Monologhi – Ustica l’isola senza tempo [VIDEO]

È come se un’improvvisa lingua di fuoco, di lava incandescente tra boati e soffi, avesse generato vita terrestre, nell’immenso mare, cangiante nel suo divenire, che già brulicava di creature marine d’ogni specie e d’ogni forgia.

Di fronte all’isola madre gorgheggi in questo tuo continuo incontro con il mare. Antico baluardo, carico di storia, presidiato da altre genti, provenienti da altre isole, da altri continenti.

Un susseguirsi scintillante di spade che luccicano imperiose e feroci. Attacchi e difese, fortificazioni che divengono luoghi di custodia. E velieri carichi di uomini esausti che allora, come oggi, cercano l’approdo.

Nel tuo casuale disegno voluto dagli dei e dal lavoro degli uomini, ci rendi quieti e romantici tra le insenature, le grotte, i terrazzamenti esposti ai venti e alla salsedine marina. Le tue albe, i tuoi tramonti, il tuo odore acre trasportato dal vento.

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Tu isola, come donna generatrice, madre terra fertile, hai donato gentilezza e sinuose amorevoli braccia, alle gibbose rughe, imperlate di sudore, di uomini sentinella, pescatori e contadini che creano e generano a loro volta.

La spuma del Mediterraneo che anima vortici sulla chiglia di navi cariche di genti coraggiose, che salutano con bandane e fazzoletti sventolanti. Donne e pargoli che piangono, speranzosi per un rapido e prolifico ritorno sulla terraferma. Sofferente silenzio destinato a diventare gioia. Sorrisi, amorevoli e fertili abbracci nel nostro modo di immaginare l’universo: pacifico, generoso, accogliente, pervaso d’amore.

Non sei più terra di conquista, non sei più strumento in mano a codardi assalitori irrispettosi della tua identità. Un dì ti sei ribellata al destino di chi ti voleva isola prigione.

Oggi vivi nell’immensa potenza della natura che genera frutti della terra e del mare, che ingurgita dentro di sé, annichilendoli, gli ozi della vita artificiale che ci allontana dalla nostra vera essenza di uomini in questo mondo.

Antonino Schiera   (Tutti i Diritti Riservati – ringrazio Alessia Marinella per le bellissime fotografie dell’isola di Ustica)

 

 

Recensioni – Ustica casa del re, libro illustrato di Sara Favarò e Giovanna Giarraffa.

 

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Il libro

Un luogo meraviglioso è l’Isola di Ustica, un luogo che offre tantissimi spunti emozionali: il mare, la costa, le grotte marine, gli anfratti, i manufatti monumentali, la flora e fauna terrestri e marine, tutto ciò che l’ingegno dell’uomo è riuscito  a creare.

In questo contesto è difficile fare una classifica della bellezza, è difficile selezionare i file, le immagini, le sensazioni da tenere nella memoria.

Il libro Ustica casa del re edito da Qanat, di Sara Favarò e Giovanna Garraffa, scrittrici siciliane, ha questo pregio. Rappresenta un prezioso scrigno da conservare fisicamente nella propria biblioteca del cuore; da consultare quando desideriamo rasserenarci; da leggere e  rileggere ai nostri bimbi.

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Sara Favarò

Nel libro convivono in perfetta simbiosi ed armonia, le immagini ed il racconto scritto. Alle fotografie catturate con pazienza e amore da Giulio Azzarello e Toni Saetta, si accompagna la favola che si svolge nell’isola; una favola che nell’immaginario collettivo, nei preziosi ricordi della nostra infanzia, rappresenta un approdo certo al quale aggrapparci quando l’Io genitore e l’Io adulto devono fare spazio all’Io bambino: creativo, amorevole, allegro, generoso, sorridente, coraggioso.

Il libro mette in evidenza l’importanza della conservazione della natura, così come ci è stata donata, un tema molto attuale in tutto il mondo, che ad Ustica assume un ruolo molto importante dato che, proprio per questo, l’isola attrae molto turisti. Attrae anche molti sportivi ed artisti: tra questi ultimi la pittrice danese Kirsten Host che ha contribuito alla realizzazione dell’opera.

In un mondo dove tutto è diventato veloce, dove è pure difficile soffermarsi a meditare,

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Giovanna Giarraffa e Sara Favarò

Sara Favarò e Giovanna Giarraffa ci invitano, anche attraverso il libro “Ustica Casa del re”, a riappropriarci del gusto dell’osservazione di ciò che è bello, artistico, emozionante nella piena consapevolezza di noi stessi.

Il libro contiene una favola frutto della fantasia e della creatività delle due autrici e numerose fotografie di Ustica immortalata da diverse prospettive originali.

Dice Sara Favarò – “Viviamo nell’individualismo sfrenato che troppo spesso ci porta ad essere scollati da tutto ciò che ci circonda. Non capiamo che siamo parte di un tutt’uno dove ogni singolo essere è collegato. Se riusciamo ad aprire il nostro cuore e la nostra mente agli altri, riusciamo a percepirne emozioni, sentimenti, punti di vista, sensazioni e quando questo approccio è vero e sincero allora si entra in simbiosi. L’uomo non può vivere distaccato dagli altri e nemmeno dalla natura che lo circonda. Ogni cosa è funzionale al tutto. Una volta scrissi una piccola poesia: ognuno sta al tutt’uno nell’ingranaggio cosmico. Sono fili impercettibili ed è di nuovo giorno“.

Mi racconta Giovanna Giarraffa – “Un’impalpabile creatività si è impadronita di noi e ha trasformato all’unisono le nostre esperienze. Noi, io e Sara, abbiamo scritto la favola a due mani ma poi è stato ancor più fantastico scegliere le foto, scattate dalla sensibilità di Giulio, che la rendessero visibile. Il gabbiano che per noi impersona Peppino ne è la prova”

Antonino Schiera