Sei personaggi in cerca dโ€™autore.

In una nostra discussione lei ha scritto una riflessione per promuovere un’importante iniziativa culturale che mi ha molto colpito. La riporto per intero per i nostri lettori: ยซSappiamo tutti che la poesia, la letteratura non possono sconfiggere il male. Non lo hanno mai preteso: hanno sempre tentato di fare il loro meglio nellโ€™alleviarne le manifestazioni, nel combatterlo con i propri mezzi, nellโ€™esibire, magari, quando รจ possibile, strumenti utili ad affrontarloยป. Puรฒ allargare il discorso per i lettori del blog?

Cinzia Baldazzi – Nella cultura del โ€˜900, questo aspetto รจ stato affrontato in un momento cruciale dellโ€™intero secolo: la fine del secondo conflitto mondiale e la disfatta del nazismo. Nel 1949, Theodor W. Adorno, da poco tornato in Germania dopo lโ€™esilio americano, scriveva: ยซLa critica della cultura si trova dinanzi allโ€™ultimo stadio della dialettica di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz รจ barbaro e ciรฒ avvelena anche la consapevolezza del perchรฉ รจ diventato impossibile scrivere oggi poesieยป. Per anni, questa radicale affermazione รจ stata discussa, confutata, demolita, segno che aveva toccato una ferita aperta: nonostante la sconfitta di Hitler, lโ€™intellettuale percepiva il senso profondo di una sconfitta epocale. Adorno avrebbe poi chiarito meglio, ammettendo alla fine lโ€™errore. Nel 1966 scriveva infatti: ยซIl dolore incessante ha altrettanto diritto di esprimersi quanto il torturato di urlare; perciรฒ forse รจ sbagliato aver detto che dopo Auschwitz non si puรฒ piรน scrivere poesieยป.

Negli anni tra i due pensieri, si sviluppa il rapporto tra il filosofo e il giovane Paul Celan, ebreo rumeno di lingua tedesca, sopravvissuto al lager dove morirono i genitori. Il critico Enrico Testa ha spiegato: ยซNella poesia di Celan il monito di Adorno si rovescia in una ricerca paradossale ed estrema. Auschwitz, il male storico, diventa il passaggio per un nuovo percorso della parola: la parola lotta con il silenzio e non cede ad esso e al nichilismo: รจ una parola conquistata nel gorgo muto delle vittimeยป.

Che cosa ne dovremmo ricavare?

Cinzia Baldazzi – Senza voler stabilire un paragone impossibile, abbiamo anche noi, tutti indistintamente, unโ€™esperienza da raccontare: quella del confinamento per oltre due mesi a seguito dellโ€™emergenza sanitaria. Chiusi in casa quasi per lโ€™intera giornata, il tempo non sarebbe dovuto mancare. Ebbene, mi chiedo: con quanto รจ successo, avrebbe avuto senso prendere in mano un libro di poesie o di narrativa e trasferirsi con tutti noi stessi in un altro mondo? Quasi un ripiego strumentale, evasivo, fine a se stesso? Una distrazione?

รˆ vero, nello sfogliare o nel comporre pagine di un volume percepiamo senza dubbio il conforto di un bello correlato al sollievo dal dolore, dallโ€™angoscia, dal panico: per questo solo, converrebbe leggere o scrivere. Nel mio piccolo, libri come Eratre (2016) e Duecento anni dโ€™infinito (2019), di cui sono stata co-autrice, sono stati concepiti su queste linee-guida. Ma soprattutto Passi nel tempo (2011), dove ho commentato quindici poesie di Maurizio Minniti e nella cui prefazione scrivevo: ยซMi pare risulti abbastanza chiara unโ€™idea centrale, che condivido con Maurizio Minniti: assegnare al linguaggio poetico la funzione di aiutare ad accogliere il mondo, a chiarirlo prima di rifiutarlo, a viverci. Se non fosse troppo, a rifondarloยป.

Fรซdor Dostoevskij ne L’idiota fa affermare al principe Miลกkin la famosa frase ยซLa bellezza salverร  il mondoยป. Considerazione e auspicio sempre attuali, visto che il nostro mondo รจ sempre in fibrillazione, tanto da farci temere che possa presto essere interessato da un default generalizzato, ovvero da una sorta di fallimento e insolvenza, per quanto attiene la sfera virtuosa delle relazioni umane. La domanda รจ: secondo lei il mondo รจ disposto a farsi salvare dalla bellezza?

Cinzia Baldazzi – Cinque anni fa, nellโ€™estate del 2015, lโ€™allora capo del governo Matteo Renzi proclamรฒ in un convegno internazionale: ยซLa nostra carta d’identitร  รจ la bellezza di Pompei, di Venezia, di Roma. Solo la cultura salverร  il futuro dell’Italiaยป. Gli rispose Umberto Eco: ยซLa bellezza e la cultura non salveranno affatto il mondo. Anche Goebbels era un uomo coltissimo, ma questo non gli ha impedito di gasare sei milioni di ebrei. La comprensione della bellezza altrui, questa sรฌ invece che puรฒ essere importante. Ma non dimentichiamoci anche che ci sono stati grandi criminali che collezionavano quadriยป. Ebbene, qualche giorno fa, aprendo la home page dellโ€™Ansa, ho letto le parole con cui Giuseppe Conte ha inaugurato gli Stati Generali: ยซNel momento in cui progettiamo il rilancio dobbiamo far in modo che il mondo intero possa avere concentrata la sua attenzione sulla bellezza del nostro paeseยป. Non essendo piรน con noi un Umberto Eco a ribattere, affidiamo le nostre perplessitร  a due opere dello studioso e semiologo: Storia della bellezza (2004) e Storia della bruttezza (2007). Purtroppo, lโ€™intercambiabilitร  tra i due concetti, o meglio tra le distinte, opposte percezioni, caratterizza il mondo contemporaneo e non fa ben sperare sul presunto โ€œsalvataggioโ€. Oggi viviamo di certo un indebolimento del senso estetico, al punto di non sapere spesso valutare il โ€œbelloโ€; a lato, riscontriamo una vera e propria cecitร  che impedisce di riconoscere ciรฒ che รจ informe, asimmetrico, banale, disarmonico, sgraziato, in una parola: โ€œbruttoโ€. Ed รจ questo, forse, lโ€™elemento maggiormente preoccupante.

Lei si รจ nutrita e si arricchita di notevoli letture e frequentazioni culturali. Perchรฉ รจ importante oggi leggere e quale molla scatta in un lettore, quando decide a sua volta di scrivere, cosรฌ come ha fatto lei e continua a fare?

Cinzia Baldazzi – Se la lettura alimentasse il desiderio di scrivere, sarebbe cosa buona. Perรฒ non vedo un automatismo: รจ vero che il grande poeta รจ sempre stato un lettore vorace, attento, sistematico, ma nella stragrande maggioranza dei casi io vedo scrittori che hanno scarsa conoscenza della letteratura.

A scuola hanno insegnato che leggere aiuta a scrivere bene. La frequentazione del pensiero di un grande autore lascia nella nostra mente qualche briciola della sua pregevole sintassi, sedimenta le tracce di un lessico ricco e complesso, fissa nella memoria visiva lโ€™uso corretto di apostrofi, accenti, e cosรฌ via. Anche se non sarebbe necessario un grande autore per insegnare la morfologia della nostra lingua madre, tuttaviaโ€ฆ

Si dice: leggete qualsiasi cosa, ma leggete. In realtร  non รจ proprio cosรฌ: per una vera scuola di scrittura (nello stile, nella sintassi), devo rivolgermi a Manzoni, Pirandello, Calvino. Quando lโ€™autore dei Promessi sposi si trasferรฌ a Firenze con la famiglia per imprimere una svolta linguistica al romanzo, passava le giornate con i letterati e parlava con la gente lungo lโ€™Arno (ยซnelle cui acque risciacquai i miei cenciยป), ma la sera, a lume di candela, leggeva e rileggeva Guicciardini, con la sua impostazione classica, tante subordinate, periodi ampi, verbo all’ultimo posto.

Da parte mia, ai tanti amici poeti e novellieri che a volte sono preda di una incontenibile coazione a scrivere, non posso che suggerire di dedicare maggior tempo a leggere. Attivitร  oscura, svolta in intimitร , senza un apparente e immediato riscontro. Ma accrescitiva, gratificante, ricca di suggestioni alla distanza. Del resto, Jorge Luis Borges amava ripetere il suo distico: ยซAltri si vantino delle pagine che han scritto; / io vado fiero di quelle che ho lettoยป.

Apprezzo molto di lei il fatto che si prodiga nel portare avanti unโ€™intensa e riconosciuta opera di diffusione della poesia e della letteratura in generale, attraverso la divulgazione di nuovi autori, presentazione di libri, organizzazione di incontri tra poeti, coordinamento di reading, interventi critici, partecipazione come presidente di giuria in concorsi di poesie letterari. Come riesce a conciliare tutto questo lavoro e qual รจ il carburante che le dona tanta energia?

Cinzia Baldazzi – Partiamo, questa volta, dalla conclusione. A settembre del 2018, lโ€™amico Nicola Paone ha voluto assegnarmi il Riconoscimento alla Carriera โ€œLabore Civitatisโ€, allโ€™interno della sua manifestazione โ€œTra le parole e lโ€™infinitoโ€. Ricevere il premio davanti a centinaia di persone, nello splendido cortile di San Leucio a Caserta, sotto le stelle di una mite serata di settembre, รจ stata unโ€™emozione che non dimenticherรฒ facilmente.

Ho avuto altri riconoscimenti in seguito (Verbumlandiart, la Macina onlus, I colori delle parole), ma porto nel cuore quel premio perchรฉ ha costituito il punto dโ€™arrivo di unโ€™attivitร  portata avanti da anni. Ho organizzato reading, stimolato lโ€™incontro tra poeti, presentato libri sotto forma di evento, concesso tante prefazioni a โ€œopere primeโ€, fornito suggerimenti per libri e antologie, commentato numerosi scrittori che ho poi visto crescere con merito.

Per alcuni anni, luoghi privilegiati dei miei incontri sono stati due locali romani di Trastevere, il โ€œMameli27โ€ e โ€œLettere Caffรจโ€. Ma ho parlato di letteratura anche in gallerie dโ€™arte, librerie, piccoli teatri, e ultimamente – con lโ€™iniziativa Poesia Gourmet Itinerante – nei bar di quartiere, nei pub, nelle discoteche, persino in una sala da bowling.

Due sono i libri importanti in uscita entro fine anno, in collaborazione con una poetessa e con uno scrittore. Per ora non posso dire di piรน.

Dal suo curriculum si evince che lei ha collaborato con importanti personaggi del mondo della televisione in RAI. Ci parli in breve di queste esperienze.

Cinzia Baldazzi – Alla fine degli anni โ€™80 ho cominciato con la radio, per passare poi a Raiuno dove sono rimasta fino al 2010. Il primo programma importante, nel โ€™90, รจ stato Trentโ€™anni della nostra storia di Carlo Fuscagni, allora direttore di rete. Dopo collaborazioni varie (con Mixer di Giovanni Minoli, con Antonella Boralevi), approdai nellโ€™estate del โ€™95 a Carrร mba che sorpresa: il compito di noi redattrici consisteva nel cercare e organizzare i cosiddetti โ€œricongiungimentiโ€ tra gli italiani e i parenti emigrati allโ€™estero che non vedevano piรน da decenni. Raffaella Carrร  e Sergio Japino, conoscendo la mia esperienza di viaggi internazionali, mi affidarono subito il compito di girare il mondo per conoscere coloro i quali sarebbero poi dovuti tornare in Italia di nascosto e abbracciare in diretta televisiva i parenti, invitati quella sera in studio come semplici spettatori con lโ€™ausilio di un โ€œgancioโ€, ovvero di un complice. Lavoro faticoso, complesso, di grande responsabilitร , che richiedeva una disponibilitร  totale: incuranti del fuso orario, mi chiamavano in piena notte dallโ€™Australia o dallโ€™Uruguay.

Con Raffaella ho lavorato alle sette edizioni del programma, dal 1995 al 2002: sono stata cinque volte in Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela, ho viaggiato in Australia, Cile e Stati Uniti, ho effettuato missioni in Germania, Irlanda, Inghilterra e Spagna. Ovviamente, per conoscere la persona oggetto di sorpresa, ho visitato decine e decine di famiglie in lungo e in largo per lโ€™Italia, dalla Liguria alla Puglia, dal Friuli alla Sicilia. Ho dato molto a Carrร mba che sorpresa e ho ricevuto altrettanto in termini di conoscenza della psiche umana, del carattere degli individui, delle culture e dei comportamenti.

Inoltre, non dimentico come una parte cruciale del mio lavoro, una volta rientrata in Italia dalle missioni, sia stata quella di scrivere: per Raffaella avevo approntato, e affinato nel corso degli anni, vere e proprie storie di famiglia, con date, episodi, dichiarazioni, spostamenti, una sorta di โ€œraccontoโ€ sui generis dettagliato e partecipato per ogni singolo caso, cosรฌ da costituire la base per il copione che poi gli autori avrebbero preparato per la puntata. Ciรฒ non toglie che interi brani Raffaella li abbia citati per intero durante la diretta.

Piรน recentemente, ha avuto lโ€™occasione di collaborare con Pippo Baudoโ€ฆ

Cinzia Baldazzi – Ho concluso il mio passaggio su Raiuno partecipando a quattro edizioni di Domenica In, due con Mara Venier, due con Pippo Baudo. Uomo di grande cultura e di capillare informazione, Pippo mi affidรฒ vari incarichi, tra cui il โ€œTour de Chantโ€, una sorta di contest per cantanti lirici; la rubrica dei libri, incontri settimanali con autori (mi รจ rimasto impresso quello con Alberto Bevilacqua); ma soprattutto un concorso di poesia a cui parteciparono migliaia e migliaia di scrittori, e le cui poesie io dovetti leggere una per una. Con molti dei vincitori sono rimasta in contatto: tra questi Maurizio Minniti, con cui lโ€™anno dopo ho pubblicato il libro Passi nel tempo. Lโ€™idea di Pippo ebbe successo, con votazioni ogni domenica pomeriggio in diretta. Il concorso volle intitolarlo, profeticamente, โ€œPopolo di poetiโ€.


Scopri di piรน da Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano โ€œGiornale di Siciliaโ€, e โ€œLโ€™Oraโ€ e con il โ€œGiornale Cittadino Pressโ€. Attualmente collaboro con il sito dโ€™informazione โ€œIl Salto della Quagliaโ€ e con il Social Magazine โ€œCultureliteโ€. Nel 1992 ho vinto il premio creativitร  della rivista โ€œMillionaireโ€ (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dellโ€™Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste allโ€™interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Societร  Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario โ€œPiersanti Mattarellaโ€. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario โ€œRiflessioni dโ€™Autoreโ€. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia โ€œHimeraโ€). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario โ€œAntonio Venezianoโ€. La stessa opera รจ stata finalista al Premio Letterario Giornalistico โ€œNadia Toffaโ€, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanzeโ€ (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio โ€œPiersanti Mattarellaโ€, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato โ€œIl tutto e il nienteโ€ โ€“ Aforismi e divagazioni sullโ€™amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il โ€œPremio Letterario Mons. Giuseppe Petraliaโ€, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario โ€œCastello e Parco di Maredolce โ€“ Santโ€™Erasmo Nautilusโ€ la poesia Sei il mare dentro la mia isola si รจ classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalรน, pesce fresco a Castel di Tusa si รจ classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per โ€œLa Settimana delle Cultureโ€ 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale โ€œDialogo sullโ€™amoreโ€, con la partecipazione dellโ€™attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo dโ€™Autori contemporanei โ€œCalici di Poesie a Isnelloโ€ (due stagioni), un reading poetico a Collesano โ€œIl mondo visto con gli occhi della poesiaโ€ (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio โ€œAthena CulturEliteโ€, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto โ€œBereniceโ€ con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale โ€œSpiritualitร  e Letteraturaโ€ allโ€™interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia โ€œGiulio Palumboโ€ a Ficarazzi, il cui presidente รจ il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale โ€œSpiritualitร  e Letteraturaโ€ nellโ€™ambito del concorso poetico โ€œGiulio Palumboโ€ con la seguente motivazione: โ€œpoeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertร โ€. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento lโ€™incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario Lโ€™Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni dโ€™onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo lโ€™amore per la poesia e la curiositร  per ciรฒ che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che puรฒ unire mondi che ancora non si conoscono..

29 pensieri riguardo “Protagonisti – Cinzia Baldazzi si racconta ai lettori del blog.

  1. Non c’รจ che dire: intervista interessante a Cinzia dove lei risponde a cuore aperto nel raccontarsi. Complimenti per un curriculum davvero vasto, importante ed interessante sotto tutti i punti di vista. E che mi ha fatto piacere conoscere.
    Gianna Costa

  2. In questa interessante intervista la Dott/ssa C. Baldazzi mostra, a pieno titolo, l’oceanica cultura che la personifica. Oltre a ciรฒ, l’intervistata si apre al suo lettore/ascoltatore in modo pacato, docile e conseguenziale che la rende mite, accogliente ed accattivante nel narrare le Sue vicissitudini di studentessa e di universitaria. Una donna da ammirare certamente per tanta dedizione allo studio, alla cultura ed alle attivitร  sempre culturali che ancora intraprende. Essere tra i suoi adepti รจ certamente un onore/privilegio se si vuole aquisire sempre in meglio. Pasqualino Cinnirella

    1. Caro Pasqualino, ora che conosce una parte della mia vita culturale, ora percorreremo insieme anche i passi della sua.

  3. Roma Caput Mundi, A.D. 2020, I dell’era C.V.(CoronaVirus), dies tertium post Iunii Idus. LETTERA APERTA A CINZIA BALDAZZI. Mia cara Cinzia, che sorpresa! Scusa, Raffaella, se prendo in prestito il tuo motto … non chiedermi soverchio aggio, ma solo l’agio (una sola G, come privilegio, quello d’essere disinteressato amico di Cinzia) per scolpire un me stesso racchiuso nel marmo d’una sorpresa … ma รจ sorpresa? Vediamo un po’ … “Saggio?” ti chiesero alla maturitร . Saggia, replico io. Zero sorprese! Andiamo avanti. Teatro “off”? Gli “spin off” successivi – guarda caso anche televisivi, vero dottor Baudo? – ti hanno resa protagonista. Vabbรจ! Poi: Pirandello? E quando mai รจ sorpresa … cosรฌ รจ, se mi pare ma anche se non mi pare cosรฌ รจ! Appresso: Diego Carpitella? Toh, chi si rivede! Le sue tracce antropologiche, fuse con quelle di Ernesto De Martino suggellarono la mia lunga avventura al Circolo Gianni Bosio …. questa, cara Cinzia, quantomeno me l’aspettavo! Zero sorprese! Divento curioso come un bimbo di cinque anni davanti all’uovo di Pasqua! Tullio De Mauro? Piรน volte io e te ne abbiamo condiviso il Verbo Divino della lingua. Ah! Qui ti volevo! Theodor W. Adorno e la morte della poesia per asfissia ad Auschwitz … no sorprese: siamo d’accordo che la bellezza della poesia vince. Oltre al principe Miลกkin, con la famosa frase ยซLa bellezza salverร  il mondoยป, c’รจ anche un cadavere avvolto nel mistero piรน fresco: un certo Peppino Impastato. Mi sembrava … Eccoci arrivati al punto: si puรฒ non essere d’accordo con Umberto Eco? Finalmente la sorpresa, perchรฉ rispondo fieramente: “Sรฌ!” … ma anche tu … E che vai dicendo sulla lettura che non aiuta la scrittura? Se non mi fossi accostato alla Bibbia, giร  ateo in calzoncini corti, per assaporarne la magia del mistero, non starei qui a leggere questa bellissima intervista. Concludendo. Ti sveli? Ti riveli? Io penso di conoscere abbastanza Cinzia Baldazzi Q.B., come รจ scritto nell’unica medicina che fa bene: l’amicizia vera e disinteressata! Ciao, CinziaLETTERA APERTA (MA NON TANTO, VISTO CHE LA SCRIVO QUI) A CINZIA BALDAZZI. Mia cara Cinzia, che sorpresa! Scusa, Raffaella, se prendo in prestito il tuo motto … non chiedermi soverchio aggio, ma solo l’agio (una sola G, come privilegio, quello d’essere disinteressato amico di Cinzia) per scolpire un me stesso racchiuso nel marmo d’una sorpresa … ma รจ sorpresa? Vediamo un po’ … “Saggio?” ti chiesero alla maturitร . Saggia, replico io. Zero sorprese! Andiamo avanti. Teatro “off”? Gli “spin off” successivi – guarda caso anche televisivi, vero dottor Baudo? – ti hanno resa protagonista. Vabbรจ! Poi: Pirandello? E quando mai รจ sorpresa … cosรฌ รจ, se mi pare ma anche se non mi pare cosรฌ รจ! Appresso: Diego Carpitella? Toh, chi si rivede! Le sue tracce antropologiche, fuse con quelle di Ernesto De Martino suggellarono la mia lunga avventura al Circolo Gianni Bosio …. questa, cara Cinzia, quantomeno me l’aspettavo! Zero sorprese! Divento curioso come un bimbo di cinque anni davanti all’uovo di Pasqua! Tullio De Mauro? Piรน volte io e te ne abbiamo condiviso il Verbo Divino della lingua. Ah! Qui ti volevo! Theodor W. Adorno e la morte della poesia per asfissia ad Auschwitz … no sorprese: siamo d’accordo che la bellezza della poesia vince. Oltre al principe Miลกkin, con la famosa frase ยซLa bellezza salverร  il mondoยป, c’รจ anche un cadavere avvolto nel mistero piรน fresco: un certo Peppino Impastato. Mi sembrava … Eccoci arrivati al punto: si puรฒ non essere d’accordo con Umberto Eco? Finalmente la sorpresa, perchรฉ rispondo fieramente: “Sรฌ!” … ma anche tu … E che vai dicendo sulla lettura che non aiuta la scrittura? Se non mi fossi accostato alla Bibbia, giร  ateo in calzoncini corti per assaporarne la magia del mistero, non starei qui a leggere questa bellissima intervista. Concludendo. Ti sveli? Ti riveli? Io penso di conoscere abbastanza Cinzia Baldazzi Q.B., come รจ scritto nell’unica medicina che fa bene: l’amicizia vera e disinteressata! Ciao, Cinzia. Massimo.

  4. Riscrivo il commento per l’involontaria ripetizione in cui sono incorso nel precedente, e per l’errata trascrizione della mia casella di posta. Di questo mi scuso con tutti voi. Roma Caput Mundi, A.D. 2020, I dellโ€™era C.V.(CoronaVirus), dies tertium post Iunii Idus. LETTERA APERTA A CINZIA BALDAZZI. Mia cara Cinzia, che sorpresa! Scusa, Raffaella, se prendo in prestito il tuo motto โ€ฆ non chiedermi soverchio aggio, ma solo lโ€™agio (una sola G, come privilegio, quello dโ€™essere disinteressato amico di Cinzia) per scolpire un me stesso racchiuso nel marmo dโ€™una sorpresa โ€ฆ ma รจ sorpresa? Vediamo un poโ€™ โ€ฆ โ€œSaggio?โ€ ti chiesero alla maturitร . Saggia, replico io. Zero sorprese! Andiamo avanti. Teatro โ€œoffโ€? Gli โ€œspin offโ€ successivi โ€“ guarda caso anche televisivi, vero dottor Baudo? โ€“ ti hanno resa protagonista. Vabbรจ! Poi: Pirandello? E quando mai รจ sorpresa โ€ฆ cosรฌ รจ, se mi pare ma anche se non mi pare cosรฌ รจ! Appresso: Diego Carpitella? Toh, chi si rivede! Le sue tracce antropologiche, fuse con quelle di Ernesto De Martino suggellarono la mia lunga avventura al Circolo Gianni Bosio โ€ฆ. questa, cara Cinzia, quantomeno me lโ€™aspettavo! Zero sorprese! Divento curioso come un bimbo di cinque anni davanti allโ€™uovo di Pasqua! Tullio De Mauro? Piรน volte io e te ne abbiamo condiviso il Verbo Divino della lingua. Ah! Qui ti volevo! Theodor W. Adorno e la morte della poesia per asfissia ad Auschwitz โ€ฆ no sorprese: siamo dโ€™accordo che la bellezza della poesia vince. Oltre al principe Miลกkin, con la famosa frase ยซLa bellezza salverร  il mondoยป, cโ€™รจ anche un cadavere avvolto nel mistero piรน fresco: un certo Peppino Impastato. Mi sembrava โ€ฆ Eccoci arrivati al punto: si puรฒ non essere dโ€™accordo con Umberto Eco? Finalmente la sorpresa, perchรฉ rispondo fieramente: โ€œSรฌ!โ€ โ€ฆ ma anche tu โ€ฆ E che vai dicendo sulla lettura che non aiuta la scrittura? Se non mi fossi accostato alla Bibbia, giร  ateo in calzoncini corti, per assaporarne la magia del mistero, non starei qui a leggere questa bellissima intervista. Concludendo. Ti sveli? Ti riveli? Io penso di conoscere abbastanza Cinzia Baldazzi Q.B., come รจ scritto nellโ€™unica medicina che fa bene: lโ€™amicizia vera e disinteressata! Ciao, Cinzia.

  5. Caro Massimo, nel mondo di sorprese da te evocate, anche la mia รจ relativa, poichรฉ, nel linguaggio simbolico che abbiamo in comune, l’epifania dei segnali รจ tale e tanta che numerosi di essi divengono ben presto il segno della reciproca scelta esistenziale basata sulla bellezza.
    Grazie.
    Cinzia

  6. Buonasera Signora Cinzia. Ho letto attentamente e piรน volte la sua intervista, cosa dire, la sua vita sembra uno scrigno, ho notato che c’รจ di tutto, abbondanza, pronta ad elargire i suoi doni ai lettori. La sua intervista un canto armonioso in armonia con l’universo. La sua anima una sinfonia. Piacere mio averLa conosciuta, una donna ch’รจ riuscita ad inventare il suo lavoro, quindi donna di fama e fortuna. La sua vita non solo conferenze, ma anche laboratori, non solo psicologia, ma anche Fede, non solo apprendimento, ma anche divertimento, non solo ritorno al passato ma anche slancio verso il futuro. Congratulazioni vivissime.

  7. La ringrazio, Eugenio, per aver colto con sorprendente efficacia (piรน che da ottimo psicologo) le tracce fondamentali della mia vita, laddove ho potuto e come ho potuto scegliere.
    Continuiamo insieme a lavorare nel presente che, non dimentichiamolo, rappresenta il grande futuro di ieri.

  8. Per chi vuole conoscere meglio Cinzia Baldazzi, giurata di prestigio del Bando Letterario Cittร  di Montieri, suggerisco la lettura dell’intervista che Antonino Schiera ha pubblicato sul suo Blog. Non ho nulla da aggiungere, se non la stima profonda che nutro nei confronti di Cinziaโ€‹, ed aggiungere altro non serve visto che l’intervista รจ abbastanza completa ed analizza in profonditร  esperienze, qualitร  e professionalitร  di questa cara amica di Facebook che ho avuto giร  la fortuna di conoscere personalmente ad un convegno a Samone nel comune di Ivrea qualche anno indietro presentando la prima Antologia, “Orme Poetiche”, dove sono presente con alcune mie opere e che Cinzia ha recensito per le edizioni Intermedia di Orvieto, dove ha impiegato espressioni di stima e professionali sulla mia poetica.

    1. Leggi, e ti verrebbe da chiederti quanti anni abbia Cinzia per aver accumulato tante esperienze, in ambiti anche cosรฌ diversi. Ovvero se sia vissuta in un mondo dove un giorno contempli ben piรน di 24 ore.
      Dโ€™accordo, non ha ancora vinto il Nobel, ma si รจ giร  portata a casa un premio alla carriera. E tempo davanti ne ha ancora, eccome!
      Sono certo che lei per prima sia grata alla sorte di averle concesso di frequentare lโ€™Universitร  in quegli anni lร , ricchi e di caos e di fermenti e soprattutto di stimolanti personalitร  del mondo della cultura. Ma va da sรฉ che non tutti i suoi โ€˜compagni di scuolaโ€™ abbiano saputo mettere a frutto come lei quelle preziose lezioni.
      Quindi, chapeau! e buon proseguimento del tuo cammino, Cinzia!

      1. Caro Mario, spero proprio di meritare la stima che riponi nei miei confronti. Hai ragione, a quei tempi alla Sapienza eravamo tanti, anzi tantissimi. Alcuni miei compagni (io e mio marito li ricordiamo bene) si sono persi per strada. Forse erano stanchi di cercare date degli appelli di esame, anche se poi si sarebbero trovati davanti personalitร  come Diego Carpitella e Tullio De Mauro.

  9. Grazie, Armando, per l’amicizia e la stima che mi dimostri ormai da anni e per aver apprezzato l’intervista composta dalle domande del nostro amico Antonino: quesiti all’altezza di permettere di illustrare il sentiero che, in parte per caso, in parte per volontร , ho percorso insieme alla poetica, alla letteratura che noi tutti tanto amiamo.

  10. Ricevo e pubblico il commento di Charles Mac Charles:

    Con fare titubante, mi appresto ad esprimere sensazioni frutto solo di quella โ€œsapiente ignoranzaโ€ che lโ€™esistenza terrena ci regala.
    Non potrei mai interloquire o ragionare con chi della cultura ne ha fatto arte, dando cosรฌ allโ€™esistenza un valore esistenziale eccelso. Ed a leggere la tua biografia, si nota, anche grazie allโ€™autore Antonino Schiera, quel censo, cosรฌ diverso dalla stragrande maggioranza: si parte in 1000, ma solo 1 arriva! Ed allora, ammirato dalla sapienza nel riuscire a svelar a noi, umili che ignorano, le bellezze, lโ€™autentico piacere nel comprendere il nesso ultimo di unโ€™opera. Ed a tutto ciรฒ noi cโ€™inchiniamo!
    Tuttavia, durante la piacevole intervista, lo spunto di queglโ€™anni ha evidenziato unโ€™epoca dโ€™oro, non solo per la letteratura o poesia, ma soprattutto il risveglio di una nuova coscienza: speranze e utopie si sono impossessati dellโ€™anima e mente, confezionando una nuova societร .
    ยซFรซdor Dostoevskij ne โ€œLโ€™idiotaโ€ fa affermare al principe Miลกkin la famosa frase โ€œLa bellezza salverร  il mondoโ€. Considerazione e auspicio sempre attuali, visto che il nostro mondo รจ sempre in fibrillazione, tanto da farci temere che possa presto essere interessato da un default generalizzato, ovvero da una sorta di fallimento e insolvenza, per quanto attiene la sfera virtuosa delle relazioni umane. La domanda รจ: secondo lei il mondo รจ disposto a farsi salvare dalla bellezza?ยป.
    Mi domando: cosโ€™รจ la bellezza? Cosa smuove la bellezza, o, per meglio direโ€ฆ quando o come siamo avvinti da quellโ€™emozione che fa gioir gli occhi e rende mansueta lโ€™anima? Non รจ mai di tutti, per tuttiโ€ฆ al piรน lo puรฒ esser per la maggioranza. E dal momento che รจ soggettiva, credo che anche per la poesia possa valer questo assunto. Bellezza e poesia sono la luce che improvvisamente ci avvolge, che ci stupisce senza una particolare ragione; รจ quella beatitudine dโ€™animo, รจ quel miracolo incastonato in questa societร  che insegue lโ€™apparenza.
    Ed allora, concedetemelo; lasciate che in cuor nostro ognun possa credere che proseguir sulla strada della poesia condurrร  ad un mondo migliore!
    Charles Mac Charles

    1. Caro Charles, nella nostra lunga conoscenza e frequentazione, queste parole mi riempiono di orgoglio, perchรฉ le ritengo acquisite da te, come dire, โ€œin campoโ€. Sono anni che tento, senza successo, di convincerti: non sei un umile โ€œscribacchinoโ€, ma una delle fonti piรน preziose da consultare. Grazie per la stima dimostrata.
      Per quanto riguarda, invece, la bellezza โ€“ giustamente evocata da Antonino Schiera โ€“ non รจ per tutti. Lโ€™importante, direi, da critico e non da poeta, che coloro i quali la percepiscono (speriamo, come dici, la maggioranza) riescano anche, come te, a incrementarla. Pur conservando le mie perplessitร , giร  espresse, la intravedo come unica, operativa e possibile via di salvezza.
      Grazie.

  11. Leggendo la stupefacente intervista (che non ha nulla da invidiare a una tesi di laurea), di Cinzia Baldazzi, della quale mi onoro d’essere amico, trovo la conferma di conoscere un talento della letteratura “scientifica”, talento puro con empatia. Certi credono che la cultura sia intelligenza, quando la cultura รจ “solo” sapere intelligente. Mi viene in mente l’assunto d’un vecchio saggio: “Il colto รจ chi sia capace di dire cose profonde in modo semplice, l’intelligente รจ chi sia capace di fare in modo semplice cose profonde”. Ebbene, la Prof.ssa Cinzia Baldazzi, fa leva sia sulla cultura, con avvolgenti citazioni d’autori, sia sull’intelligenza che, in connubio con la cultura, sollecita emozioni che aguzzano l’ingegno e portano alla creativitร . Il suo “parlato” scritto ed orale, ha capacitร  comunicative affascinanti. Nella storia, c’รจ l’esempio d’un colto che dร  suggerimenti intelligenti ed รจ quello di Albert Einstein: “Non hai veramente capito qualcosa, fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna”. Ebbene, Cinzia รจ tutto ciรฒ.

    1. Caro Sergio, descrivere l’orgoglio generato dalle tue parole รจ un’impresa non semplice ma, come sostieni, io non mi tiro indietro. In sostanza, tu accenni alla letteratura “scientifica” della quale, tra i primi in Italia, parlรฒ il filosofo Galvano Della Volpe, per molti anni docente ordinario di Filosofia ed Estetica a Messina. In assoluto uno dei miei primi punti di riferimento, al quale mi affezionai talmente tanto che, a 22 anni, nel corso del primo esame di Estetica con Emilio Garroni (ancora oggi mia privilegiata fonte kantiana), per difendere la sua dottrina al di fuori del marxismo, mi giocai l’esame. Ma, in realtร , Garroni teneva come te alla letteratura scientifica della quale parli perchรฉ, quando tornai da lui, imperterrita, questa volta con il programma di una prova biennale, l’autorevole docente saltรฒ a piรจ pari, elegantemente, la parte di interrogazione su Della Volpe. Come fini? Una volta laureata in Lettere, volendo iscrivermi a Filosofia, andai da Garroni per parlarne e il suo consiglio fu: “Ma perchรฉ iscriversi di nuovo? Lasci stare, continui pure a studiare da sola”. Ed eccomi qua ancora a studiare.
      Grazie di tutto.

  12. Buongiorno, mi soffermo sullโ€™importanza di leggere. Mi rendo conto che questo รจ un mio enorme limite. Sono uno di quelli che scrive nellโ€™ignoranza. Per lavoro leggo norme, articoli di giornali, ma la sera, dopo lavoro e famiglia, arrivo talmente scarico che mi รจ impossibile sfogliare una pagina. Spero un giorno di poter colmare le mie lacune. Vi ringrazio per il contributo alle mie riflessioni.

  13. Caro Luca, mi auguro tu possa trovare presto il tempo per “sfogliare le pagine”: in cuor mio sono certa l’auspicio si possa verificare quanto prima, poichรฉ il solo particolare che tu ne senta il bisogno annuncia un grandioso avveramento di questo splendido desiderio.

  14. Bellissima intervista, complimenti alla tua ospite, donna di grande spessore.
    Forse la bellezza non salverร  il mondo ma di certo senza di essa troveremo difficile poterlo abitare privandoci delle emozioni che ci regala.

    Lucia Rizzo

  15. Cara Cinzia,
    ma lo sai che della intervista me n’ero dimenticato? L’ho letta questa sera, ma buona parte del discorso sviluppato nell’intervista ne ero a conoscenza perchรฉ la tua vita e le tue attivitร  professionali me le avevi raccontate nel corso degli anni che ci siamo conosciuti.
    E poi sei anche in Giuria nel mio Bando Letterario Cittร  di Montieri (che stenta a chiudersi) e lo sei stato nel Bando Internazionale Veretum a Patรน (Lecce) collaborando attivamente con me.
    Quello che non conoscevo era il tuo anno di laurea. Per una straordinaria coincidenza del destino avevo ripreso gli studi nel 1974 ed ho discusso la mia tesi di laurea a Torino all’inizio di Aprile del 1978 con votazione 106/110.
    Quindi abbiamo attraversato inconsapevolmente le stesse difficoltร , pur se in una universitร  diversa, dovute a quel tormentato periodo storico che aveva fatto entrare in crisi personaggi anche piรน noti e piรน impegnati di me.
    Io avevo ripreso gli studi perchรฉ dopo l’abbuffata del ’68 molte persone appartenenti alla mia generazione erano appunto entrate in crisi ed anchโ€™io mi sono ritrovato nelle stesse identiche condizioni e pensavo che l’universitร  (io avevo scelto Scienze Politiche indirizzo sociologico per via del mestiere che facevo) potesse dare risposte alla confusione che il ’68 aveva creato anche in me che ne ero stato inconsapevolmente un artefice con le lotte sindacali che sviluppavo in quel periodo.
    Ma la conoscenza non risolve i problemi anzi li aggrava ma ti fornisce anche strumenti nuovi per farti una ragione su tanti accadimenti della vita e su tanti dubbi ed evitare di annegare, cosa che tanti avevano evitato scegliendo proprio la fuga dallโ€™impegno politico e sociale.
    Qualche anno dopo usciva sugli schermi โ€œMediterraneoโ€ di Gabriele Salvatores. E ricordi le considerazioni che il regista aveva inserito in apertura del film?
    Aveva inserito una frase di Henri Laborit, estratta dal suo volume โ€œElogio della fugaโ€, e la frase diceva: โ€œIn tempi come questi la fuga รจ l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognareโ€.
    Ed io la mia crisi qualche anno dopo, nel 1992, la risolsi comunque con la fuga ed il rifugio sicuro fu la poesia che, comunque, aiuta almeno a sognare.
    I miei versi spesso esprimono un certo disagio esistenziale ma spessissimo contengono dei precisi messaggi politici e sociali per le nuove generazioni (ma anche per quelle passate) invitandole allโ€™impegno civile e non alla fuga.

Rispondi

Scopri di piรน da Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di piรน da Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere