26 settembre 1944 © di Antonino Schiera
Siamo vivide fiammelle,
dalla nuda terra
ogni giorno rinasciamo
nutrite dalla speranza
al chiarore di fioca luce,
esacerbata dalle cannonate.
Lungo il Brenta che
commemora i resistenti,
un giorno lontano
senza un sorriso
senza un calcio di fucile
e la camella fredda e vuota.
Assenti nel desco materno
scendiamo giù dagli alberi
come frutti avvizziti
per menti e mani straniere.
Dal calice amaro
di complici corrotti
trasfusero sangue patriottico.
Altri caricati
su rancidi vagoni
di sola andata
verso nord,
un recinto come casa
e la barbarie ogni giorno.
Scorre il Brenta inerme e solitario, tacciono le armi, scorrono lacrime e nenie disperate
nel triste settembre
di acini di viti
pronti a donare il nettare.
Sul ponte di legno
di Bassano del Grappa
orme trafelate di donne solitarie,
gli alambicchi distillano grappa,
le tombe si riempiono
di dolore e di corpi violati
nell’attesa dei liberatori
oggi in guerra tra loro.
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