Riflessioni – Coronavirus: una nuova emergenza mondiale (2)

Circa un mese fa, il 27 febbraio scorso per la precisione, ho pubblicato una riflessione sul tema scottante e attuale del coronavirus. Forte del mio inguaribile ottimismo e di ciò che dichiarava parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i toni di quel mio post erano molto moderati e lasciavano presagire e sperare una soluzione abbastanza veloce del problema che oggi ci attanaglia.

Se torniamo indietro con la mente intorno alla prima decade di marzo, in Italia, ma anche nel resto del mondo, insistenti e diffuse erano le tesi ottimistiche di chi sposava l’idea che i toni e i provvedimenti fossero esagerati.

L’attuale primo ministro britannico Boris Johnson, ancora preso dai festeggiamenti per la ratifica della Brexit, aveva scelto la linea della leggerezza, ovvero restrizioni per combattere il coronavirus, prossime allo zero, confidando nella capacità dei nostri anticorpi di generare l’immunizzazione contro il coronavirus. Tesi che inizialmente, nel dubbio e nella confusione, era stata sposata oltreoceano dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in un primo momento aveva bloccato i voli da tutta Europa, tranne che dalla Gran Bretagna così come riportanto dai giornali (vedi notizia su ilsole24ore)

E poi le opinioni discordanti di virologi e scienziati di diversa estrazione culturale e appartenenza a vari istituti, il Sacco e lo Spallanzani in primis, ma anche all’interno della stessa Organizzazione Mondiale della Salute riguardo la pericolosità del coronavirus e dei provvedimenti da adottare.

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Pietro Mistretta pittore con Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi, noto politico e critico d’arte, spesso presente come ospite nelle trasmissioni d’opinione, dal suo profilo facebook tuonava, come suo costume, contro i provvedimenti di restrizione italiani, salvo poi fare marcia indietro perché accusato di sottovalutare il rischio pandemia da coronavirus. Non riesco a dargli torto in quanto, come me, era pervaso da un senso di ottimismo e di protezione rispetto alle iniziative lavorative, culturali, politiche, economiche strutturate e non strutturate del mondo intero, che rischiavano di fermarsi non si sa per quanto tempo. Scenario oggi che si è realizzato.

Tutto questo ha generato confusione e paura e ancora oggi, pur di fronte alle prime notizie di un arretramento del viruscorona nei numeri, nelle proiezioni e nelle tendenze, rimaniamo pietrificati e attoniti di fronte a un problema del tutto nuovo per la nostra generazione. Ancora oggi non siamo certi se siamo di fronte ad una epidemia o a una pandemia e la differenza non è da poco.

Chiudo questa mia breve riflessione, che spero possa dare un contributo ed una equilibrata valutazione di quanto stiamo vivendo con un mio aforisma: quando su tutto prevale il sentimento della paura tutto finisce, anche l’amore tra le persone.

Antonino Schiera

Società – Facebook annuncia norme severe per le fake news durante le elezioni italiane.

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Donald Trump (fotografia tratta dal suo profilo Twitter)

Non si è ancora spento l’eco proveniente dagli Stati Uniti, interessati da aspre polemiche ed inchieste, durante e dopo le ultime elezioni, che hanno sancito l’investitura a presidente di Donald Trump. È un’onda lunga che adesso arriva, in termini di nuove contromisure, anche in Italia dopo avere toccato la Germania, la Francia e l’Olanda.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. Tutti ricordiamo che le ultime elezioni presidenziali USA del novembre del 2016, sono state caratterizzate  dall’entrata a gamba tesa dei social network, che hanno influito sul risultato finale. In un’intervista a Fox News, Donald Trump ha dichiarato che se non fosse stato per Twitter, probabilmente non sarebbe mai arrivato alla Casa Bianca. Attualmente il presidente degli Stati Uniti ha oltre 40 milioni di follower. La questione oltrepassò i confini nazionali statunitensi quando si ventilò l’ipotesi, che la Russia favorì l’elezione di Donald Trump, arrivata a sorpresa, a scapito della concorrente del partito democratico Hillary Clinton.

Dimostrato, pertanto, che i social network possono influenzare l’opinione pubblica, va da se che diventano oggi improcrastinabili, una serie di misure per controllare la veridicità delle informazioni che circolano. A fronte di un presidente, il più potente della terra, che ama smanettare compulsivamente nel suo telefonino, non sono da meno i milioni di utenti che ogni giorno, più o meno incosapevolmente, fanno circolare notizie; molto spesso tendenziose se non scientificamente artefatte, per influenzare l’opinione pubblica.

In Italia queste contromisure, almeno per quanto riguarda il social di Mark

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Mark Zuckerberg (fotografia tratta dal suo profilo Facebook)

Zuckerberg, arrivano in concomitanza con le elezioni politiche del prossimo marzo 2018. Facebook ha infatti stipulato un accordo commerciale con Pagella Politica che avrà il compito, così come si evince dal suo sito, di “monitorare le dichiarazioni dei principali esponenti politici italiani, al fine di valutarne la veridicità attraverso numeri e fatti”.

Lo strumento di maggiore impatto è il fact checking, nel giornalismo trattasi della verifica dei fatti, ovvero il lavoro di accertamento degli avvenimenti citati e dei dati usati in un testo o in un discorso. Quando un post conterrà un link che porta ad una sospetta fake news, gli utenti potranno segnalarlo a Facebook, che avvierà il processo di verifica affidandosi come detto a Pagella Politica. Dal fact checking, che partirà dal prossimo lunedì 5 febbraio, sono esclusi gli stati, le foto, e i video caricati direttamente sul social network. Le fake news smascherate non verranno cancellate, ma saranno penalizzate dall’algoritmo e quindi rese meno visibili agli utenti. Sotto al post incriminato, comparirà un link con l’analisi di Pagella Politica.

Intanto Facebook ha già avviato altre notizie di sensibilizzazione  per tutelare sia gli utenti che i candidati italiani. Per riassumere è in atto una lotta ai profili falsi, creati per amplificare false notizie, che mi auguro non servano soltanto a proteggere il normale svolgimento delle prossime elezioni politiche italiane, ma che possano dare la credibilità necessaria ai social network in generale.

Violenza sui ragazzi
Fotografia del quotidiano.net

La mancanza di credibilità e di sicurezza, due aspetti importanti che se non efficacemente combattuti,  potrebbero nel tempo fare perdere quote di mercato e di interesse ai tanto amati social network. Occorre a mio parere una particolare sensibilizzazione degli utenti dei social network, specialmente riguardo i più giovani, per evitare fatti incresciosi avvenuti nel passato: casi di diffamazione diffusa e incontrollata, che ha portato conseguenze molto gravi, talvolta anche alla morte, di alcuni giovani

Antonino Schiera