Recensioni – La docente, saggista e scrittrice Maria Elena Mignosi ha recensito la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru

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Maria Elena Mignosi Picone

La relazione che vi invito a leggere è stata realizzata da Maria Elena Mignosi, in occasione di un incontro pubblico che ho organizzato presso il Caffè del Teatro Massimo a Palermo, il 14 novembre 2017 per promuovere e fare conoscere la mia seconda raccolta di poesie Frammenti di colore – Edizioni La Gru. Per chi volesse acquistarne una copia può chiedere direttamente a me (telefono 3459716941) oppure potrà ordinarlo direttamente alla casa editrice cliccando su questo link.

Dopo la prima silloge di poesie, Percorsi dell’anima, Antonino Schiera ce ne offre un’altra, Frammenti di colore. La parola frammenti ci richiama subito un altro titolo, abbastanza diffuso e diventato ormai molto comune, Frammenti di vita. Ma questo, che egli ha scelto, rappresenta qualcosa di nuovo e, a dire la verità, anche di più poetico. In fondo i due titoli si equivalgono: il colore rappresenta la vita, però il suo titolo ci fa capire come egli veda la vita come colore, e questo significa che è un animo molto sensibile, e anche poetico; non è di tutti vedere la vita come colore.

Ora spesso noi siamo soliti associare ad esempio ad uno stato d’animo, un determinato colore. Basti pensare a quella bellissima canzone francese che cantava Edith PiafLa vie en rose, la vita in rosa. E noi subito ci immaginiamo una vita felice, serena. Qui però, nella poesia di Antonino Schiera c’è qualcosa di nuovo, e anche di più. Egli non dice: io sono sereno e perciò vedo rosa, ma il contrario: io vedo rosa (un’alba) e di conseguenza divento sereno.

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Un momento della presentazione al Caffè del teatro Massimo

E ancora di più. Adesso andremo a scoprirlo. Cominciamo con l’esaminare tre poesie: Campo di margherite, Africa e Notturno silente. In Campo di margherite scrive: “Fui ammaliato da una distesa di fiori, delicati e forti insieme, fatta di petali bianchi, l’infiorescenza gialla / lo stelo verde”. Ora l’effetto che questa visione fa sul suo animo: “Provai ad entrare, e fui pervaso da gioia e leggiadria”. Subentra una modificazione dello spirito. E ci vien da pensare alla sua prima silloge Percorsi dell’anima.

Ora andiamo alla poesia Africa: “Qui -dice il poeta- ci si sente migliori”: l’effetto, ma c’è di più: il poeta confida di avere provato “l’infinita gratitudine – dice – per quanto di bello ho visto”. In queste semplici parole c’è racchiusa una verità profondissima e importantissima, cioè che la contemplazione della bellezza suscita bontà, perché la gratitudine è espressione di bontà. Andiamo infine a Notturno silente, in cui dice: “In quel meraviglioso quadro l’oscurità era calata con la sua forza dirompente”, ora l’effetto: “La pace e la calma si impossessarono del mio essere”. E ancora addirittura, cosa che segna il vertice della modificazione dell’anima: “Mi assopii leggiadro in rispettosa contemplativa preghiera verso un mondo incantato”. La bellezza suscita la preghiera, il dialogo con il Creatore. Può suscitare anche la fede: ma insomma: chi le ha fatte tutte queste cose? Il mare, il cielo, il monte? Non certo mano d’uomo!

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Antonino Schiera e la copertina del libro Frammenti di colore

Ora da tutto questo scaturisce un messaggio, di cui forse magari lo stesso autore non è consapevole, che magari non si era prefisso, ma che noi ricaviamo da quanto detto sopra, e cioè che la bellezza genera bontà. E allora comprendiamo meglio e appieno la famosa frase di Dostojeski, tanto cara anche al Papa Giovanni Paolo II, e ora sulla bocca di tutti, e che sentiamo da tutte le parti, forse perché la gente ne avverte l’esigenza: La bellezza salverà il mondo.

Bellezza che può esserci in un paesaggio della natura, oppure in un’opera d’arte, in un quadro, in un scultura…nella poesia. La contemplazione eleva lo spirito, lo ingentilisce, lo migliora. Ecco perché l’arte, e il creato (il Creatore è l’Artista per eccellenza), nobilita l’uomo, ne libera, facendola emergere, quella bontà, che talora è sopita, come imprigionata nei condizionamenti della esistenza. Ad esempio tante volte in un ambiente nuovo non si dà spazio alla benevolenza che c’è dentro l’animo, magari per diffidenza. E gli artisti possono fare molto in questo senso, possono contribuire alla edificazione degli spiriti. La poesia, specialmente, che si fonda sulla parola che è comunicazione, è fondamentale. Non è passatempo! E’ responsabilità.

Ritornando al titolo, forse l’idea di intitolare questa sua silloge di poesie, Frammenti di colore, ad Antonino Schiera, che è palermitano e che per residenza, gravita sul meraviglioso golfo di Mondello, coi suoi stupendi paesaggi, col mare sempre cangiante, le albe, i notturni, la spiaggia, sia venuta proprio dalla osservazione e dalla ammirazione di quel luogo incantevole, ricco di colori, e se consideriamo la borgata marinara di Mondello paese, anche dagli odori, dai sapori, così intensi ed inebrianti.

E Antonino Schiera non è sensibile solo ai colori ma appunto anche agli odori, ai sapori, a tutte quelle piacevoli sensazioni che si provano in luoghi del genere.

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La bicicletta firmata dell’autore al tramonto di Mondello

Nella poesia Aurora il poeta scrive: “L’aurora in ogni suo incedere mattutino risveglia in noi / l’essenza della vita. / Luci, colori, suoni, odori, sensazioni pervadono il nostro sentire quotidiano”. Ne La notte si esprime così: “la notte come una coperta avvolge tutto. / I nostri pensieri si fanno cupi e profondi. / Le nostre sensazioni si placano e si focalizzano su noi stessi”. E’ il momento della interiorità.

In un’altra poesia Sapori d’autunno leggiamo: “Castagne, torte e vin novello / nell’inceder spedito di novembre”, in Terra bagnata: “L’odore della Terra bagnata / esala in questa giornata”. Colori, odori, sapori sono piacevolezze della vita, sono tocchi di allegria nel grigiore della esistenza. Sono i piaceri. E’ un tema gradevole, anche se è un’arma a doppio taglio perché, basta esagerare, che invece del miglioramento si ha il peggioramento. Però il nostro poeta non sconfina, si mantiene sempre nei limiti. Lo possiamo osservare nella poesia Erotica, in cui tratta il tema con misura, finezza ed eleganza. Non trascende mai.

Anche la sua espressione poetica è misurata, la forma è piana, chiara e lineare.

Osservando tutta la sua poesia e considerandola nel suo sguardo d’insieme, possiamo osservare che questa assume in generale una connotazione romantica, e ci trasporta nell’atmosfera di altri tempi. Ricorda un po’ la poesia dell’Ottocento o dei primi del Novecento, la poesia delle piccole cose, delle piccole grandi cose. Il fischio del treno, il tocco della campana, la panchina solitaria in riva al mare.

E’ la sua una poesia gradevole che ispira pace e serenità.

Non mancano comunque neanche i momenti bui dell’esistenza, le problematiche sociali di una certa gravità come l’emigrazione, la mancanza del lavoro, la dignità calpestata e vilipesa.

Tenerissime poi le poesie al figlio, Bimbo e Federico, in cui si dimostra un padre non egoista né possessivo: “Sei di te stesso, imberbe pargolo che nascesti. Non di tuo padre non di tua madre”. O un’altra poesia Muro in cui egli si rivede figlio in quel delicato momento del passaggio da fanciullo ad adulto, in cui si impone il distacco dalla madre per assumersi le proprie responsabilità: “Gravida di dolore, la mamma lo restituì al mondo” e aggiunge “Il ciclo vitale vuole che questo accada”.

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Antonino Schiera durante un reading poetico alla Real Fonderia di Palermo

Una poesia dunque quella di Antonino Schiera, variegata, come la tavolozza di un pittore. E ce l’ho ancora davanti agli occhi, quella di mia madre che spesso mi incaricava di andare a comprarle i colori. E mi ricordo ancora il Bianco d’argento, il Blu cobalto, il Marrone terra di Siena. Nel fare la presentazione di questo libro mi sono sentita proprio nel mio giardinetto!

Poesia come la tavolozza di un pittore. Con i più svariati colori, e con quelli anche nuovi che un pittore sa creare dalla combinazione di altri fondendoli insieme. Una fantasmagoria! Ma che risulta bella proprio dall’insieme di tutti i colori, i chiari e gli scuri, quelli smaglianti e quelli cupi. Dove la bellezza non è data solo dai colori vivaci o esaltanti, (sarebbe uniformità che non è bella), ma è data dal chiaroscuro!

Questo che cosa significa? Che la vita è sempre bella, comunque sia, e che la bellezza sta proprio nel chiaroscuro, in quel contrasto di momenti lieti e tristi, che intessono la nostra esistenza. Di tutti quei momenti che, come dice Antonino Schiera, sono Frammenti di colore!

Maria Elena Mignosi Picone (per conoscerla meglio leggi la mia intervista cliccando qua)


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Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..

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