Recensioni – La valigia gialla (Libero Marzetto Editore 2021) racconto di Antonino Schiera. Nota critica dello scrittore Biagio Balistreri.

LA VALIGIA GIALLA DI ANTONINO SCHIERA – RECENSIONE DI BIAGIO BALISTRERI.

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Biagio Balistreri

Quando ebbi il piacere di presentare, in quel di Villabate, il primo libro di poesie di Antonino Schiera, Percorsi dell’anima, mi soffermai sulla sezione degli ‘Aforismi’, “nella quale l’esigenza di vivere carne e anima nel mondo che ci circonda si fa imperiosa e diviene impegno a un tempo civile e sentimentale”. Occupandomi poi delle altre raccolte, affermai che in esse “gli aforismi sono invece trasferiti direttamente nella poesia, che assume così una particolare pregnanza riflessiva, rendendosi quindi più universale”. Quello di ragionare per aforismi è quindi una caratteristica della scrittura del nostro Autore, e si può affermare che anche nel corpo di questo interessante e simpatico racconto intitolato La Valigia gialla sono disseminati ma riconoscibili diversi aforismi. Ne riporto qualche esempio: “Avvolto nella solitudine dei miei pensieri, sto toccando con mano il sentimento della nostalgia, mi chiudo ogni giorno in me stesso, come un riccio quando percepisce un pericolo”.  

“La pausa è il momento di maggiore relax per me, ma anche quello in cui mi rattristo maggiormente, perché penso ai miei cari in Sicilia, alla mia terra, al mio mare”.

“Il mio cordone ombelicale è stato tranciato alla nascita, ma sapere di essere amato da chi mi ha generato mi rinvigorisce”.

“Mi sentivo come una quercia il cui tronco era sempre più aggrovigliato da una pianta d’edera e quindi destinato a morire, se non disinnescando quella fitta matassa sinuosa e mortale nello stesso tempo, alimentata dal dubbio”.

Come si vede, sono frasi che potrebbero molto facilmente essere reinterpretate e riscritte in termini di aforismi. A un certo punto del racconto viene espressamente citato un aforisma di Lord Byron, che però, per una svista non saprei dire a chi dovuta, viene rovesciato: “L’amore è come l’amicizia senza le sue ali”. Svista corretta immediatamente con l’affermazione:

Stabilimento Volkswagen a Wolfsburg

“Eleonora era una mia amica, ma non eravamo dotati delle ali dell’amore, che ci potessero portare lontani da tutti per amarci”. La valigia gialla è un titolo indovinatissimo, perché richiama immediatamente gli emigranti italiani che si muovevano con un bagaglio grosso e pesantissimo e, soprattutto, “senza rotelle”. Li abbiamo visti tutti nelle stazioni sollevare faticosamente e passare questi ingombranti bagagli attraverso i finestrini dei treni a lunga percorrenza che raggiungevano il Nord Italia o il Nord Europa, e poi affrettarsi a salire in carrozza, sperando in un posto a sedere. Tutti noi abbiamo avuto parenti o conoscenti che hanno seguito questa triste trafila e poi sono scomparsi per un lunghissimo periodo di tempo, e molte famiglie sono sopravvissute soltanto grazie a questo sacrificio. Ma il protagonista del racconto in realtà prende il treno nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, e lo fa non soltanto in cerca di lavoro, ma soprattutto per sfuggire a una delusione d’amore che lo aveva portato sull’orlo del suicidio. Tuttavia, nella sua permanenza prima in Germania e poi brevemente in Olanda, ha modo di provare sulla propria pelle il senso di straniamento dei migranti, dovuto principalmente ai luoghi sconosciuti, alle lingue incomprensibili, agli odori diversi e in primo luogo alla mancanza del mare.

Così una semplice fuga diviene un’esperienza di identificazione con i migranti di tutti i tempi e fa risuonare le corde della nostalgia, un sentimento profondo, ma sconosciuto a chi passa tutta la vita nei luoghi in cui è nato. 

Naturalmente il racconto narra le vicende lavorative ed anche fuggevolmente sentimentali della permanenza del protagonista nei paesi stranieri, ma il vero focus è proprio il viaggio, lo spostamento in terre sconosciute, e soprattutto il viaggio in treno. Questo dato è forse il più autobiografico del racconto, perché Antonino Schiera è una persona letteralmente ammaliata dal treno, fino ad emozionarsi anche soltanto a vederlo passare, o persino a vedere i binari. Il protagonista del racconto prova infatti un profondo piacere a stare seduto vicino ad un finestrino vedendo scorrere al di là le campagne, le città, le diverse stazioni, e “i binari che si intersecano come a formare una ragnatela: ponti stradali e pedonali, sottopassi, rampe e viadotti. Quanta energia concentrata e quanti convogli ferroviari che sferragliano.”

E il mondo è vero soltanto visto attraverso il finestrino del treno o in una stazione ferroviaria.

“Vado spesso nella piccola stazione dei treni per comprare il giornale italiano, La Repubblica o il Corriere della Sera che arrivano però con un giorno di ritardo. Mi rilasso guardando passare i convogli ferroviari seduto in una panchina. Ogni tanto si materializza il desiderio inconscio di salire su uno di quei treni per tornare a casa.” E ancora:

Intercity express

“La campagna tedesca ha un fascino particolare, forse perché è la prima volta che la osservo da un treno.”

Fra passione per il treno, rievocazione dei flussi migratori, sentimenti di solitudine e di nostalgia, curiosità per i mondi estranei e riflessioni anche ottimistiche sulla vita, il protagonista non resiste al desiderio di tornare alla sua terra, ai suoi affetti e al mare, ma questa volta decide di prendere l’aereo.

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La valigia gialla di Antonino Schiera

Pubblicato da Antonino Schiera

Sono poeta, scrittore e blogger palermitano. Ho conseguito il diploma di scuola secondaria all’Istituto Tecnico Industriale Alessandro Volta di Palermo nell’anno 1985. Successivamente ho maturato molteplici esperienze lavorative. Esercito la professione di consulente assicurativo. Nel mio percorso di vita ho collaborato con il Giornale di Sicilia, Giornale L’Ora, ReportOnLine, Giornale Cittadino Press. Attualmente sono anche Blogger su WordPress con questo blog Riflessioni d’Autore che ho ideato e gestisco e con Alessandria Today. Inoltre collaboro con il sito d’informazione culturale Il Salto della Quaglia. Dopo un’ulteriore e significativa esperienza di lavoro trascorsa tra Germania (Wolfsburg, Monaco di Baviera) e Austria (Bludenz), nel 2013 esordisco con la raccolta di poesie, aforismi e dediche d’amore Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie (Moderno emigrante e Natale a Trieste) all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello), con finalità benefiche. Le due opere hanno ricevuto a Roma, la menzione d’onore al concorso organizzato dalla stessa casa editrice. Nel 2016 ho pubblicato la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru) risultata finalista nella sezione poesie del II Premio Giornalistico Letterario Piersanti Mattarella. Nel 2017 la mia poesia Nel margine del tuo universo si è classificata seconda al Premio Nazionale di Cultura Isola di Pino Fortini. Nell’anno 2018 ho ideato, promosso e condotto l’evento estivo poetico e musicale Calici di poesie a Isnello con il Patrocinio del Comune e della Biblioteca di Isnello ed in collaborazione con il gruppo Siciliando in qualità di media partner. Nel mese di giugno 2019 la mia raccolta di poesie inedita Meditare e sentire si è classificata finalista al Premio Poetico Pietro Carrera, organizzato da Il Convivio Editore e l’Accademia Internazionale Il Convivio. Nel mese di settembre 2019 la stessa opera è stata pubblicata da Il Convivio Editore. Nel mese di febbraio 2020 è stato pubblicato Il peperoncino di Alessandro, breve racconto inserito nella raccolta di autori vari Seta sul petto (Edizioni Simposium), in memoria di Alessandro Di Mercurio. Nel mese di agosto 2020 ho ricoperto il ruolo di direttore artistico nella rassegna poetica Parole ed emozioni madonite giunta alla terza edizione e promossa dall’A.N.A.S. zonale di Collesano in provincia di Palermo. Nel mese di settembre 2020 a Marsala, nell’ambito dell’Ottavo Simposio dei Poeti la mia poesia inedita Alba sulla torre, ha ricevuto il primo premio grazie alla votazione della giuria composta dagli stessi poeti presenti. Nello stesso mese è giunta la menzione di merito, nella sezione poesia inedita, nel Premio Convivio 2020 con la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo pubblicata nel mese di aprile 2021. Nel mese di febbraio 2021 il breve racconto La notte dei cristalli ha vinto il primo premio assoluto nel concorso Il più bel gesto d’amore, organizzato dalla Farmacia Mercadante della Dottoressa Giordano di Palermo. Nel mese di giugno 2021 ho pubblicato il mio primo racconto La valigia gialla edito da Libero Marzetto. Nello stesso mese ho realizzato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le Pietanze della cucina siciliana a cura del poeta, scrittore e promotore culturale Salvatore Mirabile. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni ed incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono.

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