Newsletter – Sguardo sul Mediterraneo [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte una  newsletter di  Sos Mediterranee Italia che pubblico volentieri:

Quali sono le conseguenze della pandemia da Covid-19 sul mondo migratorio? Chi sono gli attori attualmente presenti nel Mediterraneo centrale? Le persone continuano a fuggire via mare, qual è la situazione degli sbarchi e naufragi? Qual è la situazione in Libia? Alla luce della complessa situazione odierna nel Mediterraneo centrale, ogni settimana vi forniamo alcuni elementi di contesto. Perché testimoniare fa parte del nostra missione.

Partenze, omissioni di soccorso ed emergenza umanitaria nel Mediterraneo centrale.

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Fotografia di Guglielmo Mangiapane/ SOS MEDITERRANEE

Nel Mediterraneo centrale, l’emergenza umanitaria si è ormai considerevolmente aggravata. Negli ultimi dieci giorni sono state segnalate più di 1.000 persone in fuga dalla Libia su imbarcazioni di fortuna. Centinaia di persone sono state intercettate e rinviate forzatamente in Libia, mentre il governo di Tripoli ha dichiarato i propri porti “non sicuri” a causa dei bombardamenti che infuriano nella regione e della pandemia Covid-19. OIM Libiaha twittato il 17 aprile scorso, che “solo nell’ultima settimana, almeno 800 persone sono partite dalla Libia nel tentativo di attraversare l’Europa. Circa 400 sono stati respinti in Libia e arrestati. Almeno 200 di loro sono finiti in centri non ufficiali e risultano non più rintracciabili”.

Durante il tragico fine settimana di Pasqua, in cui Alarm Phone aveva pubblicato le posizioni conosciute di tre imbarcazioni su quattro totali che avevano chiesto aiuto – non soccorse per quattro giorni dagli Stati competenti per il salvataggio a mare – una barca è arrivata autonomamente a Porto Palo e un’altra a Pozzallo in Sicilia; mentre una terza imbarcazione con circa 47 persone a bordo ha lanciato diverse chiamate di soccorso mentre era in acque maltesi. Questa imbarcazione è stata lasciata senza soccorso, per più di 40 ore, ma è stata finalmente salvata grazie all’intervento della nave Aita Mari della Ong Salvamento Maritìmo Humanitario, che ha fatto rotta sulla zona dell’emergenza partendo dalla Sicilia.

12 morti e 51 sopravvissuti riportati in Libia dopo un’agonia di sei giorni

L’ARTICOLO PROSEGUE ALL’INTERNO DEL SITO SOS MEDITERRANEE CLICCANDO QUA

 

 

Newsletter – Ocean Viking tornerà in mare senza Medici Senza Frontiere [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, una newsletter che così recita:

Foto dal sito SOS Mediterranee
Foto dal sito SOS Mediterranee

Cari amici, speriamo che voi e i vostri cari stiate bene in questo periodo  particolarmente difficile. Come vi abbiamo segnalato di recente, data l’attuale situazione sanitaria dovuta al COVID-19, la Ocean Viking è temporaneamente in attesa nel porto di Marsiglia.

La nostra priorità è riprendere al più presto le nostre operazioni in modo responsabile, in condizioni che ci permettano di garantire la sicurezza dei nostri team e delle persone soccorse. Tuttavia, riteniamo che a causa della forte perturbazione del settore marittimo e delle reazioni degli Stati tali condizioni non siano attualmente soddisfatte.

Non condividendo la nostra strategia, il nostro partner medico Medici Senza Frontiere ha deciso di rompere la partnership che da quattro anni ci lega intorno alla nostra missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Prendiamo atto di questa decisione, anche se ce ne rammarichiamo a causa della eccezionale cooperazione tra le nostre organizzazioni a bordo della Aquarius e poi della Ocean Viking, che ci ha permesso di salvare più di 30.000 vite in mare.

Ciò nondimeno, sulla base delle nostre esperienze passate con il nostro primo partner Médecins du Monde e poi con Medici Senza Frontiere, i nostri team sono già al lavoro, determinati a riprendere il più presto possibile le operazioni di salvataggio con la Ocean Viking.

Nel Mediterraneo centrale, infatti, l’emergenza umanitaria si aggrava. Negli ultimi dieci giorni sono state segnalate più di 1.000 persone in fuga dalla Libia su imbarcazioni di fortuna. Centinaia di persone sono state intercettate e rinviate forzatamente in Libia,  mentre il governo di Tripoli ha dichiarato i propri porti “non sicuri” a causa dei bombardamenti che infuriano nella regione. Due giorni fa, cinque corpi senza vita sono stati trovati a bordo di una imbarcazione da diversi giorni in mare senza assistenza, mentre diversi Stati europei hanno annunciato ufficialmente di non essere in grado di fornire un luogo sicuro o di supportare lo sbarco di persone soccorse in mare.

Anche se siamo pienamente consapevoli della situazione estremamente difficile che gli Stati si trovano ad affrontare a causa del Covid-19, crediamo che le preoccupazioni e le misure adottate per preservare la salute pubblica non debbano andare a scapito dell’assistenza alle persone che rischiano di morire in mare.

L’Europa deve essere più che mai solidale, a terra come in mare. Insistiamo per aprire un dialogo urgente con gli Stati europei allo scopo di lavorare su scenari legali e innovativi e raccogliere insieme questa sfida.

Stiamo lavorando attivamente per ripartire presto per salvare vite in mare perché questo rimane il nostro dovere di cittadini europei e di marittimi. Vi informeremo regolarmente sul proseguimento delle nostre operazioni.  

Prendetevi cura di voi e grazie per il vostro sostegno. Finché sarete al nostro fianco, rinunciare non sarà mai un’opzione.

Il team di SOS MEDITERRANEE

#TogetherForRescue

 

 

Newsletter – Torneremo in mare, ma sin da subito ci impegniamo a terra [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, una newsletter che così recita:

Foto dal sito SOS Mediterranee
Foto dal sito SOS Mediterranee

Cari amici, come tutti voi siamo costretti in casa dall’emergenza che sta attraversando l’Europa. Il Covid-19 ci mette di fronte a una situazione senza precedenti.

La gravità dell’epidemia mette a dura prova il nostro Paese. In questa situazione è nostra responsabilità fermarci temporaneamente per fare le giuste valutazioni e poter riprendere il mare in condizioni che garantiscano la salute dei nostri team, quella delle persone che soccorriamo e la sicurezza della nostra missione. L’infezione ha sconvolto profondamente, fra le altre cose, gli assetti del settore marittimo causando l’impossibilità di assicurare i turni degli equipaggi, la chiusura dei porti, la messa in quarantena delle imbarcazioni, ecc. Sono state adottate anche misure straordinarie, come la chiusura delle frontiere europee. Fermarci è stata per noi una decisione difficile da prendere, perché sappiamo bene che l’emergenza umanitaria nel Mediterraneo centrale continua e le persone continuano a fuggire dalla Libia su imbarcazioni non adatte alla navigazione.

Conosciamo a fondo il dramma di chi è lasciato solo in mare, e per questo garantiamo con tutte le nostre forze che torneremo nel Mediterraneo il prima possibile. Nel frattempo, però, la nostra associazione, fatta di cittadini e soccorritori non può ignorare le tantissime situazioni di difficoltà, di paura e isolamento che vivono le nostre comunità a terra. E quando parliamo di comunità intendiamo dire tutti noi: cittadini italiani e stranieri, richiedenti asilo, persone senza fissa dimora, anziani e bambini.

Torneremo in mare, ma sin da subito ci impegniamo a terra.

Molti di noi volontari, soci, soccorritori, sono già coinvolti attivamente in tante realtà e associazioni su tutto il territorio italiano. In questi tempi difficili la solidarietà è più che mai necessaria ed essenziale. Ognuno di noi può fare la differenza, supportando il personale sanitario e le realtà attive sul territorio, utilizzando i dati dei canali ufficiali per diffondere informazioni corrette sull’epidemia, o semplicemente rimanendo responsabilmente a casa.

Gli effetti del Covid-19 possono essere mitigati anche senza essere in prima linea, fornendo aiuto a progetti sociali di distribuzione di medicinali, supporto psicologico telefonico o portando la spesa a domicilio. Sono iniziative da svolgere in tutta sicurezza, con la formazione necessaria, senza improvvisazione e rispettando le regole. Vi segnaliamo che queste attività possono essere svolte diventando volontari  temporanei con la Croce Rossa, su tutto il territorio nazionale (https://www.cri.it/12-03-2020-covid-19-diventa-volontario-temporaneo-croce-rossa), portando in questi giorni difficili un contributo a centinaia di progetti locali.

Diamo un segnale di vicinanza al nostro Paese, rendiamoci utili perché a mare, a terra o a casa, siamo #tuttisoccorritori.

Alessandro Porro

Presidente di SOS MEDITERRANEE Italia

 

 

Newsletter – L’Ocean Viking a Marsiglia [VIDEO]

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, una newsletter che così recita:

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Ocean Viking in porto

Cari amici, mentre l’epidemia del COVID-19 continua a diffondersi su scala mondiale, speriamo che voi e i vostri cari stiate bene. Tutte le squadre di SOS MEDITERRANEE sia in mare che a terra vogliono esprimere la loro solidarietà ai servizi di soccorso di tutti quei paesi che stanno cercando, in questo momento di straordinaria crisi, di salvare vite con tutti i mezzi disponili.

Con questo messaggio, vorremmo anche darvi alcune notizie riguardo alla nostra missione. La Ocean Viking ha appena attraccato nel porto di Marsiglia. Vi rimarrà stazionata il tempo necessario affinché i nostri team possano adeguare le nostre operazioni a questo contesto eccezionale.

La pandemia mondiale sta causando gravi problemi nell’accesso ai servizi medici e logistici nella maggior parte degli Stati europei. Al contempo, l’infezione ha sconvolto profondamente gli assetti del settore marittimo causando l’impossibilità di assicurare i turni degli equipaggi, la chiusura dei porti, la messa in quarantena delle imbarcazioni, ecc. Sono state adottate anche misure straordinarie, come la chiusura delle frontiere europee.

In questo contesto in rapida evoluzione, è nostra responsabilità valutare al meglio la situazione, per poter riprendere il mare in condizioni che garantiscano la salute dei nostri team, quella delle persone che soccorriamo e la sicurezza della nostra missione.

La nostra è una lotta contro il tempo in quanto sappiamo bene che l’emergenza umanitaria continua nel Mediterraneo centrale. Attualmente in mare non ci sono ONG né altre imbarcazioni di ricerca e salvataggio. Uomini, donne e bambini continuano a fuggire dalla Libia su imbarcazioni non adatte alla navigazione. Lo scorso fine settimana più di 400 persone sono state intercettate e rimandate in Libia, che non è un paese sicuro.

La nostra determinazione rimane costante e non perdiamo di vista il Mediterraneo. Le nostre squadre rimangono pienamente mobilitate per preparare, al più presto, il nostro ritorno in mare al fine di proseguire la nostra missione di salvataggio.

A terra, i nostri uffici sono chiusi e tutti gli eventi che comportano raduni fisici sono rinviati o cancellati in conformità con le misure di contenimento. Continuiamo il nostro lavoro a distanza e ci impegniamo in una riflessione con soci e volontari per sviluppare nuove forme di mobilitazione digitale. È certo che continueremo a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione del Mediterraneo ogni volta che potremo essere ascoltati.

In questi tempi difficili la solidarietà è più che mai necessaria ed essenziale. Abbiate cura di voi e degli altri, e restate a casa.

Il team di SOS MEDITERRANEE
#TogetherForRescue

Visita il sito di Sos Mediterranee

Newsletter – 4 anni di Sos Mediterranee Italia

Ricevo oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda un importante anniversario

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Insieme allo scrittore Daniel Pennac sulla nave Aquarius ormeggiata nel porto di Palermo

Avvocati, bariste, camionisti, disoccupati, ecografiste, fisiatri, geologi, hostess, insegnanti. Ma anche libere professioniste, mamme, nonni, oculisti, panettieri, questori. E pure restauratori, studentesse, tipografi, universitari, vivaisti e zootecnici.

Sono uomini e donne che credono che il Mediterraneo non debba essere una frontiera e un cimitero, sono persone stanche di girarsi dall’altra parte ogni volta che c’è un naufragio.

E’ la società civile che in questi 4 anni non ha mai smesso di sostenere SOS MEDITERRANEE Italia, invitandoci nelle scuole, nelle associazioni e nelle piazze per raccontare quello che succede in mezzo al mare, facendo leva sulle coscienze per tenere aperto lo spazio umanitario. In altre parole, siete tutte e tutti voi: la nostra nave è la vostra nave.

Il 19 febbraio, abbiamo festeggiato l’anniversario di un’idea e chi ci permette di portarla avanti. Festeggiamo i soccorritori ma anche chi fa una donazione o raccoglie fondi, chi partecipa agli eventi, chi organizza un concerto, un’intervista, una proiezione.

Grazie per il vostro sostegno.

Il regalo che abbiamo ricevuto ha un valore inestimabile: è aver salvato quasi 32 mila persone, è sapere che non siamo soli, è vedere che anche in Italia c’è chi crede nel diritto internazionale e non ritiene accettabile lasciare le persone da sole in mezzo al mare.

Il nostro sogno è di poter essere presenti in tutte le città, mobilitando gruppi di volontari. In questa newsletter Margherita ci racconta l’esperienza di Firenze: facendo piccole azioni è possibile portare solidarietà concreta dalla terra fino al centro del Mediterraneo.

#TogetherForRescue

Alessandro Porro

presidente di SOS MEDITERRANEE Italia 

Newsletter – Quanti oggetti ci separano?

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti e delle necessità economiche che ne derivano:

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Hanna-Wallace-Bowman-MSF

Cari amici, care amiche, mi chiamo Alessandro, sono uno dei soccorritori di SOS MEDITERRANEE e vi scrivo dalla Ocean Viking.

Come logista sulla nave, uno dei miei compiti è contare, catalogare e provvedere alla manutenzione delle apparecchiature, ma anche prendermi cura delle necessità materiali delle persone soccorse e dei colleghi soccorritori e anticiparle. Ho tre container pieni di materiali, e passo la giornate a mettere ordine. Forse anche per questo sono sempre stato ossessionato dall’idea di quanti oggetti possediamo nel mondo occidentale. Oggetti utili ma a volte anche superflui, distrazioni, vanità, riempitivi.

La differenza fra “noi” e “loro” è anche misurabile in oggetti: chi arriva dal mare non possiede nulla. Recuperiamo persone che hanno un corpo, e poco più. A volte sono anche svestite: pantaloni e magliette sono rubati dall’acqua. Qualcuno ha dei foglietti, su cui sono scritti numeri di telefono di chi è rimasto a casa.

Diamo a tutti una sacca per ricominciare, con vestiti puliti, acqua e cibo. I sopravvissuti vestono magliette bianche, sotto tute nere o blu.

E’ un popolo silenzioso, che possiede più storie che oggetti. Storie da condividere, storie che devono essere raccontate. E’ per questo che abbiamo bisogno del vostro aiuto, da terra: per soccorrere e proteggere altri esseri umani, prima di tutto, ma anche per testimoniare le loro storie.

Siamo le vostre mani, i vostri occhi e le vostre orecchie in mezzo al mare.

Grazie al sostegno di migliaia di cittadini europei, abbiamo soccorso 30.734 uomini, donne e bambini nel Mediterraneo. Per continuare, abbiamo bisogno di voi.

Ogni donazione è preziosa.

Visita il sito di Sos Mediterranee

Newsletter – Verso un risveglio europeo?

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

Foto tratta dal sito Sos Mediterranee
Foto tratta dal sito Sos Mediterranee

Care amiche, cari amici,

Quindici mesi fa, l’Italia chiudeva i suoi porti alla Aquarius e a tutte le navi di aiuto umanitario nel Mediterraneo centrale. Da allora, ogni salvataggio ha portato a lunghi negoziati tra i paesi europei per decidere sulla ripartizione delle persone soccorse. Il diritto marittimo ha ceduto di fronte a questioni politiche. Le ONG sono demonizzate, il coordinamento internazionale è inesistente.

Questo periodo sta volgendo al termine? È troppo presto per dirlo, ma il segnale è incoraggiante, persino storico: l’Italia torna al tavolo dei negoziati. Lampedusa e poi Messina sono state assegnate dalle autorità marittime come porti sicuri per la Ocean Viking, e a La Valletta è stato annunciato un pre-accordo europeo che potrebbe portare l’8 ottobre all’adozione di un meccanismo di sbarco coordinato.

Mentre gli Stati tardano a raggiungere un accordo, i naufragi continuano. Secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), 658 persone sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale nel 2019. Senza contare quelle di cui non si sa nulla.

Il 17 settembre 2019 è stato raggiunto il numero simbolico di 30.000 persone salvate da SOS MEDITERRANEE. È troppo, e non è abbastanza.

30.000 vite! Quando abbiamo creato questa associazione quattro anni fa, non ci siamo prefissati alcun orizzonte temporale o obiettivo numerico. La gente stava annegando cercando di attraversare il Mar Mediterraneo e non potevamo accettare di non agire. Migliaia di persone si sono mobilitate. Abbiamo noleggiato una nave, abbiamo preso il mare, abbiamo teso una mano.

Newsletter – Che cosa succede nel Mediterraneo?

Ho ricevuto oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

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Hanna-Wallace-Bowman-MSF

Care amiche, cari amici,

ieri sera una donna incinta di nove mesi e suo marito sono stati evacuati in elicottero a Malta a causa di complicazioni mediche. Mentre scriviamo, la Ocean Viking ha ancora 82 sopravvissuti a bordo, tra cui un’altra donna incinta, un bambino di un anno e 17 minori non accompagnati.

Arrivati sabato scorso nelle acque internazionali, al largo delle coste libiche, abbiamo potuto portare in salvo questi uomini, donne e bambini, con due operazioni in mare in sole 48 ore. Attualmente siamo in attesa di una risposta conforme al diritto internazionale per farli sbarcare in un luogo sicuro.

Domenica, nel corso della prima operazione, i nostri soccorritori hanno tratto in salvo 50 persone stipate in un gommone. Durante il salvataggio, che è durato quasi tre ore, uno dei tubolari della imbarcazione ha cominciato a sgonfiarsi. “Dio vi benedica!” ha esclamato uno dei sopravvissuti mentre le nostre squadre distribuivano i giubbotti di salvataggio.

Il giorno dopo, nella notte tra lunedì e martedì, quando le condizioni meteorologiche sono bruscamente peggiorate, 34 persone soccorse da una piccola barca a vela dell’organizzazione ResQship, la Josefa, sono state trasferite sulla Ocean Viking. La situazione a bordo della imbarcazione di 14 metri era diventata urgente, a causa delle pessime condizioni in mare (onde alte, raffiche di 25 nodi, pioggia…). Tra le persone trasferite sei donne tra cui una incinta e un bambino di un anno.

Newsletter – La prima missione della Ocean Viking. Salvate 356 persone, lo sbarco a Malta [VIDEO]

Ho ricevuto sabato oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

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Hanna-Wallace-Bowman-MSF

Dopo uno stallo di 14 giorni, le 356 persone soccorse due settimane fa da SOS MEDITERRANEE sbarcano infine dalla Ocean Viking, nave di salvataggio gestita da SOS MEDITERRANEE in partenariato con Medici Senza Frontiere (MSF). Saranno trasferiti su navi della Marina Militare Maltese e sbarcati a Malta, in seguito ad un accordo per distribuire queste persone tra sei Paesi membri dell’Unione Europea (Irlanda, Portogallo, Francia, Romania, Germania e Lussemburgo).

“SOS MEDITERRANEE è sollevata di sapere che è stata infine trovata una soluzione europea per le 356 persone soccorse a bordo della Ocean Viking. Quattordici mesi dopo la prima esperienza di impasse vissuta dalla nostra nave precedente, l’Aquarius, ci rammarichiamo che non si sia ancora strutturato nessun meccanismo prevedibile di sbarco a livello europeo in modo da evitare inutili e prolungate sofferenze di persone vulnerabili in alto mare. Il ruolo che Malta, altri Stati membri e la Commissione Europea hanno avuto nel condurre a questa soluzione dimostra che una nuova cooperazione è possibile per evitare naufragi mortali e stalli non necessari nel Mediterraneo centrale. Speriamo che la soluzione ad hoc trovata oggi possa trasformarsi nel meccanismo di sbarco prevedibile e sostenibile promesso molte volte da numerosi Stati membri dell’Unione Europea” dice Frédéric Penard, Direttore delle Operazioni di SOS MEDITERRANEE.

“Questo stallo della Ocean Viking durato 14 giorni è stato scioccante. Gli Stati europei e le loro società civili non possono permettere che continuino a ripetersi queste situazioni. SOS MEDITERRANEE e MSF torneranno in mare appena possibile: fin quando delle persone saranno lasciate in pericolo nel Mediterraneo e fin quando gli Stati non si assumeranno maggiori responsabilità, la società civile e i marinai saranno in mare per cercare di evitare che la gente in fuga dalla Libia anneghi”, aggiunge Frédéric Penard.

La Ocean Viking farà ora un cambio equipaggio e rifornimento prima di tornare nuovamente al più presto nella regione Search and Rescue libica.

Newsletter – Primo salvataggio con la Ocean Viking

Ho ricevuto sabato 10 agosto da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

 

Cari amici, care amiche,

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Imbarcazione con i migranti a rischio naufragio

ieri 85 persone, tra cui 5 donne e 25 minori, sono state tratte in salvo dai nostri team e ora sono al sicuro a bordo della Ocean Viking. Il più piccolo ha solamente un anno. Desideriamo condividere questa notizia con tutti voi che, da terra, ci date i mezzi per agire lì dove delle vite sono in pericolo.

Partita dalla Libia, l’imbarcazione è stata segnalata giovedì sera. I nostri team a bordo l’hanno cercata per tutta la notte, ma è stata avvistata soltanto ieri mattina, grazie alle indicazioni fornite da un aereo portoghese dell’operazione Sophia.

Esausti dopo più di 48 ore alla deriva in mare stipati su un gommone che iniziava a sgonfiarsi, gli 85 sopravvissuti hanno applaudito all’avvicinarsi dei nostri soccorritori.

Dopo questa operazione, i nostri team hanno trascorso parte della serata alla ricerca di un’altra imbarcazione che, secondo la testimonianza dei sopravvissuti, era partita contemporaneamente alla prima. Poche ore dopo, abbiamo appreso che questa seconda imbarcazione sarebbe stata intercettata dalla guardia costiera libica e riportata in Libia, a scapito del diritto marittimo e delle convenzioni internazionali.

Sos Mediterranee Ocean Viking
La nuova nave di soccorso Ocean Viking

Oggi, i nostri team rimangono in allerta alla ricerca di altre imbarcazioni in difficoltà e si prendono cura degli 85 sopravvissuti che hanno potuto lavarsi, mangiare e ricevere le prime cure a bordo della Ocean Viking.

Se sono sani e salvi, è grazie a voi. Senza il vostro sostegno e quello di migliaia di cittadini e cittadine, oggi non saremmo stati in mare per tendere loro la mano.

Questo salvataggio, a meno di 24 ore dal nostro arrivo nel Mediterraneo centrale, dimostra ancora una volta che la nostra missione è essenziale su questa rotta, la più letale al mondo.

Andremo avanti, guidati dal dovere di umanità, e per questo abbiamo più che mai bisogno del vostro sostegno.

Newsletter – Sos Mediterranee torna in mare

Ricevo oggi da parte di  Sos Mediterranee Italia e pubblico volentieri, un comunicato che riguarda il salvataggio in mare dei migranti

Cari amici e care amiche,

nel momento stesso in cui scriviamo, annunciamo il nostro ritorno in mare con una nuova nave. È una notizia importante, che vogliamo condividere con voi senza attendere oltre.

La nuova nave è già in mare e fa rotta verso il Mediterraneo.

Per motivi di sicurezza siamo stati costretti a mantenere la massima riservatezza intorno ai nostri preparativi, per non correre il rischio di blocchi amministrativi prima ancora di ripartire verso il Mediterraneo, dove l’emergenza è inalterata mentre il tasso di mortalità è drammaticamente aumentato.

Quest’anno ancora, uomini, donne e bambini continuano a prendere il mare, “stipati” su imbarcazioni di fortuna, per fuggire dalla Libia, paese in cui regnano abusi, torture e una guerra civile che in questi ultimi mesi si è intensificata. Il più delle volte queste persone in difficoltà sono intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica e ricondotte verso l’inferno da cui stanno cercando di fuggire o – in assenza di sufficienti mezzi di soccorso – scompaiono in mare senza testimoni. Il tasso di mortalità non è mai stato così alto nel Mediterraneo centrale come nel 2019. Secondo l’OIM, negli ultimi cinque anni almeno 20.000 persone sono morte annegate nel Mediterraneo.

È dunque d’importanza vitale che questa nuova nave sia in mare per tendere la mano a chi annega.

Sos Mediterranee Ocean Viking
La nuova nave di soccorso Ocean Viking

La nave si chiama Ocean Viking, è progettata per il salvataggio in mare e batte bandiera norvegese. È robusta, lunga 69 m, ed è più veloce e più moderna della Aquarius. Abbiamo lavorato parecchie settimane per allestirla, per installare diverse aree protette per i sopravvissuti, la clinica del nostro partner medico Medici Senza Frontiere e le nostre attrezzature di soccorso.

Dal momento che dal giugno 2018 nel Mediterraneo centrale non esiste più alcun meccanismo automatico di sbarco in un luogo sicuro, siamo pienamente consapevoli che ogni operazione di salvataggio può essere seguita da giorni difficili e da negoziazioni per la ricerca di un posto sicuro dove i sopravvissuti possano sbarcare. Questa nave è stata quindi attrezzata appositamente per affrontare soggiorni più lunghi in mare.

Questa nuova nave è la vostra nave.

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Insieme allo scrittore Daniel Pennac sulla nave Aquarius ormeggiata nel porto di Palermo

È grazie al vostro sostegno e a quello di migliaia di cittadini europei se oggi siamo in mare e se possiamo proseguire la nostra missione in modo indipendente.

Insieme, possiamo agire per salvare vite in mare

Il team di SOS MEDITERRANEE

#BackAtSea