Appuntamenti – Le acque di mezzo di Gianfranco Perriera a Palermo

Il mare come elemento di purificazione, di ricerca del proprio io, di interazione con gli altri popoli, di desiderio di conoscenza nella migliore delle ipotesi. Il mare come via di fuga da una realtà non più accettabile e drammatica, che obbliga ad una improcrastinabile quanto pericolosa decisione: quella di lasciarsi alle spalle tutto se non il bagaglio culturale, esperienziale, emotivo racchiuso nella propria essenza di persona, che talvolta arriva a salvarsi altre volte arriva ad esalare l’ultimo respiro in fondo alle acque. Così come spesso ci accade di assistere nel Mediterraneo.

Questo in estrema sintesi il significato di quanto hanno messo in scena le attrici Elena Pistillo e Silvia Di Giovanna all’Auditoriun della RAI di Palermo, in questo scorcio di inizio anno 2020, accompagnate dalle musiche di Andrea Rigano al violoncello e di Cinzia Guarino al pianoforte. Il progetto drammaturgico e la regia sono di Gianfranco Perriera, le musiche di Paolo Rigano. Il titolo dell’opera Le acque di mezzo era inserito nel cartellone nell’ambito delle iniziative culturali ed Eventi per le Festività Natalizie 2019 del Comune di Palermo.

Protagoniste dell’opera teatrale sono due donne che affrontano coraggiosamente la traversata del mare di biblica memoria, in un momento storico in cui non interviene la mano di Dio che apre le acque per salvare il suo popolo. La traversata non avviene all’unisono, ma a frotte.  Come uno stillicidio che ad ogni goccia ferisce le coscienze di ognuno di noi e che, nello stesso tempo, apre un dibattito politico su come intervenire rispetto ad una situazione drammatica, soprattutto quando non c’è il lieto fine dello sbarco sulla terra ferma.

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L’opera di Gianfranco Perriera ha il merito di cristallizzare, attraverso i dialoghi i vari momenti della traversata spesso drammatici, senza che venga svilito l’elemento del divenire del tempo, in un crescendo di tonalità alta di ritmo e meravigliosa musica insieme. Non vengono, pertanto messi in secondo piano, quelli che sono i desideri delle due donne che vogliono fortemente calpestare una terra in cui regna la pace, la libertà e la possibilità di realizzarsi. Come i frame di una pellicola che messi insieme costituiscono i vari set drammaticamente reali e attuali, l’opera accompagna per mano le due protagoniste nelle varie fasi della loro esistenza, regalate al pubblico attento che difficilmente si annoierà per la bravura di tutti i protagonisti dello spettacolo.

Il tema dell’Esodo è ampiamente ricordato in quanto elemento peculiare di ogni situazione di crisi umanitaria determinata da guerre, persecuzioni e ingiustizie sociali che nei secoli hanno caratterizzato la storia dell’uomo.

Antonino Schiera (clicca per conoscere il mio percorso artistico)

Fotografie di Salvo Quagliana

Newsletter – Quanti oggetti ci separano?

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti e delle necessità economiche che ne derivano:

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Cari amici, care amiche, mi chiamo Alessandro, sono uno dei soccorritori di SOS MEDITERRANEE e vi scrivo dalla Ocean Viking.

Come logista sulla nave, uno dei miei compiti è contare, catalogare e provvedere alla manutenzione delle apparecchiature, ma anche prendermi cura delle necessità materiali delle persone soccorse e dei colleghi soccorritori e anticiparle. Ho tre container pieni di materiali, e passo la giornate a mettere ordine. Forse anche per questo sono sempre stato ossessionato dall’idea di quanti oggetti possediamo nel mondo occidentale. Oggetti utili ma a volte anche superflui, distrazioni, vanità, riempitivi.

La differenza fra “noi” e “loro” è anche misurabile in oggetti: chi arriva dal mare non possiede nulla. Recuperiamo persone che hanno un corpo, e poco più. A volte sono anche svestite: pantaloni e magliette sono rubati dall’acqua. Qualcuno ha dei foglietti, su cui sono scritti numeri di telefono di chi è rimasto a casa.

Diamo a tutti una sacca per ricominciare, con vestiti puliti, acqua e cibo. I sopravvissuti vestono magliette bianche, sotto tute nere o blu.

E’ un popolo silenzioso, che possiede più storie che oggetti. Storie da condividere, storie che devono essere raccontate. E’ per questo che abbiamo bisogno del vostro aiuto, da terra: per soccorrere e proteggere altri esseri umani, prima di tutto, ma anche per testimoniare le loro storie.

Siamo le vostre mani, i vostri occhi e le vostre orecchie in mezzo al mare.

Grazie al sostegno di migliaia di cittadini europei, abbiamo soccorso 30.734 uomini, donne e bambini nel Mediterraneo. Per continuare, abbiamo bisogno di voi.

Ogni donazione è preziosa.

Visita il sito di Sos Mediterranee

Newsletter – Che cosa succede nel Mediterraneo?

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

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Care amiche, cari amici,

ieri sera una donna incinta di nove mesi e suo marito sono stati evacuati in elicottero a Malta a causa di complicazioni mediche. Mentre scriviamo, la Ocean Viking ha ancora 82 sopravvissuti a bordo, tra cui un’altra donna incinta, un bambino di un anno e 17 minori non accompagnati.

Arrivati sabato scorso nelle acque internazionali, al largo delle coste libiche, abbiamo potuto portare in salvo questi uomini, donne e bambini, con due operazioni in mare in sole 48 ore. Attualmente siamo in attesa di una risposta conforme al diritto internazionale per farli sbarcare in un luogo sicuro.

Domenica, nel corso della prima operazione, i nostri soccorritori hanno tratto in salvo 50 persone stipate in un gommone. Durante il salvataggio, che è durato quasi tre ore, uno dei tubolari della imbarcazione ha cominciato a sgonfiarsi. “Dio vi benedica!” ha esclamato uno dei sopravvissuti mentre le nostre squadre distribuivano i giubbotti di salvataggio.

Il giorno dopo, nella notte tra lunedì e martedì, quando le condizioni meteorologiche sono bruscamente peggiorate, 34 persone soccorse da una piccola barca a vela dell’organizzazione ResQship, la Josefa, sono state trasferite sulla Ocean Viking. La situazione a bordo della imbarcazione di 14 metri era diventata urgente, a causa delle pessime condizioni in mare (onde alte, raffiche di 25 nodi, pioggia…). Tra le persone trasferite sei donne tra cui una incinta e un bambino di un anno.

Newsletter – Primo salvataggio con la Ocean Viking

Ho ricevuto sabato 10 agosto da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

 

Cari amici, care amiche,

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Imbarcazione con i migranti a rischio naufragio

ieri 85 persone, tra cui 5 donne e 25 minori, sono state tratte in salvo dai nostri team e ora sono al sicuro a bordo della Ocean Viking. Il più piccolo ha solamente un anno. Desideriamo condividere questa notizia con tutti voi che, da terra, ci date i mezzi per agire lì dove delle vite sono in pericolo.

Partita dalla Libia, l’imbarcazione è stata segnalata giovedì sera. I nostri team a bordo l’hanno cercata per tutta la notte, ma è stata avvistata soltanto ieri mattina, grazie alle indicazioni fornite da un aereo portoghese dell’operazione Sophia.

Esausti dopo più di 48 ore alla deriva in mare stipati su un gommone che iniziava a sgonfiarsi, gli 85 sopravvissuti hanno applaudito all’avvicinarsi dei nostri soccorritori.

Dopo questa operazione, i nostri team hanno trascorso parte della serata alla ricerca di un’altra imbarcazione che, secondo la testimonianza dei sopravvissuti, era partita contemporaneamente alla prima. Poche ore dopo, abbiamo appreso che questa seconda imbarcazione sarebbe stata intercettata dalla guardia costiera libica e riportata in Libia, a scapito del diritto marittimo e delle convenzioni internazionali.

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La nuova nave di soccorso Ocean Viking

Oggi, i nostri team rimangono in allerta alla ricerca di altre imbarcazioni in difficoltà e si prendono cura degli 85 sopravvissuti che hanno potuto lavarsi, mangiare e ricevere le prime cure a bordo della Ocean Viking.

Se sono sani e salvi, è grazie a voi. Senza il vostro sostegno e quello di migliaia di cittadini e cittadine, oggi non saremmo stati in mare per tendere loro la mano.

Questo salvataggio, a meno di 24 ore dal nostro arrivo nel Mediterraneo centrale, dimostra ancora una volta che la nostra missione è essenziale su questa rotta, la più letale al mondo.

Andremo avanti, guidati dal dovere di umanità, e per questo abbiamo più che mai bisogno del vostro sostegno.

Newsletter – Sos Mediterranee torna in mare

Ricevo oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

Cari amici e care amiche,

nel momento stesso in cui scriviamo, annunciamo il nostro ritorno in mare con una nuova nave. È una notizia importante, che vogliamo condividere con voi senza attendere oltre.

La nuova nave è già in mare e fa rotta verso il Mediterraneo.

Per motivi di sicurezza siamo stati costretti a mantenere la massima riservatezza intorno ai nostri preparativi, per non correre il rischio di blocchi amministrativi prima ancora di ripartire verso il Mediterraneo, dove l’emergenza è inalterata mentre il tasso di mortalità è drammaticamente aumentato.

Quest’anno ancora, uomini, donne e bambini continuano a prendere il mare, “stipati” su imbarcazioni di fortuna, per fuggire dalla Libia, paese in cui regnano abusi, torture e una guerra civile che in questi ultimi mesi si è intensificata. Il più delle volte queste persone in difficoltà sono intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica e ricondotte verso l’inferno da cui stanno cercando di fuggire o – in assenza di sufficienti mezzi di soccorso – scompaiono in mare senza testimoni. Il tasso di mortalità non è mai stato così alto nel Mediterraneo centrale come nel 2019. Secondo l’OIM, negli ultimi cinque anni almeno 20.000 persone sono morte annegate nel Mediterraneo.

È dunque d’importanza vitale che questa nuova nave sia in mare per tendere la mano a chi annega.

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La nuova nave di soccorso Ocean Viking

La nave si chiama Ocean Viking, è progettata per il salvataggio in mare e batte bandiera norvegese. È robusta, lunga 69 m, ed è più veloce e più moderna della Aquarius. Abbiamo lavorato parecchie settimane per allestirla, per installare diverse aree protette per i sopravvissuti, la clinica del nostro partner medico Medici Senza Frontiere e le nostre attrezzature di soccorso.

Dal momento che dal giugno 2018 nel Mediterraneo centrale non esiste più alcun meccanismo automatico di sbarco in un luogo sicuro, siamo pienamente consapevoli che ogni operazione di salvataggio può essere seguita da giorni difficili e da negoziazioni per la ricerca di un posto sicuro dove i sopravvissuti possano sbarcare. Questa nave è stata quindi attrezzata appositamente per affrontare soggiorni più lunghi in mare.

Questa nuova nave è la vostra nave.

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Insieme allo scrittore Daniel Pennac sulla nave Aquarius ormeggiata nel porto di Palermo

È grazie al vostro sostegno e a quello di migliaia di cittadini europei se oggi siamo in mare e se possiamo proseguire la nostra missione in modo indipendente.

Insieme, possiamo agire per salvare vite in mare

Il team di SOS MEDITERRANEE

#BackAtSea

Monologhi – Ustica l’isola senza tempo [VIDEO]

È come se un’improvvisa lingua di fuoco, di lava incandescente tra boati e soffi, avesse generato vita terrestre, nell’immenso mare, cangiante nel suo divenire, che già brulicava di creature marine d’ogni specie e d’ogni forgia.

Di fronte all’isola madre gorgheggi in questo tuo continuo incontro con il mare. Antico baluardo, carico di storia, presidiato da altre genti, provenienti da altre isole, da altri continenti.

Un susseguirsi scintillante di spade che luccicano imperiose e feroci. Attacchi e difese, fortificazioni che divengono luoghi di custodia. E velieri carichi di uomini esausti che allora, come oggi, cercano l’approdo.

Nel tuo casuale disegno voluto dagli dei e dal lavoro degli uomini, ci rendi quieti e romantici tra le insenature, le grotte, i terrazzamenti esposti ai venti e alla salsedine marina. Le tue albe, i tuoi tramonti, il tuo odore acre trasportato dal vento.

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Tu isola, come donna generatrice, madre terra fertile, hai donato gentilezza e sinuose amorevoli braccia, alle gibbose rughe, imperlate di sudore, di uomini sentinella, pescatori e contadini che creano e generano a loro volta.

La spuma del Mediterraneo che anima vortici sulla chiglia di navi cariche di genti coraggiose, che salutano con bandane e fazzoletti sventolanti. Donne e pargoli che piangono, speranzosi per un rapido e prolifico ritorno sulla terraferma. Sofferente silenzio destinato a diventare gioia. Sorrisi, amorevoli e fertili abbracci nel nostro modo di immaginare l’universo: pacifico, generoso, accogliente, pervaso d’amore.

Non sei più terra di conquista, non sei più strumento in mano a codardi assalitori irrispettosi della tua identità. Un dì ti sei ribellata al destino di chi ti voleva isola prigione.

Oggi vivi nell’immensa potenza della natura che genera frutti della terra e del mare, che ingurgita dentro di sé, annichilendoli, gli ozi della vita artificiale che ci allontana dalla nostra vera essenza di uomini in questo mondo.

Antonino Schiera   (Tutti i Diritti Riservati – ringrazio Alessia Marinella per le bellissime fotografie dell’isola di Ustica)