Recensioni – La valigia gialla (Libero Marzetto Editore 2021) racconto di Antonino Schiera. Nota critica della scrittrice Roberta Strano.

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LA VALIGIA GIALLA DI ANTONINO SCHIERA – RECENSIONE DI ROBERTA STRANO.

“La valigia gialla” è un racconto autobiografico che Antonino Schiera ha pubblicato  nel luglio 2021 per Libero Marzetto editore, anche se come in ogni buona invenzione  letteraria, anche la sua novella mischia realtà e fantasia.  

Il racconto, breve, come ogni racconto che si rispetti, ma intenso, ha come  protagonista Il viaggio.  Sono gli anni novanta: un giovane uomo, il protagonista, insieme alla sua  inseparabile valigia gialla, narra della sua esistenza tra Germania, Olanda e Italia.  Una vita caratterizzata dal lavoro, dalle delusioni personali, dalla nostalgia.  

Questa storia è stata ispirata all’autore dalle note Ao longe o mar, brano del 1994  registrato dai Madredeus, ed è citando le stesse parole delle scrittore: “un omaggio a  tutti gli immigrati costretti a lasciare la propria terra, ma anche a quelle persone che  per una delusione d’amore soffrono e perdono la voglia di vivere calpestando la  propria autostima. Persone, queste ultime, che intraprendono un percorso di  autogenerazione e guarigione attraverso il viaggio, fisico o mentale.”  

Gli artisti si sa hanno sempre viaggiato, per ragioni differenti. Per via della  committenza, per aggiornare il proprio stile, per vedere, per sperimentare, per  conoscere.  La tematica del viaggio in letteratura è quindi molto ricorrente.  

Il viaggiatore per eccellenza, come tutti ben sappiamo è Odisseo o anche chiamato  Ulisse, eroe mitologico, che lontano dalla propria patria affronta con coraggio e  astuzia mille pericoli pur di far ritorno nella propria terra. Tra gli autori latini non si  può tralasciare Virgilio. La maggior parte del racconto dell’ Eneide di Virgilio è  infatti incentrata sul viaggio di Enea, profugo di guerra, che insieme ai suoi compagni  si spinge per mare alla volta del Mediterraneo.  

Ma anche Marco Polo, autore del primo resoconto di viaggio nella storia della  letteratura con Il Milione.  

Spesso il viaggio e la partenza sono visti come processo di purificazione del soggetto  e prerogative essenziali di un iter di iniziazione alla vita, per cui l’abbandono della  propria casa, malgrado doloroso, ed il cammino attraverso paesi sconosciuti  diventano tappe necessarie nella crescita dell’individuo. 

Nella letteratura del 900 il viaggio diventa espressione del disorientamento  dell’uomo contemporaneo. Nel 900 cambia profondamente il modo di interpretare il  viaggio, che assume un valore psicologico ed emotivo. 

Qualunque sia il motivo che spinge l’uomo a spostarsi da un posto all’altro, i  sentimenti di chi viaggia si accomunano e da sentimenti individuali diventano  sentimenti collettivi.  

La sofferenza del distacco, la nostalgia, il desiderio del ritorno, l’incontro con  “l’altro”, la riscoperta e l’affermazione della propria identità, il superamento dei  propri limiti. 

Per tutti questi motivi, quello che noi definiamo “viaggio” deve essere visto sempre  come un’occasione di arricchimento della nostra anima.  

Spostarsi, allontanarsi dal proprio porto sicuro, implica il contatto con il diverso e la  scoperta di luoghi mai visti.  

Stabilimento Volkswagen a Wolfsburg

L’autore, in maniera emblematica infatti scrive: “Un velo di tristezza fa capolino  nella mia mente, acuita dal fatto che non posso parlare con nessuno. Forse un  poco di francese, ma il tedesco proprio non lo capisco. E alle belle ragazze  che mi passano vicine velocemente, non bastano il mio sorriso e uno sguardo dolce  che rivela la mia solitudine…  

Sentimenti di vario tipo si affollano nella mia mente, dopo avere posizionato  con qualche difficoltà la valigia gialla nel bagagliaio del treno: speranza, nostalgia,  isolamento. Sono comodamente seduto nel mio posto riservato e nel silenzio dei  miei pensieri…”  

Il peso della valigia è enorme anche metaforicamente, perché carica di lacrime,  effetti, emozioni. E allora viene spontaneo immedesimarsi in ciò che dovevano e  devono provare tutti coloro che lasciano la loro amata terra per un futuro incerto.  

In questa storia a mio avviso i protagonisti sono anche altri due: la valigia e il  viaggio!  È da evidenziare come l’autore descriva minuziosamente i treni, mi ha infatti svelato  nella corrispondenza privata che lo appassionano.  

“Comincio la mia esplorazione lungo tutto il treno, composto da ben dodici  carrozze. Prima classe, seconda classe, gli scompartimenti a salone e quelli  riservati, i bagni e poi il posto più interessante, ovvero il bar dove ordino una  piccola birra come aperitivo”.  

Frequenti le descrizioni poetiche del paesaggio, attraverso l’uso di similitudini, che ci  riportano allo Schiera poeta, e che scorre dal finestrino durante il viaggio in treno:  “Sono sovrappensiero e vedo sfilare la campagna tedesca, il paesaggio intorno  assume un aspetto sempre più nordico, cambia la flora e cambiano i colori.  L’atmosfera è ovattata nel silenzio e nell’ordine tipico della Germania. Durante il  viaggio cala il buio: la notte prende il posto del giorno e io come il bosco senza luce,  sprofondo nell’oscurità. Vivo come se mi trovassi all’interno di una bolla, attraverso la quale cerco di lasciar  penetrare soltanto impressioni positive, in quanto il mio animo tende e volge al  brutto.  Mi sento solo in una terra che non mi appartiene, sconosciuta.”  

E ancora: “Avvolto nella solitudine dei miei pensieri, sto toccando con mano il  sentimento della nostalgia, mi chiudo ogni giorno sempre più in me stesso, come un  riccio quando percepisce un pericolo.  Ogni tanto si materializza il desiderio inconscio di salire su uno di quei treni per  tornare a casa. Altre volte vado in una sala di videogiochi che mi permette di  perdermi in un mondo inesistente frutto della fantasia e del desiderio di  innamorarmi”.  

Il protagonista si sente solo e sente forte il desiderio di legarsi, di amare ancora… ma  prova anche un senso di fallimento quando incontra lo zio che lo aspetta alla stazione.  

Intercity express

Il suo è dunque un viaggio non solo fisico ma introspettivo…  

A un certo punto decide di lasciare la Germania, di cui ci fa un affresco, quando si  sofferma a pensare al tragico passato nazista della Germania. “Una nazione, quella  tedesca, rimasta per decenni divisa in due grandi sfere di influenza: americani,  francesi e inglesi da una parte, russi dall’altra. E poi Berlino, anch’essa divisa in due  grandi settori.  L’iniziale euforia dei tedeschi per la riunificazione, si sta trasformando in  preoccupazione per via dei costi del risanamento della parte sovietica rimasta  arretrata rispetto allo sviluppo della parte occidentale.”  

Quindi giunge in Olanda e anche questa volta il lettore sarà accompagnato alla  scoperta di paesaggi nordici. Il nostro protagonista spesso si chiede se questa  esperienza all’estero possa sanare le sue ferite interiori, il carico dei suoi ricordi, ed è  qui che il lettore leggendo “La valigia gialla” dovrà scoprirlo.  

Per concludere vorrei citare alcuni versi, perché è così che possiamo definirli, della  canzone ispiratrice del racconto, che pienamente si accordano con l’opera:  

In lontananza il mare 
tranquillo porto di rifugio  
Di un futuro più grande  
ancora non perso  
nella paura presente  
Non ha senso  
non sperare più per il meglio  
Viene dalla nebbia che esce  
la promessa precedente  
Abbracciando il desiderio  
Canto il tempo che passa  

E come questi versi, anche l’autore, dopo essere sprofondato nella disperazione più  cupa, spera in un futuro migliore, magari non lontano dalla propria casa e origini…  

Roberta Strano

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La valigia gialla di Antonino Schiera

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Pubblicato da Antonino Schiera

Sono nato a Palermo dove attualmente risiedo. Ho collaborato con il quotidiano “Giornale di Sicilia”, e “L’Ora” e con il “Giornale Cittadino Press”. Attualmente collaboro con il sito d’informazione “Il Salto della Quaglia” e con il Social Magazine “Culturelite”. Nel 1992 ho vinto il premio creatività della rivista “Millionaire” (Milano). Nel 2013 pubblico a Roma la mia prima raccolta di poesie Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Nel 2015 ho pubblicato due brevi storie, Moderno emigrante e Natale a Trieste all’interno della raccolta di autori vari Natale 2015 (Società Editrice Montecovello, Roma). Nel 2016 ho pubblicato la seconda raccolta di poesie Frammenti di colore (Edizioni La Gru), prefazione di Carmine Papa finalista del II Premio Giornalistico Letterario “Piersanti Mattarella”. Nel 2017 ho creato e curo attualmente il presente Blog letterario “Riflessioni d’Autore”. Nel 2019 ho pubblicato con Il Convivio Editore la raccolta di poesie Meditare e sentire con prefazione di Francesca Luzzio, successivamente la raccolta di poesie Sciabordio vitale sotto il cielo plumbeo (terzo posto al IX Premio Nazionale di Persia “Himera”). Nel 2021 ho pubblicato il racconto autobiografico La valigia gialla, edito da Libero Marzetto, secondo posto al II Premio Letterario “Antonio Veneziano”. La stessa opera è stata finalista al Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, 2023. Nello stesso anno ho firmato la prefazione generale e quella dei singoli tomi, cinque in totale, dei volumi dal titolo Le pietanze” (Edizioni Museo Mirabile, Marsala) dedicati alla cucina siciliana curati da Salvatore Mirabile. Nel 2023 ho pubblicato il racconto Berenice con la Fondazione Thule Cultura di Palermo prefazione di Maria Patrizia Allotta, postfazione di Ciro Spataro, II classificato al Premio “Piersanti Mattarella”, edizione 2024; finalista al XV Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia. Nel 2025 ho pubblicato “Il tutto e il niente” – Aforismi e divagazioni sull’amore, prefazione di Daniele Fazio (La Gru Edizioni). Per la mia opera letteraria complessiva ho ricevuto nel 2023 a Bisacquino (Palermo) il “Premio Letterario Mons. Giuseppe Petralia”, vescovo e poeta. Nel 2025 nel Premio Letterario “Castello e Parco di Maredolce – Sant’Erasmo Nautilus” la poesia Sei il mare dentro la mia isola si è classificata al primo posto e il racconto Arancine a Cefalù, pesce fresco a Castel di Tusa si è classificato terzo. Nel mese di maggio 2025 ho ricevuto la Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie. Per “La Settimana delle Culture” 2025 nella Piazzetta Bagnasco di Palermo ho presentato il testo teatrale “Dialogo sull’amore”, con la partecipazione dell’attrice Giovanna Cammarata e della giornalista Gilda Sciortino. Ho ideato e organizzato il ciclo d’Autori contemporanei “Calici di Poesie a Isnello” (due stagioni), un reading poetico a Collesano “Il mondo visto con gli occhi della poesia” (tre stagioni) e un ciclo di quattro incontri con accademici della cultura e scrittori a Piazzetta Bagnasco, Palermo. Nel mese di settembre 2025 ho ricevuto il Premio “Athena CulturElite”, per avere pubblicato miei articoli nel Magazine CulturElite e per avere pubblicato il mio racconto “Berenice” con la Fondazione Thule Cultura del Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 ho ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” all’interno della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giulio Palumbo” a Ficarazzi, il cui presidente è il Professore Tommaso Romano. Nel mese di ottobre 2025 sono stato insignito da parte del professore Tommaso Romano della carica di accademico ordinario A.S.C.U. Accademia Siciliana Cultura Umanistica con la nomina di cancelliere. Ho anche ricevuto il Premio Speciale “Spiritualità e Letteratura” nell’ambito del concorso poetico “Giulio Palumbo” con la seguente motivazione: “poeta e narratore, con sette pubblicazioni, interpreta la scrittura come epifania sacra e come primato della libertà”. Nello stesso mese ho portato felicemente a compimento l’incarico di curatore della sezione poesie nel I Concorso Letterario L’Approdo Narrativo Mondello. Si sono tra gli altri occupati della mia opera: Franca Alaimo, Lavinia Alberti, Angela Balistreri, Biagio Balistreri, Angelo Barraco, Myriam De Luca, Teresa Di Fresco, Emanuele Drago, Claudio Falletti, Giovanna Fileccia, Piergiorgio Francia, Teresa Gammauta, Sandra Guddo, Sergio Infuso, Marianna La Barbera, Salvatore Lo Bue, Gabriella Maggio, Gioele Pennino, Maria Elena Mignosi Picone, Guglielmo Peralta, Francesco Pira, Fulvia Reyes, Emilia Ricotti, Lucia Rizzo, Tommaso Romano, Roberta Strano, Anna Vincitorio. Ho organizzato un numero consistente di presentazioni e incontri con i lettori per promuovere i miei libri, partecipato a numerosi reading poetici e ricevuto alcune menzioni d’onore per tali partecipazioni. Inoltre ho recensito e promosso alcune opere di scrittori contemporanei. Esperto di marketing e comunicazione, coniugo l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che mi circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono..

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