Colgo un fiore
Su quel declivio
nasce un fiore
lo cogli
e ti ritrovi tra le mani
la corolla dell’amore.
La detergi con le lacrime
di un tempo andato
nebuloso, sbiadito
con il piglio in seno
di nuovo vitale afflato.
[CONTINUA]
Antonino Schiera – Riflessioni d'Autore
L’incontro con l’orizzonte carezza il mio desiderio di infinito
Colgo un fiore
Su quel declivio
nasce un fiore
lo cogli
e ti ritrovi tra le mani
la corolla dell’amore.
La detergi con le lacrime
di un tempo andato
nebuloso, sbiadito
con il piglio in seno
di nuovo vitale afflato.
[CONTINUA]
Appassionata
lasciati baciare e lo saprai
lasciati carezzare e lo sentirai
lasciati guardare e lo vedrai
come onde veniamo travolti
desiderio spumeggiante, leggero, frizzante, turbinio ancestrale di feconde giovinezze.
Antonino Schiera
Pavida pioggia
Stride il ticchettio della pioggia, .
esala sull’arida terra
martoriata dal virus.
Stille tristi di saracinesche
chiuse e di asfalti solitari.
Buca la notte l’aria tiepida
di un giugno anomalo
sulle spiagge vuote di genti,
madide di paure.
Cala il silenzio vestito
di tremori ancestrali,
di atavici modellamenti.
Cade la pioggia pavida
sui polverosi pensieri
annaffiati da anni di sofferenze,
di ospedali chiusi
per sopire moderne sofferenze,
adesso orditi di antichi dolori
che attendono di essere sconfitti.
Antonino Schiera
È l’astro che accende
la volta profonda e nera
di incubi notturni e di viaggi
lontani dalla terra madre.
Sono brividi di freddo,
torpore notturno sul duro
giaciglio tra fiocchi di neve
e vortici di solitudine.
Nell’armadio intriso di polvere
una siringa nauseabonda di droga,
assassina tra effluvi tracannati
di alcool trasparente che annega
torbidi e corrosivi pensieri
partoriti nel profondo sud…
Antonino Schiera
A te mamma generatrice
di sentimenti e amori,
di pensieri e parole tessitrice
e di immarcescibili ardori.
Il tempo è ormai sbiadito
di colori, ricordi e sensazioni,
sgrani il rosario dalla vita ordito,
con i tuoi occhi ci emozioni.
Antonino Schiera
Viandante derelitto© di Antonino Schiera Moderno viandante che lasci alle spalle una vita passata tra pianti di dolore e fame atavica. Enorme massa d’acqua che allontana la fatica di respirare, polverosi piedi dopo l’ennesima traversata, occhi intrisi di lacrime. Barchetta fragile nel destino al quale ti porge verso occidente ed i marosi che fanno paura maContinua a leggere “Le mie poesie – Viandante derelitto”
L’abbraccio, il forte abbraccio con il tuo mare
rende la terra, gli uomini, il verde radioso.
Di un nero pece che tutto attira.
Un’isola può essere una prigione,
ma anche una pista di decollo
verso pensieri, innovazioni, scoperte, verso la libertà!
Gramsci accogliesti perché in altre terre indesiderato.
Gli occhi salati e increspati del marinaio,
tra rughe e piaghe dolenti si impietosirono
e le parole buttate al vento di intellettuali venuti da lontano,
poterono decollare, tra le increspature del mare
e gli improvvisi cambi di vento…
Antonino Schiera
L’odore della terra bagnata esala in questa giornata di pioggia estiva. I pini e le querce smettono di alitare permeando a sé la frescura dell’acqua. Propaggini montuose costellate di rivoli nutrono la terra verso valle. Cambia il percepire dei movimenti lo sfregar sviolinante dei grilli e delle cicale. Il silenzio cala ovattato sulla serenità di giovani e vecchi. Un caffé al bar di questa nuova alba punteggiata dalla pioggia e dai sorrisi dell’imminente sereno.
Antonino Schiera
Esuli e solitari pensieri,
scalano le vette oniriche
del giorno chiamato ieri
volgeva veloce alle logiche,
di infausti e tristi presagi.
Sperava il verme solitario,
al tremolare di arcaici adagi
al famelico becco binario,
che coppia formava sul nido
appollaiato sull’unica fronda di albero, rachitico nel suo puntare, stupido, i rami verso il cielo blu adultero…
Antonino Schiera
È il buio della notte
che dilata i sensi
li screma e li potenzia.
Il latrare dei cani
fende l’aria cristallina
e fredda ferita
da una sgommata solitaria…
Antonino Schiera
Si attenuano i colori e i rumori nell’autunno che lascia il posto alla risacca. Spuma che depura e intreccia le dita di mani che in un giorno lontano si incontrarono, disperdendo il cumulo di solitudine per l’aria, come foglie spazzate dal maestrale languide, afone e senza anima, tranciate dal ramo maestro.
Antonino Schiera
Pubblico, nella Giornata della Memoria, questa mia poesia inedita dedicata alle vittime innocenti di tutte le guerre e in particolare dell’ Olocausto. Segue una mia breve testimonianza e riflessione per non dimenticare. 27 Gennaio 1945 Sul brullo e freddo campo aleggiano le anime liberate da corpi violati dal dolore. Carni svuotate dall’essenza dell’amore, abbandonato neiContinua a leggere “Le mie poesie – 27 Gennaio 1945 di Antonino Schiera nella Giornata della Memoria”