Monologo sull’amore nell’ambito del XIV Festival Settimana delle Culture di Palermo [VIDEO]

Antonino Schiera
Breve video di presentazione del mio monologo sull’amore.

Dialogo sull’amore © di Antonino Schiera (leggi la mia biografia artistica), letture dell’attrice Giovanna Cammarata.

Cerco di migliorare la mia scrittura rimanendo ancorato all’ispirazione primordiale, che caratterizza da sempre il mio desiderio di creare e di scrivere. Vivo alla continua ricerca della conoscenza, navigando senza limiti nel ricco e nutriente humus dell’intero scibile umano, con un occhio attento alla creatività. “Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello” disse Vincent Van Gogh. Disse invece Hermann Hesse: “Dove si crea un’opera, dove si continua un sogno, si pianta un albero, si partorisce un bimbo, là opera la vita e si è aperta una breccia nell’oscurità del tempo”.

Creatività e conoscenza si fondono in un potente turbinio di pensieri che divengono azioni, che rappresentano volano e spinta emotiva per la mia esistenza. A proposito di conoscenza come diceva Socrate “so di non sapere” e con riferimento ad Aristotele  “la meraviglia, ovvero la consapevolezza di non sapere, è la spinta primaria per la ricerca della conoscenza“. 

Personalmente tengo a sottolineare che non mi importa qual è nostro livello di conoscenza, mi importa piuttosto che non si smetta mai di ricercare, di conoscere, di esplorare, di creare. Qualsiasi sia il punto nel quale ci troviamo, nel meraviglioso viaggio che è la nostra esistenza, non è un dato di vitale importanza. Importa, piuttosto, avere la certezza di andare nella giusta direzione. E ancora citando Socrate: “una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”.

Giovanna Cammarata

Ma oggi pomeriggio siamo insieme per parlare d’amore nel qui e ora, hic et nunc tanto caro al poeta latino Orazio. Lo farò insieme alla mia amica attrice Giovanna Cammarata qui accanto a me. Insieme a lei ho deciso di dedicare questo pomeriggio al poeta e scrittore Biagio Balistreri, nostro carissimo amico che ci starà osservando da lassù.

L’ampia faretra che porto idealmente nella spalla non è piena di frecce, è piena di mie poesie, miei aforismi, miei pensieri, mie storie e alcune citazioni frutto dell’interagire con la mia, spero profonda, essenza. Interazione che si nutre del continuo interscambio con la realtà quotidiana, che vorrei essere caratterizzata da sorrisi, da buone azioni, da solidarietà da tanto amore. 

Biagio Balistreri al centro nella fotografia, alla sua destra il compianto Francesco Anello alla sua sinistra Ciro Spataro. Sala delle Lapidi 2015, primo posto assoluto per Biagio al VI Premio Arenella Città di Palermo per la sua raccolta di poesie Il Fabbricane di Parole

Voglio immaginare lassù nel cielo, una sorta di sacca esistenziale o universale che raccoglie tutte le nostre buone azioni, che si arricchisce, oggi, di questo momento di dialogo, di poesia. Con un richiamo a un semplice sorriso, a un abbraccio, a una carezza verbale, a un gesto di fattiva solidarietà con il prossimo, immaginando di essere ciascuno di noi un contadino che sparge i semi dell’abbondanza a piene mani. 

Il mare, uno scoglio, la spuma, 
sono spine di un amore, come cuspide
esacerbata dal muscolare lancio
di un antico cacciatore,
le vesti strappate
dal dolore dell'esistenza
come ragnatela di un paziente ragno
che tesse le trame della vita
è la pioggia che lava che punisce
incaute radici mal riposte
di un albero dai rami protesi al nero cielo
è la dolcezza di un incontro
mattutino serale casuale è un bicchiere pieno a metà
d'amore ricolmo che divido con te
nell'orlo di vitrei baratri
per abissi annichiliti
da un presente migliore.

Ci ameremo anche nei nostri sogni, lettera d’amore…

Tra sogno e realtà, tra desiderio e immaginazione oggi ti scrivo per dare un senso, per rendere tangibile il mio profondo amore che, come un fiore nella sua terra fertile e nella sua rigogliosa acqua, oggi offre a te il suo massimo splendore. Il fiore del mio amore era reciso, il suo fragile stelo, irto di spine. I fatti della vita: la solitudine, l’abbandono, la nostalgia, la lontananza erano la colonna sonora di un film che ho visto e rivisto fino alla sfinimento e che mi vedeva protagonista. Ho provato a riavvolgere quel nastro per cercare di trovare un fotogramma azzurro come il cielo, verde come la speranza, rosso come l’amore.

La mia ricerca per un tempo molto lungo è stata vana. Nel frattempo ho acquisito la resistenza di un ficus e la delicatezza delle sue meravigliose magnolie. I miei pensieri d’amore si scioglievano al sole e formavano un coagulo di voluttà e desiderio che implodeva ogni giorno, evaporando le mie lacrime amare e solitarie. Come uno scalatore al contrario, scendevo nel profondo dei miei reconditi pensieri, nel silenzio e nel buio della notte dopo una lunga giornata di duro lavoro. Con il tempo ho deciso di cogliere i primi raggi di sole mattutino, per immergermi nel vorticoso viaggio verso una nuova vita. I miei pensieri si sono intrisi di poesia e questi miei versi sono dedicati a te…

Un soffio di vento
accompagnava la solitudine
nel baratro di una vita irta di spine
in questa terra martoriata
Un alito che svela la tua presenza,
ci cingeremo anche in paradiso
ci ameremo come in terra
nei nostri sogni
mi hai salvato in quella notte bramosa
dalle carni avariate di amanti solitari
Fuggii nella notte con il cuore in gola
i latrati di selvagge vite
nell'insopportabile rumore di fondo
di un'esistenza ubriaca di dolore,
ebbra di dolci desideri.
Accanto a me apparentemente nessuno
ma sentivo il soffio
sentivo l'alito salvifico
odoravo gli effluvi
di benedetto Angelo
che semina il bene
e diserba il male.

Vi è mai capitato di osservare una panchina occupata da una coppia che si ama al chiaro di luna?

Al Chiaro di Luna

Un giorno il Sole disse alla Luna: “perché vai via quando arrivo io? La Luna rispose timidamente: “perché la tua bellezza mi abbaglia e mi intimidisce”. Il Sole allora le disse: “il calore che ho dentro si nutre della tua pallida, riflessa bellezza. Se continuerai a sfuggirmi prima o poi mi spegnerò”. Disse la Luna: “invece, mio caro Sole devi continuare ad esistere perché io vivo grazie a te e grazie a te posso farmi ammirare dagli Uomini sulla Terra”. Fu così che il Sole e la Luna continuarono ad amarsi, pur non potendosi toccare. Fu così che ancora oggi, gli innamorati possono continuare a baciarsi al Chiaro di Luna.


Penso che i veri poeti siano coloro che, scrivendo, non temono di mettere a nudo la propria anima, che comprende al suo interno anche le paure e le debolezze che, se non debitamente messe a tacere possono contrapporsi alla forza, insita in ogni poeta, di continuare a scrivere. Pertanto dobbiamo avere il coraggio di aprire il cassetto all’interno del quale chiudiamo le nostre sensazioni, i nostri sentimenti, le nostre paure. Un cassetto che, seppur spesso chiuso a doppia mandata, esala un refolo aromatico difficilmente occultabile. 

Carezze e non parole rancide di odio e rancore all’interno della nostra sia pure breve esistenza, alla quale possiamo e dobbiamo dare un senso attraverso e per mezzo delle nostre azioni.

Carezza 

È tenue la carezza
che ricevo dall’aria tersa
di una notte di primavera
sento mio il cielo
ricamato di stelle e di soffi,
come delicati baci di nuvole
che danzano come fiocchi.


“A volte dimentichiamo quanto sia bello sospirare. Qualcosa affiora sotto al maquillage dell’anima. E’ il bisogno fisico di una tregua, come calare il sipario prima di cominciare un altro atto.” Carmen Martín Gaite

Di amore si respira

L’imperscrutabile bellezza
che ti appartiene, che i miei occhi
hanno intravisto tra le pieghe
di una vita votata alla poesia.


Aforismi

  • Il tempo, infine, distribuirà le medaglie al valore.
  • Albeggia… il buio sta cedendo il passo alla luce, è l’equilibrio cosmico che ogni giorno ci dona la vita.
  • Le azioni umane nascono dai pensieri di ciascuno di noi, la poesia ne rappresenta un ottimo nutrimento. Pertanto la poesia eleva l’uomo ad un livello relazionale e produttivo migliore.
  • Duole ancora quel gesto con il quale hai poggiato la tua mano sul viso di una donna che, invece di una carezza, era uno schiaffo.
  • Penso che l’amore sia fisicità e desiderio all’interno di una sfera basata sul rispetto e su sentimenti sani e condivisi che rendono unico il rapporto.
  • Quando bellezza, eleganza e sensibilità si fondono, dal crogiolo spilla poesia.
  • È il cuore che si innamora, è l’empatia che decide, sono le affinità elettive che fungono da timone. L’amore sta nell’anima, non nel corpo.

E adesso una piccola incursione nel campo della percezione della realtà, della comunicazione e della semantica. La realtà, ma spesso anche la verità non sono oggettive. “La mappa non è il territorio”. Non esiste un’unica realtà, ma più modi di interpretarla. Ognuno di noi costruisce le proprie mappe, sulla base dell’esperienza vissuta. Conoscete la differenza tra mappa e territorio? Alfred Korzybski voleva dire “che quando si ha a che fare con la percezione e il pensiero, non può esserci univocità e oggettività”. Un concetto molto importante che vale anche nell’amore. Aggiungo un altro elemento, ovvero che il mondo può essere visto con gli occhi degli altri. Un modo diverso per dire che possiamo e dobbiamo accettare le diversità, diversità che divengono pertanto arricchimento. Lasciamo dire a Umberto Eco quanto sia importante: “Lasciare parlare il cuore, interrogare i volti, non ascoltare le lingue…” 

Lande

Lande sconfinate, praterie e steppe
rilucevano nei tuoi magnifici occhi.
Un fiore delicato e forte insieme,
sboccia dalla fredda terra.
Col pensiero immagino di donarlo a te,
donna misteriosa venuta lontano.
La luna può specchiarsi nell’infinito mare
o gettare la sua luce sull’ampia terra,
ma i sentimenti sono universali.
Sudore, fatica, riposo, serenità
occhi intrisi di felicità e di gioia,
ma anche di nostalgiche sensazioni
e di memorie sopite dal tempo.
Percezioni e pensieri
addolciti da un incontro,
da uno sguardo intriso di tenera tristezza.


In questo contesto non potevo non citare il poeta dell’amore Pablo Neruda. Voi avete visto certamente il film Il Postino con il grande Massimo Troisi, il quale ad un certo punto chiede a Pablo Neruda, interpretato da Philippe Noiret: “come si diventa poeti?” Neruda risponde “prova a camminare sulla riva fino alla baia, guardando attorno a te”. 

Pertanto versi poetici che nascono dal bello che ci circonda e dalla nostra capacità di essere terreno fertile quando il seme dell’ispirazione vuole attecchire. Versi poetici che nascono invece nel momento del distacco, dell’abbandono, della fine di una storia d’amore: 

Sei il mare dentro la mia isola 

Sei pietra nel mio cuore,
come zavorra affondo
nel ricordo dei nostri
solitari abbracci.
Ed erano baci sotto
un cielo di stelle
o una marea cristallina e cerulea.
Nel fragore delle onde
sulla battigia all'alba,
asciugo le mie lacrime
tra le note di una canzone d'amore
E ambisco, anelo, sogno,desidero
perdermi tra i versi di una poesia
e nel suono armonioso di una storia.
Isola sono, isola desidero rimanere
circondato dalla ridondante energia
di saline acque che screpolano
la mia giovane pelle.
E di dolci sguardi
di dolci carezze
desidero essere pervaso.

Pensate che solo le donne siano vanitose? Un omaggio a tutte le donne che ricordiamoci sempre vanno sempre rispettatte…

Fard sulle gote 

I tuoi occhi osservano il cielo
ricamato di stelle
e la luna piena
di una notte d'autunno
come faro
sui tuoi reconditi pensieri.
Il tuo fascino,
diventato come per magia fard,
ne addolciscono le gote
e la luce riflessa rende vividi
i tuoi ricordi di bimba.
E nel corso sognavi la libertà
irretita ma mai resa prigione
d'un amore fatto di sguardi,
carezze e appassionate emozioni.

Due estati fa la nostra amata Sicilia è stata interessata,  e naturalmente Palermo non è stata risparmiata, da una serie di incendi devastanti che hanno causato morte e distruzione. Incendi dolosi partoriti da menti malate che di tutto sanno tranne che d’amore. In una di quelle notti mi trovavo solitario al cospetto del monte ferito dalle fiamme e, come in una centrifuga, pensieri di varia natura affollavano la mia testa non solo pensieri d’amore, ma anche di solidale vicinanza alla fauna ferita dagli incendi:

Poetando la notte 

Nella notte il silenzio
siderale disegna profili
intrisi di solitudine
che di lunga attesa si nutrono
e riempiendo fogli bianchi
carezzo il mio non essere nessuno
nell'ancestrale vuoto cosmico.
Che riempie i vuoti
e svuota le illusioni
di un tempo affollato
di ricordi di desco al tramonto
carezzati da tenui raggi di sole.
Sprofondano nel silenzioso mare
di un'estate che tarda a rinascere
per poi sfiorire triste
tra le grida di fauna ferita
dal fuoco che non era il desiderio di amarti ancora.

Frammenti di colore…

La nostra esistenza può essere rappresentata come un caleidoscopio di colori, perché costituita dall’insieme variopinto di varie sfumature cromatiche. È la rappresentazione dei nostri sentimenti, dei nostri valori, dei nostri ideali. Noi siamo, noi viviamo e respiriamo perché protagonisti soggettivi di un continuo scambio tra il nostro essere e la nostra realtà. È fondamentale pertanto lavorare a livello intellettivo sulla qualità di questo scambio e sui sentimenti che esso genera.

Il grigio, l’azzurro, il nero, l’arancione sono i colori che possono rappresentare la preponderanza cromatica della nostra vita. Dipingendola, così, come noi la desideriamo.  Anche la poesia, che dovrebbe avere un ruolo importante nel nostro essere entità vivente  e pensante, può assumere diversi colori permettendo così, l’incontro tra la poetica della nostra vita e la cromaticità specifica, peculiare, del carattere assunto dai nostri pensieri. 

Amore

Dall'alto del crinale,
sulla verde valle
che in su verso nord
incontra il mare,
mi affacciai con te accanto
a scrutare il cielo.
Cingevo la tua vita
con occhi socchiusi
e sognanti.
Il vento, l'alitare
di battiti d'ala,
il fragore del mare in tempesta
tra te e me.

Di là ci attende
un caldo abbraccio,
tra i fiori che stamattina
ho raccolto per te.
Linfa vitale che sgorga
da profonde cavee rocciose,
rende limpido e solido
il nostro amore.
Cosa resta dei nostri abbracci
e dei nostri sospiri,
quando il calar del sole,
accompagna delicatamente
il sorgere della luna…?
Ancora un bacio,
ancora un sospiro,
ancora un abbraccio
sincero e delicato.
Le cicale hanno smesso
di frinire: il silenzio
avvolge i nostri cuori.

Quando l’amore è pervaso e si nutre degli elementi tutti della natura…

Il tuo volto sembra specchiare la luna,
quando elegante volgi lo sguardo
e incontra i miei occhi rasserenati
dalle tue verdeggianti valli.
Giunge l'ora dei baci e delle carezze
preludio di un'eclisse
che non oscura
la tua profonda dolcezza.
E fremono i germogli dell'amore
che dalla dura terra
esondano nella loro nitidezza,
dopo tanto cercare la luce.
Luna ti desidero luminosa
di riflesso sole.
Non sopporto le valli oscure
gravide di vigliacca iniquità.
Ti desidero dolce e sinuosa
di sonoro appagamento
e nel calore delle tue braccia
rinasco e risalgo dal profondo buio
di tristi pensieri.

Può capitare di camminare per strada e di osservare un fermaglio per capelli gettato lì perché non serviva più o semplicemente perso da chi lo aveva usato per trattenere oppure ornare i capelli. Hanno preso così vita questi versi che dedico in particolare ai miei genitori anziani e naturalmente a tutte le persone non più giovani.

Un fermaglio perso per strada.

Un fermaglio per i capelli
perso da chissà chi
sul gradino di una irta scala
metafora di una vita tormentata
e pensieri e dolori
intrisi di vana speranza
per il tempo che inesorabile
arrugginisce le membra
viola corpi che un tempo hanno amato
e hanno generato pianti,
sorrisi, sguardi che si fondono
nel futuro di qual colore non so
e soffro oggi perché invecchi
e quel fermaglio
non avrà più capelli da trattenere.

A proposito di Universo…

  • “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.” Albert Eintein
  • “Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.” Galileo Galilei
  • “L’universo mi mette in imbarazzo e non posso pensare che questo orologio non abbia il suo orologiaio.” Voltaire
  • “Se fossimo soli l’immensità sarebbe davvero uno spreco.” Isaac Asimov

Per le vie dell’universo

Ti ho ritrovata sulle ali di un volo solitario,
su immensi spazi e anfratti della terra.
Il cuore e l’anima avvizziti e spenti.
Afono non riuscivo a cavalcare le note dell'amore,
che mi facesti conoscere attraverso sospiri,
sguardi, corse eleganti da amazzone solitaria.
Le stelle si accesero all'unisono sulla volta celeste,
ma come aghi lucenti furono scalzati dalle carni sofferenti,
rugose, dure per il tempo che inesorabile scorre.
Non nacquero rimpianti, vergogne, né paure:
soltanto il desiderio di accompagnare la mia solitudine alla tua
nel viaggio, irto di ostacoli e contraddizioni,
su per le vie dell'universo.

Le attese spesso sono vane, di certo caratterizzano il sentimento dell’amore… 

Attendo l'alba nel silenzio
dei miei pensieri ormai domi,
non più roboanti
di tempestose saette,
si spengono
nel vorticoso divenire di sogni
e desideri che la quiete luna
osserva ammiccante realizzarsi,
dietro un velo disteso.
Del turgore del tuo seno
mi sono nutrito,
dalle tue labbra ho tratto vigore,
la tua felicità è il mio vessillo.
Tutte le battaglie della vita vincerò
con te accanto e la sensualità
dei tuoi pensieri addolciranno i miei,
di costa in costa mano nella mano.

Il canale percettivo visivo è quello preponderante, l’importanza degli e degli sguardi a tal proposito…

  • “L’occhio è la finestra dell’anima, il fulcro della bellezza del volto, il luogo in cui si concentra l’identità di un individuo.” Milan Kundera
  • “Nei suoi occhi c’è sempre quell’azzurro perpetuo. Darei la vita per annegarci dentro. E soprattutto vorrei che il mio corpo non venisse più ripescato.” Valerie Perrin
  • “È dai tuoi occhi che traggo il mio sapere e, astri costanti, mi dettan questo dire: virtù e bellezza prospereranno insieme se in fecondo vivaio trasformerai il tuo io.” William Shakespeare
  • “Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.” Eugenio Montale

Occhi socchiusi 

Sul limitare della battigia
annodo i miei pensieri sfilacciati
da un'esistenza lontana da te,
e la spuma che li rischiara
dopo una lunga notte di tenebra.
Le lampare come stille
illuminano la via solitaria,
che battito dopo battito,
conducono fino alla riva silenziosa.
Nell'aria esplosioni e implosioni di colori,
e improvvisi guizzi argentei di pesci notturni.
E d'arbusti orno il limitare
di una alcova che culla i tuoi sogni,
socchiudi gli occhi
e come un diadema
ti dono un bacio,
mentre la risacca cede il posto
alla bonaccia priva di sospiri.

Aprendo questo incontro poetico dedicato all’amore ho citato il mio amico Biagio Balistreri poeta, scrittore, recensore, promotore culturale. Biagio non è più fisicamente presente insieme a noi, ma lo è nei nostri cuori attraverso il ricordo e attraverso ciò che ha voluto donarci con i suoi scritti.

A lui, insieme alla mia amica l’attrice Giovanna Cammarata, abbiamo voluto dedicare questo momento culturale. Biagio è stata la prima persona che mi ha accolto con la sua preparazione e il suo affetto, circa 13 anni fa nel mondo della poesia e lo ha fatto recensendo la mia prima raccolta “Percorsi dell’Anima” (Europa Edizioni che è stata presentata nella biblioteca intitolata a Eduardo Salmeri di Villabate nel 2014. Insieme a Biagio Balistreri ringrazio il poeta Giovanni Dino, che ci ha messo in contatto.

Pertanto mi sembra doveroso dare la parola ancora una volta a Giovanna Cammarata che interpreta una poesia dell’amico  Biagio Balistreri, tratta dalla sua raccolta Il Fabbricante di Parole edita nel 2013 da Spazio Poesia dell’amico libraio ed editore Nicola Macaione.

Il Fabbricante di Parole poesia di Biagio Balistreri

Il Tempo 
riprende oggi il suo passo lento
fra giornate in cui il Sole e la Luna e le Nubi e la Montagna
godono d'uno splendore
estraneo al Fabbricante di Parole
soavemente innamorato e solo.

Il Tempo conosce bene le cadenze
della musica e congiura
all'alba con la malinconia
per la tua lunga assenza
- la chiamavamo spleen
parola che sapeva d'estasi
e confortava dell'ingiustizia
con cui la nostra anima
accantonava la gioia -
e per il vuoto che in questa casa mi circonda.

La tua calda dolcezza nell'attesa
si scontra con la mia ansia
che gioca a rimpiattino coi fantasmi
e inadeguata alla tua quieta immagine
ti accoglie sperando in folli corse contro il vento
in frenetica voglia di spogliarci
in minuscoli giochi di lussuria
- romantico inadatto a gestire la vita in un sorriso -
come due amanti che brucino l'attesa in un istante
ma che un attimo dopo accolgano il futuro.

Come spiegarti senza aiuto di versi queste cose.
E adesso il Fabbricante di Parole s'acquieta e t'ama.

L’incontro a Piazzetta Bagnasco – Palermo, il 27 maggio 2025 nell’ambito della Settimana delle Culture


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Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..

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